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Fiume da fiume

Si pasce di se il fiume, bruca

serpeggiando

le sue

quasi essiccate sgorature,

visita

le sue

quasi aride pozzanghere,

si trascina ai suoi già putridi ristagni

finche, poco più oltre

un poco lo confortano

misteriosi trasudamenti,

lo irrorano frescure,

umori, vene

dal più profondo

del suo cuore sotterraneo

ed eccolo

rinasce esso dalle secche,

ora, si lascia dietro la sassaia

della sua quasi estinzione

per il suo nuovo cammino -

si muove verso se stesso il fiume,

si sposta dentro il suo cangiante bruco

ed entra, fiume nuovo

uscito dalle sue ceneri

nei luoghi dove opera

la primavera e non c'è

fiore né gemma, non c'è ancora

ma c'è quella radiosa incandescenza

di luce e opacità nel bianco dell'aria,

c'è, ed ecco si diffonde, quella trepidante animula

e quel chiaro sopra la linea degli alberi,

quel già più festoso scintillamento delle acque.

C'è tutto "quello". E c'è

lui fiume,

ne vibra intimamente

il senso. C'è questo, c'è prodigiosamente.

Written by
Mario Luzi
1914-2005 / Male / Italian
Lines·Words
36·158
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