Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"caos" poems
"No! No! This cannot be happening" The words stumbled out as I tried hard to keep the sogged eye from draining My vision became blurrer And blurrer as I turned and run out of the house Grabbing my stiletto as I did Under the pear tree in the garden I stopped And allowed the now heavy eyes To drain the burning water They flow on like pain from broken heart Bitter and hurt Bitter from the disappointment and forlon From a mixture of shock, disbelief and loss Served in a glass of betrayal and a tray of painful regret I raise the dagger in a drunken cognition For my sob now has become the cry of a damage soul A disfigured spirit I can barely hear them from without in the midst of the caos Those little voices in my heard Screaming out at me Hitting hard on the walls of my mind Pushing my conciense "Do it!" one says "It wouldn't solve the problem" the other retorts "But it will end it!" "Leaving bigger problems" The blood in my head boils The heat rising in exponents The tension now causes my whole body to trob To ache My mind cannot hold it any longer The quicker the better I opened my mouth to say my final words But all the came out Was a scream.
0
Mar 14, 2015
Mar 14, 2015 at 9:41 AM UTC
A scream
Non ti preparerò col mio mostrarmiti ad una confidenza limitata, ma perché nel toccarmi la tua mano non abbia una memoria di presagi, giacerò all'informe fusa io stessa, sciolta dentro il buio, per quanto possa, elaborata e viva, ridivenire caos... Orfeo novello, amico dell'assenza, modulerai di nuovo dalla cetra la figura nascente di me stessa. Sarai alle soglie piano e divinante di un mistero assoluto di silenzio, ignorando i miei limiti di un tempo, godrai il possesso della sola essenza. Allora, concretandomi in un primo accenno di presenza, sarò un ramo fiorito di consenso, e poi, trovato un punto di contatto, ammetterò una timida coscienza di vita d'animale e mi dirò che non andrò più oltre, mentre già mi sviluppi, sapienza ineluttabile e sicura, in un gioco insperato di armonie, in una conclusione di fanciulla... Fanciulla: è questo il termine raggiunto? E per l'addietro non l'ho maturato e non l'ho poi distrutto delusa, offesa in ogni volontà? Che vuol dire fanciulla se non superamento di coscienza? Era questo di me che non volevo: condurmi, trascurando ogni mia forma, al vertice mortale della vita... Ma la presenza d'ogni mia sembianza quale urgenza incalzante di sviluppo, quale presto proporsi e più presto risolversi d'enigmi! E quando poi, dal mio aderire stesso, la forma scivolò in un altro tempo di più rare e più estranee conclusioni, quando del mio "sentirmi" voluttuoso rimase un'aderenza di dolore, allora, allora preferii la morte che ribadisse in me questo possesso. Ma ci si può avanzare nella vita mano che regge e fiaccola portata e ci si può liberamente dare alle dimenticanze più serene quando gli anelli multipli di noi si sciolgano e riprendano in accordo, quando la garanzia dell'immanenza ci fasci di un benessere assoluto. Così, nelle tue braccia ordinatrici io mi riverso, minima ed immensa; dato sereno, dato irrefrenabile, attività perenne di sviluppo.
0
3k
La presenza di Orfeo
Non ti preparerò col mio mostrarmiti ad una confidenza limitata, ma perché nel toccarmi la tua mano non abbia una memoria di presagi, giacerò all'informe fusa io stessa, sciolta dentro il buio, per quanto possa, elaborata e viva, ridivenire caos... Orfeo novello, amico dell'assenza, modulerai di nuovo dalla cetra la figura nascente di me stessa. Sarai alle soglie piano e divinante di un mistero assoluto di silenzio, ignorando i miei limiti di un tempo, godrai il possesso della sola essenza. Allora, concretandomi in un primo accenno di presenza, sarò un ramo fiorito di consenso, e poi, trovato un punto di contatto, ammetterò una timida coscienza di vita d'animale e mi dirò che non andrò più oltre, mentre già mi sviluppi, sapienza ineluttabile e sicura, in un gioco insperato di armonie, in una conclusione di fanciulla... Fanciulla: è questo il termine raggiunto? E per l'addietro non l'ho maturato e non l'ho poi distrutto delusa, offesa in ogni volontà? Che vuol dire fanciulla se non superamento di coscienza? Era questo di me che non volevo: condurmi, trascurando ogni mia forma, al vertice mortale della vita... Ma la presenza d'ogni mia sembianza quale urgenza incalzante di sviluppo, quale presto proporsi e più presto risolversi d'enigmi! E quando poi, dal mio aderire stesso, la forma scivolò in un altro tempo di più rare e più estranee conclusioni, quando del mio "sentirmi" voluttuoso rimase un'aderenza di dolore, allora, allora preferii la morte che ribadisse in me questo possesso. Ma ci si può avanzare nella vita mano che regge e fiaccola portata e ci si può liberamente dare alle dimenticanze più serene quando gli anelli multipli di noi si sciolgano e riprendano in accordo, quando la garanzia dell'immanenza ci fasci di un benessere assoluto. Così, nelle tue braccia ordinatrici io mi riverso, minima ed immensa; dato sereno, dato irrefrenabile, attività perenne di sviluppo.
Continue reading...
58
El mundo es falso, y las sonrisas son falsas. Todos los días en que vivimos es simplemente pintado, Nadie lo quiere decir más. A todos nos causan nuestros propios problemas. En algún lugar de su inicio, hacia atrás y hacia atrás y hacia atrás- Una palabra desagradable, un retorcido pensamiento- Y ahora es el caos. Si, de alguna manera, yo podría dispersar las sombras del mundo Y soportar todo el peso para usted, lo haría. Me harìa llevar todo el sufrimiento del mundo en mis hombros Para la humanidad. Ahora lo sé eso. No puedo creer que alguna vez fui tan egoísta Para derramar una sola lágrima por mí mismo. Yo podía soportarlo. Yo podría tomar en el mundo Si eso significa que ninguno de ustedes tenía que sentir que el dolor por más tiempo. Se amo incondicionalmente.
0
Mar 17, 2012
Mar 17, 2012 at 3:47 AM UTC
Unconditionally
ncierto lo que sucede allá dentro. Ni tú con certeza lo sabes. Siempre un caos, todo desordenado. Cegado por adoquines interrogantes. Abrumado y sin respuestas. Lúgubre el aire que se respira, Cuando guardas tu alma. Dejando todo lo oscuro salir, Dejando de ser tú. De gota en gota paso el tiempo, Ideando una manera de que te quedes. Allí, en tierra firme. En todo lo que haces y eres. Que te encuentres en el olor a acuarela, O crees millones de diseños. Quiero que puedas encontrar el camino, De encontrarte a ti mismo, Pero conmigo.
0
Dec 22, 2015
Dec 22, 2015 at 10:22 PM UTC
Gris
Com o teu coro que aqui está, passo a ser preenchido por sombras circunstanciais. Elas me trazem a memória do renascer e bem claramente posso sentir o ardor do consolo com que me levam às lembranças do meu verdadeiro ser. Transmitindo uma serenidade que se funde aos sons que as acompanham, em um baile de caos e ódio, buscam me recordar do que está próximo: Do deleite profundo em sonho, minha experiência egocêntrica, à minha expansão como universo; um universo em que eu sou a desordem e o âmago. Constituído completamente de memórias e sentimentos; sentimentos de uma beleza imprópria; de morte e de cor, de vida e dor.
0
Jul 3, 2013
Jul 3, 2013 at 8:02 PM UTC
O caos como o belo criar
Vive de alternâncias imperceptíveis; possui a maldição de viver momentos somente para si inesquecíveis. Quando se volta para o equilíbrio apolíneo, percebe nele a maior incongruência, uma limitação impraticável. Vê-se desfocado de seus próprios pensamentos; não julga, mas observa. Tem medo. Somente sente-se promissor ao som de seus poderosos companheiros, que o auxiliam a destituir-se de seus próprios pesares. Em sequência a isso, por um tamanho ardor é acometido e tantos sentimentos que até ele vão para compor, que sua existência e vida tornam-se intensas demais; de tão pesadas e densas, o levam ao caos, a observar e esperar pelo surgimento de estrelas e brilho.
0
Jul 4, 2013
Jul 4, 2013 at 3:41 PM UTC
Instabilidade de um colosso inerte
Dearest everything: I don't want you to leave empty-handed please take it all every treasure known and unknown, every loot you are familiar with upon that hill. It's all yours I will only be harmed take even my beloved precious children I won't miss them or worry about them if you have them to love them as your very own! They know no other father than you. Those three children you lost, I have them against all odds. I trust only you after God only you after any other human on Mother Earth after poverty joy and happiness, after caos after every terrible disaster. You got heart brains charm grace heart understanding you are a King of kings God sent by heavens bridge I love you so much. I always have, always will; before and after every treasure every blessing is you. ~~~~~~~ By,:Karijinbba All copy rights apply. Oct--2020.
0
Oct 27, 2020
Oct 27, 2020 at 3:21 AM UTC
Rdd I am Bba.
El era fuego Ella, agua. Los dos cautivaban el mundo Eran grandes, ingeniosos, brillantes Pero diferentes. El era artista Ella una escritora Ella leía hasta dormida El no quería saber de libros El salía a fiestas Ella se quedaba en casa Ella era demasiado sensible El no creía en eso Ambos arrasaban con lo que encontraban a su paso Y poco a poco todo fue encajando Juntos formaban uno Un gran & hermoso caos Una gran batalla les esperaba por delante debido a sus diferencias Pero culminaban los días Despidiendo al sol & saludando a la luna.
0
Sep 15, 2014
Sep 15, 2014 at 8:56 PM UTC
Dos almas en una
Reflections I lie placid silent and calm your great winsomeness reaches over me not disturbing in the least you add a texture that is signature peace when caos ripples in the wider waters I know soft shadows speaking revealing a clarity upon this mirrored glass of my soul you are as light as a breath speaking in a whisper as the night follows day you reveal your self flawless is the transition from light to darkness you are the sum total of many voices in diversity much is added the common theme harmoninous interchange where there is lack then you add the needed part without fanfare this is what makes value as golden moments increase significance the volume of spirit pours in and the soul rises out of view submerged ideas latent with good will tells the story in deeper depths where shallow and empty realities find a residing place now they are displaced as added instruments inrich musical pieces giving more depth and feeling the empty darkness catches these delightful strains a soothing wave seems to fill the broken spaces moonlight medicates with a silver substance brings euphoric doses as if disimbodied goodness waves a magic wand you rise and drift on unseen wings a playfulness enters the heart you know not from where but from borders of tranquil regions the flow emblematic dreams stream ubidden into the mind the glory yet tasted is somehow permeating our stiff halted lives freedom brought from inexaustable climes measureless helps will be as the tide if we will close ourselves from distractions that are plentiful and short circuit our whole beings be still and know That I am God the human cry is what shall I do in those golden yesterdays they put out rain barrels when they wanted soft water how much more should we be catching the soft water falling from heaven to counteract the hard and at times brutal actions that we unleash on one another tears and weeping are not unmanly they are the secret guides that allow us to behold ourselves and then with power that restrains outward mindless acts that hurt and offend gentle sense created by comfort from an indisputable place of well being you hold the higher ground your decisions are true and correct and from placid to unerring truth you divide and map a true and correct path
0
Nov 17, 2011
Nov 17, 2011 at 5:55 AM UTC
Reflections
Reflections I lie placid silent and calm your great winsomeness reaches over me not disturbing in the least you add a texture that is signature peace when caos ripples in the wider waters I know soft shadows speaking revealing a clarity upon this mirrored glass of my soul you are as light as a breath speaking in a whisper as the night follows day you reveal your self flawless is the transition from light to darkness you are the sum total of many voices in diversity much is added the common theme harmoninous interchange where there is lack then you add the needed part without fanfare this is what makes value as golden moments increase significance the volume of spirit pours in and the soul rises out of view submerged ideas latent with good will tells the story in deeper depths where shallow and empty realities find a residing place now they are displaced as added instruments inrich musical pieces giving more depth and feeling the empty darkness catches these delightful strains a soothing wave seems to fill the broken spaces moonlight medicates with a silver substance brings euphoric doses as if disimbodied goodness waves a magic wand you rise and drift on unseen wings a playfulness enters the heart you know not from where but from borders of tranquil regions the flow emblematic dreams stream ubidden into the mind the glory yet tasted is somehow permeating our stiff halted lives freedom brought from inexaustable climes measureless helps will be as the tide if we will close ourselves from distractions that are plentiful and short circuit our whole beings be still and know That I am God the human cry is what shall I do in those golden yesterdays they put out rain barrels when they wanted soft water how much more should we be catching the soft water falling from heaven to counteract the hard and at times brutal actions that we unleash on one another tears and weeping are not unmanly they are the secret guides that allow us to behold ourselves and then with power that restrains outward mindless acts that hurt and offend gentle sense created by comfort from an indisputable place of well being you hold the higher ground your decisions are true and correct and from placid to unerring truth you divide and map a true and correct path
Continue reading...
24
Tentou se divertir Tentou parar de pensar Tentou lembrar Memórias infindáveis De quem jamais conseguiu Encontrar. Instrumentos melódicos pensamentos eufóricos Caos e calmaria A certeza de que o momento na memória permanecerá e em sua história cristalizará. Uma constante torturante Um futuro baseado no passado atormentado de um amor ultrapassado.
0
Apr 7, 2015
Apr 7, 2015 at 2:17 PM UTC
Amor ultrapassado
Patas macias acariciam a grama há muito não cortada Enroscam-se em espinhos Tropeçam em ninhos Tão perto da estrada. Seus narizes são ímãs Indisciplinados e impulsivos Um alarme rosado de caos abrasivo. Alaranjada, repousa na faxada da rua Seca, bronzeada Nua Sua. Três patas e uma planta Nada ela sente, silenciada por dentes Mastigada, digerida, excrementada Por fim Em adubo virada.
0
Nov 7, 2016
Nov 7, 2016 at 3:24 PM UTC
Três coelhos e um pedaço de cenoura
Hubo tantas veces que casi me ahogué cuando era niño, durante lecciones de natación, fiestas de cumpleaños. Así, me da miedo aún bañarme en las piscinas, las playas, los lagos. Me da vergüenza enseñar al mundo mis escamas dolorosas, la piel que teme el calor de la arena, los rayos del sol como si fueran medusas que queman con sus besos. Es que mis heridas, debajo de cuyas cicatrices, siguen ardiendo... Quisiera que de agua yo fuera hecho. En Manila, cuando era estudiante universitaria, y tomaba el bus que por el boulevard Roxas pasaba, podía olvidar de mis problemas, del caos, solo con una mirada a la bahía. Y siempre me preguntaba, ¿podría ser que al mar le doliera su piel de agua? Me acuerdo de cuando en silencio sufría, contra ondas como orilla padecía: el abandono de un amigo a quien quería en secreto, padecía el rechazo de las obras que había escrito, padecía la soledad en esta cruel ciudad... en aquellos momentos pensé en caminar, con piedras pesadas en mis bolsillos y zapatos, despacio, despacio hacía el mar, hacía el fondo... para que por fin se cumpliese mi destino de morir en el agua y su abrazo... Pero a ella, nunca he aprendido odiarla. Y he llegado hasta mares gallegos, hasta Coruña y sus cristales, donde cada mañana le escribo canciones de amor y promesas al océano atlántico. Al agua, un día regresaré, un día en ella, me habré disuelto, sí, yo a mí mismo. Porque es mi destino, yo que llevo alma azulada, el alma de aquel pez anciano que se hizo humano. Cuando un día me pregunte, "¿de dónde vienes?" un amante gallego, le diré que tierra yo no tengo, le diré, "amor, mírame los ojos, su blancura viene de las espumas de los mares filipinos"... y la noche en que me bese los labios y luego la piel, le diré, "amor, sigue, porque las escamas ya no me duelen, ves que del agua ya estoy hecho, de los aguas quietas, ya estoy hecho..."
0
Mar 11, 2023
Mar 11, 2023 at 9:31 AM UTC
A Coruña
Hubo tantas veces que casi me ahogué cuando era niño, durante lecciones de natación, fiestas de cumpleaños. Así, me da miedo aún bañarme en las piscinas, las playas, los lagos. Me da vergüenza enseñar al mundo mis escamas dolorosas, la piel que teme el calor de la arena, los rayos del sol como si fueran medusas que queman con sus besos. Es que mis heridas, debajo de cuyas cicatrices, siguen ardiendo... Quisiera que de agua yo fuera hecho. En Manila, cuando era estudiante universitaria, y tomaba el bus que por el boulevard Roxas pasaba, podía olvidar de mis problemas, del caos, solo con una mirada a la bahía. Y siempre me preguntaba, ¿podría ser que al mar le doliera su piel de agua? Me acuerdo de cuando en silencio sufría, contra ondas como orilla padecía: el abandono de un amigo a quien quería en secreto, padecía el rechazo de las obras que había escrito, padecía la soledad en esta cruel ciudad... en aquellos momentos pensé en caminar, con piedras pesadas en mis bolsillos y zapatos, despacio, despacio hacía el mar, hacía el fondo... para que por fin se cumpliese mi destino de morir en el agua y su abrazo... Pero a ella, nunca he aprendido odiarla. Y he llegado hasta mares gallegos, hasta Coruña y sus cristales, donde cada mañana le escribo canciones de amor y promesas al océano atlántico. Al agua, un día regresaré, un día en ella, me habré disuelto, sí, yo a mí mismo. Porque es mi destino, yo que llevo alma azulada, el alma de aquel pez anciano que se hizo humano. Cuando un día me pregunte, "¿de dónde vienes?" un amante gallego, le diré que tierra yo no tengo, le diré, "amor, mírame los ojos, su blancura viene de las espumas de los mares filipinos"... y la noche en que me bese los labios y luego la piel, le diré, "amor, sigue, porque las escamas ya no me duelen, ves que del agua ya estoy hecho, de los aguas quietas, ya estoy hecho..."
Continue reading...
5
What are you? How do you fit in my life? You fit everywhere but never in the present Future please hurry I want to be whole I crave you always dear friend, I never stop As I lie and say I have no hope left It's when I find hope growing inch by inch Liar I may be but never hopeless Slowly and fast and alternating Caos is vicious stopping my attempts Please head, you know how I'm growing older Please do not pretend, let my heart take over
0
May 8, 2013
May 8, 2013 at 12:09 PM UTC
Defining the 8th
Dibujo tras dibujo en la misma libreta cuando estoy con una revuelta en mi maleta. Esperando al avión. Qué fea sensación. Tengo un desorden que quiero poner en orden. Un caos en el corazón. Cuando dibujo no dibujo, trazo. Qué más me gustaría que fuera lo mismo cuando amo. Que cuando ame no ame, que solo trace. Pero no es lo mismo. Y cuando sufro, tal como lo dice la palabra y un poquito más: sufro. Pero creo que es efecto de la cuestión del vivirlo todo al extremo. Y hablando de extremos, me gusta acordarme del extremo que partió el corazón hace poco. Del lugar, del aire frío, de la lengua exótica y del olor a pescado mientras mojo mis botas en la lluvia. Me gusta este lugar, cómo el nórdico aire nos arropa, y luego tu mano con la mía topa. Me gusta cómo el sol quema mi piel. Helada hiel. Sentirme suelta, sentirme libre. Sin anclas. Sin apegos. Sin revueltos. Me gusta meditar en el césped de algodón metafórico creyéndome capaz de todo. Lejos de todo pero sintiéndome todo.
0
Jun 18, 2014
Jun 18, 2014 at 6:15 PM UTC
Adiós
Reflections I lie placid silent and calm your great winsomeness reaches over me not disturbing in the least you add a texture that is signature peace when caos ripples in the wider waters I know soft shadows speaking revealing a clarity upon this mirrored glass of my soul you are as light as a breath speaking in a whisper as the night follows day you reveal your self flawless is the transition from light to darkness you are the sum total of many voices in diversity much is added the common theme harmoninous interchange where there is lack then you add the needed part without fanfare this is what makes value as golden moments increase significance the volume of spirit pours in and the soul rises out of view submerged ideas latent with good will tells the story in deeper depths where shallow and empty realities find a residing place now they are displaced as added instruments inrich musical pieces giving more depth and feeling the empty darkness catches these delightful strains a soothing wave seems to fill the broken spaces moonlight medicates with a silver substance brings euphoric doses as if disimbodied goodness waves a magic wand you rise and drift on unseen wings a playfulness enters the heart you know not from where but from borders of tranquil regions the flow emblematic dreams stream ubidden into the mind the glory yet tasted is somehow permeating our stiff halted lives freedom brought from inexaustable climes measureless helps will be as the tide if we will close ourselves from distractions that are plentiful and short circuit our whole beings be still and know That I am God the human cry is what shall I do in those golden yesterdays they put out rain barrels when they wanted soft water how much more should we be catching the soft water falling from heaven to counteract the hard and at times brutal actions that we unleash on one another tears and weeping are not unmanly they are the secret guides that allow us to behold ourselves and then with power that restrains outward mindless acts that hurt and offend gentle sense created by comfort from an indisputable place of well being you hold the higher ground your decisions are true and correct and from placid to unerring truth you divide and map a true and correct path
0
Jan 9, 2012
Jan 9, 2012 at 6:45 PM UTC
Reflections
Reflections I lie placid silent and calm your great winsomeness reaches over me not disturbing in the least you add a texture that is signature peace when caos ripples in the wider waters I know soft shadows speaking revealing a clarity upon this mirrored glass of my soul you are as light as a breath speaking in a whisper as the night follows day you reveal your self flawless is the transition from light to darkness you are the sum total of many voices in diversity much is added the common theme harmoninous interchange where there is lack then you add the needed part without fanfare this is what makes value as golden moments increase significance the volume of spirit pours in and the soul rises out of view submerged ideas latent with good will tells the story in deeper depths where shallow and empty realities find a residing place now they are displaced as added instruments inrich musical pieces giving more depth and feeling the empty darkness catches these delightful strains a soothing wave seems to fill the broken spaces moonlight medicates with a silver substance brings euphoric doses as if disimbodied goodness waves a magic wand you rise and drift on unseen wings a playfulness enters the heart you know not from where but from borders of tranquil regions the flow emblematic dreams stream ubidden into the mind the glory yet tasted is somehow permeating our stiff halted lives freedom brought from inexaustable climes measureless helps will be as the tide if we will close ourselves from distractions that are plentiful and short circuit our whole beings be still and know That I am God the human cry is what shall I do in those golden yesterdays they put out rain barrels when they wanted soft water how much more should we be catching the soft water falling from heaven to counteract the hard and at times brutal actions that we unleash on one another tears and weeping are not unmanly they are the secret guides that allow us to behold ourselves and then with power that restrains outward mindless acts that hurt and offend gentle sense created by comfort from an indisputable place of well being you hold the higher ground your decisions are true and correct and from placid to unerring truth you divide and map a true and correct path
Continue reading...
24
Aceito todas  as pessoas assim como são (não se enganem, não disse que gosto) Simplesmente não vejo por quê não deveriam ser assim Vejo o fatalismo total e inevitável da vida A aleatoriedade dos factos A imaginação e a memória humanas A submissão incontrolável ante a força Não há destino, mas não há escolha Ser é simplesmente existir seguindo um fluxo Tornar expressivo e externo o caos íntimo da mente Não exite mentiras, nem falsidade, menos ainda heroísmos, ou coragem O homem é ser dotado de todos os sentimentos Impregnado (estupidamente impregnado) da certeza da vida de toda a moral e inescrupulosos egoísmos Não há como negar Nos resta observar e e rir... Toda ação gera consequências, se alguém faz é porque é inevitável que o faça e tudo o leva a fazer.
0
Jun 9, 2014
Jun 9, 2014 at 11:36 AM UTC
Do fatalismo dos factos
Sacudimiento extraño que agita las ideas, como huracán que empuja las olas en tropel.Murmullo que en el alma se eleva y va creciendo como volcán que sordo anuncia que va a arder.Deformes siluetas de seres imposibles; paisajes que aparecen como al través de un tul.Colores que fundiéndose remedan en el aire los átomos del iris que nadan en la luz.Ideas sin palabras, palabras sin sentido; cadencias que no tienen ni ritmo ni compás.Memorias y deseos de cosas que no existen; accesos de alegría, impulsos de llorar.Actividad nerviosa que no halla en qué emplearse; sin riendas que le guíen, caballo volador.Locura que el espíritu exalta y desfallece, embriaguez divina del genio creador...                                         Tal es la inspiración.Gigante voz que el caos ordena en el cerebro y entre las sombras hace la luz aparecer.Brillante rienda de oro que poderosa enfrena de la exaltada mente el volador corcel.Hilo de luz que en haces los pensamientos ata; sol que las nubes rompe y toca en el zenít.Inteligente mano que en un collar de perlas consigue las indóciles palabras reunir.Armonioso ritmo que con cadencia y número las fugitivas notas encierra en el compás.Cincel que el bloque muerde la estatua modelando, y la belleza plástica añade a la ideal.Atmósfera en que giran con orden las ideas, cual átomos que agrupa recóndita atracción.Raudal en cuyas ondas su sed la fiebre apaga, oasis que al espíritu devuelve su vigor... Tal es nuestra razón.Con ambas siempre en lucha y de ambas vencedor, tan sólo al genio es dado a un yugo atar las dos.
0
997
Rima iii
Sacudimiento extraño que agita las ideas, como huracán que empuja las olas en tropel.Murmullo que en el alma se eleva y va creciendo como volcán que sordo anuncia que va a arder.Deformes siluetas de seres imposibles; paisajes que aparecen como al través de un tul.Colores que fundiéndose remedan en el aire los átomos del iris que nadan en la luz.Ideas sin palabras, palabras sin sentido; cadencias que no tienen ni ritmo ni compás.Memorias y deseos de cosas que no existen; accesos de alegría, impulsos de llorar.Actividad nerviosa que no halla en qué emplearse; sin riendas que le guíen, caballo volador.Locura que el espíritu exalta y desfallece, embriaguez divina del genio creador...                                         Tal es la inspiración.Gigante voz que el caos ordena en el cerebro y entre las sombras hace la luz aparecer.Brillante rienda de oro que poderosa enfrena de la exaltada mente el volador corcel.Hilo de luz que en haces los pensamientos ata; sol que las nubes rompe y toca en el zenít.Inteligente mano que en un collar de perlas consigue las indóciles palabras reunir.Armonioso ritmo que con cadencia y número las fugitivas notas encierra en el compás.Cincel que el bloque muerde la estatua modelando, y la belleza plástica añade a la ideal.Atmósfera en que giran con orden las ideas, cual átomos que agrupa recóndita atracción.Raudal en cuyas ondas su sed la fiebre apaga, oasis que al espíritu devuelve su vigor... Tal es nuestra razón.Con ambas siempre en lucha y de ambas vencedor, tan sólo al genio es dado a un yugo atar las dos.
Continue reading...
54
"medo: emoção que se sente face a um perigo ou ameaça; temor; receio" "amor: sentimento de afeto muito grande; paixão; inclinação" "caos: grande confusão; desordem" "inútil: que não serve para nada; desnecessário; que não produz qualquer resultado" "feio: desagradável à vista; que não tem beleza; vergonhoso; indecente" "morrer: deixar de viver; falecer; expirar; extinguir-se; acabar; cair no esquecimento"
0
Aug 9, 2013
Aug 9, 2013 at 7:23 PM UTC
"vida"
Io vorrei, superato ogni tremore giungere alla bellezza che mi incalza, dalla rovina del silenzio, fonda, togliere la misura della voce e cantare all'unisono coi suoni; stamparmi nelle palme ogni vigore in crescita perenne e modulare un attento confine con le cose ov'io possa con esse colloquiare difesa sempre da incipienti caos. Vorrei abitare nel segreto cuore centro d'ogni più puro movimento, animare di me gli spenti aspetti dei fantasmi reali e riplasmare le parabole ardenti ove ogni grazia è tocca dal suo limite. Variata stupendamente da codesti incontri numererò la plurima mia essenza entro un solo, perenne, insistere di toni adolescenti. Nell'aperta misura delle ali del più libero uccello, nel vigore degli alberi, nella chiarezza-musica dei venti, nel frastuono puerile dei colori, nell'aroma del frutto, sarò creatura in unico e diverso principio, senza origine né segno d'ancestrale condanna. E so, per questa verità, che il tempo non crollerà spargendo le rovine dei violati contatti alla mitezza del mio nuovo apparire, né la sacra identità del canto verrà meno ai suoi idoli vivi.
0
925
Io vorrei, superato ogni tremore
Amor, amor, catástrofe. ¡Qué hundimiento del mundo! Un gran horror a techos quiebra columnas, tiempos; los reemplaza por cielos intemporales. Andas, ando por entre escombros de estíos y de inviernos derrumbados. Se extinguen las normas y los pesos. Toda hacia atrás la vida se va quitando siglos, frenética, de encima; desteje, galopando, su curso, lento antes; se desvive de ansia de borrarse la historia, de no ser más que el puro anhelo de empezarse otra vez. El futuro se llama ayer. Ayer oculto, secretísimo, que se nos olvidó y hay que reconquistar con la sangre y el alma, detrás de aquellos otros ayeres conocidos. ¡Atrás y siempre atrás! ¡Retrocesos, en vértigo, por dentro, hacia el mañana! ¡Que caiga todo! Ya lo siento apenas. Vamos, a fuerza de besar, inventando las ruinas del mundo, de la mano tú y yo por entre el gran fracaso de la flor y del orden. Y ya siento entre tactos, entre abrazos, tu piel, que me entrega el retorno al palpitar primero, sin luz, antes del mundo, total, sin forma, caos.
0
835
La voz a ti debida
En el espejo he visto el Mar, el Mar sordo. La cimera cubríanle nubes grávidas de borrasca, la faz en movimiento delirante bullía con un hervor preñado de mútilos cadáveres cárdenos, a la deriva. 1 Cegaba con telones cinéreos la angustia, propugnando saltar de las órbitas -adamantina-. 2 Tenía de las bridas la voz ululadora lista a irrumpir como jamás apolíptica. Los ojos eran cóncavos vórtices abisales donde ya nunca la estrella encendería ni rielar idílico, ni tórridas fogatas. En el espejo he visto el Mar sordo 3 -vago y difuso como en cristales de recuerdo; -rígido y penetrante, -lacerante- como un sueño fallido: 4 y le he visto en el Día como en la Noche (y en el Crepúsculo de estrellas desdibujadas y de músicas en esbozo y de perfumes preludiando las sensuales sonatinas); y le he visto en el Día (vigía desde la cofa) que escudriña, oteante, el ir y venir en volúmenes aborregados de las ondas indiferentes) y le he visto en la Noche (sutil escucha en el acecho de voces ultraterrenas, y de próximas, cuya caricia fuera regalo de sus oídos, si no tortura lancinante). Pero el Mar es un símbolo? Y es un mito el Océano, emblemática selva pululadora de fugitivas sombras, caos mirífico, floresta legendaria donde discurren 5 las vagueantes Náyades y las Titanias inasibles. Un mito el Mar? Mirado en el espejo, refractado en el ávida retina y bebido en su son 6 y aspirado en sus hálitos salinos y yodados, -huésped de las Sirenas sortílegas y de las Circes y las Calypsos prestigiösas de hechizo inabolible? Es un Mito?   Es un Símbolo? En el espejo he visto el Mar sordo. 7 Y le he visto en la Noche y en el Crepúsculo (y en el Día): quieto Mar de viñeta, con la fuga en los mástiles y la fuga en las velas recogidas de los barcos inútiles, anclados como esqueletos de pirámides en las glaucas arenas fijas.
0
837
Sonatina
En el espejo he visto el Mar, el Mar sordo. La cimera cubríanle nubes grávidas de borrasca, la faz en movimiento delirante bullía con un hervor preñado de mútilos cadáveres cárdenos, a la deriva. 1 Cegaba con telones cinéreos la angustia, propugnando saltar de las órbitas -adamantina-. 2 Tenía de las bridas la voz ululadora lista a irrumpir como jamás apolíptica. Los ojos eran cóncavos vórtices abisales donde ya nunca la estrella encendería ni rielar idílico, ni tórridas fogatas. En el espejo he visto el Mar sordo 3 -vago y difuso como en cristales de recuerdo; -rígido y penetrante, -lacerante- como un sueño fallido: 4 y le he visto en el Día como en la Noche (y en el Crepúsculo de estrellas desdibujadas y de músicas en esbozo y de perfumes preludiando las sensuales sonatinas); y le he visto en el Día (vigía desde la cofa) que escudriña, oteante, el ir y venir en volúmenes aborregados de las ondas indiferentes) y le he visto en la Noche (sutil escucha en el acecho de voces ultraterrenas, y de próximas, cuya caricia fuera regalo de sus oídos, si no tortura lancinante). Pero el Mar es un símbolo? Y es un mito el Océano, emblemática selva pululadora de fugitivas sombras, caos mirífico, floresta legendaria donde discurren 5 las vagueantes Náyades y las Titanias inasibles. Un mito el Mar? Mirado en el espejo, refractado en el ávida retina y bebido en su son 6 y aspirado en sus hálitos salinos y yodados, -huésped de las Sirenas sortílegas y de las Circes y las Calypsos prestigiösas de hechizo inabolible? Es un Mito?   Es un Símbolo? En el espejo he visto el Mar sordo. 7 Y le he visto en la Noche y en el Crepúsculo (y en el Día): quieto Mar de viñeta, con la fuga en los mástiles y la fuga en las velas recogidas de los barcos inútiles, anclados como esqueletos de pirámides en las glaucas arenas fijas.
Continue reading...
40
Veo y pienso. [En ti, cuando sé que no piensas en mí.] Puertas se abren y se cierran. Pasos se escuchan. Alarmas se activan. Gatas lloran y perros follan. Escucho todo, cansado de nada. Veo y no pienso, pienso en todo, cuando en realidad no quisiera pensar en nada. Caos. Quisiera estar sordo; así no pensaría, así no sentiría, así, así, así no pensaría.
0
Jul 16, 2017
Jul 16, 2017 at 2:09 AM UTC
Sin sentido(s).
En este mundo universal, cada uno tendrá su espacio. Hay personas pequeñas y grandes, cercanas y distantes. Las hay sólidas e inalterables, como gaseosas y maleables. Hay quienes que por su energía, brillan con luz propia y acogen a quienes las rodean. Como también existen fugitivos: los desprotegidos errantes. Otros, cubrirán con sus polvos de colores a todo lo que les rodea. Mientras que otros, fulgurarán sólo una noche, para quienes despiertos los vean. Ensordecer con un destello es un final, pero desaparecerse en lo oscuro, o morir en el olvido del anillo, también es válido. En grupo, los astros se comportan particularmente. Veremos cúmulos que cerrados, sus miembros, apagándose esperan la muerte. En el otro extremo, aquellos abiertos, son las nuevas y más brillantes generaciones. Como galaxia, tenemos un objetivo (y) final compartido. Más allá de nuestra fauna, provenimos del mismo caos inicial y residuos de estrellas antepasadas. Aún más común será nuestro entrópico final. Los cuerpos se atraen y orbitan, para siempre tenerse a la vuelta. De a pares, intercambian energía, se calientan e iluminan. Será un día que alineados, algún humano los observaría.
0
May 13, 2018
May 13, 2018 at 9:10 PM UTC
Astronomy 101
Corpos moribundos arrastam-se por entre as sombras de débeis humanos, raios de sol atravessam cérebros putrificados pelo perecer das eras. O caos havia chegado, campos arrasados, mostravam-se nus e tristes, mas tudo isto é uma quimera e a felicidade manter-se-á eterna.
0
Jul 15, 2014
Jul 15, 2014 at 4:03 PM UTC
quimera
Hoje pensei no tempo que sempre passa, Absorve tudo , tudo enlaça, Ai tempo do tempo que tudo ultrapassa, Tempo do alento em estado de graça, Mas o tempo no entanto, tudo ama e abraça . O tempo vai leve e sem pressa, Parece uma linda personagem, Que revive uma sentida imagem, De uma caricatura de diferente peca. O tempo vive em sintonia com a noite e a madrugada, Se envolve contigo, e com a tua donzela meia embriagada, Com tudo isto o mundo através do caos foi criado, Tempo do tempo com presente, futuro e passado. Ai tempo que pareces inconstante e vadio, Acorrentado na foz de um triste rio. Tempo de conquistas, euforias desenfreadas, Tempo de musas bem amadas... Ai tempo de tantas cigarras que no meio dos zimbros fazem alaridos, Tempo do tempo com a alma e forca dos meus sentidos. Victor Marques
0
May 21, 2019
May 21, 2019 at 7:48 AM UTC
O Tempo que ama e abraça