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A mia madre dalla sua casa

M'accoglie la tua vecchia, grigia casa

steso supino sopra un letto angusto,

forse il tuo letto per tanti anni. Ascolto,

conto le ore lentissime a passare,

più lente per le nuvole che solcano

queste notti d'agosto in terre avare.

 

Uno che torna a notte alta dai campi

scambia un cenno a fatica con i simili,

infila l'erta, il vicolo, scompare

dietro la porta del tugurio. L'afa

dello scirocco agita i riposi,

fa smaniare gli infermi ed i reclusi.

 

Non dormo, seguo il passo del nottambulo

sia demente sia giovane tarato

mentre risuona sopra pietre e ciottoli;

lascio e prendo il mio carico servile

e scendo, scendo più che già non sia

profondo in questo tempo, in questo popolo.

Written by
Mario Luzi
1914-2005 / Male / Italian
Lines·Words
18·118
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