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"dico" poems
Le piccole cose che amo di te quel tuo sorriso un po' lontano il gesto lento della mano con cui mi accarezzi i capelli e dici: vorrei averli anch'io così belli e io dico: caro sei un po' matto e a letto svegliarsi col tuo respiro vicino e sul comodino il giornale della sera la tua caffettiera che canta, in cucina l'odore di pipa che fumi la mattina il tuo profumo un po' balsé il tuo buffo gilet le piccole cose che amo di te Quel tuo sorriso strano il gesto continuo della mano con cui mi tocchi i capelli e ripeti: vorrei averli anch'io così belli e io dico: caro me l'hai già detto e a letto sveglia sentendo il tuo respiro un po' affannato e sul comodino il bicarbonato la tua caffettiera che sibila in cucina l'odore di pipa anche la mattina il tuo profumo un po' demodé le piccole cose che amo di te Quel tuo sorriso beota la mania idiota di tirarmi i capelli e dici: vorrei averli anch'io così belli e ti dico: cretino, comprati un parrucchino! E a letto stare sveglia e sentirti russare e sul comodino un tuo calzino e la tua caffettiera che é esplosa finalmente, in cucina! La pipa che impesta fin dalla mattina il tuo profumo di scimpanzé quell'orrendo gilet le piccole cose che amo di te.
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Le piccole cose
Il bacio appena sognato in una notte di tradimenti, dove tutti consumano amplessi che non hanno profumo, il tuo bacio febbricitante, il candore delle tue labbra, somiglia alla mia porta che non riesco ad aprire. Il bacio è come una vela, fa fuggire lontano gli amanti, un amore che non ti gela che ti dà mille duemila istanti. ** cercato di ricordare che potevi tornare indietro, ma ahimè il tuo bacio è diventato simile a un vetro. Io come un animale mi rifugio nel bosco per non lasciare ovunque il mio candido pelo. Il pelo della mia anima è così bianco e così delicato che persino un coniglio ne trema. Tu mi domandi quanti amanti ** avuto e come mi hanno scoperto. Io ti dico che ognuno scopre la luce e ognuno sente la sua paura, ma la mia parte più pura è stata il bacio. Io tornerei sui monti d'Abruzzo, dove non sono mai stata. Ma se mi domandano dove traggono origine i miei versi, io rispondo: mi basta un'immersione nell'anima e vedo l'universo. Tutti mi guardano con occhi spietati, non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri e non sanno che sono firme degli angeli per celebrare le lacrime che ** versato per te.
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Il bacio
Ehi, ti amo Non ti ** mai detto che ** fatto Forse ** Mi hai sentito quando l'ho detto? Adreishka ... ti amo con tutto il mio cuore Non voglio mai lasciarti andare Voglio che nostro figlio sia perfetto Lei è perfetta Io non ti merito Mi voglio sposare Quindi, mi vuoi sposare? Adreishka So che hai già detto sì Ma dico sul serio Voglio farti felice al di là di confronto Translation for the people. Hey I love you I never told you that did I Maybe I have Did you hear me when I said it? Adreishka...I love you with all of my heart I never want to let you go I want our son to be perfect You are perfect I don't deserve you I want to marry you So will you marry me? Adreishka I know you already said yes But I really mean it I want to make you happy beyond comparison
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Apr 30, 2013
Apr 30, 2013 at 9:53 PM UTC
I Hope I Said It Right...
I knew it would hurt to see you again. Did I stop loving you? Jamais but I mistook my heart for that of a wanderer's my eyes would get lost in the distance I never saw yours begging that I'd stay that soft chant reste   reste   reste I hear the calling now et mon coeur, I am sorry Je suis très désolée mon bébé peut-être because I lost you though you never strayed or because your heart was put to rest while I became wordly and lonley et j'ai decouvert you were the only one who'd ever matter e vorrei ritornare ma les mots don't get through I think it hurts most to keep a pull in your heart your mind letting you know that quelquechose was forgotten that held unparalled significance in all those should have beens Je ne t'ai jamais oublié mais tu as fait et c'est bon pour tu but now I have to float away encore parce que je ne peux pas observer tu et elle                                                                     *è mi e ti                                                                   o ti e nessuno* on that first date I'll shatter glass if I see you kiss but darling, know I'll always return I'll keep waiting until your alone wait to see you eyes shine with our memories caro mio, I'll be standing in front of you très vite                 le dico      per piacere Reste     Reste    Reste I wouldn't take a single step away again, my love. Should you present her with a ring I wouldn't ever greet home again and if I'm able to keep strong I'd meet people in my travels. I'd try, only for you, resist the graveyard but even now, your voice sometimes crackles my heart hears, rest   rest   rest I'd give anything you wish                      Don't let my unstable mind bind your decision                        It's a part of my soul that was never your fault                          It wavers and crashes and gently glides                             Don't let my turmoil ruin your sand         Ti voglio bene
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Jan 16, 2016
Jan 16, 2016 at 11:55 PM UTC
Reste
I knew it would hurt to see you again. Did I stop loving you? Jamais but I mistook my heart for that of a wanderer's my eyes would get lost in the distance I never saw yours begging that I'd stay that soft chant reste   reste   reste I hear the calling now et mon coeur, I am sorry Je suis très désolée mon bébé peut-être because I lost you though you never strayed or because your heart was put to rest while I became wordly and lonley et j'ai decouvert you were the only one who'd ever matter e vorrei ritornare ma les mots don't get through I think it hurts most to keep a pull in your heart your mind letting you know that quelquechose was forgotten that held unparalled significance in all those should have beens Je ne t'ai jamais oublié mais tu as fait et c'est bon pour tu but now I have to float away encore parce que je ne peux pas observer tu et elle                                                                     *è mi e ti                                                                   o ti e nessuno* on that first date I'll shatter glass if I see you kiss but darling, know I'll always return I'll keep waiting until your alone wait to see you eyes shine with our memories caro mio, I'll be standing in front of you très vite                 le dico      per piacere Reste     Reste    Reste I wouldn't take a single step away again, my love. Should you present her with a ring I wouldn't ever greet home again and if I'm able to keep strong I'd meet people in my travels. I'd try, only for you, resist the graveyard but even now, your voice sometimes crackles my heart hears, rest   rest   rest I'd give anything you wish                      Don't let my unstable mind bind your decision                        It's a part of my soul that was never your fault                          It wavers and crashes and gently glides                             Don't let my turmoil ruin your sand         Ti voglio bene
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Questa felicità promessa o data m'è dolore, dolore senza causa o la causa se esiste è questo brivido che sommuove il molteplice nell'unico come il liquido scosso nella sfera di vetro che interpreta il fachiro. Eppure dico: salva anche per oggi. Torno torno le fanno guerra cose e immagini su cui cala o si leva o la notte o la neve uniforme del ricordo.
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Questa felicità
Il dono eccelso che di giorno in giorno e d'anno in anno da te attesi, o vita (e per esso, lo sai, mi fu dolcezza anche il pianto), non venne: ancor non venne. Ad ogni alba che spunta io dico: "È oggi": ad ogni giorno che tramonta io dico: "Sarà domani". Scorre intanto il fiume del mio sangue vermiglio alla sua foce: e forse il dono che puoi darmi, il solo che valga, o vita, è questo sangue: questo fluir segreto nelle vene, e battere dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti unicamente perché sei la vita.
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Il dono
Tace ora, mi chiedo se oppressa dal suo Karma, (so della sua vita, del nome che le dà, e del senso) mentre mostra a lungo lo schermo sul selciato una moltitudine stecchita in una posa tra sonno e morte levarsi a stento in preghiera e spulciarsi nell'alba. Né forse la colpisce il primo aspetto ma un altro più recondito, e vede una giustizia di diverso stampo in quella sofferenza di paria orrida eppure non abietta, e nella sua che le scende addosso. "Avere o non avere la sua parte in questa vita" riemerge in parole il suo pensiero - ma solo un lembo. E io ne tiro a me quella frangia ansioso mi confidi tutto l'altro, attento non mi rubi niente di lei, neppure l'amarezza, ed attendo. S'interrompe invece. Seguono altre immagini dell'India e nel loro riverbero le colgo un sorriso estremo tra di vittima e di bimba quasi mi lasci quella grazia in pegno di lei mentre si eclissa nella sua pena e l'idea di se stessa le muore dentro. "Perché porti quel giogo, perché non insorgi" mi trattengo appena dal gridarle, soffrendo perché soffre, certo, ma più ancora perché lascia la presa della mia tenerezza non saziata e piglia il largo piangendo; "Ascoltami" comincio a mormorarle e già penso al chiarore della sala dopo il technicolor e a lei che sul punto di partire mi guarda da dietro la lampada della sua solitudine tenuta alzata di fronte. "Mario" mi previene lei che indovina il resto. "Ancora levi come una spada, buona a che?, lo sdegno per le cose che ti resistono. Uomo chiuso all'intelligenza del diverso, negato all'amore: del mondo, intendo, di Dio dunque" e indulge a una smorfia fine di scherno per se stessa salita sul pulpito, e quasi si annulla. "Davvero vorrei tu avessi vinto" le dico con affetto incontenibile, più tardi, mentre scorre in un brusio d'api, nel film senza commento, l'India.
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L'India
Tace ora, mi chiedo se oppressa dal suo Karma, (so della sua vita, del nome che le dà, e del senso) mentre mostra a lungo lo schermo sul selciato una moltitudine stecchita in una posa tra sonno e morte levarsi a stento in preghiera e spulciarsi nell'alba. Né forse la colpisce il primo aspetto ma un altro più recondito, e vede una giustizia di diverso stampo in quella sofferenza di paria orrida eppure non abietta, e nella sua che le scende addosso. "Avere o non avere la sua parte in questa vita" riemerge in parole il suo pensiero - ma solo un lembo. E io ne tiro a me quella frangia ansioso mi confidi tutto l'altro, attento non mi rubi niente di lei, neppure l'amarezza, ed attendo. S'interrompe invece. Seguono altre immagini dell'India e nel loro riverbero le colgo un sorriso estremo tra di vittima e di bimba quasi mi lasci quella grazia in pegno di lei mentre si eclissa nella sua pena e l'idea di se stessa le muore dentro. "Perché porti quel giogo, perché non insorgi" mi trattengo appena dal gridarle, soffrendo perché soffre, certo, ma più ancora perché lascia la presa della mia tenerezza non saziata e piglia il largo piangendo; "Ascoltami" comincio a mormorarle e già penso al chiarore della sala dopo il technicolor e a lei che sul punto di partire mi guarda da dietro la lampada della sua solitudine tenuta alzata di fronte. "Mario" mi previene lei che indovina il resto. "Ancora levi come una spada, buona a che?, lo sdegno per le cose che ti resistono. Uomo chiuso all'intelligenza del diverso, negato all'amore: del mondo, intendo, di Dio dunque" e indulge a una smorfia fine di scherno per se stessa salita sul pulpito, e quasi si annulla. "Davvero vorrei tu avessi vinto" le dico con affetto incontenibile, più tardi, mentre scorre in un brusio d'api, nel film senza commento, l'India.
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Tu s a cchiù bella 'e tutt' 'e principesse, 'e tutt' 'e principesse si 'a riggina. Pe tutt' 'a vita addenucchiato io stesse a cuntemplà sta grazia accussì fina. Tu femmena nun sì, tu sì na fata impastata 'e latte, porcellana e rrose, sta pella è d'alabbastro avvellutata... (Perdoname si dico chesti ccose). 'Ncopp' a sta vocca fatta cu 'e ccerase, e 'ncopp' a chesta ***** 'e seta nera ca tiene pe capille, quanta vase io nce vulesse dà... matina e sera. Chist'uocchie tuoie chin' 'e malincunia ca tiene 'nfronte songo comm' a ll'esca, songh'uocchie ca me fanno asci 'mpazzia. St'anema mia s'addorme 'a notte e sonna sunnanno 'e te, nun te chiamma Francesca; ma saie comme te chiamma a tte? Madonna!
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Statuina a Francesca
Stanotte 'a dint' 'o lietto cu 'nu strillo aggio miso arrevuoto tutt' 'a casa, mme sò mmiso a zumpà comme a n'arillo... E nun mme faccio ancora persuaso. Ma comme, dico io po', cù tanta suonne ì mme sò ghiuto a ffa, 'o cchiù malamente; sti suonne songo suonne ca te pònno fà rummanè stecchito comme a niente. Ì steve allerta 'ncoppa a 'na muntagna Tutt'a 'nu tratto sento 'nu lamiento, 'O pizzo addò stev'ì era sulagno... Dicette ncapo a me: E chisto è 'o viento! Piglio e mme mengo pè 'nu canalone e veco sott'a n'albero piangente 'nu fuosso chino 'e prete a cuppulone... e sotto a tutto steva 'nu serpente. "Aiuto! Aiuto!" 'O povero anìmale se mettette alluccà cu tutt' 'o sciato! Appena mme vedette: "Menu male!... Salvatemi! Ì mo moro asfessiato!" "E chi t'ha cumbinato 'e sta manera?" ll'addimannaje mentr' 'o libberavo. "E stato 'nu signore aieressera" mme rispunnette, e ggià se repigliava. "Si nun era pè vvuje ì ccà murevo. Faciteve abbraccià, mio salvatore!" Mme s'arravoglia attuorno e s'astrigneva ca n'atu ppoco mme schiattava 'o core. "Lassame!" lle dicette " 'O vvì ca ì moro? " E chianu chiano mme mancava 'a forza, 'o core mme sbatteva... ll'uocchie 'a fore, mentre 'o serpente cchìù strigneva 'a morza! "Chisto è 'o ringraziamento ca mme faje? Chesta è 'a ricunuscenza ca tu puorte? A chi t'ha fatto bbene chesto faje? Ca sì cuntento quanno 'o vide muorto!" "Amico mio, serpente ì songo nato!... ... Chi nasce serpe è 'nfamo e senza core!... ... Perciò t'aqgia mangià! Ma t'hê scurdato ... ca Il'ommo, spisso, fa cchiù peggio ancora?!".
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Ricunuscenza
Stanotte 'a dint' 'o lietto cu 'nu strillo aggio miso arrevuoto tutt' 'a casa, mme sò mmiso a zumpà comme a n'arillo... E nun mme faccio ancora persuaso. Ma comme, dico io po', cù tanta suonne ì mme sò ghiuto a ffa, 'o cchiù malamente; sti suonne songo suonne ca te pònno fà rummanè stecchito comme a niente. Ì steve allerta 'ncoppa a 'na muntagna Tutt'a 'nu tratto sento 'nu lamiento, 'O pizzo addò stev'ì era sulagno... Dicette ncapo a me: E chisto è 'o viento! Piglio e mme mengo pè 'nu canalone e veco sott'a n'albero piangente 'nu fuosso chino 'e prete a cuppulone... e sotto a tutto steva 'nu serpente. "Aiuto! Aiuto!" 'O povero anìmale se mettette alluccà cu tutt' 'o sciato! Appena mme vedette: "Menu male!... Salvatemi! Ì mo moro asfessiato!" "E chi t'ha cumbinato 'e sta manera?" ll'addimannaje mentr' 'o libberavo. "E stato 'nu signore aieressera" mme rispunnette, e ggià se repigliava. "Si nun era pè vvuje ì ccà murevo. Faciteve abbraccià, mio salvatore!" Mme s'arravoglia attuorno e s'astrigneva ca n'atu ppoco mme schiattava 'o core. "Lassame!" lle dicette " 'O vvì ca ì moro? " E chianu chiano mme mancava 'a forza, 'o core mme sbatteva... ll'uocchie 'a fore, mentre 'o serpente cchìù strigneva 'a morza! "Chisto è 'o ringraziamento ca mme faje? Chesta è 'a ricunuscenza ca tu puorte? A chi t'ha fatto bbene chesto faje? Ca sì cuntento quanno 'o vide muorto!" "Amico mio, serpente ì songo nato!... ... Chi nasce serpe è 'nfamo e senza core!... ... Perciò t'aqgia mangià! Ma t'hê scurdato ... ca Il'ommo, spisso, fa cchiù peggio ancora?!".
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A dictionary holds words (in a particular language) A dico is limited by number of pages The mind bears all the different combinations of words Because the human mind is unlimited.
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May 18, 2019
May 18, 2019 at 12:41 PM UTC
Mind of a writer
i tuoi occhi marroni svolazzano e dico piove le rose le nostre labbre sfiorano insieme e i nostri cuori battono contemporaneamente le rose hanno le spine, mai io te ** le rose bruciano, siamo in fiamme ti amo da morire, fino ad allora, sei mio
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May 17, 2018
May 17, 2018 at 3:11 PM UTC
per lui