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"vuoto" poems
Pareva facile giuoco mutare in nulla lo spazio che m'era aperto, in un tedio malcerto il certo tuo fuoco. Ora a quel vuoto ** congiunto ogni mio tardo motivo, sull'arduo nulla si spunta l'ansia di attenderti vivo. La vita che dà barlumi è quella che sola tu scorgi. A lei ti sporgi da questa finestra che non s'illumina.
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Il balcone
Occhi verdi come il silenzio, ostinati nel vuoto di forme angeliche e trasparenti. Finti giroscopici frammenti moltiplicati a dare geometrica forma al mare. Bianchi cristalli fragili ed invisibili. Osservo le onde, le persone e la musica. Ubriaco di volti e suoni. Incastonati nella mia storia. Semplici ed incomprensibili.
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Jan 27, 2013
Jan 27, 2013 at 4:13 PM UTC
Brighton
Alla voce della persona, ignorata, non risponde che uno stesso sfondo di suono paziente, vuoto. Con gesti circospetti non si fermano gli oggetti lasciati in un punto. C'è stato un giorno qualsiasi, un avvenimento banale: qualcuno che dormiva nelle camere di fianco mentre si parlava. E continuan le abitudini. Sul cortile riposano la nera facciata e gli archi dei terrazzi. Da un angolo proviene una vampata di terrore. S'arresta il rumore dei fili della luce sbattuti. S'apre una corta reminiscenza. Nello stesso spazio occupato prima da un senso strano ora è un cemento d'angoscia. Sul parapetto del muro di fronte cade qualcosa, poi si muove un animale nel fondo. Arriveranno altri perduti dettagli, si sentirà l'assenza. Quando dal vicolo si scorge un'altra spoglia di ringhiera e una parvenza di passi sulla ghiaia, come un pazzo risvolto, si ripete, nel grembo dell'essere t'assale, senza speranza, un incontrastato malessere così forte che il tempo appare nella posa arrogante degli oggetti. Oltre la scarpata, piani di terra asciutta, martoriata, i campi dove si tuffi l'acqua di motori accesi nella notte e, dietro, il mare. E' un disuguale accorgersi delle distanze. A volte si sostiene per ore un manto di oscurità feroce intorno ad una statua. Poi non resta che il dissapore per aver inteso domandare pietà da un'inutile voce.
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Feb 19, 2010
Feb 19, 2010 at 4:38 PM UTC
Alla voce della persona ignorata...
Il poeta è un uccello che becca le parole sotto la neve del normale viene sul davanzale e scappa, impaurito se lo vuoi catturare Il poeta è femmina Il poeta è gagliardo ha qualcosa, nello sguardo che tu dici: è un poeta Spesso è analfabeta ma è meglio è piú immediato il poeta è un ammalato colitico, fegatoso, asmatico il poeta è antipatico, scontroso ombroso: guai chiamarlo poeta è una cometa che annuncia un mondo nuovo è assolutamente inutile è un fallito è un pappagallo di partito è organico, no, è fatto d'aria ha nella penna tutta intera la rabbia proletaria è sopra la politica è sopra il mondo il poeta è tisico e biondo il poeta è sempre suicida il poeta è un furbone il poeta è una sfida alle banalità del mondo il poeta è assolutamente del tutto normale il poeta è omosessuale il poeta è un santo il poeta è una spia poi un giorno va via in un isola lontana o anche a puttana e lascia un gran vuoto nella poesia la sua il poeta è il titolo di questa mia.
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Il poeta
Dicono che la mia sia una poesia d'inappartenenza. Ma s'era tua era di qualcuno: di te che non sei più forma, ma essenza. Dicono che la poesia al suo culmine magnifica il Tutto in fuga, negano che la testuggine sia più veloce del fulmine. Tu sola sapevi che il moto non è diverso dalla stasi, che il vuoto è il pieno e il sereno è la più diffusa delle nubi. Così meglio intendo il tuo lungo viaggio imprigionata tra le bende e i gessi. Eppure non mi dà riposo sapere che in uno o in due noi siamo una sola cosa.
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Xenia (da satura)
Io ti amo e se non ti basta ruberò le stelle al cielo per farne ghirlanda e il cielo vuoto non si lamenterà di ciò che ha perso che la tua bellezza sola riempirà l'universo Io ti amo e se non ti basta vuoterò il mare e tutte le perle verrò a portare davanti a te e il mare non piangerà di questo sgarbo che onde a mille, e sirene non hanno l'incanto di un solo tuo sguardo Io ti amo e se non ti basta solleverò i vulcani e il loro fuoco metterò nelle tue mani, e sarà ghiaccio per il bruciare delle mie passioni Io ti amo e se non ti basta anche le nuvole catturerò e te le porterò domate e su te piover dovranno quando d'estate per il caldo non dormi E se non ti basta perché il tempo si fermi fermerò i pianeti in volo e se non ti basta vaffanculo.
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Io ti amo
Da dove ci chiamano i rimorsi? Assenza, assenza non sa il cuore di chi né di che ima perdutissima sostanza. Sa solo che è incolmabile quel vuoto, quella lacuna non fosse il dilagare, talora, d'una fervida celestiale sovrabbondanza.
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Untitled
mio caro amore ** deciso che i tempi dello scrivere sotto sedativi sono tornati quindi poggia la testa al sedile, chiudi gli occhi e goditi la corsa. I: ** messo la testa fuori dalla finestra nella speranza di riempire i miei polmoni di aria gelida ma tutto ciò che ** visto è la solita strada con il solito alienante senso di vuoto che solo un paesino del Sud può regalare. quando ** detto che i vicini di casa mi spaventano non stavo dicendo una bugia: aspetto ancora che qualcuno ammazzi qualcuno sulla mia strada, probabilmente perché un paio di anni fa quello sarebbe dovuto essere il mio destino. II: chissà se le persone hanno capito che le mie domande non hanno un doppio fine ma semplicemente ** una vera e propria dipendenza da informazioni, devo avere tutto perfettamente chiaro e perfettamente illuminato, altrimenti perdo il controllo e divento ossessiva finché il tutto non si chiarisce. III; penso alle ninfee, alle ranocchie, agli stagni putridi in cui riposano ossa. ogni Monet occulta un cadavere. IV; le tue mani sono molto belle e non mi importa se ti mangi le pellicine e non mi importa se le rovini col cemento finché le usi anche per costruìre imperi sulla mia schiena, palazzi con i miei capelli intrecciati. V: sono le 02:02 e il mondo non è bello ma almeno è silenzioso.
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Jun 28, 2015
Jun 28, 2015 at 8:02 PM UTC
01:48 am
Vorticosi anelli imperlati di caducità. Volto scuro, nell'ombra del sole. Vivace tristezza volteggiante sulla testa. Scintilla di fuoco di una sigaretta sprecata. Respiro forte di polmoni, a riempire il vuoto che c'è nell'anima con l'etereo. Catrame nero e traditore, colma le mie mancanze e paziente ascolta i miei lamenti. Impassibile e maligno.
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Jan 27, 2013
Jan 27, 2013 at 4:18 PM UTC
catrame
I turbini sollevano la polvere sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi deserti, ove i cavalli incappucciati annusano la terra, fermi innanzi ai vetri luccicanti degli alberghi. Sul corso, in faccia al mare, tu discendi in questo giorno or piovorno ora acceso, in cui par scatti a sconvolgerne l'ore uguali, strette in trama, un ritornello di castagnette. È il segno d'un'altra orbita: tu seguilo. Discendi all'orizzonte che sovrasta una tromba di piombo, alta sui gorghi, più d'essi vagabonda: salso nembo vorticante, soffiato dal ribelle elemento alle nubi; fa che il passo su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi il viluppo dell'alghe: quell'istante è forse, molto atteso, che ti scampi dal finire il tuo viaggio, anello d'una catena, immoto andare, oh troppo noto delirio, Arsenio, d'immobilità... Ascolta tra i palmizi il getto tremulo dei violini, spento quando rotola il tuono con un fremer di lamiera percossa; la tempesta è dolce quando sgorga bianca la stella di Canicola nel cielo azzurro e lunge par la sera ch'è prossima: se il fulmine la incide dirama come un albero prezioso entro la luce che s'arrosa: e il timpano degli tzigani è il rombo silenzioso Discendi in mezzo al buio che precipita e muta il mezzogiorno in una notte di globi accesi, dondolanti a riva, - e fuori, dove un'ombra sola tiene mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita l'acetilene - finché goccia trepido il cielo, fuma il suolo che t'abbevera, tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono le tende molli, un fruscio immenso rade la terra, giù s'afflosciano stridendo le lanterne di carta sulle strade. Così sperso tra i vimini e le stuoie grondanti, giunco tu che le radici con sé trascina, viscide, non mai svelte, tremi di vita e ti protendi a un vuoto risonante di lamenti soffocati, la tesa ti ringhiotte dell'onda antica che ti volge; e ancora tutto che ti riprende, strada portico mura specchi ti figge in una sola ghiacciata moltitudine di morti, e se un gesto ti sfiora, una parola ti cade accanto, quello è forse, Arsenio, nell'ora che si scioglie, il cenno d'una vita strozzata per te sorta, e il vento la porta con la cenere degli astri.
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Arsenio
I turbini sollevano la polvere sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi deserti, ove i cavalli incappucciati annusano la terra, fermi innanzi ai vetri luccicanti degli alberghi. Sul corso, in faccia al mare, tu discendi in questo giorno or piovorno ora acceso, in cui par scatti a sconvolgerne l'ore uguali, strette in trama, un ritornello di castagnette. È il segno d'un'altra orbita: tu seguilo. Discendi all'orizzonte che sovrasta una tromba di piombo, alta sui gorghi, più d'essi vagabonda: salso nembo vorticante, soffiato dal ribelle elemento alle nubi; fa che il passo su la ghiaia ti scricchioli e t'inciampi il viluppo dell'alghe: quell'istante è forse, molto atteso, che ti scampi dal finire il tuo viaggio, anello d'una catena, immoto andare, oh troppo noto delirio, Arsenio, d'immobilità... Ascolta tra i palmizi il getto tremulo dei violini, spento quando rotola il tuono con un fremer di lamiera percossa; la tempesta è dolce quando sgorga bianca la stella di Canicola nel cielo azzurro e lunge par la sera ch'è prossima: se il fulmine la incide dirama come un albero prezioso entro la luce che s'arrosa: e il timpano degli tzigani è il rombo silenzioso Discendi in mezzo al buio che precipita e muta il mezzogiorno in una notte di globi accesi, dondolanti a riva, - e fuori, dove un'ombra sola tiene mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita l'acetilene - finché goccia trepido il cielo, fuma il suolo che t'abbevera, tutto d'accanto ti sciaborda, sbattono le tende molli, un fruscio immenso rade la terra, giù s'afflosciano stridendo le lanterne di carta sulle strade. Così sperso tra i vimini e le stuoie grondanti, giunco tu che le radici con sé trascina, viscide, non mai svelte, tremi di vita e ti protendi a un vuoto risonante di lamenti soffocati, la tesa ti ringhiotte dell'onda antica che ti volge; e ancora tutto che ti riprende, strada portico mura specchi ti figge in una sola ghiacciata moltitudine di morti, e se un gesto ti sfiora, una parola ti cade accanto, quello è forse, Arsenio, nell'ora che si scioglie, il cenno d'una vita strozzata per te sorta, e il vento la porta con la cenere degli astri.
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro, arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo: il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore da ubriaco. Poi, come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi, case, colli per l'inganno consueto. Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
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Forse un mattino
** sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. ** sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ** scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.
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** sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
Gemmea l'aria, il sole così chiaro che tu ricerchi gli albicocchi in fiore, e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore... Ma secco è il pruno, e le stecchite piante di nere trame segnano il sereno, vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno. Silenzio, intorno: solo, alle ventate, odi lontano, da giardini ed orti, di foglie un cader fragile. È l'estate, fredda, dei morti.
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Novembre
No given thought from one so young of double speak or triple tongue I cradle thee within my boughs ignorant of thy whats and hows Jednom slomljena ce jour, repare! mia mente, la vuoto, verloren geht, und wie! 'Twas scattered 'bout now gathered glued so yugen read this thought subdued if now a mess no more to rhyme you should have seen this, aforetime
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May 9, 2015
May 9, 2015 at 10:28 AM UTC
Mentis Strepitus
Brevi erano le tue lettere, precise, tutte muscolo e nervo, di mano più usa al compasso, alla squadra, al gesto del duro comando. Dicevan le semplici cose con semplici **** parole; ma due ne portavano in fine, due, sempre le stesse: "Sei mia". E quando ella giungeva, leggendo, al termine noto, s'abbandonava all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Ombre violacee intorno alla socchiusa bocca, all'affilato naso precipitoso palpito delle vene gonfiate alle tempie alla gola cecità delle palpebre, tensione delle mascelle nel desiderio faccia di donna agonizzante in estasi, tu non la vedesti, nessuno la vide. Era sola. Ora, ogni notte, la donna che più non vorrebbe esser viva nel vuoto della sua casa che ha odore di cenere spenta scioglie un pacco di lettere legato con un nastro nero. E legge; e, giunta al termine ben noto che a ognuna è sigillo, ancor s'abbandona all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Così, dalla tomba, con dura predace potenza di sillabe scritte tu l'imprigioni, o scomparso, tu la possiedi così.
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Lettere
L'uomo, monotono universo, Crede allargarsi i beni E dalle sue mani febbrili Non escono senza fine che limiti. Attaccato sul vuoto Al suo filo di ragno, Non teme e non ****** Se non il proprio grido. Ripara il logorio alzando tombe, E per pensarti, Eterno, Non ha che le bestemmie.
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Untitled
Io lo so d'esser stato sbattuto qua senza una ragione. In questa vita che tutti mi vogliono far credere di vuoto ne è piena. Come stanze vuote di una casa, riempite solo dall'echeggiare della mia voce Uomo che getti la sigaretta usata per strada, abbi rispetto di questo mondo che amo. La tua futilità mescolata alla tua noncuranza mi rende facile la fantasia della tua morte. Un'altra ancora ed io ucciderò te, prima che tu possa continuare col tuo sterminio. Un'altra ancora e ti estirpero' come un chirurgo estirpa il tumore. Una madre sarà per questo mondo la tua morte. Ma io avrò cura di tutta la meraviglia che mi è stata donata senza ragione né merito. La riempirò d'attimi fuggenti, amore e poesie. E con forza difenderò tutto ciò che amo dalla iniquità di voi diffusissimi esseri vuoti.
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May 14, 2018
May 14, 2018 at 4:01 PM UTC
Vitalità
🇮🇹 Quando l’amore chiude il dolore Ci sono ferite che gridano in silenzio, ombre che abitano il cuore e sembrano non voler andar via. Ma l’amore arriva come carezza, non cancella il passato, lo fascia con mani di luce, lo trasforma in memoria che respira. Quando l’amore chiude il dolore, non è oblio ma rinascita: il pianto diventa seme, il vuoto si riempie di speranza, la notte si apre al giorno. — Masi Roberto © 2025 --- 🇬🇧 When Love Closes Pain There are wounds that scream in silence, shadows that dwell in the heart and seem unwilling to leave. But love comes like a caress, it does not erase the past, it wraps it with hands of light, it turns it into breathing memory. When love closes pain, it is not forgetting but rebirth: tears become seeds, emptiness fills with hope, the night opens to day. — Masi Roberto © 2025
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Sep 29, 2025
Sep 29, 2025 at 8:26 PM UTC
Quando l’amore chiude il dolore / When Love Closes Pain
under this gray sky drowned between a praise and a curse some remain silent others dig and go and shout your name the name "you cannot say!"   and the emptiness remains the emptiness remains and I miss myself so much I miss myself so much and the world misses me under this gray sky like a fish in an ball who bangs his face against the glass, dreaming about the infinite and just to get out of that nightmare decides to stay attached to the hook ... shouting my hook ! I love you! mio amo ti amo! ...................... bajo este cielo gris ahogados entre un elogio y un improperio, algunos permanecen en silencio otros cavan y se van y gritan tu nombre el nombre "que no sabes decir!"   y el vacío permanece el vacío permanece y yo me extraño mucho me extraño mucho y me  extraño  mundo bajo este cielo gris como un pez en un acuario quien golpea su cara contra el cristal, soñando el infinito. y solo para salir de esa pesadilla decide quedarse atado al gancho ... gritando mi gancho yo te quiero! mio amo io ti amo! ............. sotto questo cielo grigio annegati tra una lode e un improperio, alcuni rimangono in silenzio altri scavano e vanno e gridano il tuo nome il nome che "tu non sai dire!" e il vuoto rimane il vuoto rimane ed io mi manco tanto manco tanto a me stesso e al mondo sotto questo grigio cielo come un pesce in un aquario   che  sbattendo il muso contro il vetro, sogna l'infinito e pur di uscire da quell'incubo decide di rimanere aggangiato all'amo... gridando mio amo! Io ti amo!
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Oct 12, 2018
Oct 12, 2018 at 11:14 AM UTC
hook
under this gray sky drowned between a praise and a curse some remain silent others dig and go and shout your name the name "you cannot say!"   and the emptiness remains the emptiness remains and I miss myself so much I miss myself so much and the world misses me under this gray sky like a fish in an ball who bangs his face against the glass, dreaming about the infinite and just to get out of that nightmare decides to stay attached to the hook ... shouting my hook ! I love you! mio amo ti amo! ...................... bajo este cielo gris ahogados entre un elogio y un improperio, algunos permanecen en silencio otros cavan y se van y gritan tu nombre el nombre "que no sabes decir!"   y el vacío permanece el vacío permanece y yo me extraño mucho me extraño mucho y me  extraño  mundo bajo este cielo gris como un pez en un acuario quien golpea su cara contra el cristal, soñando el infinito. y solo para salir de esa pesadilla decide quedarse atado al gancho ... gritando mi gancho yo te quiero! mio amo io ti amo! ............. sotto questo cielo grigio annegati tra una lode e un improperio, alcuni rimangono in silenzio altri scavano e vanno e gridano il tuo nome il nome che "tu non sai dire!" e il vuoto rimane il vuoto rimane ed io mi manco tanto manco tanto a me stesso e al mondo sotto questo grigio cielo come un pesce in un aquario   che  sbattendo il muso contro il vetro, sogna l'infinito e pur di uscire da quell'incubo decide di rimanere aggangiato all'amo... gridando mio amo! Io ti amo!
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Luci spente. È rimasto solo un faro a illuminare il centro della scena. L'atrio è vuoto, a parte me e qualcuno lì negli ultimi posti. Il palco è freddo, incompleto. E vorrei scaldarlo di nuovo, senza voler seguire un copione, senza aver paura di balbettare, senza la paura che le luci si spengano, di nuovo. Manca però l'attore a cui più tenevo, quello che ha dato una nuova vita a questo teatro di infantili drammi, per dare spazio a singolari commedie, oltre ad arricchire i miei racconti, e soprattutto apprezzarli. E vorrei che tornasse quella luce che saturava ogni sorriso, che faceva brillare il silenzio, che fermava per un istante il tempo, almeno per concederci l'occasione di un degno ultimo atto, con la speranza che sia lontano, lontano, o, almeno, felice.
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Apr 17, 2025
Apr 17, 2025 at 4:55 PM UTC
All'Attrice
Sono più di trent'anni e, di queste ore, mamma, tu con dolor m'hai partorito; ed il mio nuovo piccolo vagito t'addolorava più del tuo dolore. Poi tra il dolore sempre ed il timore, o dolce madre, m'hai di te nutrito: e quando fui del corpo tuo vestito, quand'ebbi nel mio cuor tutto il tuo cuore, allor sei morta; e son vent'anni: un giorno! E già gli occhi materni io penso a vuoto; e il caro viso già mi si scolora; mamma, e più non ti so. Ma nel soggiorno freddo dè morti, nel tuo sogno immoto, tu m'accarezzi i riccioli d'allora.
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Anniversario (1889)
Tu insegui le mie forme, segui tu la giustezza del mio corpo e non mai la bellezza di cui vado superba. Sono animale all'infelice coppia prona su un letto misero d'assalti, sono la carezzevole rovina dei fecondi sussulti alle tue mani, sono il vuoto cresciuto sino all'altezza esatta del piacere ma con mille tramonti alle mie spalle: quante volte, amor mio, tu mi disdegni.
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Dies Irae
under this grey suburban sky, it is not my habit to complain although lately you seem empty yet every day I dedicate myself to you and you do not look at me you frame of fire, scar of wind! maybe I'm too old and too resentful or it irritates me the fact that I have to keep looking at you looking for a meaning in my eyes just leave me or let me go as you wish as I know ....... sotto questo grigio cielo suburbano, non è mia abitudine lamentarmi ma ultimamente sembri vuoto eppure ogni giorno mi dedico a te e tu non mi guardi tu cornice di fuoco, cicatrice del vento! forse sono troppo vecchio e pieno di risentimento oppure mi irrita il fatto di dover continuare a guardarti cercando un significato nei miei occhi lasciami o lasciami andare come tu desideri come io so ............... bajo este cielo gris, no es mi costumbre quejarme. aunque últimamente pareces vacío sin embargo, todos los días yo me dedico a ti y tu no me miras marco de fuego, cicatriz de viento! tal vez you sea demasiado viejo y ya muy resentido o me irrita el hecho de que tengo que seguir mirándote buscando un significado en mis ojos solo déjame o déjame ir como tu desees como yo se .......... sous ce ciel gris de banlieue, je n'ai pas l'habitude de me plaindre mais récemment tu sembles vide bien que chaque jour je me dédie à vous et tu ne me regarde pas vous encadrez de feu, cicatrice du vent! peut-être que je suis trop vieux et trop rancunier ou que m'irrite le fait que je dois continuer à vous regarder a la recherche d'un sens dans mes yeux laisse-moi ou laisse-moi partir comme tu veux comme je sais
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Nov 11, 2018
Nov 11, 2018 at 5:39 PM UTC
of my desires
under this grey suburban sky, it is not my habit to complain although lately you seem empty yet every day I dedicate myself to you and you do not look at me you frame of fire, scar of wind! maybe I'm too old and too resentful or it irritates me the fact that I have to keep looking at you looking for a meaning in my eyes just leave me or let me go as you wish as I know ....... sotto questo grigio cielo suburbano, non è mia abitudine lamentarmi ma ultimamente sembri vuoto eppure ogni giorno mi dedico a te e tu non mi guardi tu cornice di fuoco, cicatrice del vento! forse sono troppo vecchio e pieno di risentimento oppure mi irrita il fatto di dover continuare a guardarti cercando un significato nei miei occhi lasciami o lasciami andare come tu desideri come io so ............... bajo este cielo gris, no es mi costumbre quejarme. aunque últimamente pareces vacío sin embargo, todos los días yo me dedico a ti y tu no me miras marco de fuego, cicatriz de viento! tal vez you sea demasiado viejo y ya muy resentido o me irrita el hecho de que tengo que seguir mirándote buscando un significado en mis ojos solo déjame o déjame ir como tu desees como yo se .......... sous ce ciel gris de banlieue, je n'ai pas l'habitude de me plaindre mais récemment tu sembles vide bien que chaque jour je me dédie à vous et tu ne me regarde pas vous encadrez de feu, cicatrice du vent! peut-être que je suis trop vieux et trop rancunier ou que m'irrite le fait que je dois continuer à vous regarder a la recherche d'un sens dans mes yeux laisse-moi ou laisse-moi partir comme tu veux comme je sais
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