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"fossi" poems
L'anguilla, la sirena dei mari freddi che lascia il Baltico per giungere ai nostri mari, ai nostri estuari, ai fiumi che risale in profondo, sotto la piena avversa, di ramo in ramo e poi di capello in capello, assottigliati, sempre piú addentro, sempre piú nel cuore del macigno, filtrando tra gorielli di melma finché un giorno una luce scoccata dai castagni ne accende il guizzo in pozze d'acquamorta, nei fossi che declinano dai balzi d'Appennino alla Romagna; l'anguilla, torcia, frusta, freccia d'Amore in terra che solo i nostri botri o i disseccati ruscelli pirenaici riconducono a paradisi di fecondazione; l'anima verde che cerca vita là dove solo morde l'arsura e la desolazione, la scintilla che dice tutto comincia quando tutto pare incarbonirsi, bronco seppellito: l'iride breve, gemella di quella che incastonano i tuoi cigli e fai brillare intatta in mezzo ai figli dell'uomo, immersi nel tuo fango, puoi tu non crederla sorella?
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L'anguilla
I: vorrei essere un grosso caimano & vivere come vive un grosso caimano & morire come un grosso caimano. II: pensavi che io fossi un insetto opalescente da infilzare con un grosso spillone & invece sono stata io ad esporti nell'ala del museo dedicata alle cose che non voglio vedere mai più. III: permetti agli altri di macchiare le tue lenzuola ma mai ciò che c'è intorno. un consiglio. IV: dopo essersi sposati nel bosco, non si rividero mai più. lei rimase col piede incastrato in una trappola per orsi & lui era troppo distante per sentirla urlare. V: vorrei conoscere il numero esatto delle tue ciglia, sono lunghe, nere, belle & mi trafiggono come aghi incandescenti. ogni battito è un ipnosi.
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Feb 13, 2015
Feb 13, 2015 at 5:58 PM UTC
san valentino
Se io fossi un aereo, non smetterei mai di volare Se io fossi una barca, vorrei navigare in terre diverse Se io fossi una macchina, non vorrei rimanere senza benzina Se io fossi una navigatrice, sarebbe la vita migliore; non ci sarebbe una cosa come dolore
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Mar 13, 2013
Mar 13, 2013 at 10:39 PM UTC
"Se io fossi..."
Io ti ** vista seduta al pianoforte e mi sei parsa un angelo, una vergine di certissimo aspetto - come fossi oggi cresciuta lì su quelle soglie di sveltissima musica, o fermento bello di donna dalle dritte spalle cui le dita di angelo racchiuso hanno impresso una curva di mistero mentre che all'apparenza ne gioivi profondamente come in veste nuova. E noi tutti di te ripensavamo cose profonde e più miracolosa che una vetta di sogno la tua dolce cara presenza ci scioglieva i nodi dentro il sangue del male e sollevava la nostr'aria nel palpito felice dei tuoi biondi finissimi capelli.
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Donna al pianoforte
Avevamo studiato per l'aldilà un fischio, un segno di riconoscimento. Mi provo a modularlo nella speranza che tutti siamo già morti senza saperlo. Non ** mai capito se io fossi il tuo cane fedele e incimurrito o tu lo fossi per me. Per gli altri no, eri un insetto miope smarrito nel blabla dell'alta società. Erano ingenui quei furbi e non sapevano di essere loro il tuo zimbello: di esser visti anche al buio e smascherati da un tuo senso infallibile, dal tuo radar di pipistrello.
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Xenia I
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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I limoni
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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Io ti trovo / come se tu fossi dovunque / in ognuno io ti vedo / io sono il seme / tu sei il vento. I keep finding you as if you are everywhere in everyone I see you I am the seed You are the wind
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May 29, 2018
May 29, 2018 at 11:48 PM UTC
Everywhere
Diventerò così fredda da poterti bruciare. Nulla importa più, nulla vive senza te, neanche le fiamme. Nulla rimane, tranne la cenere, senza il tuo amore.
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May 5, 2019
May 5, 2019 at 4:58 PM UTC
Fossi Fenice
Io sono. Tu sei. Abolita ogni struttura e ogni narrazione. Tutto quello in cui credi è solo un racconto che ti é stato appiccicato addosso. Se fossi venuta dalla luna ti avremmo chiamata alieno, e tu ci avresti creduto. Ma saresti stata sempre tu. La verità allora esiste solo nella loro testa. 2) Se un'aquila un giorno decidesse di comportarsi da pollo, questo la renderebbe un pollo? Quindi, sperimentati come ti pare.
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Nov 28, 2023
Nov 28, 2023 at 6:41 PM UTC
F*ck you, Idi0t! -riflessione
Se avess'io levità di una fanciulla invece di codesto, torturato, pesantissimo cuore e conoscessi la purezza delle acque come fossi entro raccolta in miti-sacrifici, spoglierei questa insipida memoria per immergermi in te, fatto mio uomo. Io ti debbo i racconti più fruttuosi della mia terra che non dà mai spiga. e ti debbo parole come l'ape deve miele al suo fiore. Perché t'amo caro, da sempre, prima dell'inferno prima del paradiso, prima ancora che io fossi buttata nell'argilla del mio pavido corpo. Amore mio quanto pesante è adducerti il mio carro che io ***** nel giorno dell'arsura alle tue mille bocche di ristoro!
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Se avess'io