Hello Poetry
Submit your work and get some sparkles! Create free account
"spada" poems
Vorrei un figlio da te che sia una spada lucente, come un grido di alta grazia, che sia pietra, che sia novello Adamo, lievito del mio sangue e che risolva più quietamente questa nostra sete. Ah, se t'amo, lo grido ad ogni vento gemmando fiori da ogni stanco ramo e fiorita son tutta e d'ogni velo vo scerpando il mio lutto perché genesi sei della mia carne. Ma il mio cuore, trafitto dall'amore ha desiderio di mondarsi vivo. E perciò dammi un figlio delicato, un bellissimo, vergine viticcio da allacciare al mio tronco, e tu, possente olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura mieterai liete ombre alle mie luci.
0
838
Genesi
** tinto i capelli di turchese, c'è qualcosa di nuovo nella mia faccia, qualcosa di diabolico. ** scoperto di provare odio, di saper odiare, guarda che belle le mie labbra che si incurvano per sputarti addosso, per sputare su qualsiasi cosa ci sia stato. melenso e falso. guarda che belle le mie dita che danzano sulla tastiera scrivendo parole di disprezzo, guarda che bello il ghigno si è formato sulla mia faccia. vorrei avere una spada (emblema di verità) e mozzarti la testa vorrei avere un'automobile ed investirti ed ancora ed ancora ed ancora vorrei che tutto ciò che scrivo trafiggesse il tuo cervello, aghi appuntiti nelle pupille, un tatuaggio mentale che ti ricordi perennemente che sei un qualcosa di marcio perché adesso che ** scoperto la verità è tutto cambiato. ** vinto io. **non mi sono mai sentita bene come ora non mi sono mai sentita bene come ora non mi sono mai sentita bene come ora non mi sono mai sentita bene come ora non mi sono mai sentita bene come ora non mi sono mai sentita bene come ora**
0
May 4, 2016
May 4, 2016 at 2:00 PM UTC
7:59 pm
Tace ora, mi chiedo se oppressa dal suo Karma, (so della sua vita, del nome che le dà, e del senso) mentre mostra a lungo lo schermo sul selciato una moltitudine stecchita in una posa tra sonno e morte levarsi a stento in preghiera e spulciarsi nell'alba. Né forse la colpisce il primo aspetto ma un altro più recondito, e vede una giustizia di diverso stampo in quella sofferenza di paria orrida eppure non abietta, e nella sua che le scende addosso. "Avere o non avere la sua parte in questa vita" riemerge in parole il suo pensiero - ma solo un lembo. E io ne tiro a me quella frangia ansioso mi confidi tutto l'altro, attento non mi rubi niente di lei, neppure l'amarezza, ed attendo. S'interrompe invece. Seguono altre immagini dell'India e nel loro riverbero le colgo un sorriso estremo tra di vittima e di bimba quasi mi lasci quella grazia in pegno di lei mentre si eclissa nella sua pena e l'idea di se stessa le muore dentro. "Perché porti quel giogo, perché non insorgi" mi trattengo appena dal gridarle, soffrendo perché soffre, certo, ma più ancora perché lascia la presa della mia tenerezza non saziata e piglia il largo piangendo; "Ascoltami" comincio a mormorarle e già penso al chiarore della sala dopo il technicolor e a lei che sul punto di partire mi guarda da dietro la lampada della sua solitudine tenuta alzata di fronte. "Mario" mi previene lei che indovina il resto. "Ancora levi come una spada, buona a che?, lo sdegno per le cose che ti resistono. Uomo chiuso all'intelligenza del diverso, negato all'amore: del mondo, intendo, di Dio dunque" e indulge a una smorfia fine di scherno per se stessa salita sul pulpito, e quasi si annulla. "Davvero vorrei tu avessi vinto" le dico con affetto incontenibile, più tardi, mentre scorre in un brusio d'api, nel film senza commento, l'India.
0
846
L'India
Tace ora, mi chiedo se oppressa dal suo Karma, (so della sua vita, del nome che le dà, e del senso) mentre mostra a lungo lo schermo sul selciato una moltitudine stecchita in una posa tra sonno e morte levarsi a stento in preghiera e spulciarsi nell'alba. Né forse la colpisce il primo aspetto ma un altro più recondito, e vede una giustizia di diverso stampo in quella sofferenza di paria orrida eppure non abietta, e nella sua che le scende addosso. "Avere o non avere la sua parte in questa vita" riemerge in parole il suo pensiero - ma solo un lembo. E io ne tiro a me quella frangia ansioso mi confidi tutto l'altro, attento non mi rubi niente di lei, neppure l'amarezza, ed attendo. S'interrompe invece. Seguono altre immagini dell'India e nel loro riverbero le colgo un sorriso estremo tra di vittima e di bimba quasi mi lasci quella grazia in pegno di lei mentre si eclissa nella sua pena e l'idea di se stessa le muore dentro. "Perché porti quel giogo, perché non insorgi" mi trattengo appena dal gridarle, soffrendo perché soffre, certo, ma più ancora perché lascia la presa della mia tenerezza non saziata e piglia il largo piangendo; "Ascoltami" comincio a mormorarle e già penso al chiarore della sala dopo il technicolor e a lei che sul punto di partire mi guarda da dietro la lampada della sua solitudine tenuta alzata di fronte. "Mario" mi previene lei che indovina il resto. "Ancora levi come una spada, buona a che?, lo sdegno per le cose che ti resistono. Uomo chiuso all'intelligenza del diverso, negato all'amore: del mondo, intendo, di Dio dunque" e indulge a una smorfia fine di scherno per se stessa salita sul pulpito, e quasi si annulla. "Davvero vorrei tu avessi vinto" le dico con affetto incontenibile, più tardi, mentre scorre in un brusio d'api, nel film senza commento, l'India.
Continue reading...
43
HERODY Herodenspiel Akt I, swieczka 7 CANTO DLIV Dzisiaj kanclerz Angel spada z krzesła Adolf ****** w Bayreuth znowu gość W hełmie czujny baczność ma SS-Mann Siłę Wagner i Pańskość na oku Panowanie Emocji nad Epoką Wsiadamy do windy, jedziemy na Saturn Po drodze mijamy pod kinem Uciecha Park Miasteczko Czeladź, jak kot napłakał Kościół, karczma, synagoga i łaźnia których nie ma już od siedmiu boleści Grabek, Węgroda, Bożecha, Warszawka Czegóż tu jeszcze szukać ze świecą W oknie sepia: oddajemy wet za bet Za brak ostrości na fotografiach Młodości sielskiej, angielskiej audio: https://gloria.tv/post/rEmkNDmNWjL31sZBaheWv7ew1
0
Feb 24, 2020
Feb 24, 2020 at 9:08 AM UTC
BARONIN KUNIGUNDE VON KOSIEWSKI DAJE UPUST
immagine under this gray sky warmth in our hearts, Sun our eyes should we learn to consider in silence once again on the very high price and the little obtained maybe we would leave in the middle of the field the blades the foil, every weapon and sworld twisted lonely and rusted like gramigna in the middle of a garden we leaf and blade of grass we bud and fruit and flower we little and all at once we air, mud rain peace on us we air mud rain peace on us immagina sotto questo grigio cielo il calore nei nostri cuori nei nostri occhi il Sole imparare imparare a riflettere in silenzio sul poco ottenuto e il caro prezzo forse così lasceremmo in mezzo al campo la spada il fioretto ed ogni arma arrugginita ritorta e sola come gramigna in mezzo ad un'aiuola noi foglia e filo d'erba noi gemma frutto e fiore noi poco e tutto al tempo stesso noi aria terra e pioggia, pace addosso noi aria terra pioggia pace addosso .......................
0
Oct 15, 2018
Oct 15, 2018 at 3:36 AM UTC
we air mud rain peace on us