"pelle" poems
Pearly white keys,
Hammers,
And strings.
All laced together in a mahogany symphony.
A piano.
Melodies dance through the air,
Spinning circles round my head,
Making me dizzy with joy.
A tiger dances across the keys and into my ears,
Putting memories of a zoo in my head.
Remembering walking down the tiger habitat.
Hand in hand with my father,
Tugging at his shirt.
He wore green that day.
Images of a butterfly landing on my finger prance through the space between me and her and land on the tip of my nose.
It is pure happiness.
They say a butterfly will land only on someone pure with bliss,
It lands on me as I look over at her.
Her fingers gliding so effortlessly across the smooth ivory,
This song is music to my ears.
Her hair falling so effortlessly on her shoulders.
She looks at me and smiles,
Her eyes crinkle at the corners as music flows from her fingertips.
She is her own symphony.
Her laugh the drums,
Her voice the flute,
And her singing a chorus of violins.
She is a symphony to make Beethoven blush.
I gape in awe at her beauty,
At the beauty of the music,
The music filling the space between us.
She looks happy.
Her hands dancing over the piano, A smile lights up her face.
Highlighting her grin
And her chocolate brown eyes.
The dark brown curls flowing down from the top of her head.
Our arms touch.
I can feel her symphony in my bones,
One of sadness.
One of hope.
I feel her happiness resonate through my arms and send chills down my spine.
The sound of her fingers running across the piano keys are drowned out by the pounding of my heart.
Bump bump.
Bump bump.
I can feel it in my throat,
And I lean in.
The music stops.
Our lips touch.
I can feel her beauty resonate through my body.
Pearly white ivory teeth,
Perfectly parted lips,
And breath.
Laced together in un pelle symphonie.
May 2, 2018
May 2, 2018 at 11:47 PM UTC
Burly bleak plumes roll out aloft corn
Where the dragon fell post spin and ditch
A wretched hulk of ruin splintered and worn
Amongst endless blanch green fields which
Arc with a gust and apart where he treads,
Dragging his silk cape afar from flame
Clueless and concussed to a near house he heads
With a tattered scarf that constricts yet ***** about his mane
Black fists of cloud had boomed around him as they soared
His beast spat metal fire whilst the pale sky turned dull
The zipping ballet of warfare smiled throughout as motors roared
Gnashing its teeth and making forgotten martyrs of them all
Shuddering not from demise rather conflict as a whole
He is as content with death as he is to survive
Just not burn the world and condemn his soul
A horror; men of rule seem keen to keep alive
An agrarian self-dines rancorous and crocked
Half sat, improperly perched from where he was shot
Monsters had come for him once before this day
They took his spouse and his daughter and then took them away
He can hear but does not hark to the battle aloft
It is now like the rain and the trees in a gust
But to the boom and the shake he stands with a cough
And as he cites the invader he sees he must do what he must
The grower limps out with a Chassepot in his arms
As the airman’s hands reach up and he falls to his knees
With beads on his brow the man pleads with met palms
The crofter sees naught but a Prussian blue monster disease
The pilot knows his death, ‘Ich bin nicht sicher, wo ich will gehen?”
The old Frenchman just sniggers as he thinks never again
With the rifle’s slug now spent and the horror sent back to his hell
The farmer mumbles to himself, ‘je dois me chercher une pelle,”
Sep 13, 2014
Sep 13, 2014 at 9:54 PM UTC
La prima volta che vi ** visto,
Vi ** amato con ogni cellula del mio essere.
Questo sentimento mi ha diviso il cuore
E ** avuto bisogno di proteggervi!
Quando ** tenuto la mano
Il calore della vostra pelle
Mi ha dato un sorriso
Brillava come le stelle!
Dal momento in cui avete l'aperto gli occhi
Avete vissuto nel mio cuore
Poi quando ** sentito il pianto
Volevo prendere il vostro dolore!
Finché Dio non ci separi.
Mx
Mar 10, 2017
Mar 10, 2017 at 8:36 AM UTC
Ek het iewers langs die pad
My onskuld verloor
, maar ek **** dis op ń special
By die bottelstoor.
Dis nou jammer ek is platsak
Sonder geld, sonder naam
Onthou my soos ek was
In ma se fotoraam.
Wie sou my kon waarsku dat
Beloftes en my maagdlikheid
So maklik soos vetkruit breek.
Of dat al daai candy cigarettes
My kon leer om ñ Marlboro
Aan te steek.
Vroeg ryp vroeg vrot,
Op dominee se eer
Verloor al jou onskuld en
En probeer maar weer
Om iewers ń Heer te kry
Wat nog omgee vir my.
Terwyl jy sukkel om jou daily bread
Op die tafel te kry.
My pelle gaan dood , word ryk
Besoek die tjoekie
Word groot ,word fake
En kry STD's en kinders
En ander goed wat hul nie soek nie.
Nou loop ek ń pad van plooie
En grys hare en taxes
Waar Yolo jou nie verder bring
Van die kussies nie...
Face it.
Ons was almal jonk
, was al almal dronk
En ń wyse man weet...
Grootword is nie vir sussies nie.
Jul 13, 2014
Jul 13, 2014 at 12:05 PM UTC
sono le 01 e 22 e io ** nel corpo e nella testa queste vibrazioni calde e pallide che mi stringono il cuore. sono irragiungibili.
** attaccato alle mie ciglia i pensieri tristi, sono perline trasparenti & i miei capelli non sono ancora abbastanza lunghi per strangolare qualcuno. se potessi scegliere di avvelenare qualsiasi superficie che toccherai, io lo farei.
i miei pensieri sono linee biforcute che corrono qui e lì, si diradano come i rami secchi contro il cielo freddo dell'inverno.
immagino me & te amore mio a danzare su un battello, sotto le stelle, qualche vita fa, in cui eravamo belli e sorridenti.
penso ai sassi lanciati nell'acqua, ai cerchi nel grano, alle macchie sul muro. penso alla mia vita da fantasma, quando vivevo a malapena, penso a chi mi ha uccisa in quei mesi e credo che l'inferno esista solo per chi ha conosciuto il paradiao e lo abbia disprezzato.
penso alle ore di sonno perse, alla pelle nuda, al mascara colato, alle tracce di rossetto sui bicchieri, ai muri della stanza che mi conoscevano più di quanto mi abbia mai conosciuta tu.
credo che il mio sia un caso inverso, ** conosciuto l'inferno e ora sto guadagnando il paradiso che ** sempre meritato.
Feb 20, 2015
Feb 20, 2015 at 7:35 PM UTC
Je beaucoup cherchais
Poussant les immeubles j’ai pensé de savoir
Creusant les endroits qui me griffées
Tirant les rideaux
Mes crayons, mes bras, et ma pelle ont m’a dit,
« Ceci, C’est tout. Donc regarde le soleil même si ça fait mal,
Et sans même devoir lui parlé, tu sais ce dont
tu ne sois jamais l’une qui goûte l’or, parce que
c’est partout »
Mais après avoir eu mes doutes
Comme quand la lune n’était pas la chose terrible
Dans le ciel qui marque la condescendance dans la terreur
Mais elle s’est levée avec du calme
Et notamment quand la fugue de ma pelle m’a fait découvert la lumière jeune
Par accident, j’ai frappé une énigme consacré
C’était quand je suis parti ma grotte
Le monde a l'envers
Et trop lumineux
Et trop tangible
Et plus vaste et réelle que je n'avais jamais connu
Je mets mes lunettes
Et avec l'aide
Moi- un univers d'atomes- je suis devenue un atome dans l'univers
Sep 19, 2013
Sep 19, 2013 at 7:15 PM UTC
I
ciò che faccio la domenica pomeriggio è ascoltare tutte le canzoni che mi hanno dedicato in passato e non provare proprio nulla
in ogni caso i Pixies non mi sono mai piaciuti
II
da grande voglio fare la misteriosa bionda che scompare in circostanze ignote dando così la possibilità agli altri personaggi di interrogarsi a riguardo per un totale di 126 puntate,
alcuni si erano innamorati di me, altri mi hanno odiata, altri mi sognavano la notte ma nessuno nessuno mi ha conosciuta mai.
non sono morta come credono loro, bevo drink al cocco su una lontana spiaggia tropicale, con gli occhiali da sole e il foulard in testa.
oppure sono morta e mi sto decomponendo in fondo ad uno stagno, la mia pelle è blu e a brandelli e le ranocchie gracidano e partoriscono girini tra quello che resta dei miei capelli ma non importa perché tanto voi in vita mi avete odiato amato sognato e questo serve a rendermi immortale.
Jul 5, 2015
Jul 5, 2015 at 9:39 AM UTC
Ouf,
L’étoile
S'est envolée
Sans un souffle
La voile
A tournée
Le décor
Du Ciel
Inondé de lune
Invite nos corps
À l’essentiel,
La douceur est à la une.
Je me rappelle
Des nuits
Solitaires
Défilant à la pelle
Suggérant l'ennui,
Débonnaire.
L’instant devient pur
Le silence ronronne
De joies éphémères,
Vive le futur
Que l’Amour fanfaronne
Été comme hiver.
Apr 26, 2015
Apr 26, 2015 at 11:01 AM UTC
Amo sorridere,
Voglio volare,
Spingere, spingere fuori,
Andare, andare, andare
Fissarti il colore degli occhi e basta oppure guardare e fantasticare
Vorrei vibrare, vibrare
Come foglie al vento
Come un albero secolare
Movimenti in ogni direzione
Sento il mio cuore che segue il tamburo che segue il rumore che sento rombare
Esplorare il verde, il verde
Chiusi gli occhi al vento e al sole
Pelle morta che si libera nell'aria
Voglio odore, odore, odore
Sentirti un profumo inebriante come un esplosione che saturi tutto tra naso e sapore
Voglio andare piano o veloce
Costruirmi, costruire, costruire
Le braccia tese all'infuori,
e stringersi a sé stessi
Voglio abbracciare con il petto e con le mani ed incendiare e bruciare le vene e il cuore
Voglio creare,
fare cazzate,
Gioire, soffrire, amare,
Capire, vivere, baciare,
Voglio annegare e gustare le mucose e la bocca ed il silenzio e l'immenso
e come un cotone galleggiare
Mar 3, 2024
Mar 3, 2024 at 1:29 PM UTC
La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercé di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l'anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.
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Je suis orpailleur
Je vis d'or et d'eau bien fraîche
En attendant Godot.
Je plonge dans les entrailles de ma muse
Armé de piolet, pelle et battée.
Je sonde à belles dents le fil des eaux
Je me prélasse dans le lit de la rivière
Et jette dans la battée sable, eaux et graviers
A la recherche inlassable
Des paillettes couleur de colza et de tournesol
Sélectionnées et assaisonnées par ma Muse
Jusqu'à ce qu'elles se précipitent et fondent.
Je me nourris d'elles et elles de moi
Elles me mâchent et me mastiquent
Pour faire jaillir en moi des geysers d'huile philosophale
En attendant les lingots de Godot.
Et dans chaque mot que je dédie à ma muse
J'engloutis ses carats nature
Sans colorant artificiel
Sans huile de palme
Sans conservateur
Car je conserve en moi les pépites
À l'abri de la lumière jalouse de God-haut.
Aug 21, 2019
Aug 21, 2019 at 2:54 AM UTC
'A vita è bella, sì, è stato un dono,
un dono che ti ha fatto la natura.
Ma quanno po' sta vita è 'na sciagura,
vuie mm' 'o chiammate dono chisto ccà ?
E nun parlo pè me ca, stuorto o muorto,
riesco a mm'abbuscà 'na mille lire.
Tengo 'a salute e, non faccio per dire,
songo uno 'e chille ca se fire 'e fà.
Ma quante n'aggio visto 'e disgraziate :
cecate, ciunche, scieme, sordomute.
Gente ca nun ha visto e maie avuto
'nu poco 'e bbene 'a chesta umanità.
Guerre, miseria, famma, malatie,
crestiane addeventate pelle e ossa,
e tanta gioventù c' 'o culo 'a fossa.
Chisto nun è 'nu dono, è 'nfamità..
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Tu che dall’ombra compari,
E docile e dolce tu pari,
Nel sole cocente la tua pelle schiarisce
E dalla tua faccia la tristezza svanisce.
Ti ** guardata dritta negli occhi,
E tu la mia pelle mi tocchi.
Ti ** guardata nel viso un sorriso
Che la dolce faccia tua ha riso.
Mi ricordo di averti amata subito
E che allorché scelta non dubito,
E di fatto mi hai regalato la felicità
E al cuore mio la verità.
Adesso ti dirò che sei speciale,
Speciale ma non tanto quanto il reale.
Perché più di questo tu sei e sarai
E per sempre il mio cuore battere farai.
Nov 10, 2018
Nov 10, 2018 at 2:16 PM UTC
Sonnet.
Ma jeunesse ne fut qu'un ténébreux orage,
Traversé çà et là par de brillants soleils ;
Le tonnerre et la pluie ont fait un tel ravage,
Qu'il reste en mon jardin bien peu de fruits vermeils.
Voilà que j'ai touché l'automne des idées,
Et qu'il faut employer la pelle et les râteaux
Pour rassembler à neuf les terres inondées,
Où l'eau creuse des trous grands comme des tombeaux.
Et qui sait si les fleurs nouvelles que je rêve
Trouveront dans ce sol lavé comme une grève
Le mystique aliment qui ferait leur vigueur ?
- Ô douleur ! ô douleur ! Le Temps mange la vie,
Et l'obscur Ennemi qui nous ronge le coeur
Du sang que nous perdons croît et se fortifie !
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under this grey suburban sky
thunders rolling as rocks and drums
then silence in concrete transit spaces
although wild beats inside our veins
hunting scenes and escapes in vain
taste of honey and salt on your teeth
prey predators and carnival masks
smiles dreams feasts fire tears
running water
silence and lightning
remote storms
gentle breeze
essences and perfumes
tobacco leather cinnamon and ashes
smells of life
and skin
it's time to go home
home where we will recall
every flavor
every hug
every drop of dew
every smile and every single tear
their true meaning
and we will ask ourselves
why?
why have we ever parted from our heart?
................
sotto questo grigio cielo suburbano
tuoni che rotolano come pietre e tamburi
poi silenzio in spazi di transito di asfalto e cemento
anche se il selvatico batte nelle nostre vene
scene di caccia e fughe invano
sapore di miele e sale sui denti
prede predatori e maschere di carnevale
sorrisi sogni feste lacrime
acqua corrente
silenzio e fulmini
tempeste remote
e brezza leggera
essenze e profumi
tabacco cuoio cannella e cenere
odori di vita
e di pelle
è ora di tornare a casa
casa dove ricorderemo
ogni sapore
ogni abbraccio
ogni goccia di rugiada
ogni sorriso e ogni singola lacrima
il loro vero significato
e ci chiederemo
perché?
perché mai ci siamo separati dal nostro cuore?
Sep 4, 2018
Sep 4, 2018 at 3:31 AM UTC
Musa, ma jolie banane jaune
Toute mûre et parfumée,
Avant que je te pèle et que je te déguste
Je te regarde et sous le masque de ta peau
Je vois l'ombre de ton jardin secret.
Ce n'est ni un potager ni un verger secret
Ni un champ de vigne ni une oliveraie ou une mangueraie
Ton jardin secret est une plantation
De cannes éternellement précoces.
Tu défriches, tu plantes, tu sarcles, tu boutures
De ta houe de ta pelle et de ta pioche
Tu creuses, tu nettoies, tu récoltes
Tu luttes contre les cyclones et la sécheresse
Et les ravageurs
Tu vois fleurir
Et tu aiguises ton sabre pour la récolte.
Quand les roseaux sucrés
Atteignent le ****** de leur fruité
Ta coupe millimétrique
Taille dans la chair des cannes
Un spécimen
Qu'une fois rincé à l'eau de ta source
Tu suces à pleine bouche
Tu broies sans merci
Malaxes, presses, purges.
Le vesou sourd de ton sein droit
De sa belle couleur vert canne
Cent pour cent bio avec un goût de mirabelle
Et de ton sein gauche le lait gicle en punch coco
Et la source se déverse dans un bénitier
Où je communie aux deux espèces
Irradié de ce jardin secret.
Aug 21, 2019
Aug 21, 2019 at 6:28 AM UTC
IV.
Un grand houx, de forme incivile,
Du haut de sa fauve beauté,
Regardait mon habit de ville ;
Il était fleuri, moi crotté ;
J'étais crotté jusqu'à l'échine.
Le houx ressemblait au chardon
Que fait brouter l'ânier de Chine
À son âne de céladon.
Un bon crapaud faisait la lippe
Près d'un champignon malfaisant.
La chaire était une tulipe
Qu'illuminait un ver luisant.
Au seuil priait cette grisette
À l'air doucement fanfaron,
Qu'à Paris on nomme Lisette,
Qu'aux champs on nomme Liseron.
Un grimpereau, cherchant à boire,
Vit un arum, parmi le thym,
Qui dans sa feuille, blanc ciboire,
Cachait la perle du matin ;
Son bec, dans cette vasque ronde,
Prit la goutte d'eau qui brilla ;
La plus belle feuille du monde
Ne peut donner que ce qu'elle a.
Les chenilles peuplaient les ombres ;
L'enfant de choeur Coquelicot
Regardait ces fileuses sombres
Faire dans un coin leur tricot.
Les joncs, que coudoyait sans morgue
La violette, humble prélat,
Attendaient, pour jouer de l'orgue,
Qu'un bouc ou qu'un moine bêlât.
Au fond s'ouvrait une chapelle
Qu'on évitait avec horreur ;
C'est là qu'habite avec sa pelle
Le noir scarabée enterreur.
Mon pas troubla l'église fée ;
Je m'aperçus qu'on m'écoutait.
L'églantine dit : C'est Orphée.
La ronce dit : C'est Colletet.
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