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"ciglia" poems
I: vorrei essere un grosso caimano & vivere come vive un grosso caimano & morire come un grosso caimano. II: pensavi che io fossi un insetto opalescente da infilzare con un grosso spillone & invece sono stata io ad esporti nell'ala del museo dedicata alle cose che non voglio vedere mai più. III: permetti agli altri di macchiare le tue lenzuola ma mai ciò che c'è intorno. un consiglio. IV: dopo essersi sposati nel bosco, non si rividero mai più. lei rimase col piede incastrato in una trappola per orsi & lui era troppo distante per sentirla urlare. V: vorrei conoscere il numero esatto delle tue ciglia, sono lunghe, nere, belle & mi trafiggono come aghi incandescenti. ogni battito è un ipnosi.
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Feb 13, 2015
Feb 13, 2015 at 5:58 PM UTC
san valentino
IV Diodati, e te’l diro con maraviglia, Quel ritroso io ch’amor spreggiar solea E de suoi lacci spesso mi ridea Gia caddi, ov’huom dabben talhor s’impiglia. Ne treccie d’oro, ne guancia vermiglia M’ abbaglian si, ma sotto nova idea Pellegrina bellezza che’l cuor bea, Portamenti alti honesti, e nelle ciglia Quel sereno fulgor d’ amabil nero, Parole adorne di lingua piu d’una, E’l cantar che di mezzo l’hemispero Traviar ben puo la faticosa Luna, E degil occhi suoi auventa si gran fuoco Che l ‘incerar gli oreechi mi fia poco.
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Sonnet 04
sono le 01 e 22 e io ** nel corpo e nella testa queste vibrazioni calde e pallide che mi stringono il cuore. sono irragiungibili. ** attaccato alle mie ciglia i pensieri tristi, sono perline trasparenti & i miei capelli non sono ancora abbastanza lunghi per strangolare qualcuno. se potessi scegliere di avvelenare qualsiasi superficie che toccherai, io lo farei. i miei pensieri sono linee biforcute che corrono qui e lì, si diradano come i rami secchi contro il cielo freddo dell'inverno. immagino me & te amore mio a danzare su un battello, sotto le stelle, qualche vita fa, in cui eravamo belli e sorridenti. penso ai sassi lanciati nell'acqua, ai cerchi nel grano, alle macchie sul muro. penso alla mia vita da fantasma, quando vivevo a malapena, penso a chi mi ha uccisa in quei mesi e credo che l'inferno esista solo per chi ha conosciuto il paradiao e lo abbia disprezzato. penso alle ore di sonno perse, alla pelle nuda, al mascara colato, alle tracce di rossetto sui bicchieri, ai muri della stanza che mi conoscevano più di quanto mi abbia mai conosciuta tu. credo che il mio sia un caso inverso, ** conosciuto l'inferno e ora sto guadagnando il paradiso che ** sempre meritato.
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Feb 20, 2015
Feb 20, 2015 at 7:35 PM UTC
01:34, buonanotte
Sappi - e forse lo sai, nel camposanto - la bimba dalle lunghe anella d'oro, e l'altra che fu l'ultimo tuo pianto, sappi ch'io le raccolsi e che le adoro. Per lor ripresi il mio coraggio affranto, e mi detersi l'anima per loro: hanno un tetto, hanno un nido, ora, mio vanto: e l'amor mio le nutre e il mio lavoro. Non son felici, sappi, ma serene: il lor sorriso ha una tristezza pia: io le guardo - o mia sola erma famiglia! - e sempre a gli occhi sento che mi viene quella che ti bagnò nell'agonia non terminata lagrima le ciglia.
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Anniversario (1890)
out of lust he detached his eyes from the recording meter, frames shifted apart, he turned when all was already gone. as he fiddled between elastic bands and clips he realized : time for another cigarette and a barley coffee. with his friend’s eybrows the patron of the corner bar ***** the sister, too ****** not to deserve it at least in dreams. a song popped up again unwrapping fifteen years of ratafia candies . as he crossed the street, again the yellow light reminded him that santander was a rainy city . what mostly ****** him off was not being able to smoke on the street Italian version  written in 1995: per concupiscenza staccò gli occhi dal contatore, l’immagine cambiò parte, si voltò quando già non c’era. giochicchiando tra l’elastico e le clips si rese conto: era tempo di un’altra sigaretta e un caffè d’orzo. il signore del bar d’angolo stuprava la sorella colle ciglia dell’amico, troppo stronza per non meritarlo almeno in sogno. una canzone si rifece viva scartando almeno quindici anni di caramelle ratafià. riattraversando il giallo gli rammentò che santander era una città piovosa. soprattutto lo irritava il non poter fumare in strada.
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Oct 24, 2014
Oct 24, 2014 at 6:06 PM UTC
Santander
E s'aprono i fiori notturni nell'ora che penso à miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: l sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormoni i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse. Splende un lume la nella sala. Nasce l'era sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento... È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova.
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Il gelsomino notturno