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In limine

Godi se il vento ch'entra nel pomario

vi rimena l'ondata della vita:

qui dove affonda un morto

viluppo di memorie,

orto non era, ma reliquario.

 

Il frullo che tu senti non è un volo,

ma il commuoversi dell'eterno grembo;

vedi che si trasforma questo lembo

di terra solitario in un crogiuolo.

 

Un rovello è di qua dall'erto muro.

Se procedi t'imbatti

tu forse nel fantasma che ti salva:

si compongono qui le storie, gli atti

scancellati pel giuoco del futuro.

 

Cerca una maglia rotta nella rete

che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!

Va, per te l'ho pregato, - ora la sete

mi sarà lieve, meno acre la ruggine...

Written by
Eugenio Montale
1886-1981 / Male / Italian
Lines·Words
18·109
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