Submit your work, meet writers and drop the ads. Become a member
Glen Castillo Jul 2018
Umaga na pala,
Subalit tila umpisa pa lang ito ng dilim
Dito sa bayan kong nasa sinapupunan ng mga sakim
Pagpagan ang mga baro't saya habang hawak ang sedula
Nilang mga uhaw sa tronong ipinangako sa kanila

Naluklok na bagong puno,sa pagdaka’y nagpaulan
Ng mga balang hindi man tingga ay tumatagos sa kaibuturan
Sa dati niyang ka giyera na s'yang mga tunay na anak ng bayan
Iginapos sila’t ipiniit sa sandipang karapatan

Yaong mga bago niyang kawal ay matatayog pa sa kalabaw
‘Pagkat kasama niyang magkakamal ng salaping umaapaw
Mag kaka-ututang labi ay iisa ang kaliskis at balagat
Sila na mag kaibigang dila at ngipin sa pilak din mag-papangagat

Habang ang mga dating sadyang tapat sa gampanin
Ay mistulang mga bayani na lang sa hangin
Ang pagka dalisay nila sa maka-kapwang  tungkulin
Parang sa tubig na isulat at hindi na basahin

Kawawang Sta. Teresita bayan kong dinusta
Ng mga ganid sa kapangyarihan at mapang-alipusta
Akong anak mo’y nasa daluyong ng kapanglawan
Kabiyak mo sa balsang itinali sa nagluluksang pampang

Kawawang Sta. Teresita ginahasa ng mga mapag-samantala
Hinubaran ng dangal at piniringan ng telang mapula pa sa pula
Binusalan ang bibig hanggang sigaw mo’y hindi na marinig
Mga araw mo ngayo’y mamumugto sa haharapin **** pag-liligalig

Tahan na Sta. Teresita,Tahan na,
Bayan kong sakdal iniibig
Matatapos din ang sigwa,
Tutulay muli ang lunday sa sapa.




© 2018 Glen Castillo
All Rights Reserved.
Mahal kong Bayan ng Sta. Teresita sa kasalukuyang panahon
7/31/2018
lifeonLSD Sep 2018
Gebroken
verslonden
kapot
de muren
de vloer
waar ik sta
niets anders dan puin
buiten
en van binnen

Elke steen ooit gelegd zijn gevormd door jouw handen
neergelegd met een precisie als geen ander
het cement zo sterk, dat elk blok omarmde
de muren
de vloer
waar ik sta
niets anders dan puin
buiten
en van binnen

Alles omarmende warmte die eruit raasde
alsof het nooit zo is geweest, zoekend als dwazen
hetgeen wat we als een rots in de branding voorzagen
de muren zijn ingestort
de vloer onder mijn voeten wegge-vagen
waar ik sta
niets anders dan puin
buiten
en van binnen

Oorverdovende herrie dat het maakte
toen één voor één de stenen vielen
de hemel brak open
evenals het geluid van binnen, nu buiten, schreeuwend en krakend
geen muren
geen vloer
waar ik sta
niets anders dan puin
buiten
en van binnen

Wat ooit geborgen was, staat nu vrij om te raken
zo geschiedt, het lag immers open voor de gevaren
tot de blik op de edelen haar ***** verraadde
werd het pas zichtbaar; de klok tegen het geheime wapen
geen muren
geen vloer
waar ik sta
niets anders dan stenen
buiten
en van binnen

Als gegeven lagen ze voor het oprapen
een voor een tot aan de daken
door eigen handen gebouwen en te bewaken
opende het de deuren tot alle ramen
de muren
de vloer
waar ik sta
niets anders dan stenen
buiten
en van binnen

Het haard inmiddels geladen
wat koud en kil was, is met volle vuren nu rustig aan het garen
tot in elke hoek weer een keer de zachte adem heeft geblazen
lege ruimtes langzaam gehuld in verhalen
de muren
de vloer
waar ik sta
niets anders dan stenen
buiten
en van binnen

Stap bij stap is elk blok aangeraakt, vormend in lagen
van buiten naar binnen en van binnen naar buiten, het is omgeslagen
met stenen, hand gesmeden
opnieuw de warmte in gekneden
van jou overgedragen op mij een thuis door gekregen
de muren
de vloer
waar ik sta
alleen maar juwelen
buiten
en van binnen.
mama
Leonardo Tonini Sep 2018
At the cinema they project a movie
And in that movie at a certain point it's raining
And it's a so realistic rain
That I pull the jacket on
Almost to protect myself
Even outside it's raining, or
Perhaps  not.
It's truth this rain that in a dream we dream
Even when it's raining outside?

*

POESIA 2:

Al cinema danno un film
e nel film a un certo punto piove
ed è una pioggia così realistica
che io mi tiro addosso il giubbino
quasi a proteggermi
anche fuori sta piovendo, o forse no.
E’ vera la pioggia che in un sogno sogniamo
anche quando fuori piove?
Second poem for the Luton Festival.
Medusa Nov 2018
"Mystery Cult of Two" by Medusa  (in translation)

<this is Modern Greek, transliterated so that I can study, but it is my own original poem>


oi archaíoi pólemoi ypoféroun apó ti moíra mas
poté den eípa kalá, poté den eípa alítheia
O, i agápi mou, poú échei páei i alítheia?
ópos ti mními kai ti dikaiosýni

pou chánetai sta óneira
den oneirevómoun pléon apó ména
gnostó vathiá se sas

móno eseís, epithymóntas kai oi dýo
mazí mas gia álli mia forá

oi archaíoi pólemoi ypoféroun
mia moíra san erastés
to parelthón den tha gínei poté
na eínai arketá gností

mia mystiriódi latreía tou chrónou
makriá, mia latreía mystiríou
dýo, móno dýo

agápi: mia latreía mystiríou
tou eaftoú mou
Poetry as study guide, seems to be working for me.
This poem is sincere, and also helping me re-learn my Greek.
Daan Vandelay May 2018
Treinen rijden hier al lang niet meer.
Op de bank van dit station leest
niemand nog de krant,
slaat niemand nog een praatje,
geeft niemand nog een hand.

De sporen zijn verroest, de pannen weggewaaid.
Alles staat hier stil.

Het blijft luguber om te zien
*** iemand die het niet verdient
zo vlotjes kan vergaan,
zonder enigszins gekraai
van eenderwelke haan.

Ooit sta ik misschien op dat perron
en wou ik dat ik alles lang geleden had gezegd,
toen ik nog niet wist wat maar het wel nog kon.
was ooit iemand
Irena Adler Nov 2018
Virginia Woolf una volte scrisse che " la bellezza ha due tagli, uno di gioia, l'altro di angoscia, che ci dividono il cuore".
La prima cosa che mi passa per la testa di fronte a tali parole è che l'uomo e la donna patiscono continuamente anche quando sono felici. Quel tipo di angoscia che non ti abbandona mai, la sofferenza di fronte alle scelte fatte o non fatte, il desiderio di evasione in un mondo utopico, la volontà di essere completamente liberi e stoici. I pregiudizi sono nostri amici-nemici. Tutto dipende da come gli accogliamo nelle varie circostanze della vita.
Se ci fosse Virginia Woolf qua con me sicuramente  si arrabbierebbe; " Come puoi essere così disordinata? Non mi stavi  per caso citando? E poi sembrava che stessi cercando  di spiegare qualcosa?! Salti da un argomento all'altro per caso. Se devi essere patetica, aggiungici un sarcasmo poetico".
Scusa ma non riesco ad organizzare ancora bene i miei pensieri. Fluttuano come la polvere nell'aria dopo che hai tentato inutilmente  di pulire un armadio vecchio. Scusa Virginia, mi conoscerai meglio con il passare del tempo.  " Ecco, brava! Che sia sempre con te lo spirito di Judith Shakespeare!"




Martedì 6.  

L'artista che corre per la strada e cerca la sua musa, la trova nello specchio che tende subito a scomparire.
Lui non si è accorto del Sole, vive di notte, disegna di notte, sogna di giorno, sogna di notte. Vive.
Non vede, lui osserva, ama l'impossibile, ama il futile eterno, sogna e vede ciò che non sarà mai compreso dagli altri. Lui trema e le sue mani tengono il pennello con un eccitazione che non si può comprendere ma solo provare. L'emozione di fronte ad un opera che deve appena essere creata, immortalata, eterna come la non-realtà.
L'immagine sussiste e lui sbatte le ali del sogno, disubbidisce alla società, gode ed ama l'incomprensibile, lo respira e vive di ciò.

Lo spessore della profondità è inabbattibile. L'acqua non ti fa annegare; è il pensiero. Non pensiamo, nuotiamo, è l'istinto a prevalere eppure abbiamo scelto di morire. Per questo motivo esiste l'altro, per annegarci o salvarci. Mantieni la dignità e vivi. E dunque sanguina.


Venerdì 9.

L'uomo e la donna. La donna e l'uomo. L'uomo ha sulla testa una lampadine e la donna uno sbattitore da cucina. La natura del cane è quella di abbaiare. La natura della specie umana è quella di riprodursi. Eppure abbiamo la necessità di creare ed inventare, non riusciamo a farne a meno. Sentiamo un bisogno insostenibile di portare fuori ciò che sta dentro. Siamo continuamente alla ricerca dell'essere presenti, passati e futuri. La gioia e l'angoscia d' esistere ci turba le anime. Ci chiediamo sempre qual'è lo scopo del fare e di muoverci. Dove sta il dono o la maledizione di essere stati scaraventati sulla palla ovale che gira intorno a se stessa ed intorno ad una palla ancora più grande che ci mantiene in vita. E' questo il senso? Dipendere dalla luce del sole oppure  soltanto dall'acqua e dal pane?
Dove sta l'essere in questa stanza? E' forse disteso su questo letto a scrivere? Forse.
Oppure si trova proprio nel pensiero che crea quel' atto?
L'esistenza umana è ridotta ad anni di vita, non secoli. Ciò che ci è stato dato l'abbiamo preso ed appreso, ci siamo impossessati ed ora fa parte di noi. Ci è stata data la vita dalla Natura ed essa ci ha pure delimitati.
" Ecco, voi siete parte di me, vivete e morite". Se è così noi dipendiamo gli uni dagli altri, non ha senso vivere soli sulla terra, abbandonati da nessuno. Non possiede alcuna logica.

Mercoledì 33.

Il mare non è sempre stato blu; una volta era violaceo e tutti gli animali potevano entrare nell'acqua senza dove trattenere il fiato. Si respirava nell'acqua, si stava bene. Soltanto quando arrivò l'uomo e ci mise il piede in acqua, essa si contrasse e divenne blu, scura e profonda. Il mare scelse di non dare accesso all'uomo e a quel diverso tipo di intelletto che si preparava a conquistare tutto ciò che mai gli potrà appartenere interamente. Per colpa sua le specie che abitavano la terra ferma dovettero separarsi da quelle marine.
Più l'uomo diventava avido ed egoista più il mare diventava profondo e salato. Non voleva finire nella bocca di quel animale strano che camminava su due stecchi con cinque rami piccoli, ben allineati ma sporchi. L'uomo costrinse il mare a piangere e non capì, non poteva capirlo poichè ora era lui il padrone.

— The End —