"mattina" poems
Le piccole cose
che amo di te
quel tuo sorriso
un po' lontano
il gesto lento della mano
con cui mi accarezzi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
sei un po' matto
e a letto svegliarsi
col tuo respiro vicino
e sul comodino
il giornale della sera
la tua caffettiera
che canta, in cucina
l'odore di pipa
che fumi la mattina
il tuo profumo
un po' balsé
il tuo buffo gilet
le piccole cose
che amo di te
Quel tuo sorriso
strano
il gesto continuo della mano
con cui mi tocchi i capelli
e ripeti: vorrei
averli anch'io così belli
e io dico: caro
me l'hai già detto
e a letto sveglia
sentendo il tuo respiro
un po' affannato
e sul comodino
il bicarbonato
la tua caffettiera
che sibila in cucina
l'odore di pipa
anche la mattina
il tuo profumo
un po' demodé
le piccole cose
che amo di te
Quel tuo sorriso beota
la mania idiota
di tirarmi i capelli
e dici: vorrei
averli anch'io così belli
e ti dico: cretino,
comprati un parrucchino!
E a letto stare sveglia
e sentirti russare
e sul comodino
un tuo calzino
e la tua caffettiera
che é esplosa
finalmente, in cucina!
La pipa che impesta
fin dalla mattina
il tuo profumo
di scimpanzé
quell'orrendo gilet
le piccole cose
che amo di te.
2k
Domenica! Il dì che a mattina
sorride e sospira al tramonto!...
Che ha quella teglia in cucina?
Che brontola brontola brontola...
È fuori un frastuono di giuoco,
per casa è un sentore di spigo...
Che ha quella pentola al fuoco?
Che sfrigola sfrigola sfrigola...
E già la massaia ritorna
da messa;
così come trovasi adorna,
s'appressa:
la brage qua copre, là desta,
passando, frr, come in un volo,
spargendo un odore di festa,
di nuovo, di tela e giaggiolo.
La macchina è in punto; l'agnello
nel lungo schidione è già pronto;
la teglia è sul chiuso fornello,
che brontola brontola brontola...
Ed ecco la macchina parte
da sé, col suo trepido intrigo:
la pentola nera è da parte,
che sfrigola sfrigola sfrigola...
Ed ecco che scende, che sale,
che frulla,
che va con un dondolo eguale
di culla.
La legna scoppietta; ed un fioco
fragore all'orecchio risuona
di qualche invitato, che un poco
s'è fermo su l'uscio, e ragiona.
È l'ora, in cucina, che troppi
due sono, ed un solo non basta:
si cuoce, tra murmuri e scoppi,
la bionda matassa di pasta.
Qua, nella cucina, lo svolo
di piccole grida d'impero;
là, in sala, il ronzare, ormai solo,
d'un ospite molto ciarliero.
Avanti i suoi ciocchi, senz'ira
né pena,
la docile macchina gira
serena,
qual docile servo, una volta
ch'ha inteso, né altro bisogna:
lavora nel mentre che ascolta,
lavora nel mentre che sogna.
Va sempre, s'affretta, ch'è l'ora,
con una vertigine molle:
con qualche suo fremito incuora
la pentola grande che bolle.
È l'ora: s'affretta, né tace,
ché sgrida, rimprovera, accusa,
col suo ticchettìo pertinace,
la teglia che brontola chiusa.
Campana lontana si sente
sonare.
Un'altra con onde più lente,
più chiare,
risponde. Ed il piccolo schiavo
già stanco, girando bel bello,
già mormora, in tavola! In tavola!,
e dondola il suo campanello.
1.1k
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi,
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
907
Il dolore estremo
la sofferenza che non esiste
ma solo chi soffre
se la autocrea
per sentire se stesso
tramite il dolore tornare a sè
rispettare se stesso
tornare al qui ed ora
l'attimo che fugge è l'unica
chiave
il respiro è la porta
il cammino è la via
il motore immutabile
momento eterno
colori infinitamente diversi
tempo illusorio
presente cosciente
sveglio. Risvegliato
ogni mattina Rinato
Rinasco
Rinasciamo
cresciamo
il tutto siamo noi
ma anche no
Dove voli Airone bianco?
Sulla neve cos' c'è un altro colore
sei tu.
Aug 6, 2014
Aug 6, 2014 at 4:47 AM UTC
Le dicevano: - Bambina!
Che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
I tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
È già grande la bambina:
la casa regge, e lavora:
fa il bucato e la cucina,
fa tutto al modo d'allora.
Pensa a tutto, ma non pensa
a sparecchiare la mensa.
Lascia che vengano i morti,
i buoni, i poveri morti.
Oh! la notte nera nera,
di vento, d'acqua, di neve,
lascia ch'entrino da sera,
col loro anelito lieve;
che alla mensa torno torno
riposino fino a giorno,
cercando fatti lontani
col capo tra le due mani.
Dalla sera alla mattina,
cercando cose lontane,
stanno fissi, a fronte china,
su qualche bricia di pane,
e volendo ricordare,
bevono lagrime amare.
Oh! non ricordano i morti,
i cari, i cari suoi morti!
- Pane, sì... pane si chiama,
che noi spezzammo concordi:
ricordate?... È tela, a dama:
ce n'era tanta: ricordi?...
Queste?... Queste sono due,
come le vostre e le tue,
due nostre lagrime amare
cadute nel ricordare! -.
912
Ieri era il tuo compleanno
Purtroppo è stata una giornata impegnativa
Tuttavia, sono andato nel giardino
Del mio cuore questa splendida mattina
Dove ** colto una rosa invisibile che poteva portare:
Felicità, gioia, buon umore e un inizio di primavera.
Mi sono rasato barba e baffi per rallegrare la tua giornata
Con tutto il cuore, ti auguro un felice compleanno
Oh! Vorrei incantarti fino al tramonto
Quando l'arcobaleno non c'è più in autunno
Verso un altro orizzonte, per un'altra stagione
Per favore, accetta questa rosa, questa poesia, questa canzone.
P.S. Questa poesia è dedicata al mia cara amica.
Copyright © Agosto 2025 Hébert Logerie, Tutti i diritti riservati.
Hébert Logerie è autore di diverse raccolte di poesie.
Aug 11, 2025
Aug 11, 2025 at 12:26 AM UTC
COME VIENE...VIENE!
(WHAT COMES...COMES!)
The sun is
preaching her sermon
to the town
of Praiano
that clings to the cliffs
in wonder.
Here in her hand
of light & water
she tells the parables
of pebbles.
One wave waves to another
as she walks upon the water.
Bells undress Time
disrobe her of her hours.
Lemons grow
big-bellied on branches
pregnant
with yellow.
The juice
of the Future
praying in a church
of trees.
Here, a congregation
of butterflies & bees.
Grapes dream of being
turned into wine.
Figs ripen
with pleasure.
The gods of pagan times
survive
disguised as statues.
I only believing
in the religion of
a woman's
laughter.
And even now
as darkness
grows
upon the rose
it's as if
the sunlight never leaves
only changes
colour
and the sunlight darkens
only to blossom
into the next morning
in love with Time.
****
CHE COSA SI FA
Il sole
sta predicando
alla citta
di Praiano
che miracolosamente
si aggrappa alle scogliere.
Qui nella sua mano
di luce ed acqua
racconta le parabole
di ciottoli.
Un' onda fluttua verso un'altra
come cammina sull'acqua.
Le campane spogliano il Tempo
la svestono delle sue ore.
I limoni crescono
rigonfi sui rami
gravidi di giallo.
Il succo
del Futuro
che prega in una chiesa
di alberi.
Qui una congrgazione
di farfalle ed api.
L'uva sogna di essere
trasformata in vino.
I fiche maturano
con piacere.
Le divinita dell'epoca pagana
sopravivono
transvestite in statue.
Io credo solo
nell religione
di una risata di una donna.
E anche ora
come il buio
aumenta
sopra la rosa
e come se
la luce del sole non andasse mai via
ma cambia
solo colore
e la luce del sole si oscura
per fiorire
la mattina dopo
innamorata del Tempo.
Mar 28, 2015
Mar 28, 2015 at 7:22 AM UTC
Precipio
Beneath the cherubs of Basilica di
Santa Maria Maggiore, St. Frances of
Assisi inculcates the embroidered
*Il tuo sorriso è l’alba che ** perso questa mattina*
word of God, threaded into centuries
of artwork extinction, rehabilitated
into the minds of a museum, where
we cannot touch, only to distinguish,
what is ours, what is there’s, why
we must perderò understand the
implications of sunrises bringing
another day of God to teach.
Our loss of Nativity is
freestanding figures
brought on by time.
...
I was invited to read poems as a response to Ann Hamilton's exhibit at the Spencer Museum of Art. Read more about this event here: (This poem is actually shaped like a face, but I can't get the lines to stay, but you can see the actual shape at the link)
http://shannonathompson.com/2013/04/19/reading-event-ann-hamilton-at-the-spencer-museum-of-art/
Oct 29, 2014
Oct 29, 2014 at 7:11 PM UTC
early morning
steeped
like a diamond
you shine
that trickle of water
close to you
as thy dew
at rest
I long to be
...
mattina presto
intrisa
come un diamante
brilli
quel rivolo d'acqua
vicino a te
come tua rugiada
in quiete
vorrei essere
...
temprano en la mañana
empapada
como un diamante
tu brillas
ese chorrito de agua
cerca de ti
como tu rocío
en paz
quisiera ser
...
tôt le matin
trempé
comme un diamant
tu brille
ce filet d'eau
près de vous
comme ta rosée
au repos
je voudrais être
Oct 9, 2018
Oct 9, 2018 at 9:09 AM UTC
early morning
steeped
like a diamond
you shine
that trickle of water
close to you
as thy dew
at rest
I long to be
...
mattina presto
intrisa
come un diamante
brilli
quel rivolo d'acqua
vicino a te
come tua rugiada
in quiete
vorrei essere
...
temprano en la mañana
empapada
como un diamante
tu brillas
ese chorrito de agua
cerca de ti
como tu rocío
en paz
quisiera ser
...
tôt le matin
trempé
comme un diamant
tu brille
ce filet d'eau
près de vous
comme ta rosée
au repos
je voudrais être
Sep 16, 2018
Sep 16, 2018 at 5:39 AM UTC