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Alla voce della persona ignorata...

Alla voce della persona, ignorata,

non risponde che uno stesso sfondo

di suono paziente, vuoto.

Con gesti circospetti

non si fermano gli oggetti

lasciati in un punto.

 

C'è stato un giorno qualsiasi,

un avvenimento banale:

qualcuno che dormiva

nelle camere di fianco

mentre si parlava.

E continuan le abitudini.

 

Sul cortile riposano

la nera facciata

e gli archi dei terrazzi.

Da un angolo proviene

una vampata di terrore.

S'arresta il rumore dei fili

della luce sbattuti.

S'apre una corta reminiscenza.

 

Nello stesso spazio

occupato prima da un senso strano

ora è un cemento d'angoscia.

Sul parapetto del muro di fronte

cade qualcosa,

poi si muove un animale nel fondo.

 

Arriveranno altri perduti dettagli,

si sentirà l'assenza.

Quando dal vicolo si scorge

un'altra spoglia di ringhiera

e una parvenza di passi sulla ghiaia,

come un pazzo risvolto, si ripete,

nel grembo dell'essere t'assale,

senza speranza,

un incontrastato malessere

così forte che il tempo appare

nella posa arrogante degli oggetti.

 

Oltre la scarpata,

piani di terra asciutta, martoriata,

i campi dove si tuffi

l'acqua di motori accesi nella notte

e, dietro, il mare.

E' un disuguale accorgersi

delle distanze.

 

A volte si sostiene per ore

un manto di oscurità feroce

intorno ad una statua.

Poi non resta che il dissapore

per aver inteso domandare pietà

da un'inutile voce.

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d
Written by
diego-scarca
Italian
Published
Feb 19, 2010
Lines·Words
50·216
Notes

Diego Scarca, Architetture del vuoto, Torino, Edizioni Angolo Manzoni, 2007

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