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"bambini" poems
Nelle case, dove ancora si ragiona coi vicini presso al fuoco, e già la nuora porta a nanna i suoi bambini, uno in collo e due per mano; pel camino nero il vento, tra lo scoppiettar dei ciocchi, porta un suono lungo e lento, tre, poi cinque, sette tocchi, da un paese assai lontano: tre, poi cinque e sette voci, lente e languide, di gente: voci dal borgo alle croci, gente che non ha più niente: - Fate piano! Piano! Piano! Non vogliamo saper nulla: notte? Giorno? Verno? State? Piano, voi, con quella culla! Che non pianga il ***** Fate piano! Piano! Piano! Piano! Non vogliamo ricordare vino e grano, monte e piano, la capanna, il focolare, mamma, bimbi... Fate piano! Piano! Piano! Piano! Piano!
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L'or di notte
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
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Dec 2, 2010
Dec 2, 2010 at 3:04 PM UTC
Nevica a Parigi...
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
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L'ultima cicala stride sulla scorza gialla dell'eucalipto i bambini raccolgono pinòli indispensabili per la galantina un cane alano urla dall'inferriata di una villa ormai disabitata le ville furono costruite dai padri ma i figli non le hanno volute ci sarebbe spazio per centomila terremotati di qui non si vede nemmeno la proda se può chiamarsi cosí quell'ottanta per cento ceduta in uso ai bagnini e sarebbe eccessivo pretendervi una pace alcionica il mare è d'altronde infestato mentre i rifiuti in totale formano ondulate collinette plastiche esaurite le siepi hanno avuto lo sfratto i deliziosi figli della ruggine gli scriccioli o reatini come spesso li citano i poeti. E c'è anche qualche boccio di magnolia l'etichetta di un pediatra ma qui i bambini volano in bicicletta e non hanno bisogno delle sue cure Chi vuole respirare a grandi zaffate la musa del nostro tempo la precarietà può passare di qui senza affrettarsi è il colpo secco quello che fa orrore non già l'evanescenza il dolce afflato del nulla Hic manebimus se vi piace non proprio ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile alla morte ( e questa piace solo ai giovani)
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Al mare (o quasi)
Girerò per le strade finché non sarò stanca morta saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto che passa e restare sempre la stessa. Questo fresco che sale a cercarmi le vene è un risveglio che mai nel mattino ** provato così vero: soltanto, mi sento più forte che il mio corpo, e un tremore più feddo accompagna il mattino. Son lontani i mattini che avevo vent'anni. E domani, ventuno: domani uscirò per le strade, ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo. Da domani la gente riprende a vedermi e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo, ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo di essere io che passavo-una donna, pdrona di se stessa. La magra bambina che fui si è svegliata da un pianto non fosse mai stato. E desidero solo colori. I colori non piangono, sono come un risveglio: domani i colori torneranno. Ciascuna uscirà per la strada, ogni corpo un colore-perfino i bambini. Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore riavrà la sua vita. Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d'esser io: gettando un'occhiata, mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori.
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Untitled
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
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Dec 24, 2023
Dec 24, 2023 at 10:43 AM UTC
Orbit, aquile, polli e Jewel
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
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Che me ne faccio di tutta questa emotività? Non ** ancora imparato a vivere. Ad ogni inciampo un'emozione diversa, e quanto grande. Ma mi piace, oddio se mi piace. Voglio solo imparare tutto per inciampare su tutto. E quanto vorrei che conoscessi il mio cuore perché il desiderio del bambino rimane quello di voler essere visto dai genitori. E noi siamo solo dei bambini più alti.
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Jun 4, 2024
Jun 4, 2024 at 3:34 PM UTC
Opacarofilia
Perché? Permesso? Ormai, ci ** pensato un po’ Se non sbaglio Una notte invece di un anno, una settimana o un giorno Non a caso Perché è proprio nel buio Che un raggio di luce si vede meglio Una notte per mettere ordine nel mio pensiero Far sì che in un modo o nell’altro Io riesca a rivelare il fatto Che il motivo Il motivo per cui voglio averti Alla fine, forse non ce l’ho E penso che vada bene così Che tutte le cose Non vadano per forza sempre spiegate Che se un ragionamento razionale non c’è Almeno si può fingere che i sassi Pur di essere presenti E spesso troppo ingombranti In realtà, non siano da soli Che il cervello a volte faccia spazio A qualcosa che potrebbe essere emozioni Anzi, sensazioni viscerali Che, fortunatamente o purtroppo Rimangono sempre fuori Di portata, come di solito I sogni da bambini E se importasse poco il perché? Se fosse solo il riflesso dell’amore che stravince? Che ci fa vivere Che ci fa sentire Che ci fa provare Che ci fa volare Fra le nuvole Vita dà vita Che prima o poi se ne va Per iniziare un nuovo ciclo Che persevererà lo stesso Che tu te ne accorga o meno Quindi, a volte non ci serve Torturare la mente Meglio accettare le cose Per ciò che sono In questo caso, il più bel regalo del mondo Comunque, benvenuto Hugo.
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Dec 19, 2024
Dec 19, 2024 at 4:31 PM UTC
Permesso?