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"sicuro" poems
She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. Her hair was plastered to her face, Her scarf, enveloping her like a python. Hot, salty tears ran down her cheeks. She held out her arms to me. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. Bolting the doors with an anxious expression, I pulled her close to me and whispered in her ear. Bullets of tears pelted my shoulder, I held on tight. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. The soothing, hot sponge tingled her tender skin, The alcohol attacked like an armada of nettles. The hands of the sobbing carcass violently shook, Droplets of red ink soiled my hands. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. Bandaged up - the wound was blinded, A mummified image. I gave a watery smile and she was guided along towards the path of the shining star; She rested, and I never let go of her hand. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. She came to me at two thirty, Covered in cuts and bruises. Lei era al sicuro ©Maniba Kiani , 28/11/13
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Jan 23, 2014
Jan 23, 2014 at 4:02 PM UTC
Lei era al sicuro
VI Giovane piano, e semplicetto amante Poi che fuggir me stesso in dubbio sono, Madonna a voi del mio cuor l’humil dono Faro divoto; io certo a prove tante L’hebbi fedele, intrepido, costante, De pensieri leggiadro, accorto, e buono; Quando rugge il gran mondo, e scocca il tuono, S ‘arma di se, e d’ intero diamante, Tanto del forse, e d’ invidia sicuro, Di timori, e speranze al popol use Quanto d’ingegno, e d’ alto valor vago, E di cetra sonora, e delle muse: Sol troverete in tal parte men duro Ove amor mise l ‘insanabil ago.
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Sonnet 06
Mi fai scoppiare in lacrime. Gioia, tristezza, e l'amore. Sono sopraffatto ogni volta Ti vedo. Le Farfalle ritorno Di volta in volta. Il mento così prominente, Il tuo sorriso così luminoso, I tuoi occhi così incantevole. Un abbraccio come nessun altro, Caldo, pieno d'amore. Imbarazzante e scomodo. Baci soffici, duro, lento, veloce. Intenso. Fai finta di essere, cose che non sono, Ma dentro di me vedere il tuo amore, la compassione, La paura, il dolore, la gioia. ride piccoli come un anello vero figlio dalla bocca, come ** dolcemente solleticare la vostra abbronzato, ventre maculato. Avvolto tra le tue braccia, un bruco in un bozzolo. Cassetta di sicurezza, suono, sicuro. Abbiamo urlare e piangere. Ci baciamo e ci sorridiamo. Abbiamo fatto male e guarire. Tu sei mia, Io sono tuo. Non importa chi ti ha amato, o che vi piace quando ci separiamo, L'amore che sgorga dal mio cuore, per te, Continuerà fino a che non cessa di. Mi fai ridere, piangere, urlo, brivido, nella gioia, la rabbia, la disperazione, l'amore. Voi mi levate dal baratro che è la mia mente. Mi ricordi per questo che voglio essere vivo.
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Aug 22, 2012
Aug 22, 2012 at 8:59 PM UTC
Ogni ragazzo merita una poesia d'amore merda
Uomo, mi hanno condotta dall'estremo dove vivevo intera la "mia" vita al Tuo opposto tremendo di giustizia: che cosa dedurranno dal confronto dei nostri due insondabili princìpi? Qualcuno certo, conscio del Tuo inizio, tratteneva i Tuoi volti successivi in un travaglio cieco di rapporti ma io, ancor prima che gli anelli tutti della mia vita fossero congiunti, mi distaccai precipite dal nulla e proclamai la carne concepita. Uomo Perfetto, cosa dannerai di questo seme che, nel modularsi, s'è rinforzato solo di se stesso senza estasiarsi in giochi di virtù? Certo conoscerai che equilibrando ogni comandamento che mi esorta a saturarmi tutta di peccato, che riportando a questo intendimento la perfezione delle mie lacune, confluirei con adeguato passo verso una vita lineare e assente. Ma per ora, il peccato del mio tutto, resta la tappa ultima e possente ed un ritmo incessante di condanna mi rigetta dal muovermi comune. Quando, fanciulla appena, mi concessi, quando mi sciolsi per la prima volta da quel bruciore acuto di purezza che sublimava ambiguità tremende, sentii l'impegno che covavo dentro crescere, quasi a forza di missione. Non ** altra virtù che di condurmi a prodigiose altezze di consenso e una stanchezza illimite mi prende se non mi adagio sopra un'altra forma... Allineando tutte le mie ombre volte perdutamente verso terra, posso durare un tempo indefinito accentrata in un'unica figura. Ma che dolore sale le mie braccia reggenti il grave fascio di me stessa: l'essere dura giova solamente a questa dubbia resistenza mia... Sotto il piede che immagino sicuro cerco il terreno viscido di sempre: la tentazione è come un tempo lungo ch'io devo bere, abbrividendo, in fretta... Guarda, perché previeni il Tuo guardarmi con errata coscienza di pudore? Guarda, senza sapere l'astinenza, queste carni purgate dal piacere, questi occhi sinceri nell'orgoglio, questi capelli dal profumo intenso di vita e di memorie... Peccato questo vivere me stessa? So che la santità germoglierebbe esercitando in me falsi connubi, ma asségnami una giusta tolleranza se l'indulgenza nega questo passo, fa che il ritorno al vivere di sempre non sprofondi nel buio di un abisso e che non mi si dia maggiore colpa se come gli altri, e con eguale indugio, gioco il distacco dalla mia matrice.
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Una Maddalena
Uomo, mi hanno condotta dall'estremo dove vivevo intera la "mia" vita al Tuo opposto tremendo di giustizia: che cosa dedurranno dal confronto dei nostri due insondabili princìpi? Qualcuno certo, conscio del Tuo inizio, tratteneva i Tuoi volti successivi in un travaglio cieco di rapporti ma io, ancor prima che gli anelli tutti della mia vita fossero congiunti, mi distaccai precipite dal nulla e proclamai la carne concepita. Uomo Perfetto, cosa dannerai di questo seme che, nel modularsi, s'è rinforzato solo di se stesso senza estasiarsi in giochi di virtù? Certo conoscerai che equilibrando ogni comandamento che mi esorta a saturarmi tutta di peccato, che riportando a questo intendimento la perfezione delle mie lacune, confluirei con adeguato passo verso una vita lineare e assente. Ma per ora, il peccato del mio tutto, resta la tappa ultima e possente ed un ritmo incessante di condanna mi rigetta dal muovermi comune. Quando, fanciulla appena, mi concessi, quando mi sciolsi per la prima volta da quel bruciore acuto di purezza che sublimava ambiguità tremende, sentii l'impegno che covavo dentro crescere, quasi a forza di missione. Non ** altra virtù che di condurmi a prodigiose altezze di consenso e una stanchezza illimite mi prende se non mi adagio sopra un'altra forma... Allineando tutte le mie ombre volte perdutamente verso terra, posso durare un tempo indefinito accentrata in un'unica figura. Ma che dolore sale le mie braccia reggenti il grave fascio di me stessa: l'essere dura giova solamente a questa dubbia resistenza mia... Sotto il piede che immagino sicuro cerco il terreno viscido di sempre: la tentazione è come un tempo lungo ch'io devo bere, abbrividendo, in fretta... Guarda, perché previeni il Tuo guardarmi con errata coscienza di pudore? Guarda, senza sapere l'astinenza, queste carni purgate dal piacere, questi occhi sinceri nell'orgoglio, questi capelli dal profumo intenso di vita e di memorie... Peccato questo vivere me stessa? So che la santità germoglierebbe esercitando in me falsi connubi, ma asségnami una giusta tolleranza se l'indulgenza nega questo passo, fa che il ritorno al vivere di sempre non sprofondi nel buio di un abisso e che non mi si dia maggiore colpa se come gli altri, e con eguale indugio, gioco il distacco dalla mia matrice.
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Sono sposata con un pilota e sono sicuro al 100% che non importa quanto duramente ** pregato .che non ha potuto ottenere le foto di fidanzamento questo freddo .Queste due devono avere alcune connessioni piuttosto sorprendente per avere Josh Dookhie Fotografia sparare loro sesh impegno sulla pista .Sono totalmente geloso . Condividi questa splendida galleria Da sposa.Una sessione day-to -tramonto impegno esclusivo sulla pista di Winnipeg James Armstrong Richardson International Airport .con scatti del suggestivo terminale vecchio prima che fosse abbattuto . Non solo ci piace viaggiare .ma mio marito Nevin e ** incontrato all'aeroporto quando entrambi abbiamo lavorato lì.quindi era giusto che fosse l'impostazione per la nostra sessione di fidanzamento ** usato per lavorare lì abiti da sposa 2014 in Marketing durante il tempo che il nuovo edificio terminal è stato costruito.Nevin lavora ancora lì come elettricista campo d'aviazione .Ecco come siamo arrivati ​​accesso alla possibilità piste - un quasi nessun altro sarebbe in grado di avere!Il padre di Nevin è stato anche un controllore del traffico aereo fino al suo ritiro .quindi nel complesso l'aeroporto è un posto speciale per noi e la nostra famiglia . Nel momento in cui abbiamo fatto il servizio fotografico .il nuovo terminal aveva appena aperto ( che ha fornito una splendida cornice ) e il vestiti da sposa vecchio terminal .dove avevamo incontrato - era stato abbattuto in un paio di settimane .E 'stato così speciale per noi essere in vestiti da sposa grado di ottenere scatti che caratterizzano sia gli edifici - il nostro passato e il nostro futuro fotografia: Josh Dookhie Fotografia | Aeroporto : Winnipeg James Armstrong Richardson International Airport | Coordinamento + Styling : LouLou http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1 http://www.belloabito.com/goods.php?id=14 http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/1/3803335353535_391851.jpg
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Jun 27, 2014
Jun 27, 2014 at 10:12 PM UTC
Runway Romance Engagement Session_abiti da sposa on line
Sono sposata con un pilota e sono sicuro al 100% che non importa quanto duramente ** pregato .che non ha potuto ottenere le foto di fidanzamento questo freddo .Queste due devono avere alcune connessioni piuttosto sorprendente per avere Josh Dookhie Fotografia sparare loro sesh impegno sulla pista .Sono totalmente geloso . Condividi questa splendida galleria Da sposa.Una sessione day-to -tramonto impegno esclusivo sulla pista di Winnipeg James Armstrong Richardson International Airport .con scatti del suggestivo terminale vecchio prima che fosse abbattuto . Non solo ci piace viaggiare .ma mio marito Nevin e ** incontrato all'aeroporto quando entrambi abbiamo lavorato lì.quindi era giusto che fosse l'impostazione per la nostra sessione di fidanzamento ** usato per lavorare lì abiti da sposa 2014 in Marketing durante il tempo che il nuovo edificio terminal è stato costruito.Nevin lavora ancora lì come elettricista campo d'aviazione .Ecco come siamo arrivati ​​accesso alla possibilità piste - un quasi nessun altro sarebbe in grado di avere!Il padre di Nevin è stato anche un controllore del traffico aereo fino al suo ritiro .quindi nel complesso l'aeroporto è un posto speciale per noi e la nostra famiglia . Nel momento in cui abbiamo fatto il servizio fotografico .il nuovo terminal aveva appena aperto ( che ha fornito una splendida cornice ) e il vestiti da sposa vecchio terminal .dove avevamo incontrato - era stato abbattuto in un paio di settimane .E 'stato così speciale per noi essere in vestiti da sposa grado di ottenere scatti che caratterizzano sia gli edifici - il nostro passato e il nostro futuro fotografia: Josh Dookhie Fotografia | Aeroporto : Winnipeg James Armstrong Richardson International Airport | Coordinamento + Styling : LouLou http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1 http://www.belloabito.com/goods.php?id=14 http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/1/3803335353535_391851.jpg
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Ì faccio 'o schiattamuorto 'e prufessione, modestamente songo conosciuto pè tutt'e ccase 'e dinto a stu rione, peccheè quann'io manèo 'nu tavuto, songo 'nu specialista 'e qualità. Ì tengo mode, garbo e gentilezza. 'O muorto nmano a me pò stà sicuro, ca nun ave 'nu sgarbo, 'na schifezza. Io 'o tratto comme fosse 'nu criaturo che dice 'o pate, mme voglio jì a cuccà. E 'o co'cco luongo, stiso 'int"o spurtone, oure si è viecchio pare n'angiulillo. 'O muorto nun ha età, è 'nu guaglione ca s'è addurmuto placido e tranquillo 'nu suonno doce pè ll'eternità. E 'o suonno eterno tene stu vantaggio, ca si t'adduorme nun te scite maie. Capisco, pè murì 'nce vò 'o curaggio; ma quanno chella vene tu che ffaie? Nn'a manne n'ata vota all'al di là? Chella nun fa 'o viaggio inutilmente. Chella nun se ne va maie avvacante. Sì povero, sì ricco, sì putente, 'nfaccia a sti ccose chella fa a gnurante, comme a 'nu sbirro che t'adda arrestà. E si t'arresta nun ce stanno sante, nun ce stanno raggione 'a fà presente; te ll'aggio ditto, chella fa 'a gnurante... 'A chesta recchia, dice, io nun ce sento; e si nun sente, tu ch'allucche a ffà? 'A morta, 'e vvote, 'e comme ll'amnistia che libbera pè sempe 'a tutt'e guaie a quaccheduno ca, parola mia, 'ncoppa a sta terra nun ha avuto maie 'nu poco 'e pace... 'na tranquillità. E quante n'aggio visto 'e cose brutte: 'nu muorto ancora vivo dinto 'o lietto, 'na mugliera ca già teneva 'o llutto appriparato dinto a nù cassetto, aspettanno 'o mumento 'e s'o 'ngignà. C'è quacche ricco ca rimane scritto: " Io voglio un funerale 'e primma classe! ". E 'ncapo a isso penza 'e fà 'o deritto: " Così non mi confondo con la ***** ". Ma 'o ssape, o no, ca 'e llire 'lasse ccà?! 'A morta è una, 'e mezze songhe tante ca tene sempe pronta sta signora. Però, 'a cchiù trista è " la morte ambulante " che può truvà p'a strada a qualunq'ora (comme se dice?... ) pè fatalità. Ormai per me il trapasso è 'na pazziella; è 'nu passaggio dal sonoro al muto. E quanno s'è stutata 'a lampella significa ca ll'opera è fernuta e 'o primm'attore s'è ghiuto a cuccà.
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'O schiattamuorto
Ì faccio 'o schiattamuorto 'e prufessione, modestamente songo conosciuto pè tutt'e ccase 'e dinto a stu rione, peccheè quann'io manèo 'nu tavuto, songo 'nu specialista 'e qualità. Ì tengo mode, garbo e gentilezza. 'O muorto nmano a me pò stà sicuro, ca nun ave 'nu sgarbo, 'na schifezza. Io 'o tratto comme fosse 'nu criaturo che dice 'o pate, mme voglio jì a cuccà. E 'o co'cco luongo, stiso 'int"o spurtone, oure si è viecchio pare n'angiulillo. 'O muorto nun ha età, è 'nu guaglione ca s'è addurmuto placido e tranquillo 'nu suonno doce pè ll'eternità. E 'o suonno eterno tene stu vantaggio, ca si t'adduorme nun te scite maie. Capisco, pè murì 'nce vò 'o curaggio; ma quanno chella vene tu che ffaie? Nn'a manne n'ata vota all'al di là? Chella nun fa 'o viaggio inutilmente. Chella nun se ne va maie avvacante. Sì povero, sì ricco, sì putente, 'nfaccia a sti ccose chella fa a gnurante, comme a 'nu sbirro che t'adda arrestà. E si t'arresta nun ce stanno sante, nun ce stanno raggione 'a fà presente; te ll'aggio ditto, chella fa 'a gnurante... 'A chesta recchia, dice, io nun ce sento; e si nun sente, tu ch'allucche a ffà? 'A morta, 'e vvote, 'e comme ll'amnistia che libbera pè sempe 'a tutt'e guaie a quaccheduno ca, parola mia, 'ncoppa a sta terra nun ha avuto maie 'nu poco 'e pace... 'na tranquillità. E quante n'aggio visto 'e cose brutte: 'nu muorto ancora vivo dinto 'o lietto, 'na mugliera ca già teneva 'o llutto appriparato dinto a nù cassetto, aspettanno 'o mumento 'e s'o 'ngignà. C'è quacche ricco ca rimane scritto: " Io voglio un funerale 'e primma classe! ". E 'ncapo a isso penza 'e fà 'o deritto: " Così non mi confondo con la ***** ". Ma 'o ssape, o no, ca 'e llire 'lasse ccà?! 'A morta è una, 'e mezze songhe tante ca tene sempe pronta sta signora. Però, 'a cchiù trista è " la morte ambulante " che può truvà p'a strada a qualunq'ora (comme se dice?... ) pè fatalità. Ormai per me il trapasso è 'na pazziella; è 'nu passaggio dal sonoro al muto. E quanno s'è stutata 'a lampella significa ca ll'opera è fernuta e 'o primm'attore s'è ghiuto a cuccà.
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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l'uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l'ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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Non chiederci la parola
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Ballata delle madri
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Ah se almeno potessi, suscitare l'amore come pendio sicuro al mio destino! E adagiare il respiro fitto dentro le foglie e ritogliere il senso alla natura! O se solo potessi toccar con dita tremule la luce quella gagliarda che ci sboccia in seno, corpo astrale del nostro viver solo pur rimanendo pietra, inizio, sponda tangibile agli dei e violare i più chiusi paradisi solo con la sostanza dell'affetto.
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Ah se almeno potessi
Pe mme la donna è comme 'a mascatura: pe farla funzionà nce vò 'o chiavino. Senza 'o chiavino tu può stà sicuro, fa 'a ruggine e nun haje cchiù che ne fà!...
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Esempio