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"almeno" poems
mio caro amore ** deciso che i tempi dello scrivere sotto sedativi sono tornati quindi poggia la testa al sedile, chiudi gli occhi e goditi la corsa. I: ** messo la testa fuori dalla finestra nella speranza di riempire i miei polmoni di aria gelida ma tutto ciò che ** visto è la solita strada con il solito alienante senso di vuoto che solo un paesino del Sud può regalare. quando ** detto che i vicini di casa mi spaventano non stavo dicendo una bugia: aspetto ancora che qualcuno ammazzi qualcuno sulla mia strada, probabilmente perché un paio di anni fa quello sarebbe dovuto essere il mio destino. II: chissà se le persone hanno capito che le mie domande non hanno un doppio fine ma semplicemente ** una vera e propria dipendenza da informazioni, devo avere tutto perfettamente chiaro e perfettamente illuminato, altrimenti perdo il controllo e divento ossessiva finché il tutto non si chiarisce. III; penso alle ninfee, alle ranocchie, agli stagni putridi in cui riposano ossa. ogni Monet occulta un cadavere. IV; le tue mani sono molto belle e non mi importa se ti mangi le pellicine e non mi importa se le rovini col cemento finché le usi anche per costruìre imperi sulla mia schiena, palazzi con i miei capelli intrecciati. V: sono le 02:02 e il mondo non è bello ma almeno è silenzioso.
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Jun 28, 2015
Jun 28, 2015 at 8:02 PM UTC
01:48 am
** sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. ** sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ** scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
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** sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
Vista la Cappa porpora bruciata dalla fiaccola del Mare uguale e stufo della Corona che porto, e con essa la prigionia, mi dissi: or ora ** deciso: lascerò alle fiere le mie stanche carni ed alla tempesta i Lumi, conservando avidamente solo l'impura fiamma che strazia urlò: "è l'ignoranza che porta al trono", o almeno così avrei fatto se la mente fosse timone dell'anima e il cuore ridotto da un re assoluto ed invisibile ad un ratto senza denti e ossa. /// Having seen the purple Cape burned by the torch of the equal Sea and tired of the Crown that I wear, and with it the captivity, I said to myself: now I have decided: I will leave my tired flesh to the beasts and the Lights to the storm, greedily preserving only the impure flame that tears he shouted: "it is ignorance that leads to the throne", or at least I would have done so if the mind were the rudder of the soul and the heart reduced by an absolute and invisible king to a rat without teeth and bones.
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Apr 17, 2025
Apr 17, 2025 at 4:26 PM UTC
Il Re giusto
out of lust he detached his eyes from the recording meter, frames shifted apart, he turned when all was already gone. as he fiddled between elastic bands and clips he realized : time for another cigarette and a barley coffee. with his friend’s eybrows the patron of the corner bar ***** the sister, too ****** not to deserve it at least in dreams. a song popped up again unwrapping fifteen years of ratafia candies . as he crossed the street, again the yellow light reminded him that santander was a rainy city . what mostly ****** him off was not being able to smoke on the street Italian version  written in 1995: per concupiscenza staccò gli occhi dal contatore, l’immagine cambiò parte, si voltò quando già non c’era. giochicchiando tra l’elastico e le clips si rese conto: era tempo di un’altra sigaretta e un caffè d’orzo. il signore del bar d’angolo stuprava la sorella colle ciglia dell’amico, troppo stronza per non meritarlo almeno in sogno. una canzone si rifece viva scartando almeno quindici anni di caramelle ratafià. riattraversando il giallo gli rammentò che santander era una città piovosa. soprattutto lo irritava il non poter fumare in strada.
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Oct 24, 2014
Oct 24, 2014 at 6:06 PM UTC
Santander
** cercato di mettere insieme i pezzi del puzzle, ** raccolto ininterrottamente tutti quei pezzi di vetro e chiodi arrugginiti che  insieme formano un risultato miserabile ma finalmente onesto, almeno alle apparenze, quel tanto che basta a quietare parzialmente quel bisogno di cercare le tracce nel fango per potersi ritrovare sul giusto percorso. sento le mani sporche e il cuore meno pesante di prima, non sono felice ma posso crogiolarmi in quella sensazione di vittoria amara del sapere di aver avuto sempre ragione, una corona senza alcun valore. la lingua va a cercare perennemente il punto doloroso della bocca, stuzzicandolo, ed è così che continuo a riaprire vecchie ferite di cui non mi sono mai mai dimenticata.
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Jun 16, 2016
Jun 16, 2016 at 5:02 PM UTC
Untitled
just like sakuntala lying on my own marble i go insane (at least according to the world ) secluded in a countryside asylum where is my old lover thief of hands and gestures i'll be staying here alone against my tears pending on the panes of an angel necessary but depleted of fingers (italian version, from "Case di Lacca", 2013) come sakuntala sdraiata sul marmo di se stessa impazzisco (almeno secondo il mondo) reclusa in un asilo di campagna dov’è il mio antico amante ladro di mani e gesti me ne starò qui sola contro le mie lacrime sui vetri in attesa di un angelo necessario ma sprovvisto di dita
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Oct 24, 2014
Oct 24, 2014 at 8:22 AM UTC
Sakuntala
Ah se almeno potessi, suscitare l'amore come pendio sicuro al mio destino! E adagiare il respiro fitto dentro le foglie e ritogliere il senso alla natura! O se solo potessi toccar con dita tremule la luce quella gagliarda che ci sboccia in seno, corpo astrale del nostro viver solo pur rimanendo pietra, inizio, sponda tangibile agli dei e violare i più chiusi paradisi solo con la sostanza dell'affetto.
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Ah se almeno potessi
Luci spente. È rimasto solo un faro a illuminare il centro della scena. L'atrio è vuoto, a parte me e qualcuno lì negli ultimi posti. Il palco è freddo, incompleto. E vorrei scaldarlo di nuovo, senza voler seguire un copione, senza aver paura di balbettare, senza la paura che le luci si spengano, di nuovo. Manca però l'attore a cui più tenevo, quello che ha dato una nuova vita a questo teatro di infantili drammi, per dare spazio a singolari commedie, oltre ad arricchire i miei racconti, e soprattutto apprezzarli. E vorrei che tornasse quella luce che saturava ogni sorriso, che faceva brillare il silenzio, che fermava per un istante il tempo, almeno per concederci l'occasione di un degno ultimo atto, con la speranza che sia lontano, lontano, o, almeno, felice.
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Apr 17, 2025
Apr 17, 2025 at 4:55 PM UTC
All'Attrice
Dimmi almeno che oscura meraviglia già ti prende di me, che trovi bella questa sommessa, e umile giunchiglia che già ti paragona a una stella; dimmi che me divina e me presente senti dentro il tuo letto di piacere, dimmi che un bacio fuga dolcemente tutte le smanie e tutte le chimere.
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L'umile giunchiglia
** visto una mosca poggiarsi sulla merda invece del bellissimo frutto poggiato sul tavolo. E ** provato sgomento. "come fai a scegliere la merda invece della frutta? Ma almeno prova ad assaggiarla, vedrai che è più gustosa, più buona, più salutare" Poi ** capito. Lei è una mosca e alle mosche piace la merda
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Nov 17, 2023
Nov 17, 2023 at 4:57 AM UTC
La mosca
Perché? Permesso? Ormai, ci ** pensato un po’ Se non sbaglio Una notte invece di un anno, una settimana o un giorno Non a caso Perché è proprio nel buio Che un raggio di luce si vede meglio Una notte per mettere ordine nel mio pensiero Far sì che in un modo o nell’altro Io riesca a rivelare il fatto Che il motivo Il motivo per cui voglio averti Alla fine, forse non ce l’ho E penso che vada bene così Che tutte le cose Non vadano per forza sempre spiegate Che se un ragionamento razionale non c’è Almeno si può fingere che i sassi Pur di essere presenti E spesso troppo ingombranti In realtà, non siano da soli Che il cervello a volte faccia spazio A qualcosa che potrebbe essere emozioni Anzi, sensazioni viscerali Che, fortunatamente o purtroppo Rimangono sempre fuori Di portata, come di solito I sogni da bambini E se importasse poco il perché? Se fosse solo il riflesso dell’amore che stravince? Che ci fa vivere Che ci fa sentire Che ci fa provare Che ci fa volare Fra le nuvole Vita dà vita Che prima o poi se ne va Per iniziare un nuovo ciclo Che persevererà lo stesso Che tu te ne accorga o meno Quindi, a volte non ci serve Torturare la mente Meglio accettare le cose Per ciò che sono In questo caso, il più bel regalo del mondo Comunque, benvenuto Hugo.
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Dec 19, 2024
Dec 19, 2024 at 4:31 PM UTC
Permesso?