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"volo" poems
Godi se il vento ch'entra nel pomario vi rimena l'ondata della vita: qui dove affonda un morto viluppo di memorie, orto non era, ma reliquario. Il frullo che tu senti non è un volo, ma il commuoversi dell'eterno grembo; vedi che si trasforma questo lembo di terra solitario in un crogiuolo. Un rovello è di qua dall'erto muro. Se procedi t'imbatti tu forse nel fantasma che ti salva: si compongono qui le storie, gli atti scancellati pel giuoco del futuro. Cerca una maglia rotta nella rete che ci stringe, tu balza fuori, fuggi! Va, per te l'ho pregato, - ora la sete mi sarà lieve, meno acre la ruggine...
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In limine
Io ti amo e se non ti basta ruberò le stelle al cielo per farne ghirlanda e il cielo vuoto non si lamenterà di ciò che ha perso che la tua bellezza sola riempirà l'universo Io ti amo e se non ti basta vuoterò il mare e tutte le perle verrò a portare davanti a te e il mare non piangerà di questo sgarbo che onde a mille, e sirene non hanno l'incanto di un solo tuo sguardo Io ti amo e se non ti basta solleverò i vulcani e il loro fuoco metterò nelle tue mani, e sarà ghiaccio per il bruciare delle mie passioni Io ti amo e se non ti basta anche le nuvole catturerò e te le porterò domate e su te piover dovranno quando d'estate per il caldo non dormi E se non ti basta perché il tempo si fermi fermerò i pianeti in volo e se non ti basta vaffanculo.
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Io ti amo
Saffo, antica maestra e disperata portatrice d'amore, Saffo di viole incoronata e altera rendimi sciolta e in volo poi che accolga la tua grande parentesi nel cuore. Le mie notti deserte io le conosco già dai tuoi grandi, morbidi giacigli ove amore avventava alle tue labbra mirra e miele. Anche io non sono sazia come tu fosti ma mi aggiro eterna dentro anime aperte ad ogni lutto. Anche io ** l'amor mio che mi disdegna, Saffo mia grande e inutile maestra perché mi lasci e impoverisci il seno delle tue offerte? Giacerò infeconda anche stanotte e intorno a me i costanti fedelissimi aspetti di cupido apriranno dentro l'ali rapidissimi inviti cui rifuggo rimpiangendo e scoperta e innamorata. Saffo rendimi pura e innominata Come le parole, ove non cada lacrima e tempo, ove non misuri religione i suoi passi, ch'io non crolli come crollasti tu dalle tue rupi...
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Saffo antica maestra
Volo pro totus meus amicitia vivo grate , per optimus fortuna quod sapiens amicitia.
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Nov 27, 2011
Nov 27, 2011 at 7:44 AM UTC
Bless your friends...
Domenica! Il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? Che brontola brontola brontola... È fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? Che sfrigola sfrigola sfrigola... E già la massaia ritorna da messa; così come trovasi adorna, s'appressa: la brage qua copre, là desta, passando, frr, come in un volo, spargendo un odore di festa, di nuovo, di tela e giaggiolo. La macchina è in punto; l'agnello nel lungo schidione è già pronto; la teglia è sul chiuso fornello, che brontola brontola brontola... Ed ecco la macchina parte da sé, col suo trepido intrigo: la pentola nera è da parte, che sfrigola sfrigola sfrigola... Ed ecco che scende, che sale, che frulla, che va con un dondolo eguale di culla. La legna scoppietta; ed un fioco fragore all'orecchio risuona di qualche invitato, che un poco s'è fermo su l'uscio, e ragiona. È l'ora, in cucina, che troppi due sono, ed un solo non basta: si cuoce, tra murmuri e scoppi, la bionda matassa di pasta. Qua, nella cucina, lo svolo di piccole grida d'impero; là, in sala, il ronzare, ormai solo, d'un ospite molto ciarliero. Avanti i suoi ciocchi, senz'ira né pena, la docile macchina gira serena, qual docile servo, una volta ch'ha inteso, né altro bisogna: lavora nel mentre che ascolta, lavora nel mentre che sogna. Va sempre, s'affretta, ch'è l'ora, con una vertigine molle: con qualche suo fremito incuora la pentola grande che bolle. È l'ora: s'affretta, né tace, ché sgrida, rimprovera, accusa, col suo ticchettìo pertinace, la teglia che brontola chiusa. Campana lontana si sente sonare. Un'altra con onde più lente, più chiare, risponde. Ed il piccolo schiavo già stanco, girando bel bello, già mormora, in tavola! In tavola!, e dondola il suo campanello.
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La canzone del Girarrosto
Domenica! Il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? Che brontola brontola brontola... È fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? Che sfrigola sfrigola sfrigola... E già la massaia ritorna da messa; così come trovasi adorna, s'appressa: la brage qua copre, là desta, passando, frr, come in un volo, spargendo un odore di festa, di nuovo, di tela e giaggiolo. La macchina è in punto; l'agnello nel lungo schidione è già pronto; la teglia è sul chiuso fornello, che brontola brontola brontola... Ed ecco la macchina parte da sé, col suo trepido intrigo: la pentola nera è da parte, che sfrigola sfrigola sfrigola... Ed ecco che scende, che sale, che frulla, che va con un dondolo eguale di culla. La legna scoppietta; ed un fioco fragore all'orecchio risuona di qualche invitato, che un poco s'è fermo su l'uscio, e ragiona. È l'ora, in cucina, che troppi due sono, ed un solo non basta: si cuoce, tra murmuri e scoppi, la bionda matassa di pasta. Qua, nella cucina, lo svolo di piccole grida d'impero; là, in sala, il ronzare, ormai solo, d'un ospite molto ciarliero. Avanti i suoi ciocchi, senz'ira né pena, la docile macchina gira serena, qual docile servo, una volta ch'ha inteso, né altro bisogna: lavora nel mentre che ascolta, lavora nel mentre che sogna. Va sempre, s'affretta, ch'è l'ora, con una vertigine molle: con qualche suo fremito incuora la pentola grande che bolle. È l'ora: s'affretta, né tace, ché sgrida, rimprovera, accusa, col suo ticchettìo pertinace, la teglia che brontola chiusa. Campana lontana si sente sonare. Un'altra con onde più lente, più chiare, risponde. Ed il piccolo schiavo già stanco, girando bel bello, già mormora, in tavola! In tavola!, e dondola il suo campanello.
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Errai nell'oblio della valle tra ciuffi di stipe fiorite, tra quercie rigonfie di galle; errai nella macchia più sola, per dove tra foglie marcite spuntava l'azzurra viola; errai per i botri solinghi: la cincia vedeva dai pini: sbuffava i suoi piccoli ringhi argentini. Io siedo invisibile e solo tra monti e foreste: la sera non freme d'un grido, d'un volo. Io siedo invisibile e fosco; ma un cantico di capinera si leva dal tacito bosco. E il cantico all'ombre segrete per dove invisibile io siedo, con voce di flauto ripete, Io ti vedo!
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Nella macchia
Pace non trovo e non ** da far guerra, e temo e spero; ed ardo e son un ghiaccio; e volo sopra 'l cielo e giaccio in terra; e nulla stringo, e tutto 'l mondo abbraccio. Tal m'ha in pregion, che non m'apre né serra, né per suo mi riten né scioglie il laccio; e non m'ancide Amore e non mi sferra, né mi vuol vivo né mi trae d'impaccio. Veggio senza occhi e non ** lingua e grido; e bramo di perir e cheggio aita; ed ** in odio me stesso ed amo altrui. Pascomi di dolor, piangendo rido; egualmente mi spiace morte e vita; iin questo stato son, Donna, per voi.
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Untitled
Subas como una fumada los mil grullas de papel nunca te engancharas Yo ilumino la noche con linternas en su nombre nunca cae. Me raias. Nunca vuevlo Nunco volo. Solo te miras en el cielo.
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Apr 17, 2011
Apr 17, 2011 at 4:15 PM UTC
15.
Il vento è un'aspra voce che ammonisce per noi stuolo che a volte trova pace e asilo sopra questi rami secchi. E la schiera ripiglia il triste volo, migra nel cuore dei monti, viola scavato nel viola inesauribile, miniera senza fondo dello spazio. Il volo è lento, penetra a fatica nell'azzurro che s'apre oltre l'azzurro, nel tempo ch'è di là dal tempo; alcuni mandano grida acute che precipitano e nessuna parete ripercuote. Che ci somiglia è il moto delle cime nell'ora - quasi non si può pensare né dire - quando su steli invisibili tutt'intorno una primavera strana fiorisce in nuvole rade che il vento pasce in un cielo o umido o bruciato e la sorte della giornata è varia, la grandine, la pioggia, la schiarita.
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Uccelli
Odoravano i fior di vitalba per via, le ginestre nel greto; aliavano prima dell'alba le rondini nell'uliveto. Aliavano mute con volo nero, agile, di pipistrello; e tuttora gemea l'assiolo, che già spincionava il fringuello. Tra i pinastri era l'alba che i rivi mirava discendere giù: guizzò un raggio, soffiò su gli ulivi; virb... disse una rondine; e fu giorno: un giorno di pace e lavoro, che l'uomo mieteva il suo grano, e per tutto nel cielo sonoro saliva un cantare lontano.
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Alba
"Credi che il tuo sia vero amore? Esamina a fondo il tuo passato" insiste lui saettando ben addentro la sua occhiata di presbite tra beffarda e strana. E aspetta. Mentre io guardo lontano ed altro non mi viene in mente che il mare fermo sotto il volo dei gabbiani sfrangiato appena tra gli scogli dell'isola, dove una terra nuda si fa ombra con le sue gobbe o un'altra preparata a semina si fa ombra con le sue zolle e con pochi fili. "Certo, posso aver molto peccato" rispondo infine aggrappandomi a qualcosa, sia pure alle mie colpe, in quella luce di brughiera. "Piangere, piangere dovresti sul tuo amore male inteso" riprende la sua voce con un fischio di raffica sopra quella landa passando alta. L'ascolto e neppure mi domando perché sia lui e non io di là da questo banco occupato a giudicare i mali del mondo. "Può darsi" replico io mentre già penso ad altro, mentre la via s'accende scaglia a scaglia e qui nel bar il giorno ancora pieno sfolgora in due pupille di giovinetta che si sfila il grembio per le ore di libertà e l'uomo che le ha dato il cambio indossa la gabbana bianca e viene verso di noi con due bicchieri colmi, freschi, da porre uno di qua uno di là sopra il nostro tavolo.
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754
Il Giudice
under this gray sky the eyes burn for the dark rain that falls down and you shout your caresses on my cheeks of fear I listen to you with the experience of my twenty years when twenty years were many and intense and sweet sweet under this gray sky darkness that you fear, dreams that are lost in space in your throat suffocated smiles opportunities torn in the wind wind that doesn't come back never written history books flowers of little or nothing infinite fragility and yet life ………………. flores de poco bajo este cielo gris los ojos arden a través de lluvia oscura que cae y tu gritas tus caricias en mis mejillas de miedo yo te escucho con la experiencia de mis veinte años cuando veinte años eran muchos e intenso y dulces dulces bajo este cielo gris oscuridad que temes, sueños que se pierden en vuelo sonrisas sofocadas en la garganta oportunidades que se rompen en el viento viento que no vuelve libros de historia nunca escritos flores de poco o nada fragilidad infinita y sin embargo, vida...… …………….. fiori di poco sotto questo grigio cielo gli occhi bruciano per la buia pioggia che cade giù e tu gridi le tue carezze sulle mie guance di timore io ti ascolto con l'mpazienza dei miei vent'anni di quando vent'anni erano tanti e intensi e dolci dolci sotto questo grigio cielo buio che temi, sogni che si perdono in volo sorrisi soffocati in gola opportunità che si disfano nel vento vento che non torna libri di storia mai scritti fiori di poco o nulla fragilità infinita eppure vita
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Nov 19, 2018
Nov 19, 2018 at 8:09 AM UTC
flowers of little
under this gray sky the eyes burn for the dark rain that falls down and you shout your caresses on my cheeks of fear I listen to you with the experience of my twenty years when twenty years were many and intense and sweet sweet under this gray sky darkness that you fear, dreams that are lost in space in your throat suffocated smiles opportunities torn in the wind wind that doesn't come back never written history books flowers of little or nothing infinite fragility and yet life ………………. flores de poco bajo este cielo gris los ojos arden a través de lluvia oscura que cae y tu gritas tus caricias en mis mejillas de miedo yo te escucho con la experiencia de mis veinte años cuando veinte años eran muchos e intenso y dulces dulces bajo este cielo gris oscuridad que temes, sueños que se pierden en vuelo sonrisas sofocadas en la garganta oportunidades que se rompen en el viento viento que no vuelve libros de historia nunca escritos flores de poco o nada fragilidad infinita y sin embargo, vida...… …………….. fiori di poco sotto questo grigio cielo gli occhi bruciano per la buia pioggia che cade giù e tu gridi le tue carezze sulle mie guance di timore io ti ascolto con l'mpazienza dei miei vent'anni di quando vent'anni erano tanti e intensi e dolci dolci sotto questo grigio cielo buio che temi, sogni che si perdono in volo sorrisi soffocati in gola opportunità che si disfano nel vento vento che non torna libri di storia mai scritti fiori di poco o nulla fragilità infinita eppure vita
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the concept is the energy for a wild heart's beating a concept, only an image, whether it's good or not lure us in, lure us close, and then lure on don't be convinced, don't release it, don't pretend it's his words we'll cool off like red flames in a flattened fire I'll gaze at you and we'll laugh in secret, just as we thought stormy seas leading ambivalents in their ships now they approach, you invite them in, love the rush the starving streaks have angled to another scar the demons run, cause me to swell with a lovely dear I wish to be her identical when I leave I wish to be, but I don't wish to try we keep our ties I've got a song but the uncertainty restrains me I've got a song but the chaos is muffling our sound I've got a decision but the decisions are diminishing I had a cause but the cause ran away -c.j.
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Mar 20, 2016
Mar 20, 2016 at 4:13 AM UTC
ego esse volo
under this gray forgotten sky I look to the ground and take flight I reply to a distant call of a deserved lonesome exodus minimum quantum spaces freedom in the first moments voices and lights in the lips of a child that takes life and peace from the breast of the world under this gray forgotten sky I look to the ground and take flight I turn back I'm alone but I do not fear this solo drum and absorbed in my infinite intimacy I migrate to the wild sanctuary that will save my soul ------------- sotto questo cielo grigio dimenticato guardo a terra e prendo il volo ad una chiamata remota rispondo di un meritato esodo solitario minimi spazi quantici libertà dei primi momenti voci e luci nelle labbra di un bambino che prende vita e pace dal seno del mondo sotto questo cielo grigio dimenticato fisso la terra e prendo il volo guardo indietro sono solo ma non temo questo rullo di tamburo ed assorto nella mia infinita intimità migro verso il selvatico santuario che salverà la mia anima ---------------- bajo este olvidado cielo gris miro el suelo e inicio el vuelo respondo una llamada lejana de un merecido éxodo solitario mínimos espacios cuánticos libertad de los primeros momentos voces y luces en los labios de un niño eso agarra la vida y la paz del seno del mundo bajo este olvidado cielo gris miro la tierra e inicio el vuelo me doy vuelta, estoy solo pero no temo este rollo de tambor y absorto en mi infinita intimidad migro a la naturaleza santuario que mi alma salvará ... sous ce ciel gris oublié Je regarde le sol et commence le vol Je réponds à un appel distant d'un exode solitaire bien mérité espaces quantiques minimaux la liberté des premiers instants voix et lumières sur les lèvres d'un enfant qui saisit la vie et la paix du sein du monde sous ce ciel gris oublié Je regarde la terre et je commence le vol Je me retourne, je suis seul mais je ne crains pas ce rouleau tambour et absorbé dans mon intimité infinie Je migre vers la nature sanctuaire que sauvera mon âme
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Sep 5, 2018
Sep 5, 2018 at 4:33 PM UTC
exodus n. 1
under this gray forgotten sky I look to the ground and take flight I reply to a distant call of a deserved lonesome exodus minimum quantum spaces freedom in the first moments voices and lights in the lips of a child that takes life and peace from the breast of the world under this gray forgotten sky I look to the ground and take flight I turn back I'm alone but I do not fear this solo drum and absorbed in my infinite intimacy I migrate to the wild sanctuary that will save my soul ------------- sotto questo cielo grigio dimenticato guardo a terra e prendo il volo ad una chiamata remota rispondo di un meritato esodo solitario minimi spazi quantici libertà dei primi momenti voci e luci nelle labbra di un bambino che prende vita e pace dal seno del mondo sotto questo cielo grigio dimenticato fisso la terra e prendo il volo guardo indietro sono solo ma non temo questo rullo di tamburo ed assorto nella mia infinita intimità migro verso il selvatico santuario che salverà la mia anima ---------------- bajo este olvidado cielo gris miro el suelo e inicio el vuelo respondo una llamada lejana de un merecido éxodo solitario mínimos espacios cuánticos libertad de los primeros momentos voces y luces en los labios de un niño eso agarra la vida y la paz del seno del mundo bajo este olvidado cielo gris miro la tierra e inicio el vuelo me doy vuelta, estoy solo pero no temo este rollo de tambor y absorto en mi infinita intimidad migro a la naturaleza santuario que mi alma salvará ... sous ce ciel gris oublié Je regarde le sol et commence le vol Je réponds à un appel distant d'un exode solitaire bien mérité espaces quantiques minimaux la liberté des premiers instants voix et lumières sur les lèvres d'un enfant qui saisit la vie et la paix du sein du monde sous ce ciel gris oublié Je regarde la terre et je commence le vol Je me retourne, je suis seul mais je ne crains pas ce rouleau tambour et absorbé dans mon intimité infinie Je migre vers la nature sanctuaire que sauvera mon âme
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multae sorores non dormiunt habes bene domi ego est feminae et viri fratres, dormiunt viri, habes sursum volo videre
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Feb 15, 2021
Feb 15, 2021 at 2:10 AM UTC
Quae sursum volo videre