Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"nata" poems
Hinhin, But-an, Maria Clara kumbaga Mga batasan sa babaeng pilipina Pero ngano karong panahona Ang uban sa ila lahi nag tirada Cool, Tisoy, Dato mao ang ginapangita Sa mga babaeng hadlok mabutata. Mangutana ko asa ang gugma, Kung permi nalng ing-ani trip nila. Mga lalaki perti sad ang gara, Pag ang babae nay muduol kanila. 'Naa kay Car?' Perming pangutana Sa mga dalagang kani lang ang punterya. Unsaon ta man, karong panahona 'Naa koy Car.'mansad tubag aning mga lakiha. Haaay, parehas rjud silang mga tawhna Di nata magtell basig diay naay mabuong gugma. Lahi najud karong panahona, Pati mga prinsipyo kalimtan na. Pero unsaon ta man, daghan man nagapadala Sa mga butang na dili needed sa gugma.
0
Jul 27, 2016
Jul 27, 2016 at 9:35 PM UTC
Naa Koy Car
Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia; che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi. Con su la greppia un gomito, da essa era mia madre; e le dicea sommessa: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto; il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non toccò mai briglie. Tu che ti senti ai fianchi l'uragano, tu dai retta alla sua piccola mano. Tu ch'hai nel cuore la marina brulla, tu dai retta alla sua voce fanciulla". La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morte. O nata in selve tra l'ondate e il vento, tu tenesti nel cuore il tuo spavento; sentendo lasso nella bocca il morso, nel cuor veloce tu premesti il corso: adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia... " La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto. "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; oh! Due parole egli dové pur dire! E tu capisci, ma non sai ridire. Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi: lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole". Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbracciò su la criniera "O cavallina, cavallina storna, portavi a casa sua chi non ritorna! A me, chi non ritornerà più mai! Tu fosti buona... Ma parlar non sai! Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una cosa! Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise. Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t'insegni, come". Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada. La paglia non battean con l'unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote. Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome... Sonò alto un nitrito.
0
3k
La cavalla storna
Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia; che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi. Con su la greppia un gomito, da essa era mia madre; e le dicea sommessa: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto; il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non toccò mai briglie. Tu che ti senti ai fianchi l'uragano, tu dai retta alla sua piccola mano. Tu ch'hai nel cuore la marina brulla, tu dai retta alla sua voce fanciulla". La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morte. O nata in selve tra l'ondate e il vento, tu tenesti nel cuore il tuo spavento; sentendo lasso nella bocca il morso, nel cuor veloce tu premesti il corso: adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia... " La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto. "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; oh! Due parole egli dové pur dire! E tu capisci, ma non sai ridire. Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi: lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole". Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbracciò su la criniera "O cavallina, cavallina storna, portavi a casa sua chi non ritorna! A me, chi non ritornerà più mai! Tu fosti buona... Ma parlar non sai! Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una cosa! Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise. Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t'insegni, come". Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada. La paglia non battean con l'unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote. Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome... Sonò alto un nitrito.
Continue reading...
62
mystical conversation intrusion on the convenant between believer and air impregnated by unwavering faith o nata lux de lumine a pattern that commands with no physical body but that of notes fed by black blood o nata lux de lumine in exultation revered in sacrosanct fear assured, drawing near eternally trapped in song this light born of light
0
Dec 3, 2010
Dec 3, 2010 at 4:32 PM UTC
o nata lux de lumine
Kalami ba mag beach ing'aning orasa. Payts ra ba bahala ako ra usa. Tapad dayun kug lapad, Para didto magsulay-sulay kug lupad. Ambot lang ngano, Pero lami lagi mang-ungo didto, Sa mga tawo na nag date-date, Na sa kahoy nagpa dapid. Kalami ba putlon, Ang kahoy na ilang gisandigan. Pero di nata magpinait diha, Pasagdi na antik musok'sok, Sa ilang mga kigot. Chill nalang sa ko diri, Ligid ligid sa balas, Kay kabalo ko nalate raka, Sa sig pangita sa ice, Ikaw ray para nako, Ang tigtimpla sa chaser, Pangpawala sa pait, Sa akung ilimnon. Kabalo ko muabot raka puhon, Pero dili lang sad ko magdahom. Hangyo lang nako, Pag-dali lang diha di maghapit-hapit. Diristo na sa akua kay para ako maigo na. Maigo na jud ko sa imung kagwapa, Huboga na tawun ko sa imung gugma, Arung ako muundang nakog buhat, Aning mga tula na bisaya. Agpas na. Ako kang tagdun. Diri rakos balas magligid-ligid Mag tagad nimo.
0
Oct 9, 2018
Oct 9, 2018 at 3:57 AM UTC
Ang tubag sa hubog sa pangutana na unsay lami karun?
Di che reggimento siete fratelli? Parola tremante nella notte Foglia appena nata Nell'aria spasimante involontaria rivolta del'uomo presente alla sua fragilità Fratelli
0
1.3k
Fratelli
Sa atubangan sa balay Kita nagtagboay Nagkita sa ilalom sa tulay Didto ta nagdinasmagay Ug didto gipatay Hing uli nag-agaay Pila kabulan ang hing labay Kitang duha nag-iponay Sud-an permi ang kamunggay Hinay-hinay wa nay timplahay Ug kitang duha nagpinistihay Mas maayo pang magpinatyanay Naguol si tatay Kay giuli ko nimo sa balay Sugod ato wa nata nag-ambatanay Puro na ta bungulanay Gawas sa siplatay Ako nagmahay-mahay Wa dyud nasayop si nanay Mas maayo pa ang magbunlay Naay matanom bisan gamay Kaming tanan mangalipay Kaysa sa mangilay Kay naay katagbo sa tulay Ako diay si Badiday Apelido ko Diniay Isog pagka pinay Di kabalo mo tagay Ang kusog mo kiay Sa mga problemang lumalabay
0
Sep 1, 2017
Sep 1, 2017 at 7:13 PM UTC
Agaay ni Inday
Yo quiero ser llorando el hortelano de la tierra que ocupas y estercolas, compañero del alma, tan temprano. Alimentando lluvias, caracolas y órganos mi dolor sin instrumento, a las desalentadas amapolas daré tu corazón por alimento. Tanto dolor se agrupa en mi costado, que por doler me duele hasta el aliento. Un manotazo duro, un golpe helado, un hachazo invisible y homicida, un empujón brutal te ha derribado. No hay extensión más grande que mi herida, lloro mi desventura y sus conjuntos y siento más tu muerte que mi vida. Ando sobre rastrojos de difuntos, y sin calor de nadie y sin consuelo voy de mi corazón a mis asuntos. Temprano levantó la muerte el vuelo, temprano madrugó la madrugada, temprano estás rodando por el suelo. No perdono a la muerte enamorada, no perdono a la vida desatenta, no perdono a la tierra ni a la nada. En mis manos levanto una tormenta de piedras, rayos y hachas estridentes sedienta de catástrofes y hambrienta. Quiero escarbar la tierra con los dientes, quiero apartar la tierra parte a parte a dentelladas secas y calientes. Quiero minar la tierra hasta encontrarte y besarte la noble calavera y desamordazarte y regresarte. Volverás a mi huerto y a mi higuera: por los altos andamios de las flores pajareará tu alma colmenera de angelicales ceras y labores. Volverás al arrullo de las rejas de los enamorados labradores. Alegrarás la sombra de mis cejas, y tu sangre se irán a cada lado disputando tu novia y las abejas. Tu corazón, ya terciopelo ajado, llama a un campo de almendras espumosas mi avariciosa voz de enamorado. A las aladas almas de las rosas del almendro de nata te requiero, que tenemos que hablar de muchas cosas, compañero del alma, compañero.
0
1.1k
Elegía
Yo quiero ser llorando el hortelano de la tierra que ocupas y estercolas, compañero del alma, tan temprano. Alimentando lluvias, caracolas y órganos mi dolor sin instrumento, a las desalentadas amapolas daré tu corazón por alimento. Tanto dolor se agrupa en mi costado, que por doler me duele hasta el aliento. Un manotazo duro, un golpe helado, un hachazo invisible y homicida, un empujón brutal te ha derribado. No hay extensión más grande que mi herida, lloro mi desventura y sus conjuntos y siento más tu muerte que mi vida. Ando sobre rastrojos de difuntos, y sin calor de nadie y sin consuelo voy de mi corazón a mis asuntos. Temprano levantó la muerte el vuelo, temprano madrugó la madrugada, temprano estás rodando por el suelo. No perdono a la muerte enamorada, no perdono a la vida desatenta, no perdono a la tierra ni a la nada. En mis manos levanto una tormenta de piedras, rayos y hachas estridentes sedienta de catástrofes y hambrienta. Quiero escarbar la tierra con los dientes, quiero apartar la tierra parte a parte a dentelladas secas y calientes. Quiero minar la tierra hasta encontrarte y besarte la noble calavera y desamordazarte y regresarte. Volverás a mi huerto y a mi higuera: por los altos andamios de las flores pajareará tu alma colmenera de angelicales ceras y labores. Volverás al arrullo de las rejas de los enamorados labradores. Alegrarás la sombra de mis cejas, y tu sangre se irán a cada lado disputando tu novia y las abejas. Tu corazón, ya terciopelo ajado, llama a un campo de almendras espumosas mi avariciosa voz de enamorado. A las aladas almas de las rosas del almendro de nata te requiero, que tenemos que hablar de muchas cosas, compañero del alma, compañero.
Continue reading...
49
Rosario, dinamitera, sobre tu mano bonita celaba la dinamita sus atributos de fiera. Nadie al mirarla creyera que había en su corazón una desesperación de cristales, de metralla ansiosa de una batalla, sedienta de una explosión. Era tu mano derecha, capaz de fundir leones, la flor de las municiones y el anhelo de la mecha. Rosario, buena cosecha, alta como un campanario, sembrabas al adversario de dinamita furiosa y era tu mano una rosa enfurecida, Rosario. Buitrago ha sido testigo de la condición de rayo de las hazañas que callo y de la mano que digo. ¡Bien conoció el enemigo la mano de esta doncella, que hoy no es mano porque de ella, que ni un solo dedo agita, se prendó la dinamita y la convirtió en estrella! Rosario, dinamitera, puedes ser varón y eres la nata de las mujeres la espuma de la trinchera. Digna como una bandera de triunfos y resplandores, dinamiteros pastores, vedla agitando su aliento y dad las bombas al viento del alma de los traidores.
0
1k
Rosario, dinamitera
Grand splendor of the Aida Opera always leaves me breathless *Deception, Love, Treason Oh my heart aches for her loss... Justification for ones country priests who deceived so wrongly... Suffocation under the marble pillars angel of death drawing near... Oh God! My heavenly kingdom! wait! my soul has arrived!* Now I can see it O Nata Lux The light.
0
Oct 20, 2013
Oct 20, 2013 at 10:17 PM UTC
O Nata Lux
September 30, 1995: My name is Ni Young Yoon, Nye Yun Yun, Nai Yung Youn, Nhi Yon Yün, Ni Young Yoon, I can only spell it out phonetically. Ni Young Yoon, the three syllables float in my mouth like the gibberish of a baby, bubbling out sounds, resembling a language I never spoke, but taste on my tongue, babbling to a mother I’d never know, but see in the mirror. My name was Ni Young Yoon. January 23, 1996: My name is Natalie Rose Sereda, Natalie, my dad’s favorite actress, Natalie, my mom’s favorite singer, Nata, my grandpa’s twenty-year-old nickname, Nat!, my younger brother’s call from downstairs, Neeeatalie, my older sister’s Chicago accent, My name is Natalie Rose Sereda, words tucked into the bed of my tongue fast asleep under the roof of my mouth, a baby wakes up after a long flight over, she is greeted at the gate, named in the airport, and in this moment, in the arms of her parents, she is born. My name is Natalie Rose Sereda.
0
Dec 10, 2015
Dec 10, 2015 at 12:21 AM UTC
We are born when we are named
No he podido dormir. Esta noche             Me ha sido negada             La gracia sencilla             Del sueño habitual. En un zumo de lirios morados Se anegan mis ojos sombríos y largos Y en un zumo amarillo de cera, O de vara de nardo marchita, Se han ahogado las llamas rosadas Que coloran la piel de mis labios. Si me pongo recta, cruzadas las manos,             La boca estrujada, Abrochados los párpados lacios,             Parezco una muerta. El insomnio taladra mis sienes Con sus siete clavos de vigilia ácida. Y retoñan, retoñan deseos. ¿Dónde se halla, Señor, el amante Que mis finos cabellos peinaba, Con sus manos morenas que olían A mazos de trigo y a ramo de dalias? En mi lecho, que es nata de linos, Su vacío lugar mana angustia. Y en el blanco mantel de las sábanas.             Me agito intranquila Como un haz de culebras trenzadas             Que el látigo rojo Del insomnio implacable fustiga. No sentir... No pensar... Mas ahora, ¿Qué imprevista dulzura ha llegado A sentarse a los pies de mi cama? A mis párpados largos parece Que una venda de bronce desciende Y mis manos nerviosas se aquietan En cruzado ademán de reposo. No sentir... No pensar... ¿Es el sueño, O eres tú, monja,negra, que llaman             Los hombres, la Muerte?
0
885
Insomnio
Amiga, No te conozco de nada, te sigo por error quisiera eliminar el follow pero no puedo no puedo y me pesa tanto que puedas pensar que te amo por teléfono por ordenador No me juzgues, mi sabiduría es como la nata: no tengo ni p. idea de cómo eliminar el follow y la nata tampoco. No dejes de decírmelo si se te ocurre algo. Podemos divorciarnos y aún ser felices. ... Tampoco sé cómo hacer un preview del poema y no puedo conocer el ritmo de lo que estoy escribiendo
0
Apr 30, 2015
Apr 30, 2015 at 11:01 AM UTC
Jey
You are- The taste of summer In a coffee pudding   The sound of a table fan Masking sighs A muffled chuckle when My fingers do the congo On your Expanse of Flesh Undulating My head spinning Your lips whispering Our hearts pounding   Quiet You are- Seine nights we swapped For evenings of 'just one kiss' Sunrays in a jardin Over crisscrossed fingers Pastéis de nata when All else is sour A Spanish song I hum I cannot understand Love, The sky grumbles because Try as we may to hide it, Our June knows When we ignore it for each other - Lui(s) II
0
Jul 9, 2017
Jul 9, 2017 at 12:56 PM UTC
Lui(s) II
Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve vede piovere sulle erbe, sui grossi frumenti gentili e piange sempre la sera. Forse è la sua preghiera.
0
516
Sono nata il ventuno a primavera
Estoy que me abollo del deseo, de tenerte entre mis sábanas, y que te pierdas en mi sabana, comer de tu maná, como los que se pierden en el desierto… hacer de amarnos toda una jornada, comiendo de tu peligrosa manzana, transitando mi lengua por tu boca mansa, convertirme en tu peor maña, afilar nuestros cuerpos hasta convertimos en suave pana, que nuestro ardor sea, la guía de esta ¡manada de pasión agitada! Estoy que me que no quepo en este cuerpo, necesito desechar este deseo, de besarte las ganas, comerte esos labios que deben saber a dulce guanábana, rebanarnos la piel deslucida, ponerla a brillar, como las estrellas lo hacen con en el ***** cielo, que este rebosado sentir, sea bocana para que descargues sobre mi toda tu exquisita nata. Ya no resisto, engrana mi piel, desgrana mi insolencia, desplúmame las ansias, ¿acaso no ves, que estallo de deseo? Es que de ti quiero ser, tu sensual y truhana predilecta! Ven amor que me abolla el deseo, que necesito desquitarme entre sábanas blancas, quedar extasiada, llena, y a tu servicio! LeydisProse 7/28/2017 https://www.facebook.com/LeydisProse/
0
Jul 28, 2017
Jul 28, 2017 at 2:31 PM UTC
Me abolla el deseo (me quiero desquitar entre sábanas blancas)
Rendimi i miei capelli, non portarli con te nelle tue pene, inebriami di baci, come statua che abbia compiuto musiche maggiori. O coscia del destino semiaperto, lascia che ti ricami una chimera sull'avambraccio prima che la follia del tempo divori le caviglie. Sei nata donna ma tu sei così oscura come tranello in cui tema il piede di orizzontarsi. Sei la mia dimora, la dimora traslata dalle vigne che fa tacere anche il pavimento.
0
446
Rendimi i miei capelli
Ka mike an ce karkata Kai!  taka an ce tatata Yaushe ne rana za ta? Gani na abokin ta wata Ba rana, sati har wata Tun da na hango yar wata Mata daga gefe na kai mata Hari dan na nuna bajinta ta Ai ko sai tayi mini raf ta ta Ta rike hannu na me kanta Sai ta ja ni cikin dangi na ta Tai ta nuni ga dangi nan na ta Baba yayi murna babu karkata Umma ta taka yar rawa ta ta Don murna har da kawa ta ta Maganar  aure ce na yi mata Tun da fari ta dauke kai nata Ta bi son rai da kawaye nata Mai kudi shine a gaba nata Na manta har da batu na ta Rana daya sai ga kira na ta Gaisuwa ta Mahaifi na tayi Ra'ayi, sauyawa ta sa na yi Tausayi shine da yasa nayi Kan batun labarin da tayi Zuciya ta raurawa nan tayi Tausayawa zuciya ta nan tayi Na amshi batun ta kuma za'ayi Takure kai na duka ni nayi Do na nuna bajinta da ra'ayi Na kudurce aure ne zamu yi Yan uwa murna duka sun tayi Fatan alheri an ta yi Na ganin auren mu da za'ayi Gashi nan dai auren an yi Tun da fari fa zaki ne yayi Dandanon madara duka yayi Har Zuma da madi duka yayi Daga baya ta sauya ra'ayi Na shiga uku na kara uku Bana son na shige can kurkuku In na kara shiga uku sau uku
0
Apr 9, 2022
Apr 9, 2022 at 6:28 PM UTC
Kai! Duniya ta
Cada neto tinha nome de flor as vezes assustava ao dizer sempre com amor um nome morto, ali referindo-se a flor que descansa Cada sorriso e queda ela sorria da vida breve era a ladra nata mas da vida só roubara vasos variados de plantas tantas Cada ano se erguia sempre com sua pitula de cachaça ria até da desgraça, a velha doce de fala leve e mansa Agora descansa ali no céu a sorrir das plêiades lança da morte ao subir ao monte outras sementes do barco de Caronte
0
Oct 27, 2019
Oct 27, 2019 at 8:35 PM UTC
Vó Maria
Kulang ang mga bituin sa kalangitan Na kahit minsan ay kay sarap pagmasdan Kung mawawala ka man ay kulang rin ako, Ikaw ang nagsisilbing aking katahimikan Sa aking maingay at magulong mundo, Para kang isang tanawin Na kay sarap titigan Sana nga ay makuha ka sa tingin, Tayo ay may walong planeta Ngunit sa iyo lamang umiikot ang mundo ko Ikaw ang aking paboritong pantasya Na ayaw kong kalimutan Ikaw ang paborito kong panaginip Na kahit minsan sana ay hindi na ako magising Makasama ka lamang kahit ako’y naka idlip Pero ayaw kong mabuking Na ang talino ko sa klase Pero pagdating sa’yo nabo-bobo at nata-tanga ako Alam kong wala kang pake Dahil bihira naman na ako ay magugustuhan mo Ang isang tulad ko Nakakasagot naman ako sa oral namin Pero pagdating sa’yo nata-tameme ako at ‘di maka-amin Dahil suntok sa buwan lamang ako pagdating sa’yo Ka-babae kong tao Pero kapag ikaw nababakla ako Hindi ko alam bakit nagkakaganito ako Pagdating sa iyo nagiging abnormal ako Ikaw ang ilaw Sa madilim na landas na aking tinatahak; Ikaw at ang pangalan mo ay sa aking puso't isipan nakatatak Wala kang ibang kaagaw
0
Aug 28, 2023
Aug 28, 2023 at 10:09 PM UTC
Mananatiling Sa’yo (04-11-21)