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Il cuore del cipresso

O cipresso, che solo e nero stacchi

dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto

irto di cardi e stridulo di biacchi:

 

in te sovente, al tempo delle more,

odono i bimbi un pispillìo secreto,

come d'un nido che ti sogni in cuore.

 

L'ultima cova. Tu canti sommesso

mentre s'allunga l'ombra taciturna

nel tristo campo: quasi, ermo cipresso,

ella ricerchi tra què bronchi un'urna.

 

Più brevi i giorni,

e l'ombra ogni dì meno

s'indugia e cerca, irrequieta, al sole;

e il sole è freddo e pallido il sereno.

 

L'ombra, ogni sera prima, entra nell'ombra:

nell'ombra ove le stelle errano sole.

E il rovo arrossa e con le spine ingombra

 

tutti i sentieri, e cadono già roggie

le foglie intorno (indifferente oscilla

l'ermo cipresso), e già le prime pioggie

fischiano, ed il libeccio ulula e squilla.

 

E il tuo nido? Il tuo nido?... Ulula forte

il vento e t'urta e ti percuote a lungo:

tu sorgi, e resti; simile alla Morte.

 

E il tuo cuore? Il tuo cuore?... Orrida trebbia

l'acqua i miei vetri, e là ti vedo lungo,

di nebbia nera tra la grigia nebbia.

 

E il tuo sogno? La terra ecco scompare:

la neve, muta a guisa del pensiero,

cade. Tra il bianco e tacito franare

tu stai, gigante immobilmente nero.

g
Written by
Giovanni Pascoli
Italian
Lines·Words
31·210
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