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"nessuno" poems
Da quel gabbione uscii... Nessuno mi guardava. Per quale distrazione? Per quale pensiero immerso senza pietà nel cuore? Per quale esclusiva incomunicabile passione? Come una vecchia carta, un pezzo di giornale trascinato sul lastrico dal vento, vagavo, ignorato, contro i cantoni di marmo e ottone, gli alberelli severi del Nord, i vetri di una Banca... Il futuro dell'uomo! Nessuno sapeva più nulla della pietà, della speranza: sapevano in questa accanita città, solamente il futuro, come già seppero la vita. Ognuno l'aveva in cuore, passione quotidiana, scontata novità, luce della nuova storia. E io senza più capire cos'aveva potere d'importargli, di avere per loro significato di farli ridere, di farli piangere, ero un vecchio pezzo di giornale, trascinato dal nuovo vento tra i loro piedi di Angeli.
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Da poesia in forma di rosa - il libro delle croci
under this gray suburban sky being like a white pencil who wants to write on a white sheet and insisting between beginning and end, on this single page of life white pencil on a white sheet it is difficult although that's how you draw a little line of freedom that maybe nobody sees but that your heart knows ----------------------------- sotto questo grigio cielo di periferia essere come una matita di color bianco che vuole scrivere su un foglio bianco e insistere tra inizio e fine, su quest'unica pagina di vita essere matita di color bianco sul foglio bianco è difficile eppure è così che si disegna un piccolo tratto di libertà che forse nessuno vede ma che il tuo cuore sa bajo este cielo gris suburbano ser como un lápiz de color blanco que quiere escribir en una hoja blanca e insistir entre principio y fin, en esta única página de la vida. lápiz de color blanco sobre hoja blanca .es difícil pero así es como se dibuja una pequeña línea de libertad que tal vez nadie ve pero que tu corazón sabe ................... sous ce ciel gris de banlieue être comme un crayon blanc qui veut écrire sur une feuille blanche et insister entre début et fin, dans cette unique page de la vie crayon blanc sur une feuille blanche c'est dur mais c'est comme ça qu'on trace une petite ligne de liberté que peut-être personne ne voit mais que ton coeur sait
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Oct 27, 2018
Oct 27, 2018 at 5:26 PM UTC
white pencil on a white sheet
** conosciuto Gerico, ** avuto anch'io la mia Palestina, le mura del manicomio erano le mura di Gerico e una pozza di acqua infettata ci ha battezzati tutti. Lì dentro eravamo ebrei e i Farisei erano in alto e c'era anche il Messia confuso dentro la folla: un pazzo che urlava al Cielo tutto il suo amore in Dio. Noi tutti, branco di asceti eravamo come gli uccelli e ogni tanto una rete oscura ci imprigionava ma andavamo verso la messe, la messe di nostro Signore e Cristo il Salvatore. Fummo lavati e sepolti, odoravamo di incenso. E dopo, quando amavamo ci facevano gli elettrochoc perché, dicevano, un pazzo non può amare nessuno. Ma un giorno da dentro l'avello anch'io mi sono ridestata e anch'io come Gesù ** avuto la mia resurrezione, ma non sono salita ai cieli sono discesa all'inferno da dove riguardo stupita le mura di Gerico antica.
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La terra santa
I knew it would hurt to see you again. Did I stop loving you? Jamais but I mistook my heart for that of a wanderer's my eyes would get lost in the distance I never saw yours begging that I'd stay that soft chant reste   reste   reste I hear the calling now et mon coeur, I am sorry Je suis très désolée mon bébé peut-être because I lost you though you never strayed or because your heart was put to rest while I became wordly and lonley et j'ai decouvert you were the only one who'd ever matter e vorrei ritornare ma les mots don't get through I think it hurts most to keep a pull in your heart your mind letting you know that quelquechose was forgotten that held unparalled significance in all those should have beens Je ne t'ai jamais oublié mais tu as fait et c'est bon pour tu but now I have to float away encore parce que je ne peux pas observer tu et elle                                                                     *è mi e ti                                                                   o ti e nessuno* on that first date I'll shatter glass if I see you kiss but darling, know I'll always return I'll keep waiting until your alone wait to see you eyes shine with our memories caro mio, I'll be standing in front of you très vite                 le dico      per piacere Reste     Reste    Reste I wouldn't take a single step away again, my love. Should you present her with a ring I wouldn't ever greet home again and if I'm able to keep strong I'd meet people in my travels. I'd try, only for you, resist the graveyard but even now, your voice sometimes crackles my heart hears, rest   rest   rest I'd give anything you wish                      Don't let my unstable mind bind your decision                        It's a part of my soul that was never your fault                          It wavers and crashes and gently glides                             Don't let my turmoil ruin your sand         Ti voglio bene
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Jan 16, 2016
Jan 16, 2016 at 11:55 PM UTC
Reste
I knew it would hurt to see you again. Did I stop loving you? Jamais but I mistook my heart for that of a wanderer's my eyes would get lost in the distance I never saw yours begging that I'd stay that soft chant reste   reste   reste I hear the calling now et mon coeur, I am sorry Je suis très désolée mon bébé peut-être because I lost you though you never strayed or because your heart was put to rest while I became wordly and lonley et j'ai decouvert you were the only one who'd ever matter e vorrei ritornare ma les mots don't get through I think it hurts most to keep a pull in your heart your mind letting you know that quelquechose was forgotten that held unparalled significance in all those should have beens Je ne t'ai jamais oublié mais tu as fait et c'est bon pour tu but now I have to float away encore parce que je ne peux pas observer tu et elle                                                                     *è mi e ti                                                                   o ti e nessuno* on that first date I'll shatter glass if I see you kiss but darling, know I'll always return I'll keep waiting until your alone wait to see you eyes shine with our memories caro mio, I'll be standing in front of you très vite                 le dico      per piacere Reste     Reste    Reste I wouldn't take a single step away again, my love. Should you present her with a ring I wouldn't ever greet home again and if I'm able to keep strong I'd meet people in my travels. I'd try, only for you, resist the graveyard but even now, your voice sometimes crackles my heart hears, rest   rest   rest I'd give anything you wish                      Don't let my unstable mind bind your decision                        It's a part of my soul that was never your fault                          It wavers and crashes and gently glides                             Don't let my turmoil ruin your sand         Ti voglio bene
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Tuo fratello morì giovane; tu eri la bimba scaruffata che mi guarda "in posa" nell'ovale di un ritratto. Scrisse musiche inedite, inaudite oggi sepolte in un baule, o andate al macero. Forse le reinventa qualcuno inconsapevole se ciò che è scritto è scritto. L'amavo senza averlo conosciuto. Fuori di te nessuno lo ricordava. Non ** fatto ricerche: ora è inutile. Dopo di te sono rimasto il solo per cui egli è esistito. Ma è possibile, lo sai, amare un'ombra, ombre noi stessi.
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Tuo fratello
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale siccome i ciottoli che tu volvi, mangiati dalla salsedine; scheggia fuori dal tempo, testimone di una volontà fredda che non passa. Altro fui: uomo intento che riguarda in sé, in altrui, il bollore della vita fugace uomo che tarda all'atto, che nessuno, poi, distrugge. Volli cercare il male che tarla il mondo, la piccola stortura d'una leva che arresta l'ordegno universale; e tutti vidi gli eventi del minuto come pronti a disgiungersi in un crollo. Seguìto il solco di un sentiero m'ebbi l'opposto in cuore, col suo invito; e forse m'occorreva il coltello che recide, la mente che decide e si determina. Altri libri occorrevano a me, non la tua pagina rombante. Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli ancora i groppi interni col tuo canto. Il tuo delirio sale agli astri ormai.
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Mediterraneo
I ciò che faccio la domenica pomeriggio è ascoltare tutte le canzoni che mi hanno dedicato in passato e non provare proprio nulla in ogni caso i Pixies non mi sono mai piaciuti II da grande voglio fare la misteriosa bionda che scompare in circostanze ignote dando così la possibilità agli altri personaggi di interrogarsi a riguardo per un totale di 126 puntate, alcuni si erano innamorati di me, altri mi hanno odiata, altri mi sognavano la notte ma nessuno nessuno mi ha conosciuta mai. non sono morta come credono loro, bevo drink al cocco su una lontana spiaggia tropicale, con gli occhiali da sole e il foulard in testa. oppure sono morta e mi sto decomponendo in fondo ad uno stagno, la mia pelle è blu e a brandelli e le ranocchie gracidano e partoriscono girini tra quello che resta dei miei capelli ma non importa perché tanto voi in vita mi avete odiato amato sognato e questo serve a rendermi immortale.
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Jul 5, 2015
Jul 5, 2015 at 9:39 AM UTC
sundayy
Non essere triste alla mia partenza Presto per essere di nuovo insieme Secco il tuo volto, ti liberi di questa sofferenza Pensate al bene e nel male Io sono con voi sempre nel mio cuore Niente e nessuno ci separerà Anche se non mi vedete io ci sarò Anche se non sento che sarà nelle vicinanze Mi manchi, ma la paura non Saremo insieme quando verrai Voglio che tu sai che ti amo Che sono sempre presenti Non mancano mai di vivere Live anche per me Perché. . . Io sarò sempre con te
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May 11, 2014
May 11, 2014 at 6:59 PM UTC
non essere triste
La fatica è sedersi senza farsi notare. Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate e ritorna la voglia di pensarci da solo. Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii, ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro (l'uomo solo non può non pensare al lavoro) ridiventa l'antico destino che è bello soffrire per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano a mezz'aria, dolenti, come fossero ciechi. Se quest'uomo si rialza e va a casa a dormire, pare un cieco che ha perso la strada. Chiunque può sbucare da un angolo e pestarlo di colpi. Può sbucare una donna e distendersi in strada, bella e giovane, sotto un altr'uomo, gemendo come un tempo una donna gemeva con lui. Ma quest'uomo non vede. Va a casa a dormire e la vita non è che un ronzio di silenzio. A spogliarlo, quest'uomo, si trovano membra sfinite e del pelo brutale, qua e là. Chi direbbe che in quest'uomo trascorrono tiepide vene dove un tempo la vita bruciava? Nessuno crederebbe che un tempo una donna abbia fatto carezze su quel corpo e baciato quel corpo, che trema, e bagnato di lacrime, adesso che l'uomo giunto a casa a dormire, non riesce, ma geme.
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Il vino triste
La storia non si snoda come una catena di anelli ininterrotta. In ogni caso molti anelli non tengono. La storia non contiene il prima e il dopo, nulla che in lei borbotti a lento fuoco. La storia non è prodotta da chi la pensa e neppure da chi l'ignora. La storia non si fa strada, si ostina, detesta il poco a poco, non procede né recede, si sposta di binario e la sua direzione non è nell'orario. La storia non giustifica e non deplora, la storia non è intrinseca perché è fuori. La storia non somministra carezze o colpi di frusta. La storia non è magistra di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve a farla più vera e più giusta. La storia non è poi la devastante ruspa che si dice. Lascia sottopassaggi, cripte, buche e nascondigli. C'è chi sopravvive. La storia è anche benevola: distrugge quanto più può: se esagerasse, certo sarebbe meglio, ma la storia è a corto di notizie, non compie tutte le sue vendette. La storia gratta il fondo come una rete a strascico con qualche strappo e più di un pesce sfugge. Qualche volta s'incontra l'ectoplasma d'uno scampato e non sembra particolarmente felice. Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato. Gli altri, nel sacco, si credono più liberi di lui.
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La Storia
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Ballata delle madri
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Brevi erano le tue lettere, precise, tutte muscolo e nervo, di mano più usa al compasso, alla squadra, al gesto del duro comando. Dicevan le semplici cose con semplici **** parole; ma due ne portavano in fine, due, sempre le stesse: "Sei mia". E quando ella giungeva, leggendo, al termine noto, s'abbandonava all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Ombre violacee intorno alla socchiusa bocca, all'affilato naso precipitoso palpito delle vene gonfiate alle tempie alla gola cecità delle palpebre, tensione delle mascelle nel desiderio faccia di donna agonizzante in estasi, tu non la vedesti, nessuno la vide. Era sola. Ora, ogni notte, la donna che più non vorrebbe esser viva nel vuoto della sua casa che ha odore di cenere spenta scioglie un pacco di lettere legato con un nastro nero. E legge; e, giunta al termine ben noto che a ognuna è sigillo, ancor s'abbandona all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Così, dalla tomba, con dura predace potenza di sillabe scritte tu l'imprigioni, o scomparso, tu la possiedi così.
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Lettere
Anthropology suggests there was a time When no communication was spoken by men, Merely embryonic sounds to express Primitive thoughts, until development called For evolution to inspire, words holding meaning. Religion narrates archaic stories of Babel, Of a common tongue bonding civilisations Building a Tower, until the Lord witnessed The limitless ability of a unified humanity and decided, To confuse their speech to disunite them. Esotericism puts forth the ancient possibility Of a coalescing language to be found in telepathy, Unable to hide, disguise or lie, until men felt The need to do so, creating lemmas that would conceal Their real intentions and their true self. Now if someone in English is a person and no one Is nobody, and in Italian the someone is a persona And the nobody is nessuno, when the French call both The someone and the nobody personne, what does it do To the understanding of each other?
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Jun 21, 2017
Jun 21, 2017 at 4:38 PM UTC
Babel thoughts
Laggiù, nella notte, tra scosse d'un lento sonaglio, uno scalpito è fermo. Non anco son rosse le cime dell'Alpi. Nel cielo d'un languido azzurro, le stelle si sbiancano appena: si sente un confuso sussurro nell'aria serena. Chi passa per tacite strade? Chi parla da tacite soglie? Nessuno. È la guazza che cade sopr'aride foglie. Si parte, ch'è ora, né giorno, sbarrando le vane pupille; si parte tra un murmure intorno di piccole stille. In mezzo alle tenebre sole, qualcuna riluce un minuto; riflette il tuo Sole, o mio Sole; poi cade: ha veduto.
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La Guazza
do not look at me listen to me once and for all by these forgotten suburbs of the world in the long run, the substance becomes empty shape with no one noticing the mirrors reflect images different from reality but nobody realizes anymore or pretends not to see and I sit here dressed in flames wet with fears that I cannot tell.... but will you listen to me once and for all? .................. non guardarmi ascoltami una volta per tutte presso queste dimenticate periferie del mondo alla lunga, la sostanza diventa una vuota forma senza che nessuno se ne accorga gli specchi riflettono immagini diverse dalla realtà ma nessuno si rende conto o fa finta di non vedere e io mi siedo qui vestita con fiamme bagnate di paura che non so dire .... ma tu mi ascolterai una volta e per tutte? ............... y por todas no me mires escúchame de una vez y por todas en estos suburbios olvidados del mundo a la larga, la sustancia se convierte en vacía forma sin que nadie se dé cuenta los espejos reflejan imágenes diferentes de la realidad pero nadie lo nota o pretende no ver y yo me siento aquí vestida en llamas empapadas de miedo que no sé decir ... pero tu me escucharas de una vez y por todas? ................................... .......... et pour toutes ne me regarde pas écoute-moi une fois et pour toutes par ces banlieues oubliées du monde à long terme, la substance devient forme vide sans que personne ne s'en aperçoive les miroirs reflètent des images différentes de la réalité mais personne ne remarque ou fait semblant de ne pas voir et je suis assis ici habillé en flammes mouillé de peurs que je ne sais pas dire .... mais tu m'écouteras une fois et pour toutes?
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Aug 7, 2018
Aug 7, 2018 at 1:16 AM UTC
and for all
do not look at me listen to me once and for all by these forgotten suburbs of the world in the long run, the substance becomes empty shape with no one noticing the mirrors reflect images different from reality but nobody realizes anymore or pretends not to see and I sit here dressed in flames wet with fears that I cannot tell.... but will you listen to me once and for all? .................. non guardarmi ascoltami una volta per tutte presso queste dimenticate periferie del mondo alla lunga, la sostanza diventa una vuota forma senza che nessuno se ne accorga gli specchi riflettono immagini diverse dalla realtà ma nessuno si rende conto o fa finta di non vedere e io mi siedo qui vestita con fiamme bagnate di paura che non so dire .... ma tu mi ascolterai una volta e per tutte? ............... y por todas no me mires escúchame de una vez y por todas en estos suburbios olvidados del mundo a la larga, la sustancia se convierte en vacía forma sin que nadie se dé cuenta los espejos reflejan imágenes diferentes de la realidad pero nadie lo nota o pretende no ver y yo me siento aquí vestida en llamas empapadas de miedo que no sé decir ... pero tu me escucharas de una vez y por todas? ................................... .......... et pour toutes ne me regarde pas écoute-moi une fois et pour toutes par ces banlieues oubliées du monde à long terme, la substance devient forme vide sans que personne ne s'en aperçoive les miroirs reflètent des images différentes de la réalité mais personne ne remarque ou fait semblant de ne pas voir et je suis assis ici habillé en flammes mouillé de peurs que je ne sais pas dire .... mais tu m'écouteras une fois et pour toutes?
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Quando idealizziamo qualcuno stiamo dicendo molto più di noi che della persona stessa. Nessuno è perfetto, sei tu che lo vuoi vedere così o forse hai bisogno di vederlo così. Bisogna scindere ciò che racconta l'arte e "ciò che vorremmo che fosse"dalla realtà. Perché soffriremo quando la realtà si scontrerà con le nostre idee. Ma questa è anche una grande liberazione: non abbiamo bisogno noi stessi di essere perfetti per essere amati. (Per chi legge: Io non sono uno psicologo, e so pochissimo di psicologia ma osservo tanto, quindi può essere che scrivo boiate, però ci provo lo stesso a scrivere ciò che penso, che deriva dall'osservazione di me stesso, da quello che leggo da professionisti, dall'osservazione degli altri e dal mero pensiero razionale. Lo faccio più che altro per me stesso, per non dimenticare alcuni concetti che reputo fondamentali per la mia vita, perché il mondo è veramente grande e complesso e si fa in fretta a dimenticare. Inoltre è ovvio che mi fa piacere essere letto e criticato ;) ) E secondo me questo è alla base della nascita e del mantenimento di relazioni narcisiste: il narcisista mina la tua autostima (probabilmente già bassa?) e svaluta le tue azioni. Creando uno squilibrio immaginario tra te e lui. Dove lui è Dio e voi esseri umani che sbagliano e che devono farsi perdonare.("io sono migliore di te, io ** fatto così a causa tua, la colpa è tua non mia, sei tu che esageri). Ricorda anche un po' le religioni, vero? Lol Ebbene, questo è solo un appunto, nella mia testa il concetto è molto più ampio, comprende anche la filosofia dell'errore e altro, maaa per ora va bene così. _________________________ Non voglio essere messo su un piedistallo, così come non metterò nessuno su un piedistallo, perché questa è la prova che o non ci vedono per ciò che siamo o che noi non vediamo gli altri per ciò che sono.
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Nov 19, 2023
Nov 19, 2023 at 11:35 AM UTC
Idealizzazione, autostima e narcisismo - Riflessione
Quando idealizziamo qualcuno stiamo dicendo molto più di noi che della persona stessa. Nessuno è perfetto, sei tu che lo vuoi vedere così o forse hai bisogno di vederlo così. Bisogna scindere ciò che racconta l'arte e "ciò che vorremmo che fosse"dalla realtà. Perché soffriremo quando la realtà si scontrerà con le nostre idee. Ma questa è anche una grande liberazione: non abbiamo bisogno noi stessi di essere perfetti per essere amati. (Per chi legge: Io non sono uno psicologo, e so pochissimo di psicologia ma osservo tanto, quindi può essere che scrivo boiate, però ci provo lo stesso a scrivere ciò che penso, che deriva dall'osservazione di me stesso, da quello che leggo da professionisti, dall'osservazione degli altri e dal mero pensiero razionale. Lo faccio più che altro per me stesso, per non dimenticare alcuni concetti che reputo fondamentali per la mia vita, perché il mondo è veramente grande e complesso e si fa in fretta a dimenticare. Inoltre è ovvio che mi fa piacere essere letto e criticato ;) ) E secondo me questo è alla base della nascita e del mantenimento di relazioni narcisiste: il narcisista mina la tua autostima (probabilmente già bassa?) e svaluta le tue azioni. Creando uno squilibrio immaginario tra te e lui. Dove lui è Dio e voi esseri umani che sbagliano e che devono farsi perdonare.("io sono migliore di te, io ** fatto così a causa tua, la colpa è tua non mia, sei tu che esageri). Ricorda anche un po' le religioni, vero? Lol Ebbene, questo è solo un appunto, nella mia testa il concetto è molto più ampio, comprende anche la filosofia dell'errore e altro, maaa per ora va bene così. _________________________ Non voglio essere messo su un piedistallo, così come non metterò nessuno su un piedistallo, perché questa è la prova che o non ci vedono per ciò che siamo o che noi non vediamo gli altri per ciò che sono.
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