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"cristallo" poems
Venezia, its musical key of brick and shade And the canals in rejoining polyphony Sweeten the dour Church-ear.   From the impasto knife and loose brushwork, A thumb-smear of waves and gently-bristled strife Rise to assumption of the cloud-submerged bay, Mural of cristallo, only-light without landscape, Made too from the winds of Murano, Its clayed blowpipe of waterways molding The lagoon of blown glass and bouquet of colored sea-shadows. The Tiber lies on its side, like the lion and fox, Licking its paws at empire’s dust, A drifting gaze of water that already foresees The swift-run northward to Romagna, Where the veined fur of the roe will succumb… A ripple twitches like one dark claw of the Borgia… The watercolors of the Arno are a fresco On the wet plaster of the lips of Firenze, Tuscan fire-dream. Or like the warring leg in curve of counterpoise, Sprung foot-forward to the daring world And arm slung down in stone-victory From this valley, too much like Elah, With taunting eyes turned from the Medici toward Rome.
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May 13, 2019
May 13, 2019 at 10:06 AM UTC
Waters of Rebirth
Luna, Piuma di cielo, Cosi velina, Arida, Trasporti il murmure d'anime spoglie? E alla pallida che diranno mai Pipistrelli dai ruderi del teatro, In sogno quelle capre, E fra **** foglie come in fermo fumo Con tutto il suo sgolarsi di cristallo Un usignuolo?
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Ultimo quarto
I quel giorno, quando mi hai lasciato sola sul prato bagnato, sono morta per ben 13 secondi & tu non te ne sei accorto neanche. ** lavato la mia faccia con whiskey scadente & tutto è andato per il meglio. II se dovessi scegliere un'altra vita vorrei tanto che fosse un'esistenza fatta di cristallo & acqua ghiacciata, penso al profumo della lavanda e a lunghi, lunghissimi nastri blu. III passo il mio tempo a graffiare con le chiavi la vernice delle auto e a raccontare in simboli tutto ciò che non so il mio tempo perduto in cambio del tuo primogenito. IV vivevamo in una casa bianca & tu sparavi ai conigli davanti ai miei occhi & io ti amavo ma allo stesso tempo speravo di poter sparare in faccia te, faceva caldo, a casa nostra era sempre giugnoluglioagosto, esisteva solo una stagione, nelle altre dormivamo. V io sono viola scuro, sono polvere, sono sostanze luccicanti, sono fumo, sono nulla, sono tutto ciò che intasa i tuoi polmoni, tutto ciò che ti rovina il fegato.
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Mar 4, 2015
Mar 4, 2015 at 7:53 PM UTC
01:25 am//01:53 am
L'ale scura all'aria porgo né temo intoppo di cristallo o vetro, ma fendo i cieli e all'infinito mi ergo e mentre dal mio globo agli astri sorgo e per l'eterno campo oltre penètro, quel che altri lungi vede, lascio a tergo.
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Untitled
La bufera che sgronda sulle foglie dure della magnolia i lunghi tuoni marzolini e la grandine, (i suoni di cristallo nel tuo nido notturno ti sorprendono, dell'oro che s'è spento sui mogani, sul taglio dei libri rilegati, brucia ancora una grana di zucchero nel guscio delle tue palpebre) il lampo che candisce alberi e muro e li sorprende in quella eternità d'istante - marmo manna e distruzione - ch'entro te scolpita porti per tua condanna e che ti lega più che l'amore a me, strana sorella, - e poi lo schianto rude, i sistri, il fremere dei tamburelli sulla fossa fuia, lo scalpicciare del fandango, e sopra qualche gesto che annaspa... Come quando ti rivolgesti e con la mano, sgombra la fronte dalla nube dei capelli, mi salutasti - per entrar nel buio.
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La Bufera
Cantava al buio d'aia in aia il gallo. E gracidò nel bosco la cornacchia: il sole si mostrava a finestrelle. Il sol dorò la nebbia della macchia, poi si nascose; e piovve a catinelle. Poi fra il cantare delle raganelle guizzò sui campi un raggio lungo e giallo. Stupìano i rondinotti dell'estate di quel sottile scendere di spille: era un brusìo con languide sorsate e chiazze larghe e picchi a mille a mille; poi singhiozzi, e gocciar rado di stille: di stille d'oro in coppe di cristallo.
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Pioggia