"sapevo" poems
Sei comparsa al portone
in un vestito rosso
per dirmi che sei fuoco
che consuma e riaccende.
Una spina mi ha punto
delle tue rose rosse
perché succhiassi al dito,
come già tuo, il mio sangue.
Percorremmo la strada
che lacera il rigoglio
della selvaggia altura,
ma già da molto tempo
sapevo che soffrendo con temeraria fede,
l'età per vincere non conta.
Era di lunedì,
per stringerci le mani
e parlare felici
non si trovò rifugio
che in un giardino triste
della città convulsa.
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** sceso, dandoti il braccio, almeno milioni di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
** sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ** scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
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Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare sempre la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ** provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più feddo accompagna il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e
nemmeno sapevo
di essere io che passavo-una donna, pdrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto non fosse mai stato.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.
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** conosciuto in te le meraviglie
meraviglie d'amore sì scoperte
che parevano a me delle conchiglie
ove odoravo il mare e le deserte
spiagge corrive e lì dentro l'amore
mi sono persa come alla bufera
sempre tenendo fermo questo cuore
che (ben sapevo) amava una chimera.
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perchè sei così perfetta
perché, tra tutte le persone, dovevi essere tu?
ero ferito e vulnerabile
e tu eri bello
e ** pensato che ti importasse
lo so meglio ora
probabilmente lo sapevo anche io.
ma è troppo lontano adesso
mi sento pazzo
Mar 7, 2019
Mar 7, 2019 at 8:42 PM UTC
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
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fin da bambino in qualche modo sentivo e sapevo che non sarebbe stato così per sempre, era tutta un illusione che mi impediva di essere la persona che in realtà sono , non sentivo la malinconia e l’ansia come le sento ora , ero una persona illusa , mentre ora faccio ogni giorno a pugni con il mio genere e con una realtà crudele che divide le persone in delle scatole e so benissimo che non potrò mai evadere del tutto perchè ormai troppa gente mi conosce per la persona che appaio all’esterno e non per quello che ** dentro.
la cosa che più da fastidio è essere limitati persino nello sfogo, perchè abbiamo il timore e il terrore che qualcuno che ha sofferto più di noi possa comunque dirci che non siamo abbastanza pronti per urlare tutto ciò che abbiamo dentro , e queste limitazioni ce le porteremo a vita nel cuore , continueranno ad essere una pietra che pesa dentro di noi…
Mar 31, 2019
Mar 31, 2019 at 9:56 AM UTC