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"pieno" poems
Mi fai scoppiare in lacrime. Gioia, tristezza, e l'amore. Sono sopraffatto ogni volta Ti vedo. Le Farfalle ritorno Di volta in volta. Il mento così prominente, Il tuo sorriso così luminoso, I tuoi occhi così incantevole. Un abbraccio come nessun altro, Caldo, pieno d'amore. Imbarazzante e scomodo. Baci soffici, duro, lento, veloce. Intenso. Fai finta di essere, cose che non sono, Ma dentro di me vedere il tuo amore, la compassione, La paura, il dolore, la gioia. ride piccoli come un anello vero figlio dalla bocca, come ** dolcemente solleticare la vostra abbronzato, ventre maculato. Avvolto tra le tue braccia, un bruco in un bozzolo. Cassetta di sicurezza, suono, sicuro. Abbiamo urlare e piangere. Ci baciamo e ci sorridiamo. Abbiamo fatto male e guarire. Tu sei mia, Io sono tuo. Non importa chi ti ha amato, o che vi piace quando ci separiamo, L'amore che sgorga dal mio cuore, per te, Continuerà fino a che non cessa di. Mi fai ridere, piangere, urlo, brivido, nella gioia, la rabbia, la disperazione, l'amore. Voi mi levate dal baratro che è la mia mente. Mi ricordi per questo che voglio essere vivo.
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Aug 22, 2012
Aug 22, 2012 at 8:59 PM UTC
Ogni ragazzo merita una poesia d'amore merda
La donzelletta vien dalla campagna, In sul calar del sole, Col suo fascio dell'erba; e reca in mano Un mazzolin di rose e di viole, Onde, siccome suole, Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine. Siede con le vicine Su la scala a filar la vecchierella, Incontro là dove si perde il giorno; E novellando vien del suo buon tempo, Quando ai dì della festa ella si ornava, Ed ancor sana e snella Solea danzar la sera intra di quei Ch'ebbe compagni dell'età più bella. Già tutta l'aria imbruna, Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre Giù dà colli e dà tetti, Al biancheggiar della recente luna. Or la squilla dà segno Della festa che viene; Ed a quel suon diresti Che il cor si riconforta. I fanciulli gridando Su la piazzuola in frotta, E qua e là saltando, Fanno un lieto romore: E intanto riede alla sua parca mensa, Fischiando, il zappatore, E seco pensa al dì del suo riposo. Poi quando intorno è spenta ogni altra face, E tutto l'altro tace, Odi il martel picchiare, odi la sega Del legnaiuol, che veglia Nella chiusa bottega alla lucerna, E s'affretta, e s'adopra Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba. Questo di sette è il più gradito giorno, Pien di speme e di gioia: Diman tristezza e noia Recheran l'ore, ed al travaglio usato Ciascuno in suo pensier farà ritorno. Garzoncello scherzoso, Cotesta età fiorita È come un giorno d'allegrezza pieno, Giorno chiaro, sereno, Che precorre alla festa di tua vita. Godi, fanciullo mio; stato soave, Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vò; ma la tua festa Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
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Il sabato del villaggio
La donzelletta vien dalla campagna, In sul calar del sole, Col suo fascio dell'erba; e reca in mano Un mazzolin di rose e di viole, Onde, siccome suole, Ornare ella si appresta Dimani, al dì di festa, il petto e il crine. Siede con le vicine Su la scala a filar la vecchierella, Incontro là dove si perde il giorno; E novellando vien del suo buon tempo, Quando ai dì della festa ella si ornava, Ed ancor sana e snella Solea danzar la sera intra di quei Ch'ebbe compagni dell'età più bella. Già tutta l'aria imbruna, Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre Giù dà colli e dà tetti, Al biancheggiar della recente luna. Or la squilla dà segno Della festa che viene; Ed a quel suon diresti Che il cor si riconforta. I fanciulli gridando Su la piazzuola in frotta, E qua e là saltando, Fanno un lieto romore: E intanto riede alla sua parca mensa, Fischiando, il zappatore, E seco pensa al dì del suo riposo. Poi quando intorno è spenta ogni altra face, E tutto l'altro tace, Odi il martel picchiare, odi la sega Del legnaiuol, che veglia Nella chiusa bottega alla lucerna, E s'affretta, e s'adopra Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba. Questo di sette è il più gradito giorno, Pien di speme e di gioia: Diman tristezza e noia Recheran l'ore, ed al travaglio usato Ciascuno in suo pensier farà ritorno. Garzoncello scherzoso, Cotesta età fiorita È come un giorno d'allegrezza pieno, Giorno chiaro, sereno, Che precorre alla festa di tua vita. Godi, fanciullo mio; stato soave, Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vò; ma la tua festa Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
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- Donde, o vecchina, queste violette serene come un lontanar di monti nel puro occaso? Poi che il gelo ha strette tutte le fonti; il gelo brucia dalle stelle, o nonna, ogni foglia, ogni radica, ogni zolla. - - Tiepida, sappi, lungo la Corsonna geme una polla. Là noi sciacquiamo il candido bucato nell'onda calda in mezzo a nevi e brine; e il poggio è pieno di viole, e il prato di pratelline. - Ah!... ma, poeta, non ancor nel pio tuo cuore è l'onda che discioglie il gelo? Non è la polla, calda nell'oblio freddo del cielo? Ché sempre, se ti agghiaccia la sventura, se l'odio altrui ti spoglia e ti desola, spunta, al tepor dell'anima tua pura, qualche viola.
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Viole d'inverno
Dicono che la mia sia una poesia d'inappartenenza. Ma s'era tua era di qualcuno: di te che non sei più forma, ma essenza. Dicono che la poesia al suo culmine magnifica il Tutto in fuga, negano che la testuggine sia più veloce del fulmine. Tu sola sapevi che il moto non è diverso dalla stasi, che il vuoto è il pieno e il sereno è la più diffusa delle nubi. Così meglio intendo il tuo lungo viaggio imprigionata tra le bende e i gessi. Eppure non mi dà riposo sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.
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Xenia (da satura)
Bisogno del tuo tocco Per sapere che sei propio mio Per sapere che esisti per me E che non solo una faccia nella mia mente Toccami Amami Baciami Tienimi Solo con te Nelle tue braccia Sono libera Sono protetta Sono forte Sono a casa Senza di te, sono persa Sei l’acqua per mia sete Sei cibo per mio fame Sei luce nel mio buio La tua esistenza mi dà lo scopo Per amare e desiderare Per servire e vedere Le ferite della tua anima Supplicando, piangiando Per il bisogno di essere guarito Di essere visto per chi sei verramente Un uomo di forza e potenza Pieno di amore a dare Per dare a me Posso vedere Amore mio, ti vedo
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May 25, 2013
May 25, 2013 at 8:10 PM UTC
Ti vedo
Sole di mezzogiorno, nel luglio felice, sulla piazza deserta: piazza lontana di città lontana, tu ed il tuo uomo, e quello era il mondo. Bianca nella tua veste, bianca vibratile fiamma tu pure, nell'abbaglio d'incendio dell'aria. Bianco il tuo riso perduto nel riso di lui, fresco di polla il tuo riso d'amore tra il vasto fulgere ed ardere. Non sarebbe discesa la notte, non sarebbe venuto il domani, tua la luce, tuo l'uomo, tuo il tempo. Fermasti il tempo in pieno sull'ora solare per cui in terra tu fosti divina: il resto è ombra e polvere d'ombra.
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Il sole e l'ombra
Sei nel mio cuore Sei nei miei pensieri Sei nella luce del sole Sei nelle cose buone Sei qui con me anche se Sei lontanissimo da me Come possiamo farlo? Perché senza di te Sono persa Non sono io Non sono a casa Un giorno, ritornerò a trovarti E saremmo insieme per sempre Il mio cuore sara' pieno I miei pensieri saranno chiari La luce del sole brillerà piu forte E le cose buone saremmo noi Amore mio, ti amo Ti ritornerò e sarai con me
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Jun 12, 2014
Jun 12, 2014 at 2:16 PM UTC
Dove Sei?
Leva morte da noi quell'intatto minuto come pane che l'amante non morse né la donna al colmo dell'offerta. Dove vita, di sé fatta più piena ci divide dal corpo e ci annovera al gregge di un Pastore costruito di luce, nasce morte per te. D'ogni dolore parto ultimo e solo che mai possa procedere dal seno... Eppure a noi lontano desiderio di quell'attimo pieno viene a fatica dentro giorni oscuri ma se calasse nella perfezione di sua vera natura presto cadremmo affranti dalla luce. L'albero non è albero né il fiore può decidersi bello quando sia forte l'anima di male; ma nel giorno di morte quando l'amante, tenebroso duce abbandona le redini del sangue, sì, più pura vicenda si spiegherà entro un ordine di regno. Ed il senso verrà ricostruito, e ogni cosa nel letto in cui cadde nel tempo avrà respiro, un respiro perfetto. Ora solo un impuro desiderio può rimuovere tutto, ma domani quando morte s'innalzi...
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Pax
Per quanto ancora vedrai il colore dei fiori, rigoglioso? E il loro profumo, con questa brezza, quanto spazio avrà percorso? Che segno lasceranno i lor fusti a chi li calpesterà? Può un serpente mordere persino il sole? È qualcosa che capisco, e che continuamente dimentico, come un foglio che sbiadisce, e che ogni tanto ricopio. Come un cuore che soffre, su ciò che è già andato, che si rialza e rinasce, con il petto rinvigorito. Mi chiedo che sia l'immenso, Un foglio bianco sporco, Pieno di figure, di colori, Un emozione dal nulla. Mi chiedo se sai qualcosa di me, Ora che non si scorge; Anche l'immenso, ne son certo, Procede verso il cambiamento.
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Dec 22, 2019
Dec 22, 2019 at 12:04 PM UTC
Polvere di immenso
Ridotto a me stesso? Morto l'interlocutore? O morto io, l'altro su di me padrone del campo, l'altro, universo, parificatore... o no, niente di questo: il silenzio raggiante dell'amore pieno, della piena incarnazione anticipato da un lampo? - penso se è pensare questo e non opera di sonno nella pausa solare del tumulto di adesso.
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Ridotto a me stesso?
Il sonno, il nero fiume - v'immerge la sua tempra per il fuoco dell'aurora che lo avvamperà, lo spera, l'indomani - Sono oscuri il turchese ed il carminio nei vasi e nelle ciotole, li prende la notte nel suo grembo, li accomuna a tutta la materia. Saranno - il pensiero lo tortura un attimo, lo allarma - pronti alla chiamata quando ai vetri si presenta in avanscoperta l'alba e, dopo, quando irrompe e sfolgora sotto la navata il pieno giorno - hanno incerta come lui la sorte i colori o il risveglio per loro non è in forse, la luce non li inganna, non li tradisce? E stanno nella materia o sono nell'anima i colori? - divaga o entra nel vivo la sua mente nella pausa della notte che comincia - smarrisce e ritrova i filamenti dell'arte, della giornata... Esce insieme ai lapislazzuli l'oro dal suo forziere, sì, ma incerto il miracolo ritarda, la sua trasmutazione in luce, in radiosità gli sarà data piena? Avrà lui grazia sufficiente a quella spiritualissima alchimia? Si addorme, s'inabissa, è sciocco, lo sente, quel pensiero, è perfida quell'ansia. Chi è lui? Tutto gioca con tutto nella universale danza.
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Infrapensieri la notte
"Credi che il tuo sia vero amore? Esamina a fondo il tuo passato" insiste lui saettando ben addentro la sua occhiata di presbite tra beffarda e strana. E aspetta. Mentre io guardo lontano ed altro non mi viene in mente che il mare fermo sotto il volo dei gabbiani sfrangiato appena tra gli scogli dell'isola, dove una terra nuda si fa ombra con le sue gobbe o un'altra preparata a semina si fa ombra con le sue zolle e con pochi fili. "Certo, posso aver molto peccato" rispondo infine aggrappandomi a qualcosa, sia pure alle mie colpe, in quella luce di brughiera. "Piangere, piangere dovresti sul tuo amore male inteso" riprende la sua voce con un fischio di raffica sopra quella landa passando alta. L'ascolto e neppure mi domando perché sia lui e non io di là da questo banco occupato a giudicare i mali del mondo. "Può darsi" replico io mentre già penso ad altro, mentre la via s'accende scaglia a scaglia e qui nel bar il giorno ancora pieno sfolgora in due pupille di giovinetta che si sfila il grembio per le ore di libertà e l'uomo che le ha dato il cambio indossa la gabbana bianca e viene verso di noi con due bicchieri colmi, freschi, da porre uno di qua uno di là sopra il nostro tavolo.
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Il Giudice
Nell'orto, a ***** - o blocchi di turchese, alpi Apuane! o lunghi intagli azzurri nel celestino, all'orlo del paese! un odorato e lucido verziere pieno di frulli, pieno di sussurri, pieno dè flauti delle capinere. Nell'aie acuta la magnolia odora, lustra l'arancio popolato d'oro - io, quando al Belvedere era l'aurora, venivo al piede d'uno snello alloro. Sorgeva presso il vecchio muro, presso il vecchio busto d'un imperatore, col tronco svelto come di cipresso. Slanciato avanti, sopra il muro, al sole dava la chioma. Intorno era un odore, sottil, di vecchio, e forse di viole. Io sognava: una corsa luna il puro Frigido, l'oro di capelli sparsi, una fanciulla... Ancora al vecchio muro, tremava il lauro che parea slanciarsi. Un'alba - si sentìa di due fringuelli chiaro il francesco mio: la capinera già desta squittinìa di tra i piselli - tu più non c'eri, o vergine fugace: netto il pedale era tagliato: v'era quel vecchio odore e quella vecchia pace; il lauro, no. Sarchiava li vicino Fiore, un ragazzo pieno di bontà. Gli domandai del lauro; e Fiore, chino sopra il sarchiello: Faceva ombra, sa! E m'accennavi un campo glauco, o Fiore, di cavolo cappuccio e cavolfiore.
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Il lauro
O vecchio bosco pieno d'albatrelli, che sai di funghi e spiri la malìa, cui tutto io già scampanellare udìa di cicale invisibili e d'uccelli: in te vivono i fauni ridarelli ch'hanno le sussurranti aure in balìa; vive la ninfa, e i passi lenti spia, bionda tra le interrotte ombre i capelli. Di ninfe albeggia in mezzo alla ramaglia or sì or no, che se il desìo le vinca, l'occhio alcuna ne attinge, e il sol le bacia. Dileguano; e pur viva è la boscaglia, viva sempre nè fior della pervinca e nelle grandi ciocche dell'acacia.
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Il Bosco
Aspettavo la ricomposizione dei miei sensi disgiunti, ma un Dio non sospettato ha disciolte le rime del mio amore... Credevo commutare questi pilastri d'ossa con sorgenti di finissimo cielo, e in cambio n'ebbi basi di pantano. Sono finito più che nel dolore... Ma non è questo il punto saturo di mia fede: il mio Dio sta immerso di là d'un palmo, e ** le dita monche per raggiungerlo in pieno!
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Lamento di un morto
Voglio essere una con il mare Trovare tranquillità nel sfumature di blu Mio cuore piange per la sua libertà Ma ancora rimasta nel il stesso posto Pieno di voglia, che sono incapace di Mostrare, anche se affogassi nelle onde
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Jan 10, 2020
Jan 10, 2020 at 6:55 PM UTC
il mare
under this grey suburban sky, it is not my habit to complain although lately you seem empty yet every day I dedicate myself to you and you do not look at me you frame of fire, scar of wind! maybe I'm too old and too resentful or it irritates me the fact that I have to keep looking at you looking for a meaning in my eyes just leave me or let me go as you wish as I know ....... sotto questo grigio cielo suburbano, non è mia abitudine lamentarmi ma ultimamente sembri vuoto eppure ogni giorno mi dedico a te e tu non mi guardi tu cornice di fuoco, cicatrice del vento! forse sono troppo vecchio e pieno di risentimento oppure mi irrita il fatto di dover continuare a guardarti cercando un significato nei miei occhi lasciami o lasciami andare come tu desideri come io so ............... bajo este cielo gris, no es mi costumbre quejarme. aunque últimamente pareces vacío sin embargo, todos los días yo me dedico a ti y tu no me miras marco de fuego, cicatriz de viento! tal vez you sea demasiado viejo y ya muy resentido o me irrita el hecho de que tengo que seguir mirándote buscando un significado en mis ojos solo déjame o déjame ir como tu desees como yo se .......... sous ce ciel gris de banlieue, je n'ai pas l'habitude de me plaindre mais récemment tu sembles vide bien que chaque jour je me dédie à vous et tu ne me regarde pas vous encadrez de feu, cicatrice du vent! peut-être que je suis trop vieux et trop rancunier ou que m'irrite le fait que je dois continuer à vous regarder a la recherche d'un sens dans mes yeux laisse-moi ou laisse-moi partir comme tu veux comme je sais
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Nov 11, 2018
Nov 11, 2018 at 5:39 PM UTC
of my desires
under this grey suburban sky, it is not my habit to complain although lately you seem empty yet every day I dedicate myself to you and you do not look at me you frame of fire, scar of wind! maybe I'm too old and too resentful or it irritates me the fact that I have to keep looking at you looking for a meaning in my eyes just leave me or let me go as you wish as I know ....... sotto questo grigio cielo suburbano, non è mia abitudine lamentarmi ma ultimamente sembri vuoto eppure ogni giorno mi dedico a te e tu non mi guardi tu cornice di fuoco, cicatrice del vento! forse sono troppo vecchio e pieno di risentimento oppure mi irrita il fatto di dover continuare a guardarti cercando un significato nei miei occhi lasciami o lasciami andare come tu desideri come io so ............... bajo este cielo gris, no es mi costumbre quejarme. aunque últimamente pareces vacío sin embargo, todos los días yo me dedico a ti y tu no me miras marco de fuego, cicatriz de viento! tal vez you sea demasiado viejo y ya muy resentido o me irrita el hecho de que tengo que seguir mirándote buscando un significado en mis ojos solo déjame o déjame ir como tu desees como yo se .......... sous ce ciel gris de banlieue, je n'ai pas l'habitude de me plaindre mais récemment tu sembles vide bien que chaque jour je me dédie à vous et tu ne me regarde pas vous encadrez de feu, cicatrice du vent! peut-être que je suis trop vieux et trop rancunier ou que m'irrite le fait que je dois continuer à vous regarder a la recherche d'un sens dans mes yeux laisse-moi ou laisse-moi partir comme tu veux comme je sais
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