"cime" poems
Looking in the mirror is like a death wish
A glimor of hope before the horrid thoughts cime floading in
Screaming at the top of their lungs.
And the tears rush to the surface as I pinch my skin
Grabbing it tight
Pulling at it with all my might
Wishing
Wanting for it all to dissapear just like myself
As i slowly turn and turn that small glimor of hope gone
Flushed away by the rotton words that captivate my body
Screamimg for me to
"STOP EATING"
I walk away woth a heavy heart sinking down to the lowest part of me
Hiding away frim anyone
Ignoring every word spoken to me.
My mind
My body
My whole being has been captured by those fithly words and throughts which are tormenting me and eating me alive
Without a word
Or
A thought i move on frim the plate of fruit and the bowl of chocolates
Swinging with a heart heavy,
Yet filled with nothing
I act like it has no effect on me
Like it doesnt hurt at all
Aug 15, 2018
Aug 15, 2018 at 3:01 AM UTC
you climb a tree, right to the top
the tree took years to reach those nauseating heights
energy, commitment, obstinateness to make it
and you, the one with the selfish gene, climb up it
cutting out all the hard work
and I can't blame you, for I have done it too
tu montes à un arbre, jusqu'à la cime
l'arbre a passé des années à arriver à cette hauteur écoeurante
l'énergie, l'engagement, l'obstination pour réussir
et toi, celui avec le gène égoïste, tu montes
en passant tout le travail dur
et je ne te reproche pas de le faire, car je l'ai fait aussi
Aug 24, 2015
Aug 24, 2015 at 7:15 PM UTC
matrimoni tradizionali sono un fantastico modo per dare il via alla settimana .non credi ?Soprattutto un matrimonio tradizionale bella come questa vicenda Perth catturato da DeRay \u0026Simcoe .Perché questo è un matrimonio che è tutto prendere il fiato con i fiori splendidi e uno stile
di Rebecca Grazia .una cerimonia mozzafiato e attimo dopo attimo di tutti i tappi FELICI .Vedi tutto qui .
ColorsSeasonsSpringSettingsChurchEvent VenueStylesTraditional Elegance
Dal DeRay \u0026Simcoe .What a wonderful affare !Il tipo di giornata neanche un po 'di pioggia potrebbe smorzare .
Tina pianificato la sua sorprendente matrimonio di Shannon con una splendida pesca morbida e fuori schema di colore bianco .Si guardò raggiante nel suo vestiti da sposa abito abiti da sposa corti Pallas con bellissimi fiori di Rebecca Grazia .
Hanno tenuto una cerimonia tradizionale cattolica.fra cui una ***** piena in una delle chiese più belle di Perth .San Giuseppe .Abbiamo fatto le foto al Palazzo del Parlamento fino a quando il tempo era vestiti da sposa freddo e bagnato.quindi abbiamo cercato un po ' di calore in un bar contemporaneo - George .
Dopo alcuni cocktail la festa nuziale erano felici di sfidare il tempo .camminando per le strade piovose di St Georges Terrace in Perth CBD conseguente foto romantiche con un'atmosfera vecchio Hollywood .
La loro accoglienza è stata assolutamente incredibile.tenuto alto le cime degli alberi con vista sulle luci della città brillano .L'arredamento classico bianco è stato accompagnato da centinaia di candele .
Tina e Shannon erano così delizioso .prima .durante e dopo il matrimonio .siamo stati così fortunati da parte di questa magica giornata .
Fotografia : DeRay e Simcoe | Floral Design : Rebecca Grazia | Abito da sposa: Pallas Couture | Cake: Elegance Edible | Cerimonia Luogo : San Giuseppe | Banco Luogo : Centro di Accoglienza Stato Perth | Scarpe : Badgley Mischka | Anelli : Ross Ezechiele |capelli : Shane Dias | Auto : Limousine Impressionante | Sedia Covers : Touched By Angels | Trucco : Lauren legno | Banco Styling : Rebecca Grazia | Video : Inception VideoBadgley Mischka è un membro del nostro Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui
Jun 17, 2014
Jun 17, 2014 at 10:09 PM UTC
Il se dressait dans la verdure,
Telle une hampe pour les cieux.
C'était un séquoia géant
Venu des prairies d’Amérique
Et des forêts Algonquines.
Il avait voyagé en cale,
Soigné comme un voyageur,
Argenté, durant toute la traversée.
Il fut planté mais aussi fêté
En l’an mille huit cent quatre-vingt
Dans le parc du futur Casino,
Puis soigné par des jardiniers
Amoureux de leur métier.
En ces années s’affermissait enfin
La République, certes bien trop conservatrice,
Elle l’est d’ailleurs bien restée.
C’était quand même la République
Même à Luchon qui étincelait encore
Des feux et des ors de la fête impériale
Qui lui avait amenés
Tant de touristes au gousset rembourré
Et quand s’affermissait cette République
En cette «belle époque» des fortunés
Et d'exploitation éhontée
De tant d’autres laissés bien seuls
Par la naissance et sans instruction.
Mes aïeux Pyrénéens
Le virent planter et même pousser
Car en ces temps, encore,
Les sages et les doux prenaient plaisir
À observer et contempler
Les belles Dames en leur vêture
Et les arbres pousser peu à peu,
Jusqu’un jour à feindre de dépasser
La cime des ardoises Pyrénéennes.
Ce fut un Séquoia somptueux
Dès qu’il atteint ses vingt ans
En cette année dix-neuf cent
Alors que la compagnie du Midi
Faisait construire, non **** de lui
Le bel hôtel palace qui fut fini
En 1916, j’en ais la gorge serrée
Car la bas, tant de maçons
Ne le virent jamais construit
Et n’eurent pas le bonheur
D’admirer le grand Séquoia pousser
Car leur jeunesse fut ravie
Là-bas en Argonne ou à Verdun
Où tant de jeunes hommes mourraient
Dans les tranchées de leur dernier souffle.
Paul Arrighi
Jun 2, 2016
Jun 2, 2016 at 1:16 PM UTC
<p><p> matrimoni tradizionali sono un fantastico modo per dare il via alla settimana .non credi ?Soprattutto un matrimonio tradizionale bella come questa vicenda Perth catturato da DeRay \u0026Simcoe .Perché questo è un matrimonio che è tutto prendere il fiato con i fiori splendidi e uno stile <p><a href="http://www.belloabito.com/goods.php?id=686" target="_blank"><img width="240" height="320" src="http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/1/4466435353535_395665.jpg"></a></p> di Rebecca Grazia .una cerimonia mozzafiato e attimo dopo attimo di tutti i tappi FELICI .Vedi tutto qui .<p>ColorsSeasonsSpringSettingsChurchEvent VenueStylesTraditional Elegance <p> Dal DeRay \u0026Simcoe .What a wonderful affare !Il tipo di giornata neanche un po 'di pioggia potrebbe smorzare .<p> Tina pianificato la sua sorprendente matrimonio di Shannon con una splendida pesca morbida e fuori schema di colore bianco .Si guardò raggiante nel suo <b>vestiti da sposa</b> abito <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49"><b>abiti da sposa corti</b></a> Pallas con bellissimi fiori di Rebecca Grazia .<p> Hanno tenuto una cerimonia tradizionale cattolica.fra cui una ***** piena in una delle chiese più belle di Perth .San Giuseppe .Abbiamo fatto le foto al Palazzo del Parlamento fino a quando il tempo era <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1"><b>vestiti da sposa</b></a> freddo e bagnato.quindi abbiamo cercato un po ' di calore in un bar contemporaneo - George .<p> Dopo alcuni cocktail la festa nuziale erano felici di sfidare il tempo .camminando per le strade piovose di St Georges Terrace in Perth CBD conseguente foto romantiche con un'atmosfera vecchio Hollywood .<p> La loro accoglienza è stata assolutamente incredibile.tenuto alto le cime degli alberi con vista sulle luci della città brillano .L'arredamento classico bianco è stato accompagnato da centinaia di candele .<p> Tina e Shannon erano così delizioso .prima .durante e dopo il matrimonio .siamo stati così fortunati da parte di questa magica giornata .<p> Fotografia : DeRay e Simcoe | Floral Design : Rebecca Grazia | Abito da sposa: Pallas Couture | Cake: Elegance Edible | Cerimonia Luogo : San Giuseppe | Banco Luogo : Centro di Accoglienza Stato Perth | Scarpe : Badgley Mischka | Anelli : Ross Ezechiele |capelli : Shane Dias | Auto : Limousine Impressionante | Sedia Covers : Touched By Angels | Trucco : Lauren legno | Banco Styling : Rebecca Grazia | Video : Inception VideoBadgley Mischka è un membro del nostro Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui</p>
Jun 17, 2014
Jun 17, 2014 at 10:07 PM UTC
Freddi silenti e arcuati
Imprevedibili canti dalle rime abbandonate
Ghiaccio e neve sulle cime di montagne imponenti
Angeli dalle ali spezzate
Ingiustamente bruciati nel vizio e nel peccato
Organi muti
il canto della disperazione.
Occhi sbarrati sul mondo.
Feb 10, 2013
Feb 10, 2013 at 4:25 PM UTC
Il vento è un'aspra voce che ammonisce
per noi stuolo che a volte trova pace
e asilo sopra questi rami secchi.
E la schiera ripiglia il triste volo,
migra nel cuore dei monti, viola
scavato nel viola inesauribile,
miniera senza fondo dello spazio.
Il volo è lento, penetra a fatica
nell'azzurro che s'apre oltre l'azzurro,
nel tempo ch'è di là dal tempo; alcuni
mandano grida acute che precipitano
e nessuna parete ripercuote.
Che ci somiglia è il moto delle cime
nell'ora - quasi non si può pensare
né dire - quando su steli invisibili
tutt'intorno una primavera strana
fiorisce in nuvole rade che il vento
pasce in un cielo o umido o bruciato
e la sorte della giornata è varia,
la grandine, la pioggia, la schiarita.
813
Nel mio giardino, là nel canto oscuro
dove ora il pettirosso tintinnìa,
col gelsomino rampicante al muro,
c'è la gaggìa;
e or che ottobre dentro la vermiglia
foresta il marzo rende morto al suolo,
e sembra marzo, come rassomiglia
bacca a bocciuolo,
alba a tramonto; nelle tenui trine
l'una si stringe, al roseo vespro, quando
l'altro i suoi fiori, candide stelline,
apre, alitando;
ed al sospiro dell'avemaria,
quando nel bosco dalle cime ****
il dì s'esala, il cuore in una pia
ombra si chiude;
e l'anima in quell'ombra di ricordi
apre corolle che imbocciar non vide;
e l'ombra di fior d'angelo e di fior di
spina sorride.
758
Ulric, nul oeil des mers n'a mesuré l'abîme,
Ni les hérons plongeurs, ni les vieux matelots.
Le soleil vient briser ses rayons sur leur cime,
Comme un soldat vaincu brise ses javelots.
Ainsi, nul oeil, Ulric, n'a pénétré les ondes
De tes douleurs sans borne, ange du ciel tombé.
Tu portes dans ta tête et dans ton coeur deux mondes,
Quand le soir, près de moi, tu vas triste et courbé.
Mais laisse-moi du moins regarder dans ton âme,
Comme un enfant craintif se penche sur les eaux ;
Toi si plein, front pâli sous des baisers de femme,
Moi si jeune, enviant ta blessure et tes maux.
664
Laggiù, nella notte, tra scosse
d'un lento sonaglio, uno scalpito
è fermo. Non anco son rosse
le cime dell'Alpi.
Nel cielo d'un languido azzurro,
le stelle si sbiancano appena:
si sente un confuso sussurro
nell'aria serena.
Chi passa per tacite strade?
Chi parla da tacite soglie?
Nessuno. È la guazza che cade
sopr'aride foglie.
Si parte, ch'è ora, né giorno,
sbarrando le vane pupille;
si parte tra un murmure intorno
di piccole stille.
In mezzo alle tenebre sole,
qualcuna riluce un minuto;
riflette il tuo Sole, o mio Sole;
poi cade: ha veduto.
1.1k
Si j'étais la feuille que roule
L'aile tournoyante du vent,
Qui flotte sur l'eau qui s'écoule,
Et qu'on suit de l'oeil en rêvant ;
Je me livrerais, fraîche encore,
De la branche me détachant,
Au zéphyr qui souffle à l'aurore,
Au ruisseau qui vient du couchant.
Plus **** que le fleuve, qui gronde,
Plus **** que les vastes forêts,
Plus **** que la gorge profonde,
Je fuirais, je courrais, j'irais !
Plus **** que l'antre de la louve,
Plus **** que le bois des ramiers,
Plus **** que la plaine où l'on trouve
Une fontaine et trois palmiers ;
Par delà ces rocs qui répandent
L'orage en torrent dans les blés,
Par delà ce lac morne, où pendent
Tant de buissons échevelés ;
Plus **** que les terres arides
Du chef maure au large ataghan,
Dont le front pâle a plus de rides
Que la mer un jour d'ouragan.
Je franchirais comme la flèche
L'étang d'Arta, mouvant miroir,
Et le mont dont la cime empêche
Corinthe et Mykos de se voir.
Comme par un charme attirée,
Je m'arrêterais au matin
Sur Mykos, la ville carrée,
La ville aux coupoles d'étain.
J'irais chez la fille du prêtre,
Chez la blanche fille à l'oeil noir,
Qui le jour chante à sa fenêtre,
Et joue à sa porte le soir.
Enfin, pauvre feuille envolée,
Je viendrais, au gré de mes voeux,
Me poser sur son front, mêlée
Aux boucles de ses blonds cheveux ;
Comme une perruche au pied leste
Dans le blé jaune, ou bien encor
Comme, dans un jardin céleste,
Un fruit vert sur un arbre d'or.
Et là, sur sa tête qui penche,
Je serais, fût-ce peu d'instants,
Plus fière que l'aigrette blanche
Au front étoilé des sultans.
493
J'ai embrassé l'aube d'été.
Rien ne bougeait encore au front des palais. L'eau était morte. Les camps d'ombres ne quittaient pas la route
du bois. J'ai marché, réveillant les haleines vives et tièdes, et les pierreries regardèrent, et les ailes
se levèrent sans bruit.
La première entreprise fut, dans le sentier déjà empli de frais et blêmes éclats, une fleur qui me dit son nom.
Je ris au wasserfall blond qui s'échevela à travers les sapins : à la cime argentée je reconnus la déesse.
Alors je levai un à un les voiles. Dans l'allée, en agitant les bras. Par la plaine, où je l'ai dénoncée au coq.
A la grand'ville elle fuyait parmi les clochers et les dômes, et courant comme un mendiant sur les quais de marbre,
je la chassais.
En haut de la route, près d'un bois de lauriers, je l'ai entourée avec ses voiles amassés, et j'ai senti un peu
son immense corps. L'aube et l'enfant tombèrent au bas du bois.
Au réveil il était midi.
423
Ceux qui vivent, ce sont ceux qui luttent ; ce sont
Ceux dont un dessein ferme emplit l'âme et le front,
Ceux qui d'un haut. destin gravissent l'âpre cime,
Ceux qui marchent pensifs, épris d'un but sublime,
Ayant devant les yeux sans cesse, nuit et jour,
Ou quelque saint labeur ou quelque grand amour.
C'est le prophète saint prosterné devant l'arche,
C'est le travailleur, pâtre, ouvrier, patriarche,
Ceux dont le cœur est bon, ceux dont les jours sont pleins.
Ceux-là vivent, Seigneur ! les autres, je les plains.
Car de son vague ennui le néant les enivre,
Car le plus lourd fardeau, c'est d'exister sans vivre.
Inutiles, épars, ils traînent ici-bas
Le sombre accablement d'être en ne pensant pas.
Ils s'appellent vulgus, plebs, la tourbe, la foule.
Ils sont ce qui murmure, applaudit, siffle, coule,
Bat des mains, foule aux pieds, bâille, dit oui, dit non,
N'a jamais de figure et n'a jamais de nom ;
Troupeau qui va, revient, juge, absout, délibère,
Détruit, prêt à Marat comme prêt à Tibère,
Foule triste, joyeuse, habits dorés, bras nus,
Pêle-mêle, et poussée aux gouffres inconnus.
Ils sont les passants froids sans but, sans nœud, sans âge ;
Le bas du genre humain qui s'écroule en nuage ;
Ceux qu'on ne connaît pas, ceux qu'on ne compte pas,
Ceux qui perdent les mots, les volontés, les pas.
L'ombre obscure autour d'eux se prolonge et recule
Ils n'ont du plein midi qu'un lointain crépuscule,
Car, jetant au hasard les cris, les voix, le bruit,
Ils errent près du bord sinistre de la nuit.
Quoi ! ne point aimer ! suivre une morne carrière
Sans un songe en avant, sans un deuil en arrière,
Quoi ! marcher devant soi sans savoir où l'on va,
Rire de Jupiter sans croire à Jéhovah,
Regarder sans respect l'astre, la fleur, la femme,
Toujours vouloir le corps, ne jamais chercher l'âme,
Pour de vains résultats faire de vains efforts,
N'attendre rien d'en haut ! ciel ! oublier les morts !
Oh non, je ne suis point de ceux-là ! grands, prospères,
Fiers, puissants, ou cachés dans d'immondes repaires,
Je les fuis, et je crains leurs sentiers détestés
Et j'aimerais mieux être, ô fourmis des cités,
Tourbe, foule, hommes faux, cœurs morts, races déchues,
Un arbre dans les bois qu'une âme en vos cohues !
Paris, le 31 décembre 1848 à minuit.
461
Nos cris perdus dans le vent
qui comme le temps file ;
Nos ripostes dissipées dans la brume
des souvenirs évanouis ;
L’histoire se répète malgré les présages ;
Nul n’a su faire marche en pas chassés.
La jeunesse dans l’élan de son ignorance,
La sagesse dans la mollesse de ses membres;
Nos leçons sont diffuses et égarées -
Nous n’apprenons pas même à la dure
cette notion des cycles trop répétés.
Même de cette vue depuis la cime,
Les doigts de nos poings demeurent liés.
Et comme nos cris perdus dans le vent
qui comme le temps file,
Nous dirons que nous vécûmes alors
Ce qu’aujourd’hui ne saurait décrire.
Que nous regardons le monde désormais
D'un regard que l'on n'aurait pas su nous prédire.
Nous ne sommes pas les mêmes;
Ces cris furent un murmure hélas perdu à jamais,
Qui nous revient en langage des signes,
Qui nous étourdit comme un reflet,
Mais qui trouve écho et retentira
Dans l'innocence que l'on précède.
Feb 6, 2025
Feb 6, 2025 at 5:43 PM UTC
Sonnet.
Le voyageur, debout sur la plus haute cime,
À travers le rideau d'une rose vapeur,
Mesure avec la sonde immense de la peur
Sous ses genoux tremblants la fuite de l'abîme.
De ce besoin de voir téméraire victime,
Du haut de la raison je sonde avec stupeur
Le dessous infini de ce monde trompeur,
Et je traîne avec moi partout mon gouffre intime.
L'abîme est différent, mais pareil notre émoi :
Le grand vide, attirant le voyageur, l'étonne ;
Sollicité par Dieu, j'ai des éclairs d'effroi !
Mais lui, par son vertige il ne surprend personne :
On trouve naturel qu'il pâlisse et frissonne ;
Et moi, j'ai l'air d'un fou ; je ne sais pas pourquoi.
307
Yung-Frau, le voyageur qui pourrait sur ta tête
S'arrêter, et poser le pied sur sa conquête,
Sentirait en son coeur un noble battement,
Quand son âme, au penchant de ta neige éternelle,
Pareille au jeune aiglon qui passe et lui tend l'aile,
Glisserait et fuirait sous le clair firmament.
Yung-Frau, je sais un coeur qui, comme toi, se cache.
Revêtu, comme toi, d'une robe sans tache,
Il est plus près de Dieu que tu ne l'es du ciel.
Ne t'étonne donc point, ô montagne sublime,
Si la première fois que j'en ai vu la cime,
J'ai cru le lieu trop haut pour être d'un mortel.
313