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Psyche a Pan

Lascerò il momento per durare

nella tua eternità senza confini;

così io, ombra delicata e fiori

di velo ricoperti

tra marmi antichi e divorate chiome

svolgo il mio passo acceso alle veggenti

distese d'erba e anche al tuo passato,

uomo dei boschi, che mi sei sereno

quanto angosciata è la mia certa vita.

E lasciando le docili pasture

della ragione voglio smemorarmi

nei tuoi canti boschivi, sì che Amore

torni al mio seno e mi riaccolga intatta.

Forse tu mi hai sentito, quando ferma

nel sonno io gridavo il mio rancore

contro la vita, e certo mi hai chiamato

con lo strumento avido di suoni;

per questo, Pan, io vengo e nella corsa

perdo il mio velo e mi dimostro ignuda

nuda qual sono e non più giovinetta:

che amor mi morse dolce come mela,

e a me resta di un torsolo disfatto

l'amara meraviglia e la dolente

consunzione feroce dell'amore,

e che altri mi morda più assetato

che non Amore che mi toglie e mi tiene.

a
Written by
Alda Merini
Italian
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26·167
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