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"agonia" poems
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
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Sep 11, 2018
Sep 11, 2018 at 9:05 AM UTC
as a boat adrift
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
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Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia; che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi. Con su la greppia un gomito, da essa era mia madre; e le dicea sommessa: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto; il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non toccò mai briglie. Tu che ti senti ai fianchi l'uragano, tu dai retta alla sua piccola mano. Tu ch'hai nel cuore la marina brulla, tu dai retta alla sua voce fanciulla". La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morte. O nata in selve tra l'ondate e il vento, tu tenesti nel cuore il tuo spavento; sentendo lasso nella bocca il morso, nel cuor veloce tu premesti il corso: adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia... " La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto. "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; oh! Due parole egli dové pur dire! E tu capisci, ma non sai ridire. Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi: lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole". Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbracciò su la criniera "O cavallina, cavallina storna, portavi a casa sua chi non ritorna! A me, chi non ritornerà più mai! Tu fosti buona... Ma parlar non sai! Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una cosa! Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise. Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t'insegni, come". Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada. La paglia non battean con l'unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote. Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome... Sonò alto un nitrito.
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La cavalla storna
Nella Torre il silenzio era già alto. Sussurravano i pioppi del Rio Salto. I cavalli normanni alle lor poste frangean la biada con rumor di croste. Là in fondo la cavalla era, selvaggia, nata tra i pini su la salsa spiaggia; che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi. Con su la greppia un gomito, da essa era mia madre; e le dicea sommessa: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; tu capivi il suo cenno ed il suo detto! Egli ha lasciato un figlio giovinetto; il primo d'otto tra miei figli e figlie; e la sua mano non toccò mai briglie. Tu che ti senti ai fianchi l'uragano, tu dai retta alla sua piccola mano. Tu ch'hai nel cuore la marina brulla, tu dai retta alla sua voce fanciulla". La cavalla volgea la scarna testa verso mia madre, che dicea più mesta: "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; lo so, lo so, che tu l'amavi forte! Con lui c'eri tu sola e la sua morte. O nata in selve tra l'ondate e il vento, tu tenesti nel cuore il tuo spavento; sentendo lasso nella bocca il morso, nel cuor veloce tu premesti il corso: adagio seguitasti la tua via, perché facesse in pace l'agonia... " La scarna lunga testa era daccanto al dolce viso di mia madre in pianto. "O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; oh! Due parole egli dové pur dire! E tu capisci, ma non sai ridire. Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l'eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi: lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole". Stava attenta la lunga testa fiera. Mia madre l'abbracciò su la criniera "O cavallina, cavallina storna, portavi a casa sua chi non ritorna! A me, chi non ritornerà più mai! Tu fosti buona... Ma parlar non sai! Tu non sai, poverina; altri non osa. Oh! ma tu devi dirmi una cosa! Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise: esso t'è qui nelle pupille fise. Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome. E tu fa cenno. Dio t'insegni, come". Ora, i cavalli non frangean la biada: dormian sognando il bianco della strada. La paglia non battean con l'unghie vuote: dormian sognando il rullo delle ruote. Mia madre alzò nel gran silenzio un dito: disse un nome... Sonò alto un nitrito.
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No meio da multidão e da sociedade corrompida. Tudo que eu vejo é você. Meus dedos se entrelaçam. No horizonte de eventos da tristeza profunda, você me resgata apenas por existir. Sinto o desespero da ansiedade sobrepor o sono dado da depressão e, como um tapa frio nas costas, arranca minha coluna e a quebra como se fosse de vidro. Tudo que eu vejo é você. Eu sinto meu estômago congelar e minha pele queimar como se fosse lepra. E todo o desespero, tristeza e agonia, não fazem parte de mim quando me lembro do seu sorriso. É um rifle apontado pro meu peito.
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Sep 5, 2012
Sep 5, 2012 at 10:25 PM UTC
Like a gun.
Forse più di lei quel che resta è la sagoma che compone le cose riversa nel vetro d’una finestra, presa per un reale abbandono. Questo è il tempo. Dove finisce il suono s’avviano le luci di due fari che sollevano dal fondo notturno del viale il parto torbido della terra: questo fumo d’infinita ragione. Il passo di chi fiancheggia l’auto e bisbiglia all’orecchio del conducente la strada di un cortile dove siede, assente, il corpo inerte di un padrone. Si spalanca su una corte l’assottigliato riverbero dei vetri. Assiepata città di vani incerti sulla fine. Se ne va l’immobile foschia con un tremore sconnesso. Forse di lei quel che s’appresta è una lenta agonia.
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Jul 9, 2010
Jul 9, 2010 at 12:32 PM UTC
Forse più di lei quel che resta...
Dime tu , como hago? Hay en mi mente un lago Un lago de pensamientos Que el agua dirije ati... A ti que ignoras esta corriente De deseos que pasan por mi mente Tantas ganas de sentirte Tantas ganas de tenerte. No poder tan siquierA verte Te digo en verdad abrume mi mente Quiero terminar con esta agonia Es como una enfermedad que me mata dia a dia. Solo dime , como hago? Es que acaso neesito un mago? Que le haga entender ami mente Que mi corazon es un demente. 11/12/13 EveGaby
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Nov 25, 2013
Nov 25, 2013 at 10:52 AM UTC
Corazon Demente
I started isolating Myself, used to Say everything I was feeling But then I guess I just stopped I wanted them to Love me for who They thought I was And not who I felt Myself becoming Ever think about How horrified the People we loved Would be if they Found out who We really are? So we dig deeper Into our lies everyday Ultimately hurting The only People who Are brave enough To love us Wish I was Brave enough to Love them back We don't have As much time As we think
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Aug 20, 2023
Aug 20, 2023 at 2:12 PM UTC
Existentia Agonia
Meu estômago borbulha náuseas de vazio uma agonia que nasce das entranhas as coisas são cada vez mais estranhas os sorrisos cada dia mais sombrios Quero chorar mas a muito meus olhos estão secos E meus pulmões pretos não me permitem respirar Abafado pelo silêncio que outrora pedi Sentindo a alma das coisas que repudiei Dentro do meu próprio abismo gritei E nem sequer o próprio eco ouvi Oh, majestoso algoz nunca imaginei que te desejaria A esse ponto é certo que me jogaria de ponta ao declínio atroz Mutilem meu corpo nada sentirei de minha mente já me ausentei sofro tanto que, por mais nada sofro.
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Dec 17, 2013
Dec 17, 2013 at 7:37 AM UTC
Preciso Vomitar
Sua mãe morreu de câncer, meu filho. Sua mãe morreu lentamente, sem dramas, mas com intensa agonia. Foi o que lhe respondi quando perguntou o por que eu nunca terminei de escrever meu primeiro romance. Você levou suas mãozinhas pequenas e disformes ao meu rosto e tocou meus olhos com carinho e violência. Levantei, afastando-me: estava na hora de sua injeção: hormônios de crescimento de homens ainda mais mortos que eu.
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Dec 9, 2010
Dec 9, 2010 at 3:17 AM UTC
Para meu filho acondroplásico
“Ai não sei se é sonho se realidade,” Se uma brisa, que percorre meu ser, Entra na minha vida, trás tua amizade, Cultiva minha mente, preciso amadurecer! “Ai não sei se é sonho se realidade”, O que tuas palavras, fazem ao entardecer, Transformam minha agonia e tiram sua ansiedade, Durmo como criança até amanhecer! “Ai não sei se é sonho se realidade”, Mas na verdade, vivo ao te ouvir, Feliz, sorrio ao te ver vir, Teu sorriso é uma eterna beldade! “Ai não sei se é sonho se realidade”, Se um brinde, com uma enorme surpresa, Uma dádiva da realeza, autenticidade! Teu sorriso fascina, minha linda princesa. Como eu queria olhar-te nos olhos, Pegar-te nas mãos, encostar-te a mim, Fechar os olhos e beijar-te! “Ai não sei se é sonho se realidade” Autor: António Benigno com uma frase de Fernando Pessoa.
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Sep 11, 2013
Sep 11, 2013 at 9:16 AM UTC
“Ai não sei se é sonho se realidade”
Ah, pobre Dolores Mais uma vez está cansada de suas mágoas e constipada com suas dores Há quem diga que quando olha o céu, sonha com estrelas Acalme-se Dolores, hoje tenho um presente para entretê-la Acorde de seu sonho e largue esses afazeres Olhe para A Casa Abandonada dos Prazeres Almeja tanto assim? O seu ignoto fim? Por quê toma todos esses remédios? Se o que deseja é pular do mais alto prédio Para quê todas essas doenças inventadas? E essas mulheres, para quê invejá-las? Na casa encontrará a cura Não mais carregará sua imaginária feiura Lá será bela como sempre quis Mas pergunte-se o que é ser feliz Lá, em todas as paredes, encontrará espelhos E em todas camas encontrará lençóis vermelhos Onde finalmente poderá gozar E a beleza que não é sua, contemplar Goze, goze Dolores Mistura seu prazer com suas dores Goze, goze mais uma vez Goze toda sua estupidez Saiba que nem tudo que cintila é ouro E fora da casa continuará seu agouro Quando fora estiver, da vida perderá a crença E a cada vez que entrar e sair, nascerá uma nova doença Uma daquelas de sua hipocondria E a cada dia verá a verdadeira agonia Sentirá dor, e fome Não se lembrará de seu nome Não poderá comer, pois a doença te devastará E para a casa todos os dias irá correr, a sonhar Lembre-se de novo Que nem tudo que brilha é ouro Ganhará a casa e perderá o mundo E seu eu estará perdido num poço profundo Um dia dirá: Será? Toda aquela estética... era tão assim... patética? Nossas escolhas não tem volta Para o destino não há revolta Não devo mais chorar Só me resta, agora, gozar Goze, goze Dolores Mistura seu prazer com suas dores Goze, goze mais uma vez Goze toda sua estupidez
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Aug 22, 2014
Aug 22, 2014 at 4:34 PM UTC
Dolores
Ah, pobre Dolores Mais uma vez está cansada de suas mágoas e constipada com suas dores Há quem diga que quando olha o céu, sonha com estrelas Acalme-se Dolores, hoje tenho um presente para entretê-la Acorde de seu sonho e largue esses afazeres Olhe para A Casa Abandonada dos Prazeres Almeja tanto assim? O seu ignoto fim? Por quê toma todos esses remédios? Se o que deseja é pular do mais alto prédio Para quê todas essas doenças inventadas? E essas mulheres, para quê invejá-las? Na casa encontrará a cura Não mais carregará sua imaginária feiura Lá será bela como sempre quis Mas pergunte-se o que é ser feliz Lá, em todas as paredes, encontrará espelhos E em todas camas encontrará lençóis vermelhos Onde finalmente poderá gozar E a beleza que não é sua, contemplar Goze, goze Dolores Mistura seu prazer com suas dores Goze, goze mais uma vez Goze toda sua estupidez Saiba que nem tudo que cintila é ouro E fora da casa continuará seu agouro Quando fora estiver, da vida perderá a crença E a cada vez que entrar e sair, nascerá uma nova doença Uma daquelas de sua hipocondria E a cada dia verá a verdadeira agonia Sentirá dor, e fome Não se lembrará de seu nome Não poderá comer, pois a doença te devastará E para a casa todos os dias irá correr, a sonhar Lembre-se de novo Que nem tudo que brilha é ouro Ganhará a casa e perderá o mundo E seu eu estará perdido num poço profundo Um dia dirá: Será? Toda aquela estética... era tão assim... patética? Nossas escolhas não tem volta Para o destino não há revolta Não devo mais chorar Só me resta, agora, gozar Goze, goze Dolores Mistura seu prazer com suas dores Goze, goze mais uma vez Goze toda sua estupidez
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It is true that secrets play hide and seek Like jolly lads and whimsical princesses It is true that secrets play hide and seek Going along with childhood unearthed Vanishing away with a disguised fairytale Littlers believe before their torn faith Stories of hope and paramours twisted Into joyous love myth and red slaughter For the laughter was just a radical sound Unknown to all of us in sunset earlihood When I grow up I want to be what I did Not know, while thinking of ghosts and Things unexist,  jolly princesses with all the Whimsical lads, thought only of beauty And the sugar-dips poison of love long Lost astray till they climb up a stair and Claim a throne of stern jaw and  bones Our skeleton soaring and hair dressed We finally find the secrets that played With us throughout the childhood like Memories unearthed, wither and die A painful death in their game of a foul Revelation sewn tight without a trace In our sunset earlihood when we used To think that this world is composed of Beauty and sugar-dips decomposed Children of impurity and twisted guns Anything but lethal when they let us live in Mere tales of pride-degrading fables To play Or hide And seek Forever now
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Nov 1, 2014
Nov 1, 2014 at 10:08 AM UTC
Agonia (Our Game Unearthed)
Ci vediamo in proiezione, ed ecco la città, in una sua povera ora nuda, terrificante come ogni nudità. Terra incendiata il cui incendio spento stasera o da millenni, è una cerchia infinita di ruderi rosa, carboni e ossa biancheggianti, impalcature dilavate dall'acqua e poi bruciate da nuovo sole. La radiosa Appia che formicola di migliaia di insetti - gli uomini d'oggi - i neorealistici ossessi delle Cronache in volgare. Poi compare Testaccio, in quella luce di miele proiettata sulla terra dall'oltretomba. Forse è scoppiata, la Bomba, fuori dalla mia coscienza. Anzi, è così certamente. E la fine del Mondo è già accaduta: una cosa muta, calata nel controluce del crepuscolo. Ombra, chi opera in questa èra. Ah, sacro Novecento, regione dell'anima in cui l'Apocalisse è un vecchio evento! Il Pontormo con un operatore meticoloso, ha disposto cantoni di case giallastre, a tagliare questa luce friabile e molle, che dal cielo giallo si fa marrone impolverato d'oro sul mondo cittadino... e come piante senza radice, case e uomini, creano solo muti monumenti di luce e d'ombra, in movimento: perché la loro morte è nel loro moto. Vanno, come senza alcuna colonna sonora, automobili e camion, sotto gli archi, sull 'asfalto, contro il gasometro, nell'ora, d'oro, di Hiroshima, dopo vent'anni, sempre più dentro in quella loro morte gesticolante: e io ritardatario sulla morte, in anticipo sulla vita vera, bevo l'incubo della luce come un vino smagliante. Nazione senza speranze! L'Apocalisse esploso fuori dalle coscienze nella malinconia dell'Italia dei Manieristi, ha ucciso tutti: guardateli - ombre grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
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Poesie mondane
Ci vediamo in proiezione, ed ecco la città, in una sua povera ora nuda, terrificante come ogni nudità. Terra incendiata il cui incendio spento stasera o da millenni, è una cerchia infinita di ruderi rosa, carboni e ossa biancheggianti, impalcature dilavate dall'acqua e poi bruciate da nuovo sole. La radiosa Appia che formicola di migliaia di insetti - gli uomini d'oggi - i neorealistici ossessi delle Cronache in volgare. Poi compare Testaccio, in quella luce di miele proiettata sulla terra dall'oltretomba. Forse è scoppiata, la Bomba, fuori dalla mia coscienza. Anzi, è così certamente. E la fine del Mondo è già accaduta: una cosa muta, calata nel controluce del crepuscolo. Ombra, chi opera in questa èra. Ah, sacro Novecento, regione dell'anima in cui l'Apocalisse è un vecchio evento! Il Pontormo con un operatore meticoloso, ha disposto cantoni di case giallastre, a tagliare questa luce friabile e molle, che dal cielo giallo si fa marrone impolverato d'oro sul mondo cittadino... e come piante senza radice, case e uomini, creano solo muti monumenti di luce e d'ombra, in movimento: perché la loro morte è nel loro moto. Vanno, come senza alcuna colonna sonora, automobili e camion, sotto gli archi, sull 'asfalto, contro il gasometro, nell'ora, d'oro, di Hiroshima, dopo vent'anni, sempre più dentro in quella loro morte gesticolante: e io ritardatario sulla morte, in anticipo sulla vita vera, bevo l'incubo della luce come un vino smagliante. Nazione senza speranze! L'Apocalisse esploso fuori dalle coscienze nella malinconia dell'Italia dei Manieristi, ha ucciso tutti: guardateli - ombre grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
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Escuta com atenção o que vou te falar Importante Urgente Talvez indiferente Mas necessário, sem alvará. Como posso começar? É difícil explicar E se não existirem palavras Nem desenhos ou qualquer coisa para representar Decretada a agonia estará. Ok, lá vou eu talvez vou numerar correr pelo meu subconsciente para caçar formas de expressar essa merda. Era uma vez uma moça cujas palavras não sabia formular.
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Nov 7, 2016
Nov 7, 2016 at 7:34 PM UTC
Como matemática
Y es que vuelves a mis pensamientos Que sera esto que estoy sintiendo ? Como cuando el mar golpea con olas fuertes Entras derrepemte, sin avisar a mi mente. Sombra que me persige que no puedo palpar Te pienso, te siento y casi que te puedo tocar Mas tocarte es solo ideas, parte de una fantasia Ilogica, demente, pero sera erronea mi agonia? Es que vienes y te vas Y apareces una vez mas Eres sombra oscura La vida se me hace dura! Pero esa sombra es a veces Brillante Es la luz de tu belleza sin duda despampanante Y me olvido si tu presencia hace mi vida dura Porque mi ilucion de verte, es fantasia que perdura
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Nov 29, 2013
Nov 29, 2013 at 8:51 PM UTC
SOMBRA
Sappi - e forse lo sai, nel camposanto - la bimba dalle lunghe anella d'oro, e l'altra che fu l'ultimo tuo pianto, sappi ch'io le raccolsi e che le adoro. Per lor ripresi il mio coraggio affranto, e mi detersi l'anima per loro: hanno un tetto, hanno un nido, ora, mio vanto: e l'amor mio le nutre e il mio lavoro. Non son felici, sappi, ma serene: il lor sorriso ha una tristezza pia: io le guardo - o mia sola erma famiglia! - e sempre a gli occhi sento che mi viene quella che ti bagnò nell'agonia non terminata lagrima le ciglia.
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Anniversario (1890)
Cuantas veces e caido en este abismo Donde lagrimas corren sin cesar Porque mi vida sin ti no es lo mismo Eh despertado sin poder parar de llorar . Entiendo que jamas as sido mia No son ideas que e inventado en mi cabeza Estoy clara de que vivo en agonia Mi corazon siempre vivira esta pobreza. Te amo tanto y lo guardo por dentro Aunque aveces quiero explotar Quiero sentirte cerca por tan solo un momento Pero temo tanto q solo te quieras alejar Me conformo con verte, con tener tu amistad E aprendido a finjirme esta mediocridad Me e creido que para mi esto es suficiente Pero dias como hoy mi corazon no entiende.
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Aug 21, 2016
Aug 21, 2016 at 11:48 PM UTC
Abismo
Morire come le allodole assetate sul miraggio O come la quaglia passato il mare nei primi cespugli perché di volare non ha più voglia Ma non vivere di lamento come un cardellino accecato.
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Agonia
Eu me vi, Perdida num caminho triste, Sem sonhos pra viver, Na amargura há um ser, Sou eu sim. Chorando, Lágrimas amargas, Andando em uma praça, Só. Ao longe vi fumaça. Triste ser, E não ser ao mesmo tempo. Sorrir e chorar, No mesmo dia, Agonia de estar mais um dia Assim como um nada.
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Apr 25, 2014
Apr 25, 2014 at 10:54 PM UTC
Como um nada...
Provavelmente eu nunca escrevi sobre isso, Sobre a dor E lá fora nada acalma a alma. Se a poesia me dissesse algo, No momento ela diria Calma. Acalma essa alma fria, Deixe de lado essa agonia, E saia para amar lá fora. Há amor em tudo, Em todos, Nada impede a vida, Segue ela em frente.
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Jul 25, 2014
Jul 25, 2014 at 11:48 PM UTC
Untitled
Ando pela rua Escura, nua e vazia Acompanhado pela lua E por esta minha agonia Da noite, eu sou o Senhor Mas, porém eu suspiro Minha imagem causa horror Porque sou um V a m p i r o
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Feb 28, 2014
Feb 28, 2014 at 6:23 AM UTC
o que sou
Yo era feliz asi Viviendo ensi Mi vida girando En tu entorno rodando Quiza no te enterabas Lo feliz que yo estaba Con ta poco me conformaba Tu presencia me bastaba Tu mirada me enloquecia Al verte enrojecia Mi estomago saltaba De emocion por dentro gritaba Porque verte me llenaba tanto Para mi eras un encanto Fantasearte era mi alegria Verte ir siempre mi agonia Como arracancarte de mi mundo El dolor es muy rotundo Me haces mucha falta Quisiera hacerte una carta Y hacer mas el ridiculo? La estupidez es mi dicipulo Estupidez aprendiendo de un mal amor Sin futuro ,solo dolor ,no tiene correccion. 3/15/2016 EveGaby
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Mar 22, 2016
Mar 22, 2016 at 11:11 PM UTC
Dicipulo
não sei onde aprendi que o medo é irracional e é uma resposta do cérebro. teu corpo não sente medo e sim um órgão que mais parece um punhado de minhocas encurraladas. por um tempo eu juro que achava não ter medo de morrer, talvez só um leve pavor de sentir dor. e o tempo funciona mesmo de formas estranhas e complexas. houve períodos que não cogitava pensar em morrer, mas agora parece que tudo mudou e o pavor da morte surgiu acumulado. esse medo é o do nada ou do tudo que pode vir depois. ninguém pode me responder ao certo. meus avós já mortos não voltaram em sonho nem deixaram uma mensagem sobrenatural sobre nada. talvez isso já seja uma prova de que a morte é de fato um grande nada. isso tudo é assustador. pensar que tu só tem uma chance pra acertar. e só de saber que não vais mais experimentar o mundo é sufocante. como pensar na morte tranquilamente natural se vários prazeres que o corpo em conjunto com a vida são as coisas que me fazem querer continuar? não consigo aceitar que um dia eu não vou mais sentir o calor do sol tocando a minha pele. cheirar aquela brisa do mar assim que se chega na praia. ver alguém que tu ama muito tendo um dia bom e ver ela sorrir. ouvir pela primeira vez uma música boa. observar alguma peculiaridade no meio do caminho que aparentemente ninguém mais notou. olhar pra um por do sol e pensar que aquele tem todas novas cores e que cada dia um é diferente do outro. pensar a toa sobre coisas bonitas que acompanham a gente durante o dia. aprender algo. algo bom. fazer **** com alguém. fazer **** consigo mesma. rir sozinha. rir com alguém. dançar. conhecer alguém novo. chorar. escrever. desenhar. ver. ouvir. falar. gritar. gemer. sussurrar. fumar. comer. sentir emoções. pensar. imaginar. criar. todo um paragrafo infinito de realizações que de repente para de funcionar. vivemos quase sempre menos de cem anos e ainda é pouco porque o mundo pra gente é absurdamente infinito. e tão grande que dá agonia pensar. viajar por todo continente e saber que não dá pra ver tudo. sobre todos os mais minuciosos detalhes. sufoco. me sinto sufocada e não tem nenhuma pressão em cima de mim, exceto por mim mesma. felicidade. vou parar por aqui.
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Oct 25, 2017
Oct 25, 2017 at 4:38 PM UTC
notas sobre morrer algum dia
não sei onde aprendi que o medo é irracional e é uma resposta do cérebro. teu corpo não sente medo e sim um órgão que mais parece um punhado de minhocas encurraladas. por um tempo eu juro que achava não ter medo de morrer, talvez só um leve pavor de sentir dor. e o tempo funciona mesmo de formas estranhas e complexas. houve períodos que não cogitava pensar em morrer, mas agora parece que tudo mudou e o pavor da morte surgiu acumulado. esse medo é o do nada ou do tudo que pode vir depois. ninguém pode me responder ao certo. meus avós já mortos não voltaram em sonho nem deixaram uma mensagem sobrenatural sobre nada. talvez isso já seja uma prova de que a morte é de fato um grande nada. isso tudo é assustador. pensar que tu só tem uma chance pra acertar. e só de saber que não vais mais experimentar o mundo é sufocante. como pensar na morte tranquilamente natural se vários prazeres que o corpo em conjunto com a vida são as coisas que me fazem querer continuar? não consigo aceitar que um dia eu não vou mais sentir o calor do sol tocando a minha pele. cheirar aquela brisa do mar assim que se chega na praia. ver alguém que tu ama muito tendo um dia bom e ver ela sorrir. ouvir pela primeira vez uma música boa. observar alguma peculiaridade no meio do caminho que aparentemente ninguém mais notou. olhar pra um por do sol e pensar que aquele tem todas novas cores e que cada dia um é diferente do outro. pensar a toa sobre coisas bonitas que acompanham a gente durante o dia. aprender algo. algo bom. fazer **** com alguém. fazer **** consigo mesma. rir sozinha. rir com alguém. dançar. conhecer alguém novo. chorar. escrever. desenhar. ver. ouvir. falar. gritar. gemer. sussurrar. fumar. comer. sentir emoções. pensar. imaginar. criar. todo um paragrafo infinito de realizações que de repente para de funcionar. vivemos quase sempre menos de cem anos e ainda é pouco porque o mundo pra gente é absurdamente infinito. e tão grande que dá agonia pensar. viajar por todo continente e saber que não dá pra ver tudo. sobre todos os mais minuciosos detalhes. sufoco. me sinto sufocada e não tem nenhuma pressão em cima de mim, exceto por mim mesma. felicidade. vou parar por aqui.
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sensitivity, despair, weakness timidity, internal terror, freakness love, pain, philo Sophia, meekness agonia don’t know whya
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Feb 5, 2019
Feb 5, 2019 at 8:45 PM UTC
Lately Fately
O ar, Anda pesado. É o fogo? Não! Meus passos não são leves, E não é meu sapato. Não é meu andado... Não é  o caminho! Não! Eu ando, E ando, E rodo, E me pego de volta ao mesmo ponto. Eu respiro fundo, Mas não absorvo o ar. Eu nunca imaginei, Que ia doer respirar. E o que não doi, nesses últimos dias? O que não se transformou em agonia? O que se manteve afinal? São perguntas vagas, Pra uma vida vaga. Só me resta respirar...
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Oct 27, 2017
Oct 27, 2017 at 12:27 PM UTC
Respirar...
O que tenho passado E o que tenho vivido Não dá pra saber Não serão esses versos Que irão te dizer Nem o feed perfeito Nem a conversa na rua Poderão expressar As coisas que sinto O que eu tenho vivido É tudo tão subjetivo Não há nada de poético No simples cotidiano No adiar o viver E apenas sobreviver Idealizando que um dia Quem sabe eu poderia Ter a vida perfeita Com a família perfeita As mensagens perfeitas Pra responder É tudo subjetivo No abismo da poesia Eu hei de me perder E quem dera que por um dia Eu pare com toda essa agonia E aprenda apenas a ser
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Jul 23, 2019
Jul 23, 2019 at 10:20 PM UTC
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