"sottile" poems
Quando il cuore pesa
Quando il cuore pesa
e i giorni sembrano vuoti,
ricorda che anche il cielo
si veste a volte di nuvole scure.
Non sei solo nel silenzio,
la tua voce è un filo sottile
che ancora lega la vita
alla luce che non smette mai di brillare.
Ogni respiro è un passo,
ogni lacrima un seme:
dentro al dolore
cresce una nuova speranza.
Non avere fretta,
la vita fiorisce piano.
E nel tuo cuore stanco
c’è già il germoglio del domani.
Masi Roberto © 2025
---
When the Heart Feels Heavy
When the heart feels heavy
and days seem empty,
remember that even the sky
sometimes wears dark clouds.
You are not alone in silence,
your voice is a fragile thread
that still ties life
to a light that never ceases to shine.
Each breath is a step,
each tear a seed:
within the sorrow
a new hope begins to grow.
Do not be in haste,
life blossoms slowly.
And in your weary heart
the seed of tomorrow is already there.
Masi Roberto © 2025
Sep 22, 2025
Sep 22, 2025 at 6:18 PM UTC
Tremare ancora, come se fosse la prima volta,
paura, angoscia, dolore,
Quel taglio sottile nel cuore..
Ricordi di una mano raccolta.
Jan 27, 2015
Jan 27, 2015 at 4:47 PM UTC
Peccato Sottile
Touch when you meet
Lost emotions, gave that drought
Rain down in anger, bring it out, show it about
Steal a kiss, sooth the beast, tease its flesh to peace
Sweat away the dusk, lay awake brave the dawn
Reflect on the night in your pond
Such is a sweet treat
-XIN-
Oct 22, 2012
Oct 22, 2012 at 11:33 PM UTC
Al rio sottile, di tra vaghe brume,
guarda il bove, coi grandi occhi: nel piano
che fugge, a un mare sempre più lontano
migrano l'acque d'un ceruleo fiume;
ingigantisce agli occhi suoi, nel lume
pulverulento, il salice e l'ontano;
svaria su l'erbe un gregge a mano a mano,
e par la mandra dell'antico nume:
ampie ali aprono imagini grifagne
nell'aria; vanno tacite chimere,
simili a nubi, per il ciel profondo;
Il sole immenso, dietro le montagne
cala, altissime: crescono già, nere,
l'ombre più grandi d'un più grande mondo.
657
Penso a Livorno, a un vecchio cimitero
di vecchi morti; ove a dormir con essi
niuno più scende; sempre chiuso; nero
d'alti cipressi.
Tra i loro tronchi che mai niuno vede,
di là dell'erto muro e delle porte
ch'hanno obliato i cardini, si crede
morta la Morte,
anch'essa. Eppure, in un bel dì d'Aprile,
sopra quel nero vidi, roseo, fresco,
vivo, dal muro sporgere un sottile
ramo di pesco.
Figlio d'ignoto nòcciolo, d'allora
sei tu cresciuto tra gli ignoti morti?
Ed ora invidii i mandorli che indora
l'alba negli orti?
Od i cipressi, gracile e selvaggio,
dimenticàti, col tuo riso allieti,
tu trovatello in un eremitaggio
d'anacoreti?
478
Cantava al buio d'aia in aia il gallo.
E gracidò nel bosco la cornacchia:
il sole si mostrava a finestrelle.
Il sol dorò la nebbia della macchia,
poi si nascose; e piovve a catinelle.
Poi fra il cantare delle raganelle
guizzò sui campi un raggio lungo e giallo.
Stupìano i rondinotti dell'estate
di quel sottile scendere di spille:
era un brusìo con languide sorsate
e chiazze larghe e picchi a mille a mille;
poi singhiozzi, e gocciar rado di stille:
di stille d'oro in coppe di cristallo.
387