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"poeti" poems
poeter poetess poetee I must profess there's more and more with less and less implore explore impress express ignore deplore digress obsess undress unless ogress poeti poeted the only thought inside your head your life is fraught with constant dread the dreams you sought all dead all dead ***** unread unsaid poeto poetum no fee no fi Jack run run run oh me oh my another one won't satisfy don't be no fun! poem poem poem ©2012 Lyn
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Nov 20, 2013
Nov 20, 2013 at 4:54 PM UTC
poem
“A poet's qualifications include common sense, knowledge of character, adherence to high ideals, combination of the dulce with the utile, intellectual superiority, appreciation of the noble history and lofty mission of poetry, and above all a willingness to listen to and profit by impartial criticism.” Ars Poeti a (ll. 295–476).[10]
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Nov 20, 2021
Nov 20, 2021 at 9:10 AM UTC
A Poet’s Qualifications
L'ultima cicala stride sulla scorza gialla dell'eucalipto i bambini raccolgono pinòli indispensabili per la galantina un cane alano urla dall'inferriata di una villa ormai disabitata le ville furono costruite dai padri ma i figli non le hanno volute ci sarebbe spazio per centomila terremotati di qui non si vede nemmeno la proda se può chiamarsi cosí quell'ottanta per cento ceduta in uso ai bagnini e sarebbe eccessivo pretendervi una pace alcionica il mare è d'altronde infestato mentre i rifiuti in totale formano ondulate collinette plastiche esaurite le siepi hanno avuto lo sfratto i deliziosi figli della ruggine gli scriccioli o reatini come spesso li citano i poeti. E c'è anche qualche boccio di magnolia l'etichetta di un pediatra ma qui i bambini volano in bicicletta e non hanno bisogno delle sue cure Chi vuole respirare a grandi zaffate la musa del nostro tempo la precarietà può passare di qui senza affrettarsi è il colpo secco quello che fa orrore non già l'evanescenza il dolce afflato del nulla Hic manebimus se vi piace non proprio ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile alla morte ( e questa piace solo ai giovani)
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Al mare (o quasi)
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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I limoni
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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Upupa, ilare uccello calunniato dai poeti, che roti la tua cresta sopra l'aereo stollo del pollaio e come un finto gallo giri al vento; nunzio primaverile, upupa, come per te il tempo s'arresta, non muore più il Febbraio, come tutto di fuori si protende al muover del tuo capo, aligero folletto, e tu lo ignori.
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Upupa, ilare uccello calunniato
I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle.
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I poeti lavorano di notte
C'è il sole Tuona, piove È autunno Dal risveglio al sonno. Le foglie sono secche e passive E i fiori morti e inattivi Più tardi, nevica I vicini della locanda Vedono passare il cervo Tutto il santo giorno E tutta la sera Sentiamo che i nervi stanno cambiando Per dare il benvenuto alla nuova stagione Dove siamo lontani dal raccolto. Puoi sentire da molto lontano Il vento che ronza nel fieno Le vibrazioni non sono monotone Poiché i colibrì delle colline Fanno sentire la loro spettacolare presenza E i poeti con giardini immaginari Descrivono tutto ciò che accade Nella terra dove le masse Restano insensibili e ignoranti E dove i funzionari eletti corrotti si vantano. C'è il sole Tuona, piove È autunno Dal risveglio al sonno. P.S. Traduzione di “The Ancient Canticles Of Autumn”. Questa poesia è dedicata ai miei amici e fan italiani. Copyright © Novembre 2024, Hébert Logerie, Tutti i diritti riservati Hébert Logerie è autore di numerosi libri di poesia.
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Nov 25, 2024
Nov 25, 2024 at 8:45 PM UTC
Gli Antichi Canti Dell'Autunno
Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza o gemma che trapassi il suono col tuo respiro l'ombra che sta ferma di fronte ad un porto di paura quel trascendere il mito come se fosse forzatamente azzurro o chi senza abbandono che non sanno che il pianto dei poeti è solo canto. Canto rubato al vecchio del portone rubato al remo del rematore alla ruota dell'ultimo carro o pianto di ginestra dove fioriva l'amatore immoto dalle turbe angosciose di declino io sono l'acqua che si genuflette davanti alla montagna del tuo amore.
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Pianto dei poeti