Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"moda" poems
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
0
Dec 2, 2010
Dec 2, 2010 at 3:04 PM UTC
Nevica a Parigi...
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
Continue reading...
92
Femenina, pero sin excesos, que fluya la luz de sus ojos pero sin apagar los neones de MONSANTO, luz biodegradable pero agradable al tacto. Libre y Natural, como un sombrero. Mezcla sutil de lana y jacquard. Silueta relajada a la altura del ***** como una virgen romana, y un concierto de colores húmedos según va cayendo la tarde Muy casual a partir de los labios y un lindo ABCdario entre las piernas. Transmisión sin pausa, dejando un eco al volver a casa, sin caer en brazos de una sonrisa armada hasta los dientes. El color blanco es su aliado y los pájaros pintados en el jardín de sus sueños, en las manos, la imprescindible lencería de una imaginación sin prisas, y la siempre impredecible pasión en su fresquito pequeño, aroma a alba con un poco de opio en los cristales. Un look de muerte para terminar con el ideal de hombre, todo sin dejar de ofrecer la cara oculta de su luna, un poco descabellada al caminar por el Mercado dejando claro que su hogar no se marchita. El éxito como una póliza de seguros guardado a la altura de su láctea paradoja. Y de vez en vez mostrar la plantación de flores cultivadas por la maniquí secreta que en ASIA o en los fiordos del alma, arde. Sin dejar oír nunca un si te quiero que no sea el fru fru de su trastienda, seda y sede de coral ***** y una navajita para degollar pecado como peces sin dejar de ser sofisticada con los dedos y una delicadez a prueba de balas. Es lo que se va llevar en las Avenidas de este Otoño. Y un cielo en rama para amar un poco.
0
Sep 15, 2014
Sep 15, 2014 at 11:12 AM UTC
VUELVE LA MUJER AUTENTICA (titulo de un articulo sobre la moda)
Femenina, pero sin excesos, que fluya la luz de sus ojos pero sin apagar los neones de MONSANTO, luz biodegradable pero agradable al tacto. Libre y Natural, como un sombrero. Mezcla sutil de lana y jacquard. Silueta relajada a la altura del ***** como una virgen romana, y un concierto de colores húmedos según va cayendo la tarde Muy casual a partir de los labios y un lindo ABCdario entre las piernas. Transmisión sin pausa, dejando un eco al volver a casa, sin caer en brazos de una sonrisa armada hasta los dientes. El color blanco es su aliado y los pájaros pintados en el jardín de sus sueños, en las manos, la imprescindible lencería de una imaginación sin prisas, y la siempre impredecible pasión en su fresquito pequeño, aroma a alba con un poco de opio en los cristales. Un look de muerte para terminar con el ideal de hombre, todo sin dejar de ofrecer la cara oculta de su luna, un poco descabellada al caminar por el Mercado dejando claro que su hogar no se marchita. El éxito como una póliza de seguros guardado a la altura de su láctea paradoja. Y de vez en vez mostrar la plantación de flores cultivadas por la maniquí secreta que en ASIA o en los fiordos del alma, arde. Sin dejar oír nunca un si te quiero que no sea el fru fru de su trastienda, seda y sede de coral ***** y una navajita para degollar pecado como peces sin dejar de ser sofisticada con los dedos y una delicadez a prueba de balas. Es lo que se va llevar en las Avenidas de este Otoño. Y un cielo en rama para amar un poco.
Continue reading...
41
I was meditating with the life mudra in an attempt to understand life, and so I chanted the first word that came to mind and it was "Mo" so I thought of homosexuality and Larry and Curly and then I chanted the second word which came to mind and it was "Da" and I thought of my late father and just now I think of stupidity and then I chanted the third word which came to mind and it was "Su" so I thought of my first girl friend and I am thinking of litigation so I thought of the fourth word which came to mind and it was "Ma" so I thought of my late mother and the Korean word for mind, so I put them all together and I got "Modasuma" which meant spring, summer, fall, and winter to me and then I looked modasuma up on the internet and gathered in my ignorance of the Spanish language that moda suma is a South American museum that was visited by Amy Winehouse.
0
Feb 15, 2013
Feb 15, 2013 at 5:20 AM UTC
Moda Suma
Triste há de ser; curto e doce e terno. Que seja breve dizendo tudo. Que seja doce confeito de manhã eterna. Que seja belo qual água de cachoeira. Que a pureza o invada: morte indolor. Da febre se dissipe como quem à tempestade vence. **** Fonte: Cadernos de Sizenando, vol. II, 2016
0
Feb 10, 2016
Feb 10, 2016 at 2:27 PM UTC
O último poema, à moda de Manuel Bandeira (2)
Fashion Week is coming to Brew City Thursday through Saturday, with 24 designers showcasing fashions ranging from athleisure to bridal and evening wear. “Fashion is more than L.A. or New York,” said Deborah Reimer, the event’s primary organizer. “We’re not just about beer and cheese. Milwaukee has a lot of talent and the fashion industry is growing, and it is time that it gets seen in the public eye.” Nightly fashion shows will feature eight designers each. About half of the designers are new to Milwaukee Fashion Week, while the rest are returning from the 2015 show. The designers range in experience, with students from Mount Mary and the Art Institute of Wisconsin participating. The shows draw designers from the Milwaukee, Chicago and Madison areas. In its second year, the event moved to the Hyatt Regency Milwaukee in the hotel’s circular rooftop ballroom, Vue. Last year, fashion shows took place at three locations downtown. During intermission and at the end of the show, designers and models will interact with the audience, who will get a chance to look at the garments up close. On Thursday, see Emily Ristow's unique everyday wear and Erin Aubrey's custom dyed, high fashion designs. The show includes men’s designers too. Allison Jarrett creates tailored looks for men and women. Friday, check out Moda Muñeca for something with an edge. The line is designed by Chelsea Stotts, who was the RAWMilwaukee Fashion Designer of the Year. Jordan Weber's classic and elegant evening wear will also go down the runway.Read more at:http://www.marieaustralia.com/formal-dresses-brisbane | www.marieaustralia.com/sexy-formal-dresses
0
Sep 22, 2016
Sep 22, 2016 at 3:03 AM UTC
Fashion week returns to Milwaukee
Fashion Week is coming to Brew City Thursday through Saturday, with 24 designers showcasing fashions ranging from athleisure to bridal and evening wear. “Fashion is more than L.A. or New York,” said Deborah Reimer, the event’s primary organizer. “We’re not just about beer and cheese. Milwaukee has a lot of talent and the fashion industry is growing, and it is time that it gets seen in the public eye.” Nightly fashion shows will feature eight designers each. About half of the designers are new to Milwaukee Fashion Week, while the rest are returning from the 2015 show. The designers range in experience, with students from Mount Mary and the Art Institute of Wisconsin participating. The shows draw designers from the Milwaukee, Chicago and Madison areas. In its second year, the event moved to the Hyatt Regency Milwaukee in the hotel’s circular rooftop ballroom, Vue. Last year, fashion shows took place at three locations downtown. During intermission and at the end of the show, designers and models will interact with the audience, who will get a chance to look at the garments up close. On Thursday, see Emily Ristow's unique everyday wear and Erin Aubrey's custom dyed, high fashion designs. The show includes men’s designers too. Allison Jarrett creates tailored looks for men and women. Friday, check out Moda Muñeca for something with an edge. The line is designed by Chelsea Stotts, who was the RAWMilwaukee Fashion Designer of the Year. Jordan Weber's classic and elegant evening wear will also go down the runway.Read more at:http://www.marieaustralia.com/formal-dresses-brisbane | www.marieaustralia.com/sexy-formal-dresses
Continue reading...
6
matrimoni australiani non mancano mai di farmi un po 'tantino geloso di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di parteciparvi .Perché quando prendo una sbirciatina a un matrimonio come questo da Sarah Bamford Fotografia So solo che gli ospiti sono ancora parlando di quanto sia divertente che avevano in questo matrimonio oggi .E ' la perfetta combinazione di moda e sentimentale .e c'è molto di più vi aspetta qui . Condividi questa splendida galleria Da Sarah Bamford Photography.This matrimonio era pura perfezione .Beatitudine Vintage ed eccellenza fai da te.Ogni splendido dettaglio è stato creato dalla sposa e lo sposo compresi i menu .centrotavola .la torre torta .bouquet e ospite book.The sposo anche fatto i tavoli di accoglienza da vecchi pallet in legno.Tale quota coppia un uno su un milione amore e la connessione e traspariva il giorno più di ogni altra cosa .Erano così facile andare e gli ospiti ci sono svanite abiti da sposa corti dalla bellezza di tutto questo.La cerimonia si è svolta nel bellissimo giardino percorso di Seppeltsfield Cantina abiti da sposa corti nella Barossa Valley .con la reception in un epoca ispirata tendone sul prato sopra . Questo matrimonio aveva tutto.Una grande festa nuziale vestiti da sposa splendido .musica acustica dal vivo durante la cerimonia .polaroid .e naturalmente una torta ciambella di nozze per coronare il tutto !La giornata è stata perfetta e l'amore tra Olivia e Matt era indescrivibile .. Ancora una volta .pura perfezione e ispirazione Fotografia : Sarah Bamford Fotografia | Doughnuts : Athelstone Bakehouse | Fiori ( di origine ) : Adelaide Central Markets | Fiori ( di origine ) : Adelaide Central Markets | Venue - cerimonia e il ricevimento : Seppeltsfield http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49 http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1 http://www.belloabito.com/goods.php?id=118
0
Jun 23, 2014
Jun 23, 2014 at 10:52 PM UTC
Vintage Adelaide Nozze di Seppeltsfield Winery_abiti da sposa 2014
matrimoni australiani non mancano mai di farmi un po 'tantino geloso di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di parteciparvi .Perché quando prendo una sbirciatina a un matrimonio come questo da Sarah Bamford Fotografia So solo che gli ospiti sono ancora parlando di quanto sia divertente che avevano in questo matrimonio oggi .E ' la perfetta combinazione di moda e sentimentale .e c'è molto di più vi aspetta qui . Condividi questa splendida galleria Da Sarah Bamford Photography.This matrimonio era pura perfezione .Beatitudine Vintage ed eccellenza fai da te.Ogni splendido dettaglio è stato creato dalla sposa e lo sposo compresi i menu .centrotavola .la torre torta .bouquet e ospite book.The sposo anche fatto i tavoli di accoglienza da vecchi pallet in legno.Tale quota coppia un uno su un milione amore e la connessione e traspariva il giorno più di ogni altra cosa .Erano così facile andare e gli ospiti ci sono svanite abiti da sposa corti dalla bellezza di tutto questo.La cerimonia si è svolta nel bellissimo giardino percorso di Seppeltsfield Cantina abiti da sposa corti nella Barossa Valley .con la reception in un epoca ispirata tendone sul prato sopra . Questo matrimonio aveva tutto.Una grande festa nuziale vestiti da sposa splendido .musica acustica dal vivo durante la cerimonia .polaroid .e naturalmente una torta ciambella di nozze per coronare il tutto !La giornata è stata perfetta e l'amore tra Olivia e Matt era indescrivibile .. Ancora una volta .pura perfezione e ispirazione Fotografia : Sarah Bamford Fotografia | Doughnuts : Athelstone Bakehouse | Fiori ( di origine ) : Adelaide Central Markets | Fiori ( di origine ) : Adelaide Central Markets | Venue - cerimonia e il ricevimento : Seppeltsfield http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49 http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1 http://www.belloabito.com/goods.php?id=118
Continue reading...
8
ang dami **** gusto lahat na lang pinapangarap. sana nga ay sapat ang panahon o 'di kaya'y sobra-sobra pa. mataas abutin pinipilit pa rin kung mababa naman, walang kagana-gana. nasa'n kaya 'yong tamang-tama? hindi na makuntento kahit kailan laging nag-aasam ng bago lalo na 'yong naiiba para bang moda na papalit-palit. hanggang saan kaya ang lakas na makakaya? upang itong mundo'y hubugin sa gusto at ayaw ng iyong sarili? masaklap kung minsan ang buhay na ito kaya kailangan ang tibay ng loob. umasa sa liwanag na dala ng pag-asa, konting tiis lang, umaga na naman.
0
Aug 8, 2020
Aug 8, 2020 at 10:17 PM UTC
Yugto
Noche estrellada en aceptable uso, con pálidos reflejos y opacidad lustrosa, vieja chistera inútil en los tiempos que corren como escuálidos galgos sobre el mundo, definitivamente eres un lujo que ha pasado de moda. Tras la fría superficie de las calles de luna, el alcanfor del sueño conserva en el almario de la ciudad oscura a los que duermen y no te verán nunca. Yo, sin embargo, te llevo en la cabeza, vieja noche de copa, y cuando vuelvo a casa sorteando imprevisibles gatos y farolas, te levanto en un gesto final ceremonioso dedicado a tus brillos y a mi sombra, y te dejo colgada allá en lo alto -¡hasta mañana, noche!-, negra, deshabitada, misteriosa.
0
1.1k
Oda a la noche
La España de charanga y pandereta, cerrado y sacristía, devota de Frascuelo y de María, de espíritu burlón y alma quieta, ha de tener su mármol y su día, su infalible mañana y su poeta. En vano ayer engendrará un mañana vacío y por ventura pasajero. Será un joven lechuzo y tarambana, un sayón con hechuras de bolero, a la moda de Francia realista un poco al uso de París pagano y al estilo de España especialista en el vicio al alcance de la mano. Esa España inferior que ora y bosteza, vieja y tahúr, zaragatera y triste; esa España inferior que ora y embiste, cuando se digna usar la cabeza, aún tendrá luengo parto de varones amantes de sagradas tradiciones y de sagradas formas y maneras; florecerán las barbas apostólicas, y otras calvas en otras calaveras brillarán, venerables y católicas. El vano ayer engendrará un mañana vacío y ¡por ventura! pasajero, la sombra de un lechuzo tarambana, de un sayón con hechuras de bolero; el vacuo ayer dará un mañana huero. Como la náusea de un borracho ahíto de vino malo, un rojo sol corona de heces turbias las cumbres de granito; hay un mañana estomagante escrito en la tarde pragmática y dulzona. Mas otra España nace, la España del cincel y de la maza, con esa eterna juventud que se hace del pasado macizo de la raza. Una España implacable y redentora, España que alborea con un hacha en la mano vengadora, España de la rabia y de la idea.
0
1k
El mañana efímero
A veces me figuro que estoy enamorado, y es dulce, y es extraño, aunque, visto por fuera, es estúpido, absurdo. Las canciones de moda me parecen bonitas, y me siento tan solo que por las noches bebo más que de costumbre. Me ha enamorado Adela, me ha enamorado Marta, y, alternativamente, Susanita y Carmen, y, alternativamente, soy feliz y lloro. No soy muy inteligente, como se comprende, pero me complace saberme uno de tantos y en ser vulgarcillo hallo cierto descanso.
0
920
A veces me figuro que estoy enamorado
Soñé que comulgaba, que brumas espectrales envolvían mi pueblo, y que Nuestra Señora me miraba llorar y anegar su Santuario. Tanto lloré, que al fin mi llanto rodó afuera e hizo crecer las calles como en un temporal; y los niños echaban sus barcos papeleros, y mis paisanas, con la falda hasta el huesito, según se dice en la moda de la provincia, cruzaban por mi llanto con vuelos insensibles, y yo era ante la Virgen, cabizbaja y benévola, el lago de las lágrimas y el río de respeto... Casi no he despertado de aquella maravilla que enlazará mis Últimos óleos con mi Bautismo; un día quise ser feliz por el candor, otro día, buscando mariposas de sangre, mas revestido ya con la capa de polvo de la santa experiencia, sé que mi corazón, hinchado de celestes y rojas utopías, guarda aún su inocencia, su venero de luz: ¡el lago de lágrimas y el río del respeto!
0
828
El sueño de la inocencia
La plaza sola (gris el aire, negros los árboles, la tierra manchada por la nieve), parecía, no realidad, mas copia triste sin realidad. Entonces, ante el umbral, dijiste: viviendo aquí serías fantasma de ti mismo. Inhóspita en su adorno parsimonioso, porcelanas, bronces, muebles chinos, la casa oscura toda era, pálidas sus ventanas sobre el río, y el color se escondía en un retablo español, en un lienzo francés, su brío amedrentado. Entre aquellos despojos, proyecto, el dueño estaba sentado junto a su retrato por artista a la moda en años idos, imagen fatua y fácil del dilettante, divertido entonces comprando lo que una fe creara en otro tiempo y otra tierra. Allí con sus iguales, damas imperativas bajo sus afeites, caballeros seguros de sí mismos, rito social cumplía, y entre el diálogo moroso, tú oyendo alguien me dijo: "Me ofrecieron la primera edición de un poeta raro, y la he comprado", tu emoción callaste. Así, pensabas, el poeta vive para esto, para esto noches y días amargos, sin ayuda de nadie, en la contienda adonde, como el fénix, muere y nace, para que años después, siglos después, obtenga al fin el displicente favor de un grande en este mundo. Su vida ya puede excusarse, porque ha muerto del todo; su trabajo ahora cuenta, domesticado para el mundo de ellos, como otro objeto vano, otro ornamento inútil; y tú cobarde, mudo te despediste ahí, como el que asiente, más allá de la muerte, a la injusticia. Mejor la destrucción, el fuego.
0
821
Limbo
La plaza sola (gris el aire, negros los árboles, la tierra manchada por la nieve), parecía, no realidad, mas copia triste sin realidad. Entonces, ante el umbral, dijiste: viviendo aquí serías fantasma de ti mismo. Inhóspita en su adorno parsimonioso, porcelanas, bronces, muebles chinos, la casa oscura toda era, pálidas sus ventanas sobre el río, y el color se escondía en un retablo español, en un lienzo francés, su brío amedrentado. Entre aquellos despojos, proyecto, el dueño estaba sentado junto a su retrato por artista a la moda en años idos, imagen fatua y fácil del dilettante, divertido entonces comprando lo que una fe creara en otro tiempo y otra tierra. Allí con sus iguales, damas imperativas bajo sus afeites, caballeros seguros de sí mismos, rito social cumplía, y entre el diálogo moroso, tú oyendo alguien me dijo: "Me ofrecieron la primera edición de un poeta raro, y la he comprado", tu emoción callaste. Así, pensabas, el poeta vive para esto, para esto noches y días amargos, sin ayuda de nadie, en la contienda adonde, como el fénix, muere y nace, para que años después, siglos después, obtenga al fin el displicente favor de un grande en este mundo. Su vida ya puede excusarse, porque ha muerto del todo; su trabajo ahora cuenta, domesticado para el mundo de ellos, como otro objeto vano, otro ornamento inútil; y tú cobarde, mudo te despediste ahí, como el que asiente, más allá de la muerte, a la injusticia. Mejor la destrucción, el fuego.
Continue reading...
50
Qué hicisteis vosotros, gidistas intelectualistas, rilkistas, misterizantes, falsos brujos existenciales, amapolas surrealistas encendidas en una tumba, europeizados cadáveres de la moda, pálidas lombrices del queso capitalista, qué hicisteis ante el reinado de la angustia, frente a este oscuro ser humano, a esta pateada compostura, a esta cabeza sumergida en el estiércol, a esta esencia de ásperas vidas pisoteadas? No hicisteis nada sino la fuga: vendisteis hacinado detritus, buscasteis cabellos celestes, plantas cobardes, uñas rotas, «belleza pura», «sortilegio», obras de pobres asustados para evadir los ojos, para enmarañar las delicadas pupilas, para subsistir con el plato de restos sucios que os arrojaron los señores, sin ver la piedra en agonía, sin defender, sin conquistar, más ciegos que las coronas del cementerio, cuando cae la lluvia sobre las inmóviles flores podridas de las tumbas.
0
804
Los poetas celestes
Una música íntima no cesa, porque transida en un abrazo de oro la Caridad con el Amor se besa. ¿Oyes el diapasón del corazón? Oye en su nota múltiple el estrépito de los que fueron y de los que no son. Mis hermanos de todas las centurias reconocen en mí su pausa igual, sus mismas quejas y sus propias furias. Soy la fronda parlante en que se mece el pecho germinal del bardo druida con la selva por diosa y por querida. Soy la alberca lumínica en que nada, como perla debajo de una lente, debajo de las linfas, Scherezada. Y soy el suspirante cristianismo al hojear las bienaventuranzas de la virgen que fue mi catecismo. Y la nueva delicia, que acomoda sus hipnotismos de color de tango al figurín y al precio de la moda. La redondez de la Creación atrueno cortejando a las hembras y a las cosas con un clamor pagano y nazareno. ¡Oh Psiquis, oh mi alma: suena a son moderno, a son de selva, a son de orgía y a son marino, el son del corazón!
0
631
El son del corazón
Hay ciudades que son capitales de gloria y otras que son ciudadelas del asco hay ciudades que son capitales de audacia y otras que apenas son escombreras del miedo pero aun sin llegar a esos extremos en unas y otras hay rasgos comunes el puerto / la avenida principal / callejón de burdeles / la catedral severa monumentos donde dejan sus flores ex tiranos y sus máscaras de odio hay suburbios que ocultan la otra cara la miserable la mendiga metrópolis de atmósfera viciada y otras que apenas tienen un smog espiritual ciudades con sus mafias barrasbravas y sectas y otras con angelitos ya pasados de moda pero aun sin llegar a esos extremos ostentan atributos compartidos por ejemplo el deber de estar alegres durante el carnaval de fecha fija y mostrarse llorosas y agobiadas el día de difuntos o en su víspera o estar enamoradas y tiernísimas el st.valentine's day que trajeron del norte hay ciudades que osan defenderse de la hipocresía y el consumismo y otras que se entregan indefensas al consumismo y la hipocresía ciertamente ninguna ciudad es tan infame ni tan espléndida o deslumbrante tal vez una y otra sean de fábula pensadas desde cierta soledad ominosa pero aun en las franjas de quimera en los puntos que nacen del desvelo hay ciudades para vivir / y otras en las que no querría ni caerme muerto
0
497
Tantas ciudades
O fulgor do ódio incauto, a devastação em chama ardente, faz cambalear o ser andante. Carrego o que fiz do destino como se embalasse um filho morto. Um aborto deformado e coberto por repugnância. Engendrado em ventre seco. Fruto interrompido de um estupro incestuoso. Esquartejado pelo bisturi de um hospital clandestino e imundo. Levo as partes dilaceradas deste feto hediondo à boca, devorando-as, freneticamente saboreio o sangue ainda morno e a carne mole desossada, elas descem entalando pela garganta, me engasgo, tropeço, vou de encontro ao chão, superfície áspera de concreto, me fere a face queimando minha pele, me observo nu enquanto vestido, vejo transeuntes vivendo suas vidas pacatas, com suas roupas da moda, seus farrapos, com seus carros de passeio, populares ou de luxo, com seus apartamentos, suas casas, sobrados ou mansões, os vejo em bares, em igrejas, no trabalho, alegres, tristes, esperançosos, desiludidos, preocupados, já não pertenço a este lugar. Ando léguas sem freio em meus devaneios, meus pés estão em carne viva, os calos sangram, continuo a caminhar carregando um destino morto, estou sozinho em uma estrada deserta, me desfiz de tudo. Abandonei qualquer esperança, qualquer desejo, o impulso me movimenta. A estrada de terra levanta ao longe uma nuvem de poeira, a nuvem é carregada pela ventania em minha direção, a poeira adentra aos meus olhos como vidro cortante, tento me proteger me encolhendo em posição fetal, está escuro, e mais, meus olhos não conseguem se abrir, a tempestade de poeira já passou, restando apenas uma bruma que permanece sem alvoroço, mas que se misturando com a noite transforma-se em uma parade opaca, intransponível, impossível de se enxergar através, algo parece se mover dentro dela, e trazer de volta a tempestade, está se aproximando de mim rapidamente. Um ônibus velho e cheio de ferrugem pára ao meu lado, escuto o ranger metálico estridente das portas se abrindo, todos os meus pêlos se arrepiam, sou derrubado novamente à realidade, à estranheza deste evento inesperado, mais uma vez o impulso me guia, pela primeira vez desde aquele dia sinto medo, pânico. Qual ser atroz faria ali, no meio do nada, esta parada insidiosa? O interior do veículo está completamente coberto pela poeira e a escuridão.
0
Nov 7, 2018
Nov 7, 2018 at 12:57 AM UTC
Capítulo 2 - Pela poeira e a escuridão
O fulgor do ódio incauto, a devastação em chama ardente, faz cambalear o ser andante. Carrego o que fiz do destino como se embalasse um filho morto. Um aborto deformado e coberto por repugnância. Engendrado em ventre seco. Fruto interrompido de um estupro incestuoso. Esquartejado pelo bisturi de um hospital clandestino e imundo. Levo as partes dilaceradas deste feto hediondo à boca, devorando-as, freneticamente saboreio o sangue ainda morno e a carne mole desossada, elas descem entalando pela garganta, me engasgo, tropeço, vou de encontro ao chão, superfície áspera de concreto, me fere a face queimando minha pele, me observo nu enquanto vestido, vejo transeuntes vivendo suas vidas pacatas, com suas roupas da moda, seus farrapos, com seus carros de passeio, populares ou de luxo, com seus apartamentos, suas casas, sobrados ou mansões, os vejo em bares, em igrejas, no trabalho, alegres, tristes, esperançosos, desiludidos, preocupados, já não pertenço a este lugar. Ando léguas sem freio em meus devaneios, meus pés estão em carne viva, os calos sangram, continuo a caminhar carregando um destino morto, estou sozinho em uma estrada deserta, me desfiz de tudo. Abandonei qualquer esperança, qualquer desejo, o impulso me movimenta. A estrada de terra levanta ao longe uma nuvem de poeira, a nuvem é carregada pela ventania em minha direção, a poeira adentra aos meus olhos como vidro cortante, tento me proteger me encolhendo em posição fetal, está escuro, e mais, meus olhos não conseguem se abrir, a tempestade de poeira já passou, restando apenas uma bruma que permanece sem alvoroço, mas que se misturando com a noite transforma-se em uma parade opaca, intransponível, impossível de se enxergar através, algo parece se mover dentro dela, e trazer de volta a tempestade, está se aproximando de mim rapidamente. Um ônibus velho e cheio de ferrugem pára ao meu lado, escuto o ranger metálico estridente das portas se abrindo, todos os meus pêlos se arrepiam, sou derrubado novamente à realidade, à estranheza deste evento inesperado, mais uma vez o impulso me guia, pela primeira vez desde aquele dia sinto medo, pânico. Qual ser atroz faria ali, no meio do nada, esta parada insidiosa? O interior do veículo está completamente coberto pela poeira e a escuridão.
Continue reading...
4
¡Imposible olvidarte, de la infancia querida, y los primeros sueños, dulce y quieta morada! ¡Casa de nuestros padres, siempre fuiste en la vida La de mayor encanto... siempre la más amada! Aquí el papel que cubre la alcoba silenciosa, El papel desteñido donde al caer el día Las guirnaldas contábamos, guirnaldas color rosa, Con ojos impregnados de honda melancolía. Allá, en la Nochebuena, con ánimo impaciente, El zapato poníamos, junto a aquella ventana. ¡Cuántos dulces recuerdos despierta en nuestra mente, Recuerdos familiares, el son de una campana! Allá donde la tarde vierte su luz escasa, Dio los primeros pasos la adorada hermanita; en todos los rincones y cuartos de la casa viven gratas memorias de dulzura infinita. Se encuentra como entonces el hogar. Solamente se mira en los espejos una tristeza ignota, Por haber recogido mustia la faz doliente De abuelas melancólicas en una edad remota. Todo está como entonces en somnolienta calma, y en la luz que la noche vecina ha amortiguado Parece que el encanto se eterniza en el alma del hogar venturoso que el tiempo no ha cambiado. Sillones de otros tiempos en donde las abuelas nos acostaban siempre cansados y dormidos; sillones ya pasados de moda, con sus telas marchitas y sus viejos bordados desteñidos; Muebles que siempre guardan el puesto acostumbrado En salones y alcobas; conocidos rumores; Jardín con nuestras huellas; viñedo y emparrado; Santa casa paterna, casa de mis mayores; ¡Quién podría olvidaros, sombras de tiempos idos, hogar en donde vive nuestra alma prisionera, sobre todo, si tantos ataúdes queridos Hemos visto, entre lágrimas, bajar por la escalera!
0
448
La casa paterna
¡Imposible olvidarte, de la infancia querida, y los primeros sueños, dulce y quieta morada! ¡Casa de nuestros padres, siempre fuiste en la vida La de mayor encanto... siempre la más amada! Aquí el papel que cubre la alcoba silenciosa, El papel desteñido donde al caer el día Las guirnaldas contábamos, guirnaldas color rosa, Con ojos impregnados de honda melancolía. Allá, en la Nochebuena, con ánimo impaciente, El zapato poníamos, junto a aquella ventana. ¡Cuántos dulces recuerdos despierta en nuestra mente, Recuerdos familiares, el son de una campana! Allá donde la tarde vierte su luz escasa, Dio los primeros pasos la adorada hermanita; en todos los rincones y cuartos de la casa viven gratas memorias de dulzura infinita. Se encuentra como entonces el hogar. Solamente se mira en los espejos una tristeza ignota, Por haber recogido mustia la faz doliente De abuelas melancólicas en una edad remota. Todo está como entonces en somnolienta calma, y en la luz que la noche vecina ha amortiguado Parece que el encanto se eterniza en el alma del hogar venturoso que el tiempo no ha cambiado. Sillones de otros tiempos en donde las abuelas nos acostaban siempre cansados y dormidos; sillones ya pasados de moda, con sus telas marchitas y sus viejos bordados desteñidos; Muebles que siempre guardan el puesto acostumbrado En salones y alcobas; conocidos rumores; Jardín con nuestras huellas; viñedo y emparrado; Santa casa paterna, casa de mis mayores; ¡Quién podría olvidaros, sombras de tiempos idos, hogar en donde vive nuestra alma prisionera, sobre todo, si tantos ataúdes queridos Hemos visto, entre lágrimas, bajar por la escalera!
Continue reading...
36
lembro que um dia acordei e de repente gostava de coisa antiga e eu: usava os anéis da minha mãe que eram da minha avó gostava mais de usar batom com cheiro de velho tinha apreço por histórias passadas de amor recatado adorava o fusca do vô. e passou um tempo, me esqueci desse meu gosto indo de cabeça na juventude adolescente incorporando meu olhar a moda daquele tempo. até que o tempo passou e mais uma vez me apaixonei pela velhice; usava vestidos floridos e bem cortados, assistia filmes antigos e suspirava viver numa época em que vanguardas nasciam e a arte, política e comportamentos revolucionários construiam caminhos que hoje apenas nos inspiramos. por um tempo quis fingir que o digital não existia pintando em telas, escrevendo em papéis, datilografando e fotografando em rolo; tudo pra construir uma cegueira sobre as atualizações constantes ao redor. é engraçado ver o tempo passar e imaginar minhas tentativas de cópia do passado que nunca vivi e tanto desejei. esquecendo que o agora é onde devo estar e que aquele tal passado fabuloso era difícil e mais solitário, árduo e penoso. o ontem já é passado e uma hora atrás também, é só olhar no relógio do celular.
0
Jul 30, 2019
Jul 30, 2019 at 7:54 PM UTC
analógica
gözlerimde yüzme kararınız şimdiye dek hiç olmadığım kadar mutlu hissettiriyor *** tepelerinde oynayan bir çocuk gibi küçük çakıllar diziyorum bikini izlerine dudak kesimlerim güncelleniyor böylece daha fit bir dikişe yeni moda değil tanrı vergisi meleke çok iyi bir terzi olduğum söyleniyor birkaç yabancı dilde ve şilebezi akşamlar işin sırrı çepeçevre memnuniyet çitlerinde ve dans ederken duble beyazın içinde çakır olacaksınız siz de başın göğsüm gövdem inmeyen asansör zirvede iki maviyiz bir kavanozda artık ve hazırsınız boşalmak için gökyüzüne her zamanki gibi önce siz lütfen..
0
Jun 20, 2019
Jun 20, 2019 at 7:49 AM UTC
Zirvede Kal