"latta" poems
Nevica a Parigi
sugli alberi di carta,
sugli addobbi di Natale sgonfi,
sui bambini di plastica
e sui castelli di latta.
Nevica a Parigi una neve fiacca
che s’incolla ai cappotti della gente
che si trascina per strada
con aria distratta.
Nevica nei caffè,
attraverso i vetri,
sui boulevards deserti
e sui nostri sguardi tetri.
Si colorano di bianco
la cupola dell’albergo di lusso,
il tettuccio dell’edicola senza giornali,
il carretto delle castagne arrosto,
il marciapiede su cui scivola una dama
e cerca un cantuccio il barbone.
Nevica a Parigi, senza ragione,
sulle donne e sugli uomini.
***
Nevica nei grandi magazzini,
nelle chiese vuote
e nelle nostre stanze.
Sulle autostrade inondate di fango
che corrono sopra la città,
sulle scarpate coperte d’immondizia
e sulle nostre frasi lasciate a metà.
Nevica a Parigi sulla terra
del parco in cui non attecchirà
più l’erba, sulla nostra visione
acerba delle cose.
Nevica a Parigi come per illusione.
***
Nevica perché non ha
nessun senso che nevichi,
perché siamo in inverno
ma non è detto che torni
il bel tempo.
Nevica sul cemento
di chi ha avuto il coraggio
di costruire i grattacieli per i grandi
e le cabine di comando
per gli uomini d’affari
dagli occhi stanchi.
***
Nevica sui ghetti e sulle città satelliti,
sulle lampade al neon
dei luna park abbandonati.
Nevica, in televisione e al cinema,
per i negri, i bianchi,
le persone sole e gli alcolizzati.
Nevica e le cose si perdono
in un pulviscolo.
Da un vicolo sbuca
un autobus senza autista,
da un altro una carrozza
trainata da elefanti.
In un carosello di fiocchi di neve
impazziscono le immagini.
Nevica a Parigi sui camposanti.
***
Nevica nei bordelli e nelle bettole,
nei salotti alla moda,
nei negozi degli antiquari
e nei quadri che i pittori
non hanno fatto a tempo
a terminare…
Nevica sugli operai stanchi
di non lavorare,
sulle matrone che si abbandonano
alle braccia dei drogati.
Nevica sugli ospedali e sugli ammalati.
***
Nevica sugli aeroplani e sulla notte,
sulle navi e sul vento,
sull’eco delle stragi,
sul pianto dei feriti
e sul rantolo dei moribondi.
Nevica a Parigi
sul tempo che finisce
in un’esplosione di secondi.
***
Nevica sulla neve
e nevicherà ancora.
E’ una neve che a tratti ci sferza
e a tratti ci ignora.
E’ una neve che spazza via tutto,
una neve spietata.
Perché a Parigi da oggi nevica
nella nostra mente annebbiata.
Dec 2, 2010
Dec 2, 2010 at 3:04 PM UTC
under this grey and alien suburban sky, as long as I resist
I am the hidden nail between mirror and wall
or that tin man in wonderland
or one of those masks scaring vultures in suit and tie
or a hunter,
though I do not know where and what to hunt
so absorbed I turn and stare to the abstract colors of these abandoned suburbs of the world
and in the darkness I rise
still
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sotto questo cielo suburbano grigio e alieno, finché resisto
sono il chiodo nascosto tra lo specchio e il muro
o quell'uomo di latta nel paese delle meraviglie
o una di quelle maschere che spaventano avvoltoi in giacca e cravatta
o un cacciatore,
anche se non so dove né cosa cacciare
e così assorto mi rivolgo al colore astratto degli abbandonati sobborghi del mondo
e nell'oscurità mi alzo
ancora
..................
bajo este cielo suburbano gris y ajeno, mientras yo resista
soy el clavo escondido entre espejo y muro
o un hombre de estaño en el país de las maravillas
o una de esas máscaras asusta buitres en traje y corbata
o un cazador,
aunque no sé dónde ni qué cazar
asì absorto me vuelvo y miro los colores abstractos de los suburbios abandonados del mundo
y en la oscuridad me levanto
aún
Sep 7, 2018
Sep 7, 2018 at 3:58 AM UTC