Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"acqua" poems
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
0
Sep 11, 2018
Sep 11, 2018 at 9:05 AM UTC
as a boat adrift
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
Continue reading...
46
Drawstring linen pants, Unisex from a women's catalogue. Dark green shirt, tomboy approved. Enough makeup to hide my faults. Pink heart earrings, and a silver cross in the 3rd hole. A silver cross, trans emblem and a silver heart engraved Laura, my true identity, together on a black bead chain. Silver Lesbian insignia ring with my wedding band on top. A black 1st finger ring etched with the Lord's prayer. 2 bracelets, one orange one turquoise to match a turquoise hat and dark glasses. A couple of mists of Acqua di Gioia. Women's turquoise/orange runners, And a Victoria's secret backpack. I didn't really think about the details until evening, All I knew is I felt comfortable today. I even went to Kohl's department store alone and browsed, and felt a confidence I'd rarely felt in the past. Is this how some people feel every day I wonder? I was so grateful for just today, just one day. Today I was me by Lj Mark 2015
0
Oct 31, 2015
Oct 31, 2015 at 12:54 AM UTC
Today i was me
Third Date She talked and talked and talked, an East Coast, cultured accent; "So what are you anyway, half-German? *** really? But you look so......British, I guess..." He stroked her knee. She gesticulated loudly, and talked. "So you were at Princeton, WOW, that's impressive." He squeezed her knee. "I baked cupcakes on Friday night, my Mom's recipe. I don't even eat cupcakes, what's that all about?!?! He squeezed her other knee. She wore a mid-thigh, black and white dress, swirls, that sort of thing, interesting cleavage. He was back on the first knee. She looked Italian (it was 'Ristorante Acqua al Duo' after all), Amy Winehouse eye flares, head swaying, resting on her palms, swaying again. He had his back to me. She fingered the wine glass, tall and generous, devoured the last inch, came up for air and talked again. He wore a blazer and cavalry twill pants, loafers and no socks. She was hot, really hot, fanned her brow with the dessert menu "Tiramisu was so deeeelicious". 75 degrees on the Prudential window. He perspired, fidgeted, loosened his collar, looked for the waitress.
0
Oct 21, 2012
Oct 21, 2012 at 6:45 PM UTC
Third Date
Alla voce della persona, ignorata, non risponde che uno stesso sfondo di suono paziente, vuoto. Con gesti circospetti non si fermano gli oggetti lasciati in un punto. C'è stato un giorno qualsiasi, un avvenimento banale: qualcuno che dormiva nelle camere di fianco mentre si parlava. E continuan le abitudini. Sul cortile riposano la nera facciata e gli archi dei terrazzi. Da un angolo proviene una vampata di terrore. S'arresta il rumore dei fili della luce sbattuti. S'apre una corta reminiscenza. Nello stesso spazio occupato prima da un senso strano ora è un cemento d'angoscia. Sul parapetto del muro di fronte cade qualcosa, poi si muove un animale nel fondo. Arriveranno altri perduti dettagli, si sentirà l'assenza. Quando dal vicolo si scorge un'altra spoglia di ringhiera e una parvenza di passi sulla ghiaia, come un pazzo risvolto, si ripete, nel grembo dell'essere t'assale, senza speranza, un incontrastato malessere così forte che il tempo appare nella posa arrogante degli oggetti. Oltre la scarpata, piani di terra asciutta, martoriata, i campi dove si tuffi l'acqua di motori accesi nella notte e, dietro, il mare. E' un disuguale accorgersi delle distanze. A volte si sostiene per ore un manto di oscurità feroce intorno ad una statua. Poi non resta che il dissapore per aver inteso domandare pietà da un'inutile voce.
0
Feb 19, 2010
Feb 19, 2010 at 4:38 PM UTC
Alla voce della persona ignorata...
In Venice walking takes on a whole new meaning: the abruptness of the right turn, the obliqueness in the left, the straight on for a bit, the step up, the step down, and that always glance for the prospect of a view. Water, suddenly interrupts; the cool, placid, rolling drunkenly in the canals green water, where on this November day there is somewhat more than necessary. So you climb aboard the passarelle to take a walk above the acqua alta.   But you have your wellingtons per fortuna, and are happy to stand in a flooded passage to eat that picniced lunch fresh from the supermercato. Alas, no seat, no bench to recline on anywhere, absent from public places, to ward off I vagabondi. You stand or move, walk and turn, then at the lagoon’s edge: go back and back and back again - by another way.
0
Dec 10, 2013
Dec 10, 2013 at 3:11 PM UTC
Walking in Venice
Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza L'umile, il non visto, il fioco, il silenzioso Perché quando saranno passati amori e battaglie Nell'ultimo camminare, nella spoglia stanza Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara Ma braci, un sorso d'acqua, una parola sussurrata, una nota Il poco, il meno il non abbastanza.
0
1.7k
Non disprezzare il poco
a storm is brewing over Bakers Creek the sound of the thunder is less than meek streaks of lightning have hit the tall gum trees and scattered the small native bush bees grim grey tones have replaced the sunlight the tempest is ensuing with all its might out of the full clouds the rain now generously falls rolling thunder echoes through the Western wind squalls on the bare hillsides the dampness soaks in giving the soil a good drench to the skin the dusty track is laden with wetness which leaves a smell of sweet earthiness the storm has past and quietness descends it is making its way across the Clerkness wends then it shall travel along the Eastern range pines until it resounds over the acqua blue coastline
0
Nov 14, 2013
Nov 14, 2013 at 5:37 PM UTC
A Storm Is Brewing
Bisogno del tuo tocco Per sapere che sei propio mio Per sapere che esisti per me E che non solo una faccia nella mia mente Toccami Amami Baciami Tienimi Solo con te Nelle tue braccia Sono libera Sono protetta Sono forte Sono a casa Senza di te, sono persa Sei l’acqua per mia sete Sei cibo per mio fame Sei luce nel mio buio La tua esistenza mi dà lo scopo Per amare e desiderare Per servire e vedere Le ferite della tua anima Supplicando, piangiando Per il bisogno di essere guarito Di essere visto per chi sei verramente Un uomo di forza e potenza Pieno di amore a dare Per dare a me Posso vedere Amore mio, ti vedo
0
May 25, 2013
May 25, 2013 at 8:10 PM UTC
Ti vedo
I quel giorno, quando mi hai lasciato sola sul prato bagnato, sono morta per ben 13 secondi & tu non te ne sei accorto neanche. ** lavato la mia faccia con whiskey scadente & tutto è andato per il meglio. II se dovessi scegliere un'altra vita vorrei tanto che fosse un'esistenza fatta di cristallo & acqua ghiacciata, penso al profumo della lavanda e a lunghi, lunghissimi nastri blu. III passo il mio tempo a graffiare con le chiavi la vernice delle auto e a raccontare in simboli tutto ciò che non so il mio tempo perduto in cambio del tuo primogenito. IV vivevamo in una casa bianca & tu sparavi ai conigli davanti ai miei occhi & io ti amavo ma allo stesso tempo speravo di poter sparare in faccia te, faceva caldo, a casa nostra era sempre giugnoluglioagosto, esisteva solo una stagione, nelle altre dormivamo. V io sono viola scuro, sono polvere, sono sostanze luccicanti, sono fumo, sono nulla, sono tutto ciò che intasa i tuoi polmoni, tutto ciò che ti rovina il fegato.
0
Mar 4, 2015
Mar 4, 2015 at 7:53 PM UTC
01:25 am//01:53 am
** conosciuto Gerico, ** avuto anch'io la mia Palestina, le mura del manicomio erano le mura di Gerico e una pozza di acqua infettata ci ha battezzati tutti. Lì dentro eravamo ebrei e i Farisei erano in alto e c'era anche il Messia confuso dentro la folla: un pazzo che urlava al Cielo tutto il suo amore in Dio. Noi tutti, branco di asceti eravamo come gli uccelli e ogni tanto una rete oscura ci imprigionava ma andavamo verso la messe, la messe di nostro Signore e Cristo il Salvatore. Fummo lavati e sepolti, odoravamo di incenso. E dopo, quando amavamo ci facevano gli elettrochoc perché, dicevano, un pazzo non può amare nessuno. Ma un giorno da dentro l'avello anch'io mi sono ridestata e anch'io come Gesù ** avuto la mia resurrezione, ma non sono salita ai cieli sono discesa all'inferno da dove riguardo stupita le mura di Gerico antica.
0
1.2k
La terra santa
sono le 01 e 22 e io ** nel corpo e nella testa queste vibrazioni calde e pallide che mi stringono il cuore. sono irragiungibili. ** attaccato alle mie ciglia i pensieri tristi, sono perline trasparenti & i miei capelli non sono ancora abbastanza lunghi per strangolare qualcuno. se potessi scegliere di avvelenare qualsiasi superficie che toccherai, io lo farei. i miei pensieri sono linee biforcute che corrono qui e lì, si diradano come i rami secchi contro il cielo freddo dell'inverno. immagino me & te amore mio a danzare su un battello, sotto le stelle, qualche vita fa, in cui eravamo belli e sorridenti. penso ai sassi lanciati nell'acqua, ai cerchi nel grano, alle macchie sul muro. penso alla mia vita da fantasma, quando vivevo a malapena, penso a chi mi ha uccisa in quei mesi e credo che l'inferno esista solo per chi ha conosciuto il paradiao e lo abbia disprezzato. penso alle ore di sonno perse, alla pelle nuda, al mascara colato, alle tracce di rossetto sui bicchieri, ai muri della stanza che mi conoscevano più di quanto mi abbia mai conosciuta tu. credo che il mio sia un caso inverso, ** conosciuto l'inferno e ora sto guadagnando il paradiso che ** sempre meritato.
0
Feb 20, 2015
Feb 20, 2015 at 7:35 PM UTC
01:34, buonanotte
Ci vediamo in proiezione, ed ecco la città, in una sua povera ora nuda, terrificante come ogni nudità. Terra incendiata il cui incendio spento stasera o da millenni, è una cerchia infinita di ruderi rosa, carboni e ossa biancheggianti, impalcature dilavate dall'acqua e poi bruciate da nuovo sole. La radiosa Appia che formicola di migliaia di insetti - gli uomini d'oggi - i neorealistici ossessi delle Cronache in volgare. Poi compare Testaccio, in quella luce di miele proiettata sulla terra dall'oltretomba. Forse è scoppiata, la Bomba, fuori dalla mia coscienza. Anzi, è così certamente. E la fine del Mondo è già accaduta: una cosa muta, calata nel controluce del crepuscolo. Ombra, chi opera in questa èra. Ah, sacro Novecento, regione dell'anima in cui l'Apocalisse è un vecchio evento! Il Pontormo con un operatore meticoloso, ha disposto cantoni di case giallastre, a tagliare questa luce friabile e molle, che dal cielo giallo si fa marrone impolverato d'oro sul mondo cittadino... e come piante senza radice, case e uomini, creano solo muti monumenti di luce e d'ombra, in movimento: perché la loro morte è nel loro moto. Vanno, come senza alcuna colonna sonora, automobili e camion, sotto gli archi, sull 'asfalto, contro il gasometro, nell'ora, d'oro, di Hiroshima, dopo vent'anni, sempre più dentro in quella loro morte gesticolante: e io ritardatario sulla morte, in anticipo sulla vita vera, bevo l'incubo della luce come un vino smagliante. Nazione senza speranze! L'Apocalisse esploso fuori dalle coscienze nella malinconia dell'Italia dei Manieristi, ha ucciso tutti: guardateli - ombre grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
0
1.3k
Poesie mondane
Ci vediamo in proiezione, ed ecco la città, in una sua povera ora nuda, terrificante come ogni nudità. Terra incendiata il cui incendio spento stasera o da millenni, è una cerchia infinita di ruderi rosa, carboni e ossa biancheggianti, impalcature dilavate dall'acqua e poi bruciate da nuovo sole. La radiosa Appia che formicola di migliaia di insetti - gli uomini d'oggi - i neorealistici ossessi delle Cronache in volgare. Poi compare Testaccio, in quella luce di miele proiettata sulla terra dall'oltretomba. Forse è scoppiata, la Bomba, fuori dalla mia coscienza. Anzi, è così certamente. E la fine del Mondo è già accaduta: una cosa muta, calata nel controluce del crepuscolo. Ombra, chi opera in questa èra. Ah, sacro Novecento, regione dell'anima in cui l'Apocalisse è un vecchio evento! Il Pontormo con un operatore meticoloso, ha disposto cantoni di case giallastre, a tagliare questa luce friabile e molle, che dal cielo giallo si fa marrone impolverato d'oro sul mondo cittadino... e come piante senza radice, case e uomini, creano solo muti monumenti di luce e d'ombra, in movimento: perché la loro morte è nel loro moto. Vanno, come senza alcuna colonna sonora, automobili e camion, sotto gli archi, sull 'asfalto, contro il gasometro, nell'ora, d'oro, di Hiroshima, dopo vent'anni, sempre più dentro in quella loro morte gesticolante: e io ritardatario sulla morte, in anticipo sulla vita vera, bevo l'incubo della luce come un vino smagliante. Nazione senza speranze! L'Apocalisse esploso fuori dalle coscienze nella malinconia dell'Italia dei Manieristi, ha ucciso tutti: guardateli - ombre grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
Continue reading...
46
Allontanato gettò acqua aperta Vedo bei colori Rosso, blu, verde, viola vedere il maestro del mare Si scivola da me sapendo im ci Egli mantiene nuoto È così bello i colori la luce Io vedo il mare per quello che è
0
Jul 8, 2015
Jul 8, 2015 at 3:59 PM UTC
Profondità sotto il mare (Deep under the sea)
Come nebbia, Nebbia sparsa Che divien acqua, Poi torrente, E poi per sempre E forte e rapida e turbolenta Cui vien la vita, la gioia, i colori Il nostro scopo é Ma non era niente
0
May 9, 2024
May 9, 2024 at 1:06 AM UTC
Come nebbia
make a run to st patrick's put a dollar in the church box light a votive candle dreams stay with you a lover's voice calling from across a crowded street or an old friend that never leaves in the darkest night every bar stool is a wish every robin sings a prayer every drop of water sells a dream. a pond or a puddle add a thousand tears spill a river into an ocean in an outstretched hand I put a dollar. he slips it into his pocket and keeps walking. the drop of water
0
Feb 12, 2018
Feb 12, 2018 at 4:45 PM UTC
la goccia d'acqua
Sarà un cielo chiaro. S'apriranno le strade sul colle di pini e di pietra. Il tumulto delle strade non muterà quell'aria ferma. I fiori, spruzzati di colori alle fontane, occhieggeranno come donne divertite. Le scale le terrazze le rondini canteranno nel sole. S'aprirà quella strada, le pietre canteranno, il cuore batterà sussultando come l'acqua nelle fontane - sarà questa la voce che salirà le tue scale. Le finestre sapranno l'odore della pietra e dell'aria mattutina. S'aprirà una porta. Il tumulto delle strade sarà il tumulto del cuore nella luce smarrita. Sarai tu - ferma e chiara.
0
963
Passerò per Piazza di Spagna
Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. L'artigiano a mirar l'umido cielo, Con l'opra in man, cantando, Fassi in su l'uscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua Della novella piova; E l'erbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passeggier che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo à suoi studi intende? O torna all'opre? O cosa nova imprende? Quando dè mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena È diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! Assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana.
0
1k
La quiete dopo la tempesta
Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. L'artigiano a mirar l'umido cielo, Con l'opra in man, cantando, Fassi in su l'uscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua Della novella piova; E l'erbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passeggier che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo à suoi studi intende? O torna all'opre? O cosa nova imprende? Quando dè mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena È diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! Assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana.
Continue reading...
54
Le dicevano: - Bambina! Che tu non lasci mai stesa, dalla sera alla mattina, ma porta dove l'hai presa, la tovaglia bianca, appena ch'è terminata la cena! Bada, che vengono i morti! I tristi, i pallidi morti! Entrano, ansimano muti. Ognuno è tanto mai stanco! E si fermano seduti la notte intorno a quel bianco. Stanno lì sino al domani, col capo tra le due mani, senza che nulla si senta, sotto la lampada spenta. - È già grande la bambina: la casa regge, e lavora: fa il bucato e la cucina, fa tutto al modo d'allora. Pensa a tutto, ma non pensa a sparecchiare la mensa. Lascia che vengano i morti, i buoni, i poveri morti. Oh! la notte nera nera, di vento, d'acqua, di neve, lascia ch'entrino da sera, col loro anelito lieve; che alla mensa torno torno riposino fino a giorno, cercando fatti lontani col capo tra le due mani. Dalla sera alla mattina, cercando cose lontane, stanno fissi, a fronte china, su qualche bricia di pane, e volendo ricordare, bevono lagrime amare. Oh! non ricordano i morti, i cari, i cari suoi morti! - Pane, sì... pane si chiama, che noi spezzammo concordi: ricordate?... È tela, a dama: ce n'era tanta: ricordi?... Queste?... Queste sono due, come le vostre e le tue, due nostre lagrime amare cadute nel ricordare! -.
0
912
La Tovaglia
Nasce una notte piena di finte buche, di suoni morti come di sugheri di reti calate nell'acqua. Le tue mani si fanno come un soffio d'inviolabili lontananze, inafferrabili come le idee. E l'equivoco della luna e il dondolio, dolcissimi, se vuoi posarmele sugli occhi, toccano l'anima. Sei la donna che passa come una foglia. E lasci agli alberi un fuoco d'autunno.
0
814
Hai chiuso gli occhi
COME VIENE...VIENE! (WHAT COMES...COMES!) The sun is preaching her sermon to the town of Praiano that clings to the cliffs in wonder. Here in her hand of light & water she tells the parables of pebbles. One wave waves to another as she walks upon the water. Bells undress Time disrobe her of her hours. Lemons grow big-bellied on branches pregnant with yellow. The juice of the Future praying in a church of trees. Here, a congregation of butterflies & bees. Grapes dream of being turned into wine. Figs ripen with pleasure. The gods of pagan times survive disguised as statues. I only believing in the religion of a woman's laughter. And even now as darkness grows upon the rose it's as if the sunlight never leaves only changes colour and the sunlight darkens only to blossom into the next morning in love with Time. **** CHE COSA SI FA Il sole sta predicando alla citta di Praiano che miracolosamente si aggrappa alle scogliere. Qui nella sua mano di luce ed acqua racconta le parabole di ciottoli. Un' onda fluttua verso un'altra come cammina sull'acqua. Le campane spogliano il Tempo la svestono delle sue ore. I limoni crescono rigonfi sui rami gravidi di giallo. Il succo del Futuro che prega in una chiesa di alberi. Qui una congrgazione di farfalle ed api. L'uva sogna di essere trasformata in vino. I fiche maturano con piacere. Le divinita dell'epoca pagana sopravivono transvestite in statue. Io credo solo nell religione di una risata di una donna. E anche ora come il buio aumenta sopra la rosa e come se la luce del sole non andasse mai via ma cambia solo colore e la luce del sole si oscura per fiorire la mattina dopo innamorata del Tempo.
0
Mar 28, 2015
Mar 28, 2015 at 7:22 AM UTC
COME VIENE...VIENE! (WHAT COMES...COMES!)
COME VIENE...VIENE! (WHAT COMES...COMES!) The sun is preaching her sermon to the town of Praiano that clings to the cliffs in wonder. Here in her hand of light & water she tells the parables of pebbles. One wave waves to another as she walks upon the water. Bells undress Time disrobe her of her hours. Lemons grow big-bellied on branches pregnant with yellow. The juice of the Future praying in a church of trees. Here, a congregation of butterflies & bees. Grapes dream of being turned into wine. Figs ripen with pleasure. The gods of pagan times survive disguised as statues. I only believing in the religion of a woman's laughter. And even now as darkness grows upon the rose it's as if the sunlight never leaves only changes colour and the sunlight darkens only to blossom into the next morning in love with Time. **** CHE COSA SI FA Il sole sta predicando alla citta di Praiano che miracolosamente si aggrappa alle scogliere. Qui nella sua mano di luce ed acqua racconta le parabole di ciottoli. Un' onda fluttua verso un'altra come cammina sull'acqua. Le campane spogliano il Tempo la svestono delle sue ore. I limoni crescono rigonfi sui rami gravidi di giallo. Il succo del Futuro che prega in una chiesa di alberi. Qui una congrgazione di farfalle ed api. L'uva sogna di essere trasformata in vino. I fiche maturano con piacere. Le divinita dell'epoca pagana sopravivono transvestite in statue. Io credo solo nell religione di una risata di una donna. E anche ora come il buio aumenta sopra la rosa e come se la luce del sole non andasse mai via ma cambia solo colore e la luce del sole si oscura per fiorire la mattina dopo innamorata del Tempo.
Continue reading...
96
'A nnammurata mia se chiamma Ammore, e tene l'uocchie comme a ll'acqua 'e mare. E ddoce comme è doce 'a primmavera, è tutta gentilezza, anema e core..
0
713
'A nnammurata mia
E l'acqua cade su la morta estate, e l'acqua scroscia su le morte foglie; e tutto è chiuso, e intorno le ventate gettano l'acqua alle inverdite soglie; e intorno i tuoni brontolano in aria; se non qualcuno che rotola giù. Apersi un poco la finestra: udii rugliare in piena due torrenti e un fiume; e mi parve d'udir due scoppiettìi e di vedere un nereggiar di piume. O rondinella spersa e solitaria, per questo tempo come sei qui tu? Oh! non è questo un temporale estivo col giorno buio e con la rosea sera, sera che par la sera dell'arrivo, tenera e fresca come a primavera, quando, trovati i vecchi nidi al tetto, li salutava allegra la tribù. Se n'è partita la tribù, da tanto! Tanto, che forse pensano al ritorno, tanto, che forse già provano il canto che canteranno all'alba di quel giorno: sognano l'alba di San Benedetto nel lontano Baghirmi e nel Bornù. E chiudo i vetri. Il freddo mi percuote, l'acqua mi sferza, mi respinge il vento. Non più gli scoppiettìi, ma le remote voci dei fiumi, ma sgrondare io sento sempre più l'acqua, rotolare il tuono, il vento alzare ogni minuto più. E fuori vedo due ombre, due voli, due volastrucci nella sera mesta, rimasti qui nel grigio autunno soli, ch'aliano soli in mezzo alla tempesta: rimasti addietro il giorno del frastuono, delle grida d'amore e gioventù. Son padre e madre. C'è sotto le gronde un nido, in fila con quei nidi muti, il lor nido che geme e che nasconde sei rondinini non ancor pennuti. Al primo nido già toccò sventura. Fecero questo accanto a quel che fu. Oh! tardi! Il nido ch'è due nidi al cuore, ha fame in mezzo a tante cose morte; e l'anno è morto, ed anche il giorno muore, e il tuono muglia, e il vento urla più forte, e l'acqua fruscia, ed è già notte oscura, e quello ch'era non sarà mai più.
0
774
In ritardo
E l'acqua cade su la morta estate, e l'acqua scroscia su le morte foglie; e tutto è chiuso, e intorno le ventate gettano l'acqua alle inverdite soglie; e intorno i tuoni brontolano in aria; se non qualcuno che rotola giù. Apersi un poco la finestra: udii rugliare in piena due torrenti e un fiume; e mi parve d'udir due scoppiettìi e di vedere un nereggiar di piume. O rondinella spersa e solitaria, per questo tempo come sei qui tu? Oh! non è questo un temporale estivo col giorno buio e con la rosea sera, sera che par la sera dell'arrivo, tenera e fresca come a primavera, quando, trovati i vecchi nidi al tetto, li salutava allegra la tribù. Se n'è partita la tribù, da tanto! Tanto, che forse pensano al ritorno, tanto, che forse già provano il canto che canteranno all'alba di quel giorno: sognano l'alba di San Benedetto nel lontano Baghirmi e nel Bornù. E chiudo i vetri. Il freddo mi percuote, l'acqua mi sferza, mi respinge il vento. Non più gli scoppiettìi, ma le remote voci dei fiumi, ma sgrondare io sento sempre più l'acqua, rotolare il tuono, il vento alzare ogni minuto più. E fuori vedo due ombre, due voli, due volastrucci nella sera mesta, rimasti qui nel grigio autunno soli, ch'aliano soli in mezzo alla tempesta: rimasti addietro il giorno del frastuono, delle grida d'amore e gioventù. Son padre e madre. C'è sotto le gronde un nido, in fila con quei nidi muti, il lor nido che geme e che nasconde sei rondinini non ancor pennuti. Al primo nido già toccò sventura. Fecero questo accanto a quel che fu. Oh! tardi! Il nido ch'è due nidi al cuore, ha fame in mezzo a tante cose morte; e l'anno è morto, ed anche il giorno muore, e il tuono muglia, e il vento urla più forte, e l'acqua fruscia, ed è già notte oscura, e quello ch'era non sarà mai più.
Continue reading...
48
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe e portino la pace ovunque e l'ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento.
0
678
Bambino