Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"piede" poems
Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama. Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino è dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto di un bambino a cui fugge il pallone tra le case.
0
1.5k
Felicità raggiunta
Uomo, mi hanno condotta dall'estremo dove vivevo intera la "mia" vita al Tuo opposto tremendo di giustizia: che cosa dedurranno dal confronto dei nostri due insondabili princìpi? Qualcuno certo, conscio del Tuo inizio, tratteneva i Tuoi volti successivi in un travaglio cieco di rapporti ma io, ancor prima che gli anelli tutti della mia vita fossero congiunti, mi distaccai precipite dal nulla e proclamai la carne concepita. Uomo Perfetto, cosa dannerai di questo seme che, nel modularsi, s'è rinforzato solo di se stesso senza estasiarsi in giochi di virtù? Certo conoscerai che equilibrando ogni comandamento che mi esorta a saturarmi tutta di peccato, che riportando a questo intendimento la perfezione delle mie lacune, confluirei con adeguato passo verso una vita lineare e assente. Ma per ora, il peccato del mio tutto, resta la tappa ultima e possente ed un ritmo incessante di condanna mi rigetta dal muovermi comune. Quando, fanciulla appena, mi concessi, quando mi sciolsi per la prima volta da quel bruciore acuto di purezza che sublimava ambiguità tremende, sentii l'impegno che covavo dentro crescere, quasi a forza di missione. Non ** altra virtù che di condurmi a prodigiose altezze di consenso e una stanchezza illimite mi prende se non mi adagio sopra un'altra forma... Allineando tutte le mie ombre volte perdutamente verso terra, posso durare un tempo indefinito accentrata in un'unica figura. Ma che dolore sale le mie braccia reggenti il grave fascio di me stessa: l'essere dura giova solamente a questa dubbia resistenza mia... Sotto il piede che immagino sicuro cerco il terreno viscido di sempre: la tentazione è come un tempo lungo ch'io devo bere, abbrividendo, in fretta... Guarda, perché previeni il Tuo guardarmi con errata coscienza di pudore? Guarda, senza sapere l'astinenza, queste carni purgate dal piacere, questi occhi sinceri nell'orgoglio, questi capelli dal profumo intenso di vita e di memorie... Peccato questo vivere me stessa? So che la santità germoglierebbe esercitando in me falsi connubi, ma asségnami una giusta tolleranza se l'indulgenza nega questo passo, fa che il ritorno al vivere di sempre non sprofondi nel buio di un abisso e che non mi si dia maggiore colpa se come gli altri, e con eguale indugio, gioco il distacco dalla mia matrice.
0
1.8k
Una Maddalena
Uomo, mi hanno condotta dall'estremo dove vivevo intera la "mia" vita al Tuo opposto tremendo di giustizia: che cosa dedurranno dal confronto dei nostri due insondabili princìpi? Qualcuno certo, conscio del Tuo inizio, tratteneva i Tuoi volti successivi in un travaglio cieco di rapporti ma io, ancor prima che gli anelli tutti della mia vita fossero congiunti, mi distaccai precipite dal nulla e proclamai la carne concepita. Uomo Perfetto, cosa dannerai di questo seme che, nel modularsi, s'è rinforzato solo di se stesso senza estasiarsi in giochi di virtù? Certo conoscerai che equilibrando ogni comandamento che mi esorta a saturarmi tutta di peccato, che riportando a questo intendimento la perfezione delle mie lacune, confluirei con adeguato passo verso una vita lineare e assente. Ma per ora, il peccato del mio tutto, resta la tappa ultima e possente ed un ritmo incessante di condanna mi rigetta dal muovermi comune. Quando, fanciulla appena, mi concessi, quando mi sciolsi per la prima volta da quel bruciore acuto di purezza che sublimava ambiguità tremende, sentii l'impegno che covavo dentro crescere, quasi a forza di missione. Non ** altra virtù che di condurmi a prodigiose altezze di consenso e una stanchezza illimite mi prende se non mi adagio sopra un'altra forma... Allineando tutte le mie ombre volte perdutamente verso terra, posso durare un tempo indefinito accentrata in un'unica figura. Ma che dolore sale le mie braccia reggenti il grave fascio di me stessa: l'essere dura giova solamente a questa dubbia resistenza mia... Sotto il piede che immagino sicuro cerco il terreno viscido di sempre: la tentazione è come un tempo lungo ch'io devo bere, abbrividendo, in fretta... Guarda, perché previeni il Tuo guardarmi con errata coscienza di pudore? Guarda, senza sapere l'astinenza, queste carni purgate dal piacere, questi occhi sinceri nell'orgoglio, questi capelli dal profumo intenso di vita e di memorie... Peccato questo vivere me stessa? So che la santità germoglierebbe esercitando in me falsi connubi, ma asségnami una giusta tolleranza se l'indulgenza nega questo passo, fa che il ritorno al vivere di sempre non sprofondi nel buio di un abisso e che non mi si dia maggiore colpa se come gli altri, e con eguale indugio, gioco il distacco dalla mia matrice.
Continue reading...
66
I: vorrei essere un grosso caimano & vivere come vive un grosso caimano & morire come un grosso caimano. II: pensavi che io fossi un insetto opalescente da infilzare con un grosso spillone & invece sono stata io ad esporti nell'ala del museo dedicata alle cose che non voglio vedere mai più. III: permetti agli altri di macchiare le tue lenzuola ma mai ciò che c'è intorno. un consiglio. IV: dopo essersi sposati nel bosco, non si rividero mai più. lei rimase col piede incastrato in una trappola per orsi & lui era troppo distante per sentirla urlare. V: vorrei conoscere il numero esatto delle tue ciglia, sono lunghe, nere, belle & mi trafiggono come aghi incandescenti. ogni battito è un ipnosi.
0
Feb 13, 2015
Feb 13, 2015 at 5:58 PM UTC
san valentino
Perché i celesti danni Ristori il sole, e perché l'aure inferme Zefiro avvivi, onde fugata e sparta Delle nubi la grave ombra s'avvalla; Credano il petto inerme Gli augelli al vento, e la diurna luce Novo d'amor desio, nova speranza Nè penetrati boschi e fra le sciolte Pruine induca alle commosse belve; Forse alle stanche e nel dolor sepolte Umane menti riede La bella età, cui la sciagura e l'atra Face del ver consunse Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti Di febo i raggi al misero non sono In sempiterno? Ed anco, Primavera odorata, inspiri e tenti Questo gelido cor, questo ch'amara Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara? Vivi tu, vivi, o santa Natura? Vivi e il dissueto orecchio Della materna voce il suono accoglie? Già di candide ninfe i rivi albergo, Placido albergo e specchio Furo i liquidi fonti. Arcane danze D'immortal piede i ruinosi gioghi Scossero e l'ardue selve (oggi romito Nido dè venti): e il pastorel ch'all'ombre Meridiane incerte ed al fiorito Margo adducea dè fiumi Le sitibonde agnelle, arguto carme Sonar d'agresti Pani Udì lungo le ripe; e tremar l'onda Vide, e stupì, che non palese al guardo La faretrata Diva Scendea nè caldi flutti, e dall'immonda Polve tergea della sanguigna caccia Il niveo lato e le verginee braccia. Vissero i fiori e l'erbe, Vissero i boschi un dì. Conscie le molli Aure, le nubi e la titania lampa Fur dell'umana gente, allor che ignuda Te per le piagge e i colli, Ciprigna luce, alla deserta notte Con gli occhi intenti il viator seguendo, Te compagna alla via, te dè mortali Pensosa immaginò. Che se gl'impuri Cittadini consorzi e le fatali Ire fuggendo e l'onte, Gl'ispidi tronchi al petto altri nell'ime Selve remoto accolse, Viva fiamma agitar l'esangui vene, Spirar le foglie, e palpitar segreta Nel doloroso amplesso.
0
1.4k
Alla primavera
Perché i celesti danni Ristori il sole, e perché l'aure inferme Zefiro avvivi, onde fugata e sparta Delle nubi la grave ombra s'avvalla; Credano il petto inerme Gli augelli al vento, e la diurna luce Novo d'amor desio, nova speranza Nè penetrati boschi e fra le sciolte Pruine induca alle commosse belve; Forse alle stanche e nel dolor sepolte Umane menti riede La bella età, cui la sciagura e l'atra Face del ver consunse Innanzi tempo? Ottenebrati e spenti Di febo i raggi al misero non sono In sempiterno? Ed anco, Primavera odorata, inspiri e tenti Questo gelido cor, questo ch'amara Nel fior degli anni suoi vecchiezza impara? Vivi tu, vivi, o santa Natura? Vivi e il dissueto orecchio Della materna voce il suono accoglie? Già di candide ninfe i rivi albergo, Placido albergo e specchio Furo i liquidi fonti. Arcane danze D'immortal piede i ruinosi gioghi Scossero e l'ardue selve (oggi romito Nido dè venti): e il pastorel ch'all'ombre Meridiane incerte ed al fiorito Margo adducea dè fiumi Le sitibonde agnelle, arguto carme Sonar d'agresti Pani Udì lungo le ripe; e tremar l'onda Vide, e stupì, che non palese al guardo La faretrata Diva Scendea nè caldi flutti, e dall'immonda Polve tergea della sanguigna caccia Il niveo lato e le verginee braccia. Vissero i fiori e l'erbe, Vissero i boschi un dì. Conscie le molli Aure, le nubi e la titania lampa Fur dell'umana gente, allor che ignuda Te per le piagge e i colli, Ciprigna luce, alla deserta notte Con gli occhi intenti il viator seguendo, Te compagna alla via, te dè mortali Pensosa immaginò. Che se gl'impuri Cittadini consorzi e le fatali Ire fuggendo e l'onte, Gl'ispidi tronchi al petto altri nell'ime Selve remoto accolse, Viva fiamma agitar l'esangui vene, Spirar le foglie, e palpitar segreta Nel doloroso amplesso.
Continue reading...
54
Sono cresciuto in una terra strana dopo che hai messo all'ombra la mia luce, quasi non mossi piede dalla soglia della mia meraviglia per il dio nuovo cui tu m'opponevi. In me cresceva il Dio dei miei domini (ero ancora ragazzo) ma tu mi hai rotto l'urlo ai vorticosi margini della bocca, l'urlo della potente giovinezza. Mamma, io ti ringrazio dalla rigida tomba entro cui siede il mio pensiero finalmente puro. Ora vedo che a forza mi hai strappato il verde degli amari desideri, mi hai edificato come l'architetto sapiente che ritoglie chiari miti dalle antiche macerie. Nacqui umana rovina come tutti, tu mi hai intessuta un'ala senza geli...
0
1.2k
Lettera alla mamma di un seminarista morto
under this grey suburban sky the hardest or the most beautiful thing of the day it is always around the corner but you must look forward to notice yes sure even backwards around and low and smell the ground but if you do not look forward that one thing ugly or beautiful you will not see and then you make a mistake and pay the consequences you do not notice anything until it's too late that's why we trust each other since beside hunting, we remind each other that we are prey too we two, master and dog cannot tell which of the two has learned or taught the most fact is that we have grown overall we feel safer as we put one foot or paw in front of the other and forward we go after all life is just a bite or a wagging tail away ................... sotto questo grigio cielo suburbano la cosa più difficile o più bella della giornata è sempre dietro l'angolo ma devi guardare avanti per poterla notare sì, certo, anche all'indietro, intorno e in basso e sentire l'odore del terreno ma se non si guarda avanti, quella cosa, brutto o bella che sia, non vedrai e potresti commettere un errore e pagarne le conseguenze se non noti nulla finché non è troppo tardi ecco perché ci fidiamo l'un l'altro poiché oltre a cacciare ci ricordiamo l’un l’altro che siamo anche noi prede noi due, padrone e cane non posso dire quale dei due ha imparato o insegnato di più il fatto è che siamo cresciuti nel complesso ci sentiamo più sicuri quando mettiamo un piede o una zampa di fronte all'altra e avanti andiamo dopotutto la vita è solo a un morso, o a una coda contenta, di distanza
0
Sep 13, 2018
Sep 13, 2018 at 5:41 AM UTC
about looking forward - del guardare avanti
under this grey suburban sky the hardest or the most beautiful thing of the day it is always around the corner but you must look forward to notice yes sure even backwards around and low and smell the ground but if you do not look forward that one thing ugly or beautiful you will not see and then you make a mistake and pay the consequences you do not notice anything until it's too late that's why we trust each other since beside hunting, we remind each other that we are prey too we two, master and dog cannot tell which of the two has learned or taught the most fact is that we have grown overall we feel safer as we put one foot or paw in front of the other and forward we go after all life is just a bite or a wagging tail away ................... sotto questo grigio cielo suburbano la cosa più difficile o più bella della giornata è sempre dietro l'angolo ma devi guardare avanti per poterla notare sì, certo, anche all'indietro, intorno e in basso e sentire l'odore del terreno ma se non si guarda avanti, quella cosa, brutto o bella che sia, non vedrai e potresti commettere un errore e pagarne le conseguenze se non noti nulla finché non è troppo tardi ecco perché ci fidiamo l'un l'altro poiché oltre a cacciare ci ricordiamo l’un l’altro che siamo anche noi prede noi due, padrone e cane non posso dire quale dei due ha imparato o insegnato di più il fatto è che siamo cresciuti nel complesso ci sentiamo più sicuri quando mettiamo un piede o una zampa di fronte all'altra e avanti andiamo dopotutto la vita è solo a un morso, o a una coda contenta, di distanza
Continue reading...
41
Nell'orto, a ***** - o blocchi di turchese, alpi Apuane! o lunghi intagli azzurri nel celestino, all'orlo del paese! un odorato e lucido verziere pieno di frulli, pieno di sussurri, pieno dè flauti delle capinere. Nell'aie acuta la magnolia odora, lustra l'arancio popolato d'oro - io, quando al Belvedere era l'aurora, venivo al piede d'uno snello alloro. Sorgeva presso il vecchio muro, presso il vecchio busto d'un imperatore, col tronco svelto come di cipresso. Slanciato avanti, sopra il muro, al sole dava la chioma. Intorno era un odore, sottil, di vecchio, e forse di viole. Io sognava: una corsa luna il puro Frigido, l'oro di capelli sparsi, una fanciulla... Ancora al vecchio muro, tremava il lauro che parea slanciarsi. Un'alba - si sentìa di due fringuelli chiaro il francesco mio: la capinera già desta squittinìa di tra i piselli - tu più non c'eri, o vergine fugace: netto il pedale era tagliato: v'era quel vecchio odore e quella vecchia pace; il lauro, no. Sarchiava li vicino Fiore, un ragazzo pieno di bontà. Gli domandai del lauro; e Fiore, chino sopra il sarchiello: Faceva ombra, sa! E m'accennavi un campo glauco, o Fiore, di cavolo cappuccio e cavolfiore.
0
726
Il lauro
Mo accumencia l'anno nuovo, è Jennaro, ch'alleria! Cu 'a speranza e 'a fantasia, tu te pienze ca chist'anno forse è cchiù meglio 'e chill'ato... quanno è a fine t'he sbagliato. A Febbraio nce sta 'o viglione: chi se veste d'arlecchino, pulcinella o colombina... e me fanno tanta pena chesti ggente cu sti facce: ma songh'uommene o pagliacce?! Quanno vene 'o mese 'e Marzo pure 'e ggatte fanno ammore, ch'aggia fa? Me guardo a lloro? 'Mmiezo 'e grade cu 'a vicina, faccio un anema e curaggio e m'acchiappo nu passaggio. Comme è ddoce 'o mese Abbrile, tutta ll'aria è profumata! P' 'e ciardine quanno è 'a sera cu na femmena abbracciata, musso e musso, core e core... tutta smania e tutto ammore. Quant'è bello 'o mese 'e Maggio quanno schioppano sti rrose! Che prufumo int'a stu mese pe Pusiileco addiruso! Stongo 'nterra o 'mparaviso quanno tu staje 'mbraccio a mme? Quanno è Giugno la stagione vene e trase chianu chiano: s'ammatura pure 'o ggrano, s'ammatura tutte cose... Pure 'a femmena scuntrosa tu t' 'a cuoglie cu nu vaso. Quanno è Luglio 'mmiezo 'o mare, 'ncopp' 'a spiaggia, 'nterra 'a rena mamma mia, quanta sirene! Io cu ll'uocchie m' 'e magnasse; guardo a chesta, guardo a chella, ma pe mme tu si 'a cchiù bella! Quanno è Austo che calore! lo nun saccio che me piglia... Chistu sole me scumpiglia! E te guardo cu passione: volle 'o sango dint' 'e vvene e nisciuno me trattene. È chest'aria settembrina ca te mette dint' 'e vvene tanta smania 'e vulè bbene! Nu suspiro, ciente vase mille cose e 'o desiderio ca st' ammore fosse serio. Vene Uttombre, int' 'a stu mese ll'aria è fresca p' 'a campagna. Chisto è tiempo d' 'a vennegna, si t'astrigne a na cumpagna zittu zittu dint' 'a vigna, nun se lagna e lass'a fà. Chiove, nebbia, scura notte. Stu Nuvembre porta 'mpietto nu ricordo fatto a llutto: nu canisto 'e crisanteme... chistu sciore, che tristezza, mette 'ncore n'amarezza! A Natale, 'o zampugnaro, 'e biancale, 'e spare, 'e bbotte, 'o presebbio a piede 'o lietto. Quann' è 'mpunto mezanotte cu mugliereta tu miette 'o Bambino dint' 'a grotta...
0
715
Calannario
Mo accumencia l'anno nuovo, è Jennaro, ch'alleria! Cu 'a speranza e 'a fantasia, tu te pienze ca chist'anno forse è cchiù meglio 'e chill'ato... quanno è a fine t'he sbagliato. A Febbraio nce sta 'o viglione: chi se veste d'arlecchino, pulcinella o colombina... e me fanno tanta pena chesti ggente cu sti facce: ma songh'uommene o pagliacce?! Quanno vene 'o mese 'e Marzo pure 'e ggatte fanno ammore, ch'aggia fa? Me guardo a lloro? 'Mmiezo 'e grade cu 'a vicina, faccio un anema e curaggio e m'acchiappo nu passaggio. Comme è ddoce 'o mese Abbrile, tutta ll'aria è profumata! P' 'e ciardine quanno è 'a sera cu na femmena abbracciata, musso e musso, core e core... tutta smania e tutto ammore. Quant'è bello 'o mese 'e Maggio quanno schioppano sti rrose! Che prufumo int'a stu mese pe Pusiileco addiruso! Stongo 'nterra o 'mparaviso quanno tu staje 'mbraccio a mme? Quanno è Giugno la stagione vene e trase chianu chiano: s'ammatura pure 'o ggrano, s'ammatura tutte cose... Pure 'a femmena scuntrosa tu t' 'a cuoglie cu nu vaso. Quanno è Luglio 'mmiezo 'o mare, 'ncopp' 'a spiaggia, 'nterra 'a rena mamma mia, quanta sirene! Io cu ll'uocchie m' 'e magnasse; guardo a chesta, guardo a chella, ma pe mme tu si 'a cchiù bella! Quanno è Austo che calore! lo nun saccio che me piglia... Chistu sole me scumpiglia! E te guardo cu passione: volle 'o sango dint' 'e vvene e nisciuno me trattene. È chest'aria settembrina ca te mette dint' 'e vvene tanta smania 'e vulè bbene! Nu suspiro, ciente vase mille cose e 'o desiderio ca st' ammore fosse serio. Vene Uttombre, int' 'a stu mese ll'aria è fresca p' 'a campagna. Chisto è tiempo d' 'a vennegna, si t'astrigne a na cumpagna zittu zittu dint' 'a vigna, nun se lagna e lass'a fà. Chiove, nebbia, scura notte. Stu Nuvembre porta 'mpietto nu ricordo fatto a llutto: nu canisto 'e crisanteme... chistu sciore, che tristezza, mette 'ncore n'amarezza! A Natale, 'o zampugnaro, 'e biancale, 'e spare, 'e bbotte, 'o presebbio a piede 'o lietto. Quann' è 'mpunto mezanotte cu mugliereta tu miette 'o Bambino dint' 'a grotta...
Continue reading...
72
Rendimi i miei capelli, non portarli con te nelle tue pene, inebriami di baci, come statua che abbia compiuto musiche maggiori. O coscia del destino semiaperto, lascia che ti ricami una chimera sull'avambraccio prima che la follia del tempo divori le caviglie. Sei nata donna ma tu sei così oscura come tranello in cui tema il piede di orizzontarsi. Sei la mia dimora, la dimora traslata dalle vigne che fa tacere anche il pavimento.
0
446
Rendimi i miei capelli
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
0
Dec 24, 2023
Dec 24, 2023 at 10:43 AM UTC
Orbit, aquile, polli e Jewel
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
Continue reading...
59