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"vergogna" poems
Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono di quei sospiri ond'io nudriva 'l core in sul mio primo giovenile errore quand'era in parte altr'uom da quel ch'ì sono, del vario stile in ch'io piango et ragiono fra le vane speranze e 'l van dolore, ove sia chi per prova intenda amore, spero trovar pietà, nonché perdono. Ma ben veggio or sì come al popol tutto favola fui gran tempo, onde sovente di me mesdesmo meco mi vergogno; et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto, e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente che quanto piace al mondo è breve sogno.
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Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Ballata delle madri
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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O dolce usignolo che ascolto (non sai dove), in questa gran pace cantare cantare tra il folto, là, dei sanguini e delle acace; t'ho presa - perdona, usignolo - una dolce nota, sol una, ch'io canto tra me, solo solo, nella sera, al lume di luna. E pare una tremula bolla tra l'odore acuto del fieno, un molle gorgoglio di polla, un lontano fischio di treno... Chi passa, al morire del giorno, ch'ode un fischio lungo laggiù riprende nel cuore il ritorno verso quello che non è più. Si trova al nativo villaggio, vi ritrova quello che c'era: l'odore di mesi-di-maggio buon odor di rose e di cera. Ne ronzano le litanie, come l'api intorno una culla: ci sono due voci sì pie! Di sua madre e d'una fanciulla. Poi fatto silenzio, pian piano, nella nota mia, che t'ho presa, risente squillare il lontano campanello della sua chiesa. Riprende l'antica preghiera, ch'ora ora non ha perché; si trova con quello che c'era, ch'ora ora ora non c'è... Chi sono? Non chiederlo. Io piango, ma di notte, perch'ho vergogna. O alato, io qui vivo nel fango. Sono un gramo rospo che sogna.
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Il poeta solitario
the border of your defeat the harbour of your shame on this side of the wall in the middle of the storm free human being as I was born I refuse your food your food I do refuse .............................. il confine della tua sconfitta l'approdo della tua vergogna da questo lato del muro nel mezzo della tempesta, essere umano libero come sono nato io rifiuto il tuo cibo il tuo cibo io rifiuto ....................... la frontera de tu derrota el muelle de tu vergüenza desde este lado de la pared en medio de la tormenta ser humano libre como nací yo rechazo tu comida tu comida yo rechazo ------------------------- la frontière de votre défaite le quai de votre honte de ce côté du mur en pleine tempête, être humain libre comme je suis né Je refus ta nourriture ta nourriture Je refuse
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Jan 9, 2019
Jan 9, 2019 at 8:21 AM UTC
of your defeat
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
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Dec 24, 2023
Dec 24, 2023 at 10:43 AM UTC
Orbit, aquile, polli e Jewel
Sento il peso del mondo sulle mie spalle. Mi fa male vedere ogni persona che soffre. Vorrei che tutti fossero felici, anche chi mi ha fatto del male. Vorrei che gli animali non si debbano ammazzare per sopravvivere. No, non mi importa No, non mi importa più Va tutto bene nonostante il caos Va tutto bene nonostante tutto Se conosco la storia di un cattivo riesco a capire perché è cattivo e diventa mio fratello. Se conosco la storia di un'assassina capisco perché lo è diventata e diventa mia sorella. Forse porgere l'altra guancia significa capire che ci sono persone che soffrono più di me. Forse porgere l'altra guancia lenirà la sofferenza di chi arreca sofferenza perché la sua vita è stata più sofferente della mia. O forse no e sono solo stronzi. Si, mi importa relativamente perché... Va tutto bene in realtà Sto bene in realtà È tutto una costruzione della nostra mente. Una costruzione collettiva e culturale. Dirò quel che vorrò dire, se ne approfitterai bene, sennò pazienza. La stessa pioggia fa scappare gli adulti e fa saltare su pozzanghere bambini. ** visto comunisti comportarsi da fascisti, e io che mi definisco marxista ** provato vergogna per me stesso. Forse il capitalismo non è tutto da buttare. ** visto femministe attaccare in ma ssa, frenetiche come api sul miele, una ragazza. E Io che mi definivo femminista intersezionale... Quante volte io avrò tradito i miei ideali? Oh sì, va tutto bene in realtà. Oh si, riesco a planare in questa leggerezza. La natura si mostra in tutta la sua bellezza. La natura si mostra in tutta la sua violenza. Svegliarsi è spiacevole, è così bello dormire, Svegliarsi è spiacevole ma essere già svegli è più bello. Qual è il vantaggio di mandare un uomo sulla luna quando l'uomo non riesce a vivere sulla terra? È tutto ok E io plano lontano su questa leggerezza. Inseguo un gatto. Cammino in alto su un muro e non cado, non cado. E poi Un piede sull'asfalto Uno sulla via lattea Accendo un falò. Nuoto dove l'acqua è più blu. È tutto così bello, tutto è più bello. Tutto è così leggero... Come camminare in alto su un muro E non cadere, non cadere Tu sei bellissima. Tu turu tu tu turu tu. / Amo tutto di lei ed è così bella. Non ** bisogno di prendere una farfalla per vederne la bellezza. Se ti piace un fiore lo prendi, se lo ami lo annaffi. Spero che questo mio amore per te possa non finire mai, mi sento benedetto quando amo qualcuno. Mi sento benedetto a stare sotto questo cielo. Come camminare in alto su un muro e non cadere, non cadere. E sento te dentro il mio cuore splendere come un gioiello Dolci sogni che ricorderò. Dolci sogni che ricorderò tutti.
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