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kha Nov 2018
na ikaw ang inuna kahit ako ang iyong huli.
sinta, maaari bang masimulan nating muli?
parang tangang ikaw ang pinili
hinayaang makulong sa iyong tali

lahat ng aking alinlangan ay isinantabi
pinagkatiwala ang buong sarili
akala ko'y hindi ako nagkamali
ngunit nagsabi ka ng "sandali,"

"sandali, hindi ako lilisan
ngunit sandali, ako pala'y nalilito minsan
sandali. makinig ka muna. sandali lang.
hindi yata kita napupusuan."

hindi mo naman kasalanan
na ang sakit ay hindi man lang maibsan
hindi mo naman kasalanan
na madali akong palitan

hindi mo naman kasalanan
na hindi ako ang nakatuluyan
hinding-hindi mo rin kasalanan
na hindi ako kawalan

hindi mo kasalanan, mahal
na ang boses ko'y garalgal
at kapag ako'y hinihingal
kapag sinisigaw ang aking pagmamahal

at paghihintayin pa kita ng matagal
pahihintulutan kang maging pagal
ang usad sa akin ay laging mabagal
kaya hinding-hindi ka susugal

hindi mo kasalanan
ang aking mga kasalanan.
kaya't ako'y iyo nang iwan
sa sarili **** tahanan.
ga Nov 2018
Venus pukul 5 pagi
Berpendar sendu di ujung timur
Hatinya meraung bergema
Lengannya memeluk kenangan yang mulai buyar
Matanya menerawang kisah-kisah lampau
Pasrah dirinya hanyut, bermuara ke alam sadar

Jiwanya hampir roboh
Beruntai-untai tali penopang mulai usang
Seutas tetap bertahan
Yang terbuat dari cintanya,
Yang dirajut oleh sang terkasih
Mengikat rohnya tetap dalam raganya

Berderai senyap air mata yang tak pernah kering
Mengecup pelan bibir yang tak mampu berkata
Membalas tatap mata yang tak pernah terlelap
Memeluk hangat tubuh yang tak lagi merasakan hangat
Menyambut lembut mimpi yang tak pernah selesai,
Mimpi yang tak ingin disudahi
01/11/2018
kingjay Dec 2018
Tinik sa dibdib, tali sa puso'y pinaghihigpitan
Sa alambreng bakod di na makawala
yung pulang tubig lang aagos
Napuno ng kabanalan, kasunod ay kasawian

Ibuhos ang isang daang karayom sa nakatiwalwal na mga sugat
Tusok sa balat ay ang kirot na lalong tumitindi nang walang kapahingahan

Mabangis na  mga pangil sa talahiban nakatago
Wasiwas ng damo binabantayan
Mahinahon na inaabangan
Mas masahol pa sa tuklaw ng sundo ni Kamatayan

Ang kaantukan ay sumagi sa ulo
Pangambang nangangahulugan
Habang puyat na bumangon

Sa dulo ng dapithapon nagsisi-awitan ang mga ibon ay may bagong silang na paraiso
Isama na at huwag pabayaan
Lahat ay humayo
Ferns Jul 2018
Mahirap ikalimot
mahirap tigilin
mahirap pigilin
ang pagiging hangal

ang taong tulad mo
ay ang dahilan
ng paghila ko
sa tali ng pag-asa
subalit ako lamang
ang dakilang tagahila
sa sobrang kapal
ako'y nakabitaw
Irena Adler Nov 2018
Virginia Woolf una volte scrisse che " la bellezza ha due tagli, uno di gioia, l'altro di angoscia, che ci dividono il cuore".
La prima cosa che mi passa per la testa di fronte a tali parole è che l'uomo e la donna patiscono continuamente anche quando sono felici. Quel tipo di angoscia che non ti abbandona mai, la sofferenza di fronte alle scelte fatte o non fatte, il desiderio di evasione in un mondo utopico, la volontà di essere completamente liberi e stoici. I pregiudizi sono nostri amici-nemici. Tutto dipende da come gli accogliamo nelle varie circostanze della vita.
Se ci fosse Virginia Woolf qua con me sicuramente  si arrabbierebbe; " Come puoi essere così disordinata? Non mi stavi  per caso citando? E poi sembrava che stessi cercando  di spiegare qualcosa?! Salti da un argomento all'altro per caso. Se devi essere patetica, aggiungici un sarcasmo poetico".
Scusa ma non riesco ad organizzare ancora bene i miei pensieri. Fluttuano come la polvere nell'aria dopo che hai tentato inutilmente  di pulire un armadio vecchio. Scusa Virginia, mi conoscerai meglio con il passare del tempo.  " Ecco, brava! Che sia sempre con te lo spirito di Judith Shakespeare!"




Martedì 6.  

L'artista che corre per la strada e cerca la sua musa, la trova nello specchio che tende subito a scomparire.
Lui non si è accorto del Sole, vive di notte, disegna di notte, sogna di giorno, sogna di notte. Vive.
Non vede, lui osserva, ama l'impossibile, ama il futile eterno, sogna e vede ciò che non sarà mai compreso dagli altri. Lui trema e le sue mani tengono il pennello con un eccitazione che non si può comprendere ma solo provare. L'emozione di fronte ad un opera che deve appena essere creata, immortalata, eterna come la non-realtà.
L'immagine sussiste e lui sbatte le ali del sogno, disubbidisce alla società, gode ed ama l'incomprensibile, lo respira e vive di ciò.

Lo spessore della profondità è inabbattibile. L'acqua non ti fa annegare; è il pensiero. Non pensiamo, nuotiamo, è l'istinto a prevalere eppure abbiamo scelto di morire. Per questo motivo esiste l'altro, per annegarci o salvarci. Mantieni la dignità e vivi. E dunque sanguina.


Venerdì 9.

L'uomo e la donna. La donna e l'uomo. L'uomo ha sulla testa una lampadine e la donna uno sbattitore da cucina. La natura del cane è quella di abbaiare. La natura della specie umana è quella di riprodursi. Eppure abbiamo la necessità di creare ed inventare, non riusciamo a farne a meno. Sentiamo un bisogno insostenibile di portare fuori ciò che sta dentro. Siamo continuamente alla ricerca dell'essere presenti, passati e futuri. La gioia e l'angoscia d' esistere ci turba le anime. Ci chiediamo sempre qual'è lo scopo del fare e di muoverci. Dove sta il dono o la maledizione di essere stati scaraventati sulla palla ovale che gira intorno a se stessa ed intorno ad una palla ancora più grande che ci mantiene in vita. E' questo il senso? Dipendere dalla luce del sole oppure  soltanto dall'acqua e dal pane?
Dove sta l'essere in questa stanza? E' forse disteso su questo letto a scrivere? Forse.
Oppure si trova proprio nel pensiero che crea quel' atto?
L'esistenza umana è ridotta ad anni di vita, non secoli. Ciò che ci è stato dato l'abbiamo preso ed appreso, ci siamo impossessati ed ora fa parte di noi. Ci è stata data la vita dalla Natura ed essa ci ha pure delimitati.
" Ecco, voi siete parte di me, vivete e morite". Se è così noi dipendiamo gli uni dagli altri, non ha senso vivere soli sulla terra, abbandonati da nessuno. Non possiede alcuna logica.

Mercoledì 33.

Il mare non è sempre stato blu; una volta era violaceo e tutti gli animali potevano entrare nell'acqua senza dove trattenere il fiato. Si respirava nell'acqua, si stava bene. Soltanto quando arrivò l'uomo e ci mise il piede in acqua, essa si contrasse e divenne blu, scura e profonda. Il mare scelse di non dare accesso all'uomo e a quel diverso tipo di intelletto che si preparava a conquistare tutto ciò che mai gli potrà appartenere interamente. Per colpa sua le specie che abitavano la terra ferma dovettero separarsi da quelle marine.
Più l'uomo diventava avido ed egoista più il mare diventava profondo e salato. Non voleva finire nella bocca di quel animale strano che camminava su due stecchi con cinque rami piccoli, ben allineati ma sporchi. L'uomo costrinse il mare a piangere e non capì, non poteva capirlo poichè ora era lui il padrone.

— The End —