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Al mare (o quasi)

L'ultima cicala stride

sulla scorza gialla dell'eucalipto

i bambini raccolgono pinòli

indispensabili per la galantina

un cane alano urla dall'inferriata

di una villa ormai disabitata

le ville furono costruite dai padri

ma i figli non le hanno volute

ci sarebbe spazio per centomila terremotati

di qui non si vede nemmeno la proda

se può chiamarsi cosí quell'ottanta per cento

ceduta in uso ai bagnini

e sarebbe eccessivo pretendervi

una pace alcionica

il mare è d'altronde infestato

mentre i rifiuti in totale

formano ondulate collinette plastiche

esaurite le siepi hanno avuto lo sfratto

i deliziosi figli della ruggine

gli scriccioli o reatini come spesso

li citano i poeti. E c'è anche qualche boccio

di magnolia l'etichetta di un pediatra

ma qui i bambini volano in bicicletta

e non hanno bisogno delle sue cure

Chi vuole respirare a grandi zaffate

la musa del nostro tempo la precarietà

può passare di qui senza affrettarsi

è il colpo secco quello che fa orrore

non già l'evanescenza il dolce afflato del nulla

Hic manebimus se vi piace non proprio

ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile

alla morte ( e questa piace solo ai giovani)

Written by
Eugenio Montale
1886-1981 / Male / Italian
Lines·Words
32·190
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