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"dato" poems
Hinhin, But-an, Maria Clara kumbaga Mga batasan sa babaeng pilipina Pero ngano karong panahona Ang uban sa ila lahi nag tirada Cool, Tisoy, Dato mao ang ginapangita Sa mga babaeng hadlok mabutata. Mangutana ko asa ang gugma, Kung permi nalng ing-ani trip nila. Mga lalaki perti sad ang gara, Pag ang babae nay muduol kanila. 'Naa kay Car?' Perming pangutana Sa mga dalagang kani lang ang punterya. Unsaon ta man, karong panahona 'Naa koy Car.'mansad tubag aning mga lakiha. Haaay, parehas rjud silang mga tawhna Di nata magtell basig diay naay mabuong gugma. Lahi najud karong panahona, Pati mga prinsipyo kalimtan na. Pero unsaon ta man, daghan man nagapadala Sa mga butang na dili needed sa gugma.
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Jul 27, 2016
Jul 27, 2016 at 9:35 PM UTC
Naa Koy Car
Non ti preparerò col mio mostrarmiti ad una confidenza limitata, ma perché nel toccarmi la tua mano non abbia una memoria di presagi, giacerò all'informe fusa io stessa, sciolta dentro il buio, per quanto possa, elaborata e viva, ridivenire caos... Orfeo novello, amico dell'assenza, modulerai di nuovo dalla cetra la figura nascente di me stessa. Sarai alle soglie piano e divinante di un mistero assoluto di silenzio, ignorando i miei limiti di un tempo, godrai il possesso della sola essenza. Allora, concretandomi in un primo accenno di presenza, sarò un ramo fiorito di consenso, e poi, trovato un punto di contatto, ammetterò una timida coscienza di vita d'animale e mi dirò che non andrò più oltre, mentre già mi sviluppi, sapienza ineluttabile e sicura, in un gioco insperato di armonie, in una conclusione di fanciulla... Fanciulla: è questo il termine raggiunto? E per l'addietro non l'ho maturato e non l'ho poi distrutto delusa, offesa in ogni volontà? Che vuol dire fanciulla se non superamento di coscienza? Era questo di me che non volevo: condurmi, trascurando ogni mia forma, al vertice mortale della vita... Ma la presenza d'ogni mia sembianza quale urgenza incalzante di sviluppo, quale presto proporsi e più presto risolversi d'enigmi! E quando poi, dal mio aderire stesso, la forma scivolò in un altro tempo di più rare e più estranee conclusioni, quando del mio "sentirmi" voluttuoso rimase un'aderenza di dolore, allora, allora preferii la morte che ribadisse in me questo possesso. Ma ci si può avanzare nella vita mano che regge e fiaccola portata e ci si può liberamente dare alle dimenticanze più serene quando gli anelli multipli di noi si sciolgano e riprendano in accordo, quando la garanzia dell'immanenza ci fasci di un benessere assoluto. Così, nelle tue braccia ordinatrici io mi riverso, minima ed immensa; dato sereno, dato irrefrenabile, attività perenne di sviluppo.
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La presenza di Orfeo
Non ti preparerò col mio mostrarmiti ad una confidenza limitata, ma perché nel toccarmi la tua mano non abbia una memoria di presagi, giacerò all'informe fusa io stessa, sciolta dentro il buio, per quanto possa, elaborata e viva, ridivenire caos... Orfeo novello, amico dell'assenza, modulerai di nuovo dalla cetra la figura nascente di me stessa. Sarai alle soglie piano e divinante di un mistero assoluto di silenzio, ignorando i miei limiti di un tempo, godrai il possesso della sola essenza. Allora, concretandomi in un primo accenno di presenza, sarò un ramo fiorito di consenso, e poi, trovato un punto di contatto, ammetterò una timida coscienza di vita d'animale e mi dirò che non andrò più oltre, mentre già mi sviluppi, sapienza ineluttabile e sicura, in un gioco insperato di armonie, in una conclusione di fanciulla... Fanciulla: è questo il termine raggiunto? E per l'addietro non l'ho maturato e non l'ho poi distrutto delusa, offesa in ogni volontà? Che vuol dire fanciulla se non superamento di coscienza? Era questo di me che non volevo: condurmi, trascurando ogni mia forma, al vertice mortale della vita... Ma la presenza d'ogni mia sembianza quale urgenza incalzante di sviluppo, quale presto proporsi e più presto risolversi d'enigmi! E quando poi, dal mio aderire stesso, la forma scivolò in un altro tempo di più rare e più estranee conclusioni, quando del mio "sentirmi" voluttuoso rimase un'aderenza di dolore, allora, allora preferii la morte che ribadisse in me questo possesso. Ma ci si può avanzare nella vita mano che regge e fiaccola portata e ci si può liberamente dare alle dimenticanze più serene quando gli anelli multipli di noi si sciolgano e riprendano in accordo, quando la garanzia dell'immanenza ci fasci di un benessere assoluto. Così, nelle tue braccia ordinatrici io mi riverso, minima ed immensa; dato sereno, dato irrefrenabile, attività perenne di sviluppo.
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La prima volta che vi ** visto, Vi ** amato con ogni cellula del mio essere. Questo sentimento mi ha diviso il cuore E ** avuto bisogno di proteggervi! Quando ** tenuto la mano Il calore della vostra pelle Mi ha dato un sorriso Brillava come le stelle! Dal momento in cui avete l'aperto gli occhi Avete vissuto nel mio cuore Poi quando ** sentito il pianto Volevo prendere il vostro dolore! Finché Dio non ci separi.   Mx
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Mar 10, 2017
Mar 10, 2017 at 8:36 AM UTC
Un Messaggio Alle Mie Figlie!
<p><p> Avvio di settimana con un bellissimo matrimonio in Spagna suona come un'idea possente bene.non sei d'accordo ?Questa bellezza catturata da Jimena roquero Fotografia sicuramente iniziare la vostra settimana fuori sul più bello di piedini .E ' romantico e rustico e tutto intorno incantevole.e c'è ancora di più vi aspetta qui .<p>Condividi questa splendida galleria ColorsSeasonsSummerSettingsHomeStylesCasual EleganceRustic <p> Dal Jimena roquero Photography.Ruth \u0026Javi <p><a href="http://www.belloabito.com/goods.php?id=880" target="_blank"><img width="240" height="320" src="http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/2/4165335353535_397008.jpg"></a></p> sapeva che tipo di matrimonio che volevano avere .Erano sicuri che vogliono che i loro ospiti di godere di una serata memorabile e un partito che non dimenticheranno mai .Dal momento che entrambi sono tecnici professionisti super affollato .hanno assunto la sorprendente squadra di Bodas de Cuento per progettare e coordinare il loro matrimonio .Quando Wendy da Bodas de Cuento mostrò loro il luogo che hanno trovato per loro erano in lacrime .che era proprio quello che avevano sognato : Monte de Cutamilla .un rustico di famiglia circondata da montagne .dove si può facilmente trovare cavalli e mucche al pascoloselvaggiamente !<p> Hanno celebrato una bella cerimonia all'aperto e hanno risparmiato alcuni limonate fresche alla fine di esso .Hanno consegnato i fan e cappelli per gli ospiti per combattere l' impostazione tavolo heat.The e tutto l'arredamento è stato scelto con grande cura e gusto .e per l'ora di danza .hanno dato anche loro donne ospiti alcuni flip- flop per riposare i piedi daltacchi <b>abiti da sposa on line</b> alti !Ottima idea !Hanno anche dato loro un cd con una compilation di musica con le canzoni preferite della coppia <p> Fotografia : Jimena roquero Fotografia | videografo : . Amarcord | Event Design : Bodas De Cuento | Pianificazione : Bodas De <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1"><b>abiti da sposa on line</b></a> Cuento | Scarpe da sposa : Magrit Couture| Scarpe sposo : Andrea Chenier | Muta dello sposo : Dolce e Gabbana | Profumo : Verde Pimienta | Sposa Abito : Jose Manuel Peiro | Hair \u0026 Make- up Artist : Xiquena Peluqueros | Musica : Dosaune Audiovisuales | Wedding Venue : Monte De CutamillaJimena roquero Fotografia e Bodas de Cuento sono membri del nostro Little Black Book .Scopri come i <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49"><b>abiti da sposa corti</b></a> membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .JIMENA roquero FOTOGRAFIA vedi portfolio Bodas de Cuento The Wedding De ... vedi</p>
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Jun 15, 2014
Jun 15, 2014 at 9:52 PM UTC
Romantico .Wedding Rustico a Guadalajara .in Spagna_vestiti da sposa
<p><p> Avvio di settimana con un bellissimo matrimonio in Spagna suona come un'idea possente bene.non sei d'accordo ?Questa bellezza catturata da Jimena roquero Fotografia sicuramente iniziare la vostra settimana fuori sul più bello di piedini .E ' romantico e rustico e tutto intorno incantevole.e c'è ancora di più vi aspetta qui .<p>Condividi questa splendida galleria ColorsSeasonsSummerSettingsHomeStylesCasual EleganceRustic <p> Dal Jimena roquero Photography.Ruth \u0026Javi <p><a href="http://www.belloabito.com/goods.php?id=880" target="_blank"><img width="240" height="320" src="http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/2/4165335353535_397008.jpg"></a></p> sapeva che tipo di matrimonio che volevano avere .Erano sicuri che vogliono che i loro ospiti di godere di una serata memorabile e un partito che non dimenticheranno mai .Dal momento che entrambi sono tecnici professionisti super affollato .hanno assunto la sorprendente squadra di Bodas de Cuento per progettare e coordinare il loro matrimonio .Quando Wendy da Bodas de Cuento mostrò loro il luogo che hanno trovato per loro erano in lacrime .che era proprio quello che avevano sognato : Monte de Cutamilla .un rustico di famiglia circondata da montagne .dove si può facilmente trovare cavalli e mucche al pascoloselvaggiamente !<p> Hanno celebrato una bella cerimonia all'aperto e hanno risparmiato alcuni limonate fresche alla fine di esso .Hanno consegnato i fan e cappelli per gli ospiti per combattere l' impostazione tavolo heat.The e tutto l'arredamento è stato scelto con grande cura e gusto .e per l'ora di danza .hanno dato anche loro donne ospiti alcuni flip- flop per riposare i piedi daltacchi <b>abiti da sposa on line</b> alti !Ottima idea !Hanno anche dato loro un cd con una compilation di musica con le canzoni preferite della coppia <p> Fotografia : Jimena roquero Fotografia | videografo : . Amarcord | Event Design : Bodas De Cuento | Pianificazione : Bodas De <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1"><b>abiti da sposa on line</b></a> Cuento | Scarpe da sposa : Magrit Couture| Scarpe sposo : Andrea Chenier | Muta dello sposo : Dolce e Gabbana | Profumo : Verde Pimienta | Sposa Abito : Jose Manuel Peiro | Hair \u0026 Make- up Artist : Xiquena Peluqueros | Musica : Dosaune Audiovisuales | Wedding Venue : Monte De CutamillaJimena roquero Fotografia e Bodas de Cuento sono membri del nostro Little Black Book .Scopri come i <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49"><b>abiti da sposa corti</b></a> membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .JIMENA roquero FOTOGRAFIA vedi portfolio Bodas de Cuento The Wedding De ... vedi</p>
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Quale in notte solinga sovra campagne inargentate ed acque, là 've zefiro aleggia, e mille vaghi aspetti e ingannevoli obbietti fingon l'ombre lontane infra l'onde tranquille e rami e siepi e collinette e ville; giunta al confin del cielo, dietro Appennino od Alpe, o del Tirreno nell'infinito seno scende la luna; e si scolora il mondo; spariscon l'ombre, ed una oscurità la valle e il monte imbruna; orba la notte resta, e cantando con mesta melodia, l'estremo albor della fuggente luce, che dinanzi gli fu duce, saluta il carrettier dalla sua via; tal si dilegua, e tale lascia l'età mortale la giovinezza. In fuga van l'ombre e le sembianze dei dilettosi inganni; e vengon meno le lontane speranze, ove s'appoggia la mortal natura. Abbandonata, oscura resta la vita. In lei porgendo il guardo, cerca il confuso viatore invano del cammin lungo che avanzar si sente meta o ragione; e vede ch'a sé l'umana sede, esso a lei veramente è fatto estrano. Troppo felice e lieta nostra misera sorte parve lassù, se il giovanile stato, dove ogni ben di mille pene è frutto, durasse tutto della vita il corso. Troppo mite decreto quel che sentenzia ogni animale a morte, s'anco mezza la via lor non si desse in pria della terribil morte assai più dura. D'intelletti immortali degno trovato, estremo di tutti i mali, ritrovar gli eterni la vacchiezza, ove fosse incolume il desio, la speme estinta, secche le fonti del piacer, le pene maggiori sempre, e non più dato il bene. Voi, collinette e piagge, caduto lo splendor che all'occidente inargentava della notte il velo, orfane ancor gran tempo non resterete: che dall'altra parte tosto vedrete il cielo imbiancar novamente, e sorger l'alba: alla qual poscia seguitando il sole, e folgorando intorno con le sue fiamme possenti, di lucidi torrenti inonderà con voi gli eterei campi. Ma la vita mortal, poi che la bella giovinezza sparì, non si colora d'altra luce giammai, né d'altra aurora. Vedova è insino al fine; ed alla notte che l'altre etadi oscura, segno poser gli Dei la sepoltura.
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Il tramonto della luna
Quale in notte solinga sovra campagne inargentate ed acque, là 've zefiro aleggia, e mille vaghi aspetti e ingannevoli obbietti fingon l'ombre lontane infra l'onde tranquille e rami e siepi e collinette e ville; giunta al confin del cielo, dietro Appennino od Alpe, o del Tirreno nell'infinito seno scende la luna; e si scolora il mondo; spariscon l'ombre, ed una oscurità la valle e il monte imbruna; orba la notte resta, e cantando con mesta melodia, l'estremo albor della fuggente luce, che dinanzi gli fu duce, saluta il carrettier dalla sua via; tal si dilegua, e tale lascia l'età mortale la giovinezza. In fuga van l'ombre e le sembianze dei dilettosi inganni; e vengon meno le lontane speranze, ove s'appoggia la mortal natura. Abbandonata, oscura resta la vita. In lei porgendo il guardo, cerca il confuso viatore invano del cammin lungo che avanzar si sente meta o ragione; e vede ch'a sé l'umana sede, esso a lei veramente è fatto estrano. Troppo felice e lieta nostra misera sorte parve lassù, se il giovanile stato, dove ogni ben di mille pene è frutto, durasse tutto della vita il corso. Troppo mite decreto quel che sentenzia ogni animale a morte, s'anco mezza la via lor non si desse in pria della terribil morte assai più dura. D'intelletti immortali degno trovato, estremo di tutti i mali, ritrovar gli eterni la vacchiezza, ove fosse incolume il desio, la speme estinta, secche le fonti del piacer, le pene maggiori sempre, e non più dato il bene. Voi, collinette e piagge, caduto lo splendor che all'occidente inargentava della notte il velo, orfane ancor gran tempo non resterete: che dall'altra parte tosto vedrete il cielo imbiancar novamente, e sorger l'alba: alla qual poscia seguitando il sole, e folgorando intorno con le sue fiamme possenti, di lucidi torrenti inonderà con voi gli eterei campi. Ma la vita mortal, poi che la bella giovinezza sparì, non si colora d'altra luce giammai, né d'altra aurora. Vedova è insino al fine; ed alla notte che l'altre etadi oscura, segno poser gli Dei la sepoltura.
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Sei, Quegli occhi pieni di ricordi e speranza Quella dolcezza che non vuole apparire Quell'emozione che si fa sentire Quel calore misto a protezione Quel sorriso che mi è entrato nel cuore. Sei, Quel sapore che non ** mai assaggiato Quella poesia che non ** scritto Quella parola che non ** mai detto Quella mano che non ** afferrato Quel bacio che non ** mai dato.
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Feb 11, 2015
Feb 11, 2015 at 6:21 PM UTC
Sei
Vita che non osai chiedere e fu, mite, incredula d'essere sgorgata dal sasso impenetrabile del tempo, sorpresa, poi sicura della terra, tu vita ininterrotta nelle fibre vibranti, tese al vento della notte... Era, donde scendesse, un salto d'acque silenziose, frenetiche, affluenti da una febbrile trasparenza d'astri ove di giorno ero travolto in giorno, da me profondamente entro di me e l'angoscia d'esistere tra rocce perdevo e ritrovavo sempre intatta. Tempo di consentire sei venuto, giorno in cui mi maturo, ripetevo, e mormora la crescita del grano, ronza il miele futuro. Senza pausa una ventilazione oscura errava tra gli alberi, sfiorava nubi e lande; correva, ove tendesse, vento astrale, deserto tra le prime fredde foglie, portava una germinazione oscura negli alberi, turbava pietre e stelle. Con lo sgomento d'una porta che s'apra sotto un peso ignoto, entrava nel cuore una vertigine d'eventi, moveva il delirio e la pietà. Le immagini possibili di me, passi uditi nel sogno ed inseguiti, svanivano, con che tremenda forza ti fu dato di cogliere, dicevo, tra le vane la forma destinata! Quest'ora ti edifica e ti schianta. L'uno ancora implacato, l'altro urgeva - con insulto di linfa chiusa i giorni vorticosi nascevano da me, rapidi, colmi fino al segno, ansiosi, senza riparo n'ero trascinato. Fosti, quanto puoi chiedere, reale, la contesa col nulla era finita, spirava un tempo lucido e furente, senza fine perivi e rinascevi, ne sentivi la forza e la paura. Una disperazione antica usciva dagli alberi, passava sulle tempie. Vita, ne misuravi la pienezza,.
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Monologo
Vita che non osai chiedere e fu, mite, incredula d'essere sgorgata dal sasso impenetrabile del tempo, sorpresa, poi sicura della terra, tu vita ininterrotta nelle fibre vibranti, tese al vento della notte... Era, donde scendesse, un salto d'acque silenziose, frenetiche, affluenti da una febbrile trasparenza d'astri ove di giorno ero travolto in giorno, da me profondamente entro di me e l'angoscia d'esistere tra rocce perdevo e ritrovavo sempre intatta. Tempo di consentire sei venuto, giorno in cui mi maturo, ripetevo, e mormora la crescita del grano, ronza il miele futuro. Senza pausa una ventilazione oscura errava tra gli alberi, sfiorava nubi e lande; correva, ove tendesse, vento astrale, deserto tra le prime fredde foglie, portava una germinazione oscura negli alberi, turbava pietre e stelle. Con lo sgomento d'una porta che s'apra sotto un peso ignoto, entrava nel cuore una vertigine d'eventi, moveva il delirio e la pietà. Le immagini possibili di me, passi uditi nel sogno ed inseguiti, svanivano, con che tremenda forza ti fu dato di cogliere, dicevo, tra le vane la forma destinata! Quest'ora ti edifica e ti schianta. L'uno ancora implacato, l'altro urgeva - con insulto di linfa chiusa i giorni vorticosi nascevano da me, rapidi, colmi fino al segno, ansiosi, senza riparo n'ero trascinato. Fosti, quanto puoi chiedere, reale, la contesa col nulla era finita, spirava un tempo lucido e furente, senza fine perivi e rinascevi, ne sentivi la forza e la paura. Una disperazione antica usciva dagli alberi, passava sulle tempie. Vita, ne misuravi la pienezza,.
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Ti penso ogni giorno Senza di te la mia vita non ha senso Vieni qui e baciami Vieni qui e tienimi Non pensavo di poter provare un sentimento così profondo prima di incontrarti Siamo angeli con un’ala sola, solo restando abbracciati possiamo volare Senza di te la mia vita non ha senso Ti amerò finchè ** vita Sei la mia anima gemella Hai dato un senso alla mia vita Finalmente ci siamo incontrati Tu sei quello/a che stavo aspettando
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Jun 19, 2014
Jun 19, 2014 at 7:50 PM UTC
Amore
Cuando estoy en Madrid, las cucarachas de mi casa protestan porque leo por las     noches. La luz no las anima a salir de sus escondrijos, y pierden de ese modo la oportunidad de pasearse por     mi dormitorio, lugar hacia el que                               -por oscuras razones- se sienten irresistiblemente atraídas. Ahora hablan de presentar un escrito de queja al     presidente de la república, y yo me pregunto: ¿en qué país se creerán que viven?; estas cucarachas no leen los periódicos. Lo que a ellas les gusta es que yo me emborrache y baile tangos hasta la madrugada, para así practicar sin riesgo alguno su merodeo incesante y sin sentido, a ciegas por las anchas baldosas de mi alcoba. A veces las complazco, no porque tenga en cuenta sus deseos, sino porque me siento irresistiblemente atraído, por oscuras razones, hacia ciertos lugares muy mal iluminados en los que me demoro sin plan preconcebido hasta que el sol naciente anuncia un nuevo día. Ya de regreso en casa, cuando me cruzo por el pasillo con sus pequeños cuerpos     que se evaden con torpeza y con miedo hacia las grietas sombrías donde moran, les deseo buenas noches a destiempo -pero de corazón, sinceramente-, reconociendo en mí su incertidumbre, su inoportunidad, su fotofobia, y otras muchas tendencias y actitudes que -lamento decirlo- hablan poco en favor de esos ortópteros.
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Dato biográfico
Non chiamarmi, non dirmi nulla Non tentare di farmi sorridere. Oggi io sono come la belva che si rintana per morire. Abbassa la lampada, copri il fuoco, che la stanza sia come una tomba. Lascia ch'io mi rannicchi nell'angolo con la testa sulle ginocchia. L'ore si spengano nel silenzio. Salga in torbide onde l'angoscia e m'affoghi: altro non chiedo che di perdere la conoscenza. Ma non è dato. Quel volto, quel riso l'ho sempre davanti. Giorno e notte il ricordo m'è uncino confitto nella carne viva. Forse morire io non potrò mai: condannata in eterno a vegliare il mio strazio in me, piangendo con occhi senza palpebre.
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Anniversario
"Credi che il tuo sia vero amore? Esamina a fondo il tuo passato" insiste lui saettando ben addentro la sua occhiata di presbite tra beffarda e strana. E aspetta. Mentre io guardo lontano ed altro non mi viene in mente che il mare fermo sotto il volo dei gabbiani sfrangiato appena tra gli scogli dell'isola, dove una terra nuda si fa ombra con le sue gobbe o un'altra preparata a semina si fa ombra con le sue zolle e con pochi fili. "Certo, posso aver molto peccato" rispondo infine aggrappandomi a qualcosa, sia pure alle mie colpe, in quella luce di brughiera. "Piangere, piangere dovresti sul tuo amore male inteso" riprende la sua voce con un fischio di raffica sopra quella landa passando alta. L'ascolto e neppure mi domando perché sia lui e non io di là da questo banco occupato a giudicare i mali del mondo. "Può darsi" replico io mentre già penso ad altro, mentre la via s'accende scaglia a scaglia e qui nel bar il giorno ancora pieno sfolgora in due pupille di giovinetta che si sfila il grembio per le ore di libertà e l'uomo che le ha dato il cambio indossa la gabbana bianca e viene verso di noi con due bicchieri colmi, freschi, da porre uno di qua uno di là sopra il nostro tavolo.
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Il Giudice
"...Vis centripetae quantitas acceleratrix est ipsius mensura Velocitati proportionalis, quam dato tempore genrat..." --D. Isaaci Newtoni. Centipedes wobbled, hugging the ground, and they could expect only a few kindly moments, where the doctors watched to confirm their beliefs circling specific ideology, advancing the territory, dramatic, where the strength remained in proportion to that, which time generated by the flapping, dark wings in the cold, grey sky. There, also, flew the doves; a friendship between them indicated significance. The cold was hunger, around which, twirled an illusion. spin q ( _ ) d w = < { [ poem log P ( w ) d ( y ; N , Z ) d r ] / ( d t ) } + K > . As they wrapped themselves in a ball of tender arms, for the winter, they were spinning in two circles. Tiny animals, and the great size of the dear birds, did no loitering. Civility prevailed, and we all stayed within, an example for those floating in wind breakers, along the rain swept flinch reminding the ears of this prevalent pinch. The small book was thicker than the others, the great boulders were in pockets. The tiny eyes, the encyclopedias, were in sockets.
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Mar 3, 2014
Mar 3, 2014 at 5:37 PM UTC
Better Living In Garden Homes
"Ninì Santoro, il fine dicitore, maestro di eleganza e di maniere, il re del music-hall, il gran signore, debutta questa sera al Trianon". Guardanno 'o manifesto, chi liggeva penzava: certo chisto è n'artistone. Tenevemo st'attore? E chi 'o ssapeva! Stasera stessa mm' 'o vaco a ssentì. C' 'o tubbo, 'a caramella e nu bucchino d'avorio giallo, luongo miezo metro; un fazzoletto bianco nel taschino, ncuollo nu frack 'e seta blummarè Tutt' 'o teatro illuminato a giorno, na marcia trionfale comm' "Aida", Santoro ascette e cu na faccia 'e corne pareva ca diceva: "Eccomi qua! Mo v'aggia fa vedè chi è Santoro, il fine dicitore, il fantasista ca quanno arape 'a vocca caccia ll'oro, oro colato 'e primma qualità". 'O pubblico ansioso s'aspettava: chi sa mo ch'esce 'a vocca a stu Santoro. Ma ch'era ascì... Santoro 'ncacagliava, faceva smorfie, zumpe e niente cchiù. Nun fernette nemmeno 'o riturnello d' 'o primmo raccuntino d'avventure, quann'uno arreto a me: "Santò, si bello!" ('Ndranghete!) E allazza nu pernacchio 'e nuvità. Fuie cumm'a nu signale 'e na battaglia, mancava poco e nce scappava 'o muorto: 'e sische mme parevano mitraglia. Santoro nun putette continuà. "Ll'artista" se facette 'a mappatella: 'o frack, 'o tubbo, 'o fazzuletto bianco, s'annascunnette pure 'a caramella. Dicette: "Aggio sbagliato,.. Ch'aggia fà?". Trent'anne so passate 'a chella sera che il fine dicitore fantasista pe fforza avette chiudere 'a carriera a beneficio dell'umanità. Aiere steva scritto into 'o giurnale che: "dopo varii e lunghi appostamenti è stato assicurato un criminale alla Giustizia delle Autorità". E chi era, neh, stu disgraziato? Santoro... il dicitore fantasista, ca, pe magnà, al furto s'era dato o pover'ommo pe putè campà. Io penso che fu l'epoca sbagliata; trent'anne fa tutto era n'ata cosa. Oggi che il nostro gusto s'è cambiato Santoro fosse na celebrità.
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Il fine dicitore
"Ninì Santoro, il fine dicitore, maestro di eleganza e di maniere, il re del music-hall, il gran signore, debutta questa sera al Trianon". Guardanno 'o manifesto, chi liggeva penzava: certo chisto è n'artistone. Tenevemo st'attore? E chi 'o ssapeva! Stasera stessa mm' 'o vaco a ssentì. C' 'o tubbo, 'a caramella e nu bucchino d'avorio giallo, luongo miezo metro; un fazzoletto bianco nel taschino, ncuollo nu frack 'e seta blummarè Tutt' 'o teatro illuminato a giorno, na marcia trionfale comm' "Aida", Santoro ascette e cu na faccia 'e corne pareva ca diceva: "Eccomi qua! Mo v'aggia fa vedè chi è Santoro, il fine dicitore, il fantasista ca quanno arape 'a vocca caccia ll'oro, oro colato 'e primma qualità". 'O pubblico ansioso s'aspettava: chi sa mo ch'esce 'a vocca a stu Santoro. Ma ch'era ascì... Santoro 'ncacagliava, faceva smorfie, zumpe e niente cchiù. Nun fernette nemmeno 'o riturnello d' 'o primmo raccuntino d'avventure, quann'uno arreto a me: "Santò, si bello!" ('Ndranghete!) E allazza nu pernacchio 'e nuvità. Fuie cumm'a nu signale 'e na battaglia, mancava poco e nce scappava 'o muorto: 'e sische mme parevano mitraglia. Santoro nun putette continuà. "Ll'artista" se facette 'a mappatella: 'o frack, 'o tubbo, 'o fazzuletto bianco, s'annascunnette pure 'a caramella. Dicette: "Aggio sbagliato,.. Ch'aggia fà?". Trent'anne so passate 'a chella sera che il fine dicitore fantasista pe fforza avette chiudere 'a carriera a beneficio dell'umanità. Aiere steva scritto into 'o giurnale che: "dopo varii e lunghi appostamenti è stato assicurato un criminale alla Giustizia delle Autorità". E chi era, neh, stu disgraziato? Santoro... il dicitore fantasista, ca, pe magnà, al furto s'era dato o pover'ommo pe putè campà. Io penso che fu l'epoca sbagliata; trent'anne fa tutto era n'ata cosa. Oggi che il nostro gusto s'è cambiato Santoro fosse na celebrità.
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Tengo 'nu cane ch'è fenomenale, se chiama **** 'o voglio bene assaie. Si perdere l'avesse? Nun sia maie! Per me sarebbe un lutto nazionale. Ll 'aggio crisciuto comm'a 'nu guaglione, cu zucchero, biscotte e papparelle; ll'aggio tirato su cu 'e mmullechelle e ll'aggio dato buona educazione. Gnorsì, mo è gruosso. È quase giuvinotto. Capisce tutto... Ile manca 'a parola. È cane 'e razza, tene bbona scola, è lupo alsaziano, è polizziotto. Chello ca mo ve conto è molto bello. In casa ha stabilito 'a gerarchia. Vò bene ' a mamma ch'è 'a signora mia, e a figliemo isso 'o tratta da fratello. 'E me se penza ca lle songo 'o pate: si 'o guardo dinto a ll'uocchiemme capisce, appizza 'e rrecchie, corre, m'ubbidisce, e pè fà 'e pressa torna senza fiato. Ogn'anno, 'int'a ll'estate, va in amore, s'appecundrisce e mette 'o musso sotto. St'anno s'è 'nnammurato 'e na basotta ca nun ne vò sapè: nun è in calore. Povero **** soffre 'e che manera! Porta pur'isso mpietto stu dulore: è cane, si... ma tene pure 'o core e 'o sango dinto 'e vvene... vo 'a mugliera...
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L'ammore è na jurnata 'e sole ca schioppa all'intrasatta dint' 'o core. E 'o sole mio si tu!... Schiuppanno all'intrasatta dint' 'a stu core he dato vita nova a chesta vita; l'essenza profumata 'e na viola e ll'uocchie appassiunate 'e Margarita.
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All'intrasatta...
Luci spente. È rimasto solo un faro a illuminare il centro della scena. L'atrio è vuoto, a parte me e qualcuno lì negli ultimi posti. Il palco è freddo, incompleto. E vorrei scaldarlo di nuovo, senza voler seguire un copione, senza aver paura di balbettare, senza la paura che le luci si spengano, di nuovo. Manca però l'attore a cui più tenevo, quello che ha dato una nuova vita a questo teatro di infantili drammi, per dare spazio a singolari commedie, oltre ad arricchire i miei racconti, e soprattutto apprezzarli. E vorrei che tornasse quella luce che saturava ogni sorriso, che faceva brillare il silenzio, che fermava per un istante il tempo, almeno per concederci l'occasione di un degno ultimo atto, con la speranza che sia lontano, lontano, o, almeno, felice.
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Apr 17, 2025
Apr 17, 2025 at 4:55 PM UTC
All'Attrice
Para que nunca haya malentendidos para que nada se interponga voy a explicarte lo que mi amor convoca tus ojos que se caen de desconcierto y otras veces se alzan penetrantes y tibios tienen tanta importancia que yo mismo me asombro tus lindas manos mágicas que te expresan a veces mejor que las palabras tan importantes son que no oso tocarlas y si un día las toco es solamente para retransmitirte ciertas claves tu cuerpo pendular que duda en recibirse o entregarse y es tan joven que enseña a pesar tuyo es un dato del cual me faltan datos y sin embargo ayudo a conocerlo tus labios puestos en el entusiasmo que dibuja palabras y promete promesas son en tu imagen para mí los héroes y son también el ángel enemigo en mi amor estás toda o casi toda me faltan cifras pero las calculo faltan indicios pero los descubro sin embargo en mi amor hay otras cosas por ejemplo los sueños con que muevo la tierra la pobre lucha que libré y libramos los buenos odios esos que ennoblecen el diálogo constante con mi gente la pregunta punzante que me hicieron las respuestas veraces que no di en mi amor hay también corajes varios y un miedo que a menudo los resume hay hombres como yo que miran tras las rejas a una muchacha que podrías ser vos en mi amor hay faena y hay descanso sencillas recompensas y complejos castigos hay dos o tres mujeres que forman tu prehistoria y hay muchos años demasiados años de inventar alegrías y creerlas después a pie juntillas querría que en mi amor vieras todo eso y que vos muchachita con paciencia y cautela sin herirme ni herirte rescataras de allí la luna el río los emblemas rituales los proyectos de besos o de adioses el corazón que aguarda pese a todo.
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Hombre que mira a una muchacha
Para que nunca haya malentendidos para que nada se interponga voy a explicarte lo que mi amor convoca tus ojos que se caen de desconcierto y otras veces se alzan penetrantes y tibios tienen tanta importancia que yo mismo me asombro tus lindas manos mágicas que te expresan a veces mejor que las palabras tan importantes son que no oso tocarlas y si un día las toco es solamente para retransmitirte ciertas claves tu cuerpo pendular que duda en recibirse o entregarse y es tan joven que enseña a pesar tuyo es un dato del cual me faltan datos y sin embargo ayudo a conocerlo tus labios puestos en el entusiasmo que dibuja palabras y promete promesas son en tu imagen para mí los héroes y son también el ángel enemigo en mi amor estás toda o casi toda me faltan cifras pero las calculo faltan indicios pero los descubro sin embargo en mi amor hay otras cosas por ejemplo los sueños con que muevo la tierra la pobre lucha que libré y libramos los buenos odios esos que ennoblecen el diálogo constante con mi gente la pregunta punzante que me hicieron las respuestas veraces que no di en mi amor hay también corajes varios y un miedo que a menudo los resume hay hombres como yo que miran tras las rejas a una muchacha que podrías ser vos en mi amor hay faena y hay descanso sencillas recompensas y complejos castigos hay dos o tres mujeres que forman tu prehistoria y hay muchos años demasiados años de inventar alegrías y creerlas después a pie juntillas querría que en mi amor vieras todo eso y que vos muchachita con paciencia y cautela sin herirme ni herirte rescataras de allí la luna el río los emblemas rituales los proyectos de besos o de adioses el corazón que aguarda pese a todo.
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Io songo nato addò sta 'e casa 'o sole. 'O sole me cunosce 'a piccerilio; 'o primmo vaso 'nfronte - ero tantillo- m'ha dato quanno stevo int' 'o spurtone. E m'ha crisciuto dint' 'e braccia soje, scanzanname 'a malanne e malatie. 'O sole! 'O sole... è tutt' 'a vita mia... io senza 'o sole nun pozzo campà.
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'O sole
Una de las lamentables carencias de información que han padecido los hombres y mujeres de todas las épocas se relaciona con el **** de los ángeles. El dato, nunca confirmado, de que los ángeles no hacen el amor quizás signifique que no lo hacen de la misma manera que los mortales. Otra versión, tampoco confirmada pero más verosímil, sugiere que si bien los ángeles no hacen el amor con sus cuerpos (por la mera razón de que carecen de los mismos) lo celebran en cambio con palabras, vale decir con las adecuadas. Así, cada vez que Ángel y Ángela se encuentran en el cruce de dos transparencias, empiezan por mirarse, seducirse y tentarse mediante el intercambio de miradas que, por supuesto, son angelicales. Y si Ángel, para abrir el fuego, dice: "Semilla", Ángela, para atizarlo, responde: "Surco". Él dice: "Alud", y ella tiernamente: "Abismo". Las palabras se cruzan, vertiginosas como meteoritos o acariciantes como copos. Ángel dice: "Madero". Y Ángela: "Caverna". Aletean por ahí un Ángel de la Guarda, misógino y silente, y un ángel de la Muerte, viudo y tenebroso. Pero el par amatorio no se interrumpe, sigue silabeando su amor. Él dice: "Manantial". Y ella: "Cuenca". Las sílabas se impregnan de rocío y, aquí y allá, entre cristales de nieve, circulan el aire y su expectativa. Ángel dice: "Estoque", y Ángela, radiante: "Herida". Él dice: "Tañido", y ella: "Rebato". Y en el preciso instante del orgasmo ultraterreno, los cirros y los cúmulos, los estratos y nimbos, se estremecen, tremolan, estallan, y el amor de los ángeles llueve copiosamente sobre el mundo.
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El **** de los ángeles
Una de las lamentables carencias de información que han padecido los hombres y mujeres de todas las épocas se relaciona con el **** de los ángeles. El dato, nunca confirmado, de que los ángeles no hacen el amor quizás signifique que no lo hacen de la misma manera que los mortales. Otra versión, tampoco confirmada pero más verosímil, sugiere que si bien los ángeles no hacen el amor con sus cuerpos (por la mera razón de que carecen de los mismos) lo celebran en cambio con palabras, vale decir con las adecuadas. Así, cada vez que Ángel y Ángela se encuentran en el cruce de dos transparencias, empiezan por mirarse, seducirse y tentarse mediante el intercambio de miradas que, por supuesto, son angelicales. Y si Ángel, para abrir el fuego, dice: "Semilla", Ángela, para atizarlo, responde: "Surco". Él dice: "Alud", y ella tiernamente: "Abismo". Las palabras se cruzan, vertiginosas como meteoritos o acariciantes como copos. Ángel dice: "Madero". Y Ángela: "Caverna". Aletean por ahí un Ángel de la Guarda, misógino y silente, y un ángel de la Muerte, viudo y tenebroso. Pero el par amatorio no se interrumpe, sigue silabeando su amor. Él dice: "Manantial". Y ella: "Cuenca". Las sílabas se impregnan de rocío y, aquí y allá, entre cristales de nieve, circulan el aire y su expectativa. Ángel dice: "Estoque", y Ángela, radiante: "Herida". Él dice: "Tañido", y ella: "Rebato". Y en el preciso instante del orgasmo ultraterreno, los cirros y los cúmulos, los estratos y nimbos, se estremecen, tremolan, estallan, y el amor de los ángeles llueve copiosamente sobre el mundo.
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