"pene" poems
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Banana.
Orange.
Orange you glad I'm not a Banana?
Because everybody knows that the Banana is the ***** of the fruit world.
Spanish version:
Este poema es plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Plátano.
Naranja.
Naranja, ¿estás contento de no ser un plátano?
Porque todos saben que el Plátano es el pene del mundo de la fruta
Apr 5, 2018
Apr 5, 2018 at 1:29 PM UTC
¿Los intelectuales tienen el pene pequeño o el clítoris muy grande?
May 7, 2014
May 7, 2014 at 5:20 AM UTC
Después de que la noche al fin duerme
las incoherencias imprudente del día
tú, te acercas susurrando a mis oídos :
te deseo tanto!-
Sé que te mueres de ganas de poseerme
lo noto en tus ojos
en el pulso delicioso de tu cuello
en el roce de tus sudorosas manos maestras
cuando acarician mis caderas insolentes
de continuos estallidos.
Mía es tu carne amor, lo fue antes, lo es ahora
Soy la única que conoce tu cuerpo de memoria
la única que lo navega entera sin zozobrar nunca
la única que sabes que no dejarás que naufrague
en confusos oleajes
Adoro cuando me bebes entera
y entre mi falda juguetea tu aliento.
Tú me sacias con tu experiencia
eres mi delicioso bohemio atrevido
amante de mis pezones
que despiertan cuando suave los muerdes.
Ven amor, ya sabes que tu piel es mi locura
Ven que mi sangre hierve
al ver tu pene hinchado y apurado
ven cariño y clava tu lanza ardiente entre mis piernas
que ya están abiertos y humedos los capullos de mi flor.
No sabes como venero tu cuerpo navegante
gimiendo y gozando cuando te cabalgo.
Amor, es en tus ojos donde puedo ver
como te pierdes del mundo entero
como te pierdes acabado en mì.
Y te gozo lento
te hechizo
te blasfemo y te conjuro
antes de que mi boca comience el descenso.
Hoy tu marea está de fiesta
danzando apetitoso sobre mi lengua.
Que bello honor es recibir tus gotas
de diamante perla sobre mì.
AZUL STRAUSS MARKUART
TITULO :Gotas de Diamante Perla
Poema: Texto completo.]
Autora :Azul Strauss M
18 de Mayo del 2015
BUENOS AIRES.ARGENTINA
©Copyright –Derecho de Autor Reservado
_ Expediente nº EGXU-ZLQN-2W3E-96U2/1102180341429
Dirección Nacional de Derecho de Autor, República Argentina
Protegido por OMPI y el Tratado internacional de Suiza sobre derechos de autores
Jun 3, 2015
Jun 3, 2015 at 12:44 AM UTC
Say goodnight,
with tmazi-pan.
Cos I'm dosed up,
on val- I -am.
Need one thing,
to make me dream.
A real good,
benzo diaza-pene.
Can't find this.
Can't find that.
Don't know where,
my head is at?
Lost my cash.
Lost my keys.
Can someone ******
tell me please
Where I live.
And who I am.
Cos I'm messed up,
on val-I-am
(c) mandyrigby and P Skez 21/01/2014
May 1, 2014
May 1, 2014 at 10:35 AM UTC
Quale in notte solinga
sovra campagne inargentate ed acque,
là 've zefiro aleggia,
e mille vaghi aspetti
e ingannevoli obbietti
fingon l'ombre lontane
infra l'onde tranquille
e rami e siepi e collinette e ville;
giunta al confin del cielo,
dietro Appennino od Alpe, o del Tirreno
nell'infinito seno
scende la luna; e si scolora il mondo;
spariscon l'ombre, ed una
oscurità la valle e il monte imbruna;
orba la notte resta,
e cantando con mesta melodia,
l'estremo albor della fuggente luce,
che dinanzi gli fu duce,
saluta il carrettier dalla sua via;
tal si dilegua, e tale
lascia l'età mortale
la giovinezza. In fuga
van l'ombre e le sembianze
dei dilettosi inganni; e vengon meno
le lontane speranze,
ove s'appoggia la mortal natura.
Abbandonata, oscura
resta la vita. In lei porgendo il guardo,
cerca il confuso viatore invano
del cammin lungo che avanzar si sente
meta o ragione; e vede
ch'a sé l'umana sede,
esso a lei veramente è fatto estrano.
Troppo felice e lieta
nostra misera sorte
parve lassù, se il giovanile stato,
dove ogni ben di mille pene è frutto,
durasse tutto della vita il corso.
Troppo mite decreto
quel che sentenzia ogni animale a morte,
s'anco mezza la via
lor non si desse in pria
della terribil morte assai più dura.
D'intelletti immortali
degno trovato, estremo
di tutti i mali, ritrovar gli eterni
la vacchiezza, ove fosse
incolume il desio, la speme estinta,
secche le fonti del piacer, le pene
maggiori sempre, e non più dato il bene.
Voi, collinette e piagge,
caduto lo splendor che all'occidente
inargentava della notte il velo,
orfane ancor gran tempo
non resterete: che dall'altra parte
tosto vedrete il cielo
imbiancar novamente, e sorger l'alba:
alla qual poscia seguitando il sole,
e folgorando intorno
con le sue fiamme possenti,
di lucidi torrenti
inonderà con voi gli eterei campi.
Ma la vita mortal, poi che la bella
giovinezza sparì, non si colora
d'altra luce giammai, né d'altra aurora.
Vedova è insino al fine; ed alla notte
che l'altre etadi oscura,
segno poser gli Dei la sepoltura.
1.2k
I’m an African
Am a ture African
Am from the Land of the Red, Gold, Green
The land with its soil as fertile as the womb of the ****** Mary
I look at the World map and just the sight of the curves of Mama Africa arouses me......
see Is that piece not Hyde? Cos this shape de3 a no go lie,
It's set ablaze like the holy ghost fire
Hotter than the ghost pepper my mouth watery “aahh a Don tier"
Cos it' even tickles a shatta in the trousers and I feel it's movement against Newtons law of motion
Even Just the shape of the map of Africa already causing commotion
Hook
Africa 2×
We be one Africa aa
(Eeii ya one Africa)
Africa 2×
Ghana mother land
(Eeii ya my mother land )
Me mey3 Oman ba pa
Mey3 Oman Ghana dehye3 ankasa
The white man came to my land and with the sole purpose of preaching the gospel even when we had no chapel
Later maneuvered his way to barter trade our gold and valuable resources with hard liquor
And in a short while I mean a flicker, they captured my people and enslaved us into hard labour
And on 6 March 1957 a revolution lead by Dr. Kwame Nkrumah fought and led us to our independence
Chorus
I'm a free man free man
I said I'm a free man
(Eeii ya)
I'm a free man
I'm a free man
I'm a free man
(Eeii ya)
Freedom made me a free man even though I ain't the tritagonist of The Boondocks
I hear the reverb of Nkrumah's voice recurring out loud in my ears just like a jukebox
"(Sample)Ghana our beloved country is free forever.... (In Nkrumah's Voice)"
Meney3 anomaa, na 3mom membowa
Efiris3 afidea biara 3nheneme ( mom pene me3) (herrrrrrrrrr)
Na mey3 odefo) ahh me kuraa mens3m tumi
Oh yes I'm a free human being with an Independent will
A will that I will **** for, for real, because being a slave is just sick, I need a pill.
Repeat hook and chorus
Feb 16, 2018
Feb 16, 2018 at 6:30 AM UTC
Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l'unico che amassi
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m'escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta...
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l'amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio
** sognato di te come si sogna
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono
** sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole,
solamente parole e se tu ascolti
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene.
1k
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo à suoi studi intende?
O torna all'opre? O cosa nova imprende?
Quando dè mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.
O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
È diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! Assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.
1k
Più ** voglia di piangere e più gli uomini si divertono,
ma non importa, io li perdono, un po' perché essi non sanno,
un po' per amor Tuo e un po' perché hanno pagato il biglietto.
Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene,
rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola,
ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.
C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità,
noi dobbiamo soffrire per divertirla.
Manda, se puoi, qualcuno su questo mondo,
capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.
809
** nel cuore la mesta parola
d'un ***** ch'all'uscio mi viene.
Una lagrima sparsi, una sola,
per tante sue povere pene;
e pur quella pensai che vanisse
negl'ispidi riccioli ignota:
egli alzò le pupille sue fisse,
sentendosi molle la gota.
E io, quasi chiedendo perdono,
gli tersi la stilla smarrita,
con un bacio, e ponevo il mio dono
tra quelle sue povere dita.
Ed allora ne intesi nel cuore
la voce che ancora vi sta:
Non li voglio: non voglio, signore,
che scemi le vostra pietà.
E quand'egli già fuor del cancello
riprese il solingo sentiero,
io sentii, che, il suo grave fardello,
godeva a portarselo intiero:
e chiamava sua madre, che sorta
pareva da nebbie lontane,
a vederlo; poi ch'erano, morta
lei, morta! Ma lui senza pane.
774
Vedova, lavorò senza riposo
per la bambina sua, per quel suo bene
unico, da lo sguardo luminoso;
per essa sopportò tutte le pene,
per darle il pan si logorò la vita,
per darle il sangue si vuotò le vene. -
La bimba crebbe, come una fiorita
di rose a maggio, come una sultana,
da la materna idolatria blandita;
e così piacque a un uom quella sovrana
beltà, che al suo desio la volle avvinta,
e sposa e amante la portò lontana!...
... Batte or la pioggia dal rovaio spinta
ai vetri de la stanza solitaria
ove la madre sta, tacita, vinta:
schiude essa i labbri, quasi in cerca d'aria;
ma pensa: "La diletta ora è felice... ".
E, bianca al par di statua funeraria,
quella sparita forma benedice.
755
Udii tra il sonno le ciaramelle,
** udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.
Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata nè suoi tuguri
tutta la buona povera gente.
Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.
Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;
suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.
O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;
che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.
Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;
sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!
752
Quando lottavo duramente il giorno
per sradicare l'ora dal mio cuore
sola entità di tenebre, angosciosa
era questa fatica alle mie mani.
Ma non so quale leggerezza imbeve
logicamente adesso la natura
del mio corpo rinato; so che muovo
allucinato il passo alle mie pene,
sento che in me recede il rigoglioso
volume del mio sangue e che più dolce
mi è liberare sguardi di paura.
639
Rendimi i miei capelli,
non portarli con te nelle tue pene,
inebriami di baci, come statua
che abbia compiuto musiche maggiori.
O coscia del destino semiaperto,
lascia che ti ricami una chimera
sull'avambraccio
prima che la follia del tempo
divori le caviglie.
Sei nata donna
ma tu sei così oscura
come tranello in cui tema il piede
di orizzontarsi. Sei la mia dimora,
la dimora traslata dalle vigne
che fa tacere anche il pavimento.
446
She stayed at home.
probably sick.
without a ****
she left me all alone.
now i'm cold to the bone.
I've got to go to my classes,
I'm blind like I've got no glasses,
without her.
Spanish version:
Vacío sin ella.
Ella se quedó en casa. probablemente enfermo. sin un pene ella me dejó solo. ahora estoy frío hasta los huesos. Tengo que ir a mis clases, estoy ciego como si no tuviera gafas, sin ella.
Apr 9, 2018
Apr 9, 2018 at 9:59 AM UTC
Lasciami alle mie notti
ed ai miei benefici di peccato,
lasciami nell'errore
se decantarmi è compito di Dio!
So che mi assolverai delle mie pene:
ma ora lasciami umana
col cuore róso dalla mia paura.
Quando sarò bassorilievo al tempo
della Tua eternità, non avrò fronti
contro cui capovolgere la faccia.
360
This the doom patrol,
If you know, you know.
Might be your friend,
Might be your foe.
It all depends,
Whether or not we,
Busting down your door!
It seems some things,
Don’t always add up.
Not even bugs bunny,
Knows what’s up doc.
Fiends distributing zyglon b,
In the hood through lean cups,
Think I’ve seen enough.
Every day another drive by,
Don’t be a wise guy,
Or you’ll end up a dead guy.
Just another food for fodder,
Capitalism at this point should be called,
Sergeant Slaughter.
Quick better hashtag that ****
Thoughts and prayers without actions.
Can’t stop the madness.
Literally doing the white cops job for them,
Oh **** he went there,
I had to, because it’s still a ******* problem.
Life may not be fair,
But I refuse to be seen as a goblin.
That needs to be slain in order,
To maintain privilege and superiority.
But I refuse to be ashamed of being a minority.
Orderly, orderly we got a run away.
Better andale, andale,
I’m may not be a Mexican,
But I am treated like a chupacabra, ese.
I just don’t comprehende,
El gobeirno es muy demente.
Bunch of el pollo locos,
Puede chupar mi pene.
I’m a human ******* being,
That demands to be respected accordingly.
Before I shove my boot through you anally.
This the doom patrol,
If you know, you know.
Might be your friend,
Might be your foe.
It all depends,
Whether or not we,
Busting down your door!
Boy you mad bruh?
Of my gift of gab son?
Go buy yourself a ******
Cause you be cramping,
My ******* style.
That is so versatile,
I’m like a ******* lyrical crocodile,
Just chomping at the bit,
Yawl ******* make sick,
If we cannot coexist,
Guess I got no choice,
But to bust out my extended clip,
As you already perceive me as violent,
Trying to keep me all quiet,
But my glock is the only thing,
That’ll ever be on silent!
For I’m ******* tired,
It’s about time we rewire,
This ******* system,
Where a division,
Based on racist traditions,
Either kills what they determine as problems,
Or just lock us up in prisons.
I said it once but imma say it again,
**** the system!
That looks at resistance as terrorism.
If only they’d listen,
To the wisdom,
Instead of tear gassing demonstrations.
Trying to ***** out the light,
To Doctor Kings dreams and visions.
But we won’t let that happen.
As long as we have the breath to keep fighting!
This the doom patrol,
If you know, you know.
Might be your friend,
Might be your foe.
It all depends,
Whether or not we,
Busting down your door!
Apr 17, 2021
Apr 17, 2021 at 1:09 PM UTC