"nessuno" poems
Da quel gabbione uscii...
Nessuno mi guardava.
Per quale distrazione?
Per quale pensiero immerso
senza pietà nel cuore?
Per quale esclusiva
incomunicabile passione?
Come una vecchia carta,
un pezzo di giornale trascinato
sul lastrico dal vento,
vagavo, ignorato, contro i cantoni
di marmo e ottone,
gli alberelli severi del Nord,
i vetri di una Banca...
Il futuro dell'uomo!
Nessuno sapeva più nulla della pietà,
della speranza: sapevano
in questa accanita città,
solamente il futuro, come già seppero la vita.
Ognuno l'aveva in cuore,
passione quotidiana, scontata
novità, luce della nuova storia.
E io senza più capire
cos'aveva potere d'importargli,
di avere per loro significato
di farli ridere, di farli piangere,
ero un vecchio pezzo di giornale,
trascinato dal nuovo vento
tra i loro piedi di Angeli.
2k
under this gray suburban sky
being like a white pencil
who wants to write on a white sheet
and insisting
between beginning and end, on this single page of life
white pencil on a white sheet
it is difficult although that's how you draw a little line of freedom
that maybe nobody sees
but that your heart knows
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sotto questo grigio cielo di periferia
essere come una matita di color bianco
che vuole scrivere su un foglio bianco
e insistere
tra inizio e fine, su quest'unica pagina di vita
essere
matita di color bianco sul foglio bianco
è difficile eppure è così che si disegna un piccolo tratto di libertà
che forse nessuno vede
ma che il tuo cuore sa
bajo este cielo gris suburbano
ser como un lápiz de color blanco
que quiere escribir en una hoja blanca
e insistir
entre principio y fin, en esta única página de la vida.
lápiz de color blanco sobre hoja blanca
.es difícil pero así es como se dibuja una pequeña línea de libertad
que tal vez nadie ve
pero que tu corazón sabe
...................
sous ce ciel gris de banlieue
être comme un crayon blanc
qui veut écrire sur une feuille blanche
et insister
entre début et fin, dans cette unique page de la vie
crayon blanc sur une feuille blanche
c'est dur mais c'est comme ça qu'on trace une petite ligne de liberté
que peut-être personne ne voit
mais que ton coeur sait
Oct 27, 2018
Oct 27, 2018 at 5:26 PM UTC
** conosciuto Gerico,
** avuto anch'io la mia Palestina,
le mura del manicomio
erano le mura di Gerico
e una pozza di acqua infettata
ci ha battezzati tutti.
Lì dentro eravamo ebrei
e i Farisei erano in alto
e c'era anche il Messia
confuso dentro la folla:
un pazzo che urlava al Cielo
tutto il suo amore in Dio.
Noi tutti, branco di asceti
eravamo come gli uccelli
e ogni tanto una rete
oscura ci imprigionava
ma andavamo verso la messe,
la messe di nostro Signore
e Cristo il Salvatore.
Fummo lavati e sepolti,
odoravamo di incenso.
E dopo, quando amavamo
ci facevano gli elettrochoc
perché, dicevano, un pazzo
non può amare nessuno.
Ma un giorno da dentro l'avello
anch'io mi sono ridestata
e anch'io come Gesù
** avuto la mia resurrezione,
ma non sono salita ai cieli
sono discesa all'inferno
da dove riguardo stupita
le mura di Gerico antica.
1.2k
I knew it would hurt to see you again.
Did I stop loving you?
Jamais
but I mistook my heart for that of a wanderer's
my eyes would get lost in the distance
I never saw yours begging that I'd stay
that soft chant
reste reste reste
I hear the calling now
et mon coeur, I am sorry
Je suis très désolée mon bébé
peut-être
because I lost you though you never strayed
or because your heart was put to rest
while I became wordly
and lonley
et j'ai decouvert
you were the only one who'd ever matter
e vorrei ritornare ma
les mots don't get through
I think it hurts most to keep a pull in your heart
your mind letting you know that quelquechose
was forgotten that held unparalled significance
in all those should have beens
Je ne t'ai jamais oublié
mais tu as fait
et c'est bon pour tu
but now I have to float away
encore
parce que je ne peux pas observer
tu et elle
*è mi e ti
o ti e nessuno*
on that first date
I'll shatter glass if I see you kiss
but darling, know I'll always return
I'll keep waiting until your alone
wait to see you eyes shine with our memories
caro mio, I'll be standing in front of you très vite
le dico per piacere
Reste Reste Reste
I wouldn't take a single step away again, my love.
Should you present her with a ring
I wouldn't ever greet home again
and if I'm able to keep strong
I'd meet people in my travels.
I'd try, only for you, resist the graveyard
but even now, your voice sometimes crackles
my heart hears, rest rest rest
I'd give anything you wish
Don't let my unstable mind bind your decision
It's a part of my soul that was never your fault
It wavers and crashes and gently glides
Don't let my turmoil ruin your sand
Ti voglio bene
Jan 16, 2016
Jan 16, 2016 at 11:55 PM UTC
Tuo fratello morì giovane;
tu eri la bimba scaruffata che mi guarda
"in posa" nell'ovale di un ritratto.
Scrisse musiche inedite, inaudite
oggi sepolte in un baule, o andate al macero.
Forse le reinventa qualcuno
inconsapevole se ciò che è scritto è scritto.
L'amavo senza averlo conosciuto.
Fuori di te nessuno lo ricordava.
Non ** fatto ricerche: ora è inutile.
Dopo di te sono rimasto il solo
per cui egli è esistito. Ma è possibile,
lo sai, amare un'ombra, ombre noi stessi.
964
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori dal tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco di un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.
940
I
ciò che faccio la domenica pomeriggio è ascoltare tutte le canzoni che mi hanno dedicato in passato e non provare proprio nulla
in ogni caso i Pixies non mi sono mai piaciuti
II
da grande voglio fare la misteriosa bionda che scompare in circostanze ignote dando così la possibilità agli altri personaggi di interrogarsi a riguardo per un totale di 126 puntate,
alcuni si erano innamorati di me, altri mi hanno odiata, altri mi sognavano la notte ma nessuno nessuno mi ha conosciuta mai.
non sono morta come credono loro, bevo drink al cocco su una lontana spiaggia tropicale, con gli occhiali da sole e il foulard in testa.
oppure sono morta e mi sto decomponendo in fondo ad uno stagno, la mia pelle è blu e a brandelli e le ranocchie gracidano e partoriscono girini tra quello che resta dei miei capelli ma non importa perché tanto voi in vita mi avete odiato amato sognato e questo serve a rendermi immortale.
Jul 5, 2015
Jul 5, 2015 at 9:39 AM UTC
Non essere triste alla mia partenza
Presto per essere di nuovo insieme
Secco il tuo volto, ti liberi di questa sofferenza
Pensate al bene e nel male
Io sono con voi sempre nel mio cuore
Niente e nessuno ci separerà
Anche se non mi vedete io ci sarò
Anche se non sento che sarà nelle vicinanze
Mi manchi, ma la paura non
Saremo insieme quando verrai
Voglio che tu sai che ti amo
Che sono sempre presenti
Non mancano mai di vivere
Live anche per me
Perché. . .
Io sarò sempre con te
May 11, 2014
May 11, 2014 at 6:59 PM UTC
La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l'uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l'antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz'aria, dolenti, come fossero ciechi.
Se quest'uomo si rialza e va a casa a dormire,
pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque
può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi.
Può sbucare una donna e distendersi in strada,
bella e giovane, sotto un altr'uomo, gemendo
come un tempo una donna gemeva con lui.
Ma quest'uomo non vede. Va a casa a dormire
e la vita non è che un ronzio di silenzio.
A spogliarlo, quest'uomo, si trovano membra sfinite
e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe
che in quest'uomo trascorrono tiepide vene
dove un tempo la vita bruciava? Nessuno
crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze
su quel corpo e baciato quel corpo, che trema,
e bagnato di lacrime, adesso che l'uomo
giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.
861
La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell'orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s'incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
761
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d'amore,
se non d'un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l'antico, vergognoso segreto
d'accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
- nel vostro odio - addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.
È così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.
896
Brevi erano le tue lettere, precise, tutte muscolo e nervo,
di mano più usa al compasso, alla squadra, al gesto del duro comando.
Dicevan le semplici cose con semplici **** parole;
ma due ne portavano in fine, due, sempre le stesse: "Sei mia".
E quando ella giungeva, leggendo, al termine noto,
s'abbandonava all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore.
Ombre violacee intorno alla socchiusa bocca, all'affilato naso
precipitoso palpito delle vene gonfiate alle tempie alla gola
cecità delle palpebre, tensione delle mascelle nel desiderio
faccia di donna agonizzante in estasi, tu non la vedesti,
nessuno la vide. Era sola.
Ora, ogni notte, la donna che più non vorrebbe esser viva
nel vuoto della sua casa che ha odore di cenere spenta
scioglie un pacco di lettere legato con un nastro nero.
E legge; e, giunta al termine ben noto che a ognuna è sigillo,
ancor s'abbandona all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore.
Così, dalla tomba, con dura predace potenza di sillabe scritte
tu l'imprigioni, o scomparso, tu la possiedi così.
696
Anthropology suggests there was a time
When no communication was spoken by men,
Merely embryonic sounds to express
Primitive thoughts, until development called
For evolution to inspire, words holding meaning.
Religion narrates archaic stories of Babel,
Of a common tongue bonding civilisations
Building a Tower, until the Lord witnessed
The limitless ability of a unified humanity and decided,
To confuse their speech to disunite them.
Esotericism puts forth the ancient possibility
Of a coalescing language to be found in telepathy,
Unable to hide, disguise or lie, until men felt
The need to do so, creating lemmas that would conceal
Their real intentions and their true self.
Now if someone in English is a person and no one
Is nobody, and in Italian the someone is a persona
And the nobody is nessuno, when the French call both
The someone and the nobody personne, what does it do
To the understanding of each other?
Jun 21, 2017
Jun 21, 2017 at 4:38 PM UTC
Laggiù, nella notte, tra scosse
d'un lento sonaglio, uno scalpito
è fermo. Non anco son rosse
le cime dell'Alpi.
Nel cielo d'un languido azzurro,
le stelle si sbiancano appena:
si sente un confuso sussurro
nell'aria serena.
Chi passa per tacite strade?
Chi parla da tacite soglie?
Nessuno. È la guazza che cade
sopr'aride foglie.
Si parte, ch'è ora, né giorno,
sbarrando le vane pupille;
si parte tra un murmure intorno
di piccole stille.
In mezzo alle tenebre sole,
qualcuna riluce un minuto;
riflette il tuo Sole, o mio Sole;
poi cade: ha veduto.
1.1k
do not look at me
listen to me once and for all
by these forgotten suburbs of the world
in the long run, the substance becomes empty shape
with no one noticing
the mirrors reflect images different from reality
but nobody realizes anymore or pretends not to see
and I sit here dressed in flames wet with fears
that I cannot tell....
but will you listen to me once
and for all?
..................
non guardarmi
ascoltami una volta per tutte
presso queste dimenticate periferie del mondo
alla lunga, la sostanza diventa una vuota forma
senza che nessuno se ne accorga
gli specchi riflettono immagini diverse dalla realtà
ma nessuno si rende conto o fa finta di non vedere
e io mi siedo qui vestita con fiamme bagnate di paura
che non so dire ....
ma tu mi ascolterai
una volta
e per tutte?
...............
y por todas
no me mires
escúchame de una vez
y por todas
en estos suburbios olvidados del mundo
a la larga, la sustancia se convierte en vacía forma
sin que nadie se dé cuenta
los espejos reflejan imágenes diferentes de la realidad
pero nadie lo nota
o pretende no ver
y yo me siento aquí vestida en llamas empapadas de miedo
que no sé decir ...
pero tu me escucharas
de una vez
y por todas?
................................... ..........
et pour toutes
ne me regarde pas
écoute-moi une fois et pour toutes
par ces banlieues oubliées du monde
à long terme, la substance devient
forme vide
sans que personne ne s'en aperçoive
les miroirs reflètent des images différentes de la réalité
mais personne ne remarque
ou fait semblant de ne pas voir
et je suis assis ici habillé en flammes mouillé de peurs
que je ne sais pas dire ....
mais tu m'écouteras une fois
et pour toutes?
Aug 7, 2018
Aug 7, 2018 at 1:16 AM UTC
Quando idealizziamo qualcuno stiamo dicendo molto più di noi che della persona stessa.
Nessuno è perfetto, sei tu che lo vuoi vedere così o forse hai bisogno di vederlo così.
Bisogna scindere ciò che racconta l'arte e "ciò che vorremmo che fosse"dalla realtà.
Perché soffriremo quando la realtà si scontrerà con le nostre idee.
Ma questa è anche una grande liberazione: non abbiamo bisogno noi stessi di essere perfetti per essere amati.
(Per chi legge: Io non sono uno psicologo, e so pochissimo di psicologia ma osservo tanto, quindi può essere che scrivo boiate, però ci provo lo stesso a scrivere ciò che penso, che deriva dall'osservazione di me stesso, da quello che leggo da professionisti, dall'osservazione degli altri e dal mero pensiero razionale.
Lo faccio più che altro per me stesso, per non dimenticare alcuni concetti che reputo fondamentali per la mia vita, perché il mondo è veramente grande e complesso e si fa in fretta a dimenticare. Inoltre è ovvio che mi fa piacere essere letto e criticato ;) )
E secondo me questo è alla base della nascita e del mantenimento di relazioni narcisiste: il narcisista mina la tua autostima (probabilmente già bassa?) e svaluta le tue azioni. Creando uno squilibrio immaginario tra te e lui. Dove lui è Dio e voi esseri umani che sbagliano e che devono farsi perdonare.("io sono migliore di te, io ** fatto così a causa tua, la colpa è tua non mia, sei tu che esageri).
Ricorda anche un po' le religioni, vero? Lol
Ebbene, questo è solo un appunto, nella mia testa il concetto è molto più ampio, comprende anche la filosofia dell'errore e altro, maaa per ora va bene così.
_________________________
Non voglio essere messo su un piedistallo, così come non metterò nessuno su un piedistallo, perché questa è la prova che o non ci vedono per ciò che siamo o che noi non vediamo gli altri per ciò che sono.
Nov 19, 2023
Nov 19, 2023 at 11:35 AM UTC