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"fugge" poems
Felicità raggiunta, si cammina per te sul fil di lama. Agli occhi sei barlume che vacilla al piede, teso ghiaccio che s'incrina; e dunque non ti tocchi chi più t'ama. Se giungi sulle anime invase di tristezza e le schiari, il tuo mattino è dolce e turbatore come i nidi delle cimase. Ma nulla paga il pianto di un bambino a cui fugge il pallone tra le case.
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Felicità raggiunta
Nella striscia di sabbia lasciata da questi sedici anni mi guardo indietro, poi guardo davanti e non riconosco nemmeno le mie mani, sento una voce e all'improvviso vedo le mie labbra muoversi, ma quel suono inquieto non fa altro che fondersi insieme a tutto ciò che lo circonda, come preso da un onda che lo rapisce, lo stordisce, e poi lo abbandona davanti al proprio destino finche egli stesso non svanisce. Guardando lontano all'orizzonte si nota una luce, dolce, calda, che tanto timorosa fugge; sarà lei la risposta alle mie domande? non lo so ... ma la sento vicina a me, come nient'altro nella mia vita , anche se qualvolta così estranea e lontana. Forse un giorno la raggiungerò lì, in quel mondo che sembra incantato... ma devo affrontare l'inferno, prima del mondo fatato dove spero arriverò in tempo... perché il desiderio della vendetta ,lo trattengo a stento !
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Jul 23, 2014
Jul 23, 2014 at 10:52 AM UTC
sand of time
Il dolore estremo la sofferenza che non esiste ma solo chi soffre se la autocrea per sentire se stesso tramite il dolore tornare a sè rispettare se stesso tornare al qui ed ora l'attimo che fugge è l'unica chiave il respiro è la porta il cammino è la via il motore immutabile momento eterno colori infinitamente diversi tempo illusorio presente cosciente sveglio. Risvegliato ogni mattina Rinato Rinasco Rinasciamo cresciamo il tutto siamo noi ma anche no Dove voli Airone bianco? Sulla neve cos' c'è un altro colore sei tu.
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Aug 6, 2014
Aug 6, 2014 at 4:47 AM UTC
Memo
Si ferma, e già fischia, ed insieme, tra il ferreo strepito del treno, si sente una squilla che geme, là da un paesello sereno, paesello lungo la via: Ave Maria... Un poco, tra l'ansia crescente della nera vaporiera, l'addio della sera si sente seguire come una preghiera, seguire il treno che s'avvia: Ave Maria... E, come se voglia e non voglia, il treno nel partir vacilla: quel suono ci chiama alla soglia e alla lampada che brilla, nella casa, ch'è una badia: Ave Maria... Il padre a quel suono rincasa facendo un passo ad ogni tocco; e subito all'uscio di casa trova il visino del suo cocco, del più piccino che ci sia... Ave Maria... Si chiude, la casa; e s'appanna d'un tratto il vocerìo che c'è; si chiude, ristringe, accapanna, per parlare tra sé e sé; e saluta la compagnia... Ave Maria... O, tinta d'un lieve rossore, casina che sorridi al sole! Per noi c'è la notte con l'ore lunghe lunghe, con l'ore sole, con l'ore di malinconia... Ave Maria... Il treno già vola e ci porta sbuffando l'alito di fuoco; e ancora nell'aria più smorta ci giunge quell'addio più fioco, dal paese che fugge via: Ave Maria... E cessa. Ma uno che vuole velar gli occhi, pensar lontano, tra gemiti e strilli e parole, tra il frastuono or tremolo or piano, ode il suono che non s'oblia: Ave Maria... Con l'uomo che va nella notte, tra gli aspri urli, i lunghi racconti del treno che corre per grotte di monti, sopra lenti ponti, vien nell'ombrìa la voce pia: Ave Maria...
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In viaggio
Durante i giorni più freddi del potente inverno Pensa a una dolce primavera e sogna un'estate mite Durante le ore più dure della notte invernale Pensa ai fiori e sogna una piacevole luce del sole. Arriva la stagione, rimane un po' e poi fugge La vita attraversa un evento circolare come l'ape Come i raggi di luna che danzano attorno a Madre Terra Per incantarla, abbracciarla e baciarla a morte. Nel mezzo del profondo inverno, pensa a una primavera divina E sogna giornate estive luminose e afose Non sentirti mai disperato e pessimista per nulla. Giorni migliori e notti gloriose sono sempre in arrivo Rimani positivo e resiliente finché la tua testa è presente Pensa e sogna un sole più caldo. Copyright © gennaio 2025, Hébert Logerie, Tutti i diritti riservati Hébert Logerie è autore di diversi libri di poesie.
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Jan 15, 2025
Jan 15, 2025 at 1:20 AM UTC
Pensando A Una Primavera Divina
Al rio sottile, di tra vaghe brume, guarda il bove, coi grandi occhi: nel piano che fugge, a un mare sempre più lontano migrano l'acque d'un ceruleo fiume; ingigantisce agli occhi suoi, nel lume pulverulento, il salice e l'ontano; svaria su l'erbe un gregge a mano a mano, e par la mandra dell'antico nume: ampie ali aprono imagini grifagne nell'aria; vanno tacite chimere, simili a nubi, per il ciel profondo; Il sole immenso, dietro le montagne cala, altissime: crescono già, nere, l'ombre più grandi d'un più grande mondo.
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Il bove