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"rossa" poems
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
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Sep 11, 2018
Sep 11, 2018 at 9:05 AM UTC
as a boat adrift
under this suburban sky red stain on the dull gray, when you move away to your elsewhere you revive as a fish returning to the water after a short yet intense pain for you I'm the bait and the hook and the fisherman too, not in that order in the order you decide since you decide you are elusive, you always look away and tighten your eyes your words are lashes I feel weak in your presence, at the same time your fragility confuses me and it moves me as a boat adrift in a lonely sea ................... sotto questo cielo suburbano macchia rossa su grigio opaco, quando ti muovi nel tuo altrove, tu rivivi come un pesce che ritorna in acqua dopo un'agonia breve ma intensa per te io sono esca amo ed anche  pescatore, ma non in quell'ordine nell'ordine in cui decidi e tu decidi sei inafferrabile, distogli sempre lo sguardo e stringi gli occhi le tue parole sono staffilate mi sento debole in tua presenza, allo tempo stesso la tua fragilità mi confonde e mi commuove come una  barca alla deriva in un solitario mare .................. bajo este cielo suburbano mancha roja en gris opaco, cuando te alejas a tu otro lugar, tu revives como un pez que regresa al agua después de un dolor breve pero intenso yo soy cebo para ti y gancho y también  pescador pero no en ese orden en el orden en que tu decidas y tu decides eres evasiva, siempre mira hacia otro lado y cierras los ojos tus palabras son latigazos me siento débil en tu presencia, al mismo tiempo, tu fragilidad me confunde y me conmueve como un barco a la deriva en un solitario mar
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Clasps Thunder Overtoure's Epic opening * Tenderness becoming Gentility of the fragile souls Floating upon floatable Multi~verses * What's solid? Our steps The little Silences? Mild frost Of a season Strumming Galloping Into * Wind chimes violin Goose bumps beauty * We have tinted Ink And gave lives to Cosmic tinkerbells We made vows Across love abouts * Across the plains Of Josephine's Linnen laced double Edged swirl dress Swinging below Zodiac crisp * Summer's canopy Seems To have A life made Out of Tiptoed Barefoot origins * Ticklish Grains Got into our Mild Dreamy oceans Terra Rosa Pine'' Pan Flutes * Come va? Is hour ship sailing Is our sip sang?
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Jan 23, 2016
Jan 23, 2016 at 1:42 PM UTC
Terra Rossa Pan Flute Plains
Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, tu devi realmente esistere, perché lui esista: chi era coperto di croste è coperto di piaghe, il bracciante diventa mendicante, il napoletano calabrese, il calabrese africano, l'analfabeta una bufala o un cane. Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.
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Alla bandiera rossa
Ricordi quand'eri saggina, coi penduli grani che il vento scoteva, come una manina di ***** il sonaglio d'argento? Cadeva la brina; la pioggia cadeva: passavano uccelli gemendo: tu gracile e roggia tinnivi coi cento ramelli. Ed oggi non più come ieri tu senti la pioggia e la brina, ma sgrigioli come quand'eri saggina. Restavi negletta nei solchi quand'ogni pannocchia fu colta: te, colsero, quando i bifolchi v'ararono ancora una volta. Un vecchio ti prese, recise, legò; ti privò della bella semenza tua rossa; e ti mise nell'angolo, ad essere ancella. E in casa tu resti, in un canto, negletta qui come laggiù; ma niuno è di casa pur quanto sei tu. Se t'odia colui che la trama distende negli alti solai, l'arguta gallina pur t'ama, cui porti la preda che fai. E t'ama anche senza, ché ai costi ti sbalza, ed i grani t'invola, residui del tempo che fosti saggina, nei campi già sola. Ma più, gracilando t'aspetta con ciò che in tua vasta rapina le strascichi dalla già netta cucina. Tu lasci che t'odiino, lasci che t'amino: muta, il tuo giorno, nell'angolo, resti, coi fasci di stecchi che attendono il forno. Nell'angolo il giorno tu resti, pensosa del canto del gallo; se al ***** tu già non ti presti, che viene, e ti vuole cavallo. Riporti, con lui che ti frena, le paglie ch'hai tolte, e ben più; e gioia or n'ha esso; ma pena poi tu. Sei l'umile ancella; ma reggi la casa: tu sgridi a buon'ora, mentre impaziente passeggi, gl'ignavi che dormono ancora. E quanto tu muovi dal canto, la rondine è ancora nel nido; e quando comincia il suo canto, già ode per casa il tuo strido. E l'alba il suo cielo rischiara, ma prima lo spruzza e imperlina, così come tu la tua cara casina. Sei l'umile ancella, ma regni su l'umile casa pulita. Minacci, rimproveri; insegni ch'è bella, se pura, la vita. Insegni, con l'acre tua cura rodendo la pietra e la creta, che sempre, per essere pura, si logora l'anima lieta. Insegni, tu sacra ad un rogo non tardo, non bello, che più di ciò che tu mondi, ti logori tu!
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La canzone della granata
Ricordi quand'eri saggina, coi penduli grani che il vento scoteva, come una manina di ***** il sonaglio d'argento? Cadeva la brina; la pioggia cadeva: passavano uccelli gemendo: tu gracile e roggia tinnivi coi cento ramelli. Ed oggi non più come ieri tu senti la pioggia e la brina, ma sgrigioli come quand'eri saggina. Restavi negletta nei solchi quand'ogni pannocchia fu colta: te, colsero, quando i bifolchi v'ararono ancora una volta. Un vecchio ti prese, recise, legò; ti privò della bella semenza tua rossa; e ti mise nell'angolo, ad essere ancella. E in casa tu resti, in un canto, negletta qui come laggiù; ma niuno è di casa pur quanto sei tu. Se t'odia colui che la trama distende negli alti solai, l'arguta gallina pur t'ama, cui porti la preda che fai. E t'ama anche senza, ché ai costi ti sbalza, ed i grani t'invola, residui del tempo che fosti saggina, nei campi già sola. Ma più, gracilando t'aspetta con ciò che in tua vasta rapina le strascichi dalla già netta cucina. Tu lasci che t'odiino, lasci che t'amino: muta, il tuo giorno, nell'angolo, resti, coi fasci di stecchi che attendono il forno. Nell'angolo il giorno tu resti, pensosa del canto del gallo; se al ***** tu già non ti presti, che viene, e ti vuole cavallo. Riporti, con lui che ti frena, le paglie ch'hai tolte, e ben più; e gioia or n'ha esso; ma pena poi tu. Sei l'umile ancella; ma reggi la casa: tu sgridi a buon'ora, mentre impaziente passeggi, gl'ignavi che dormono ancora. E quanto tu muovi dal canto, la rondine è ancora nel nido; e quando comincia il suo canto, già ode per casa il tuo strido. E l'alba il suo cielo rischiara, ma prima lo spruzza e imperlina, così come tu la tua cara casina. Sei l'umile ancella, ma regni su l'umile casa pulita. Minacci, rimproveri; insegni ch'è bella, se pura, la vita. Insegni, con l'acre tua cura rodendo la pietra e la creta, che sempre, per essere pura, si logora l'anima lieta. Insegni, tu sacra ad un rogo non tardo, non bello, che più di ciò che tu mondi, ti logori tu!
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Amo la libertà dè tuoi romiti vicoli e delle tue piazze deserte, rossa Pavia, città della mia pace. Le fontanelle cantano ai crocicchi con chioccolìo sommesso: alte le torri sbarran gli sfondi, e, se pesante ** il cuore, me l'avventano su verso le nubi. Guizzan, svelti, i tuoi vicoli, e s'intrecciano a labirinto; ed ai muretti pendono glicini e madreselve; e vi s'affacciano alberi di gran fronda, dai giardini nascosti. Viene da quel verde un fresco pispigliare d'uccelli, una fragranza di fiori e frutti, un senso di rifugio inviolato, ove la vita ignara sia di pianto e di morte. Assai più belli i bei giardini, se nascosti: tutto mi pare più bello, se lo vedo in sogno. E a me basta passar lungo i muretti caldi di sole; e perdermi nè tuoi vicoli che serpeggian come bisce fra verzure d'occulti orti da fiaba, rossa Pavia, città della mia pace.
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Giardini nascosti
Vanno verso le Terme di Caracalla giovani amici, a cavalcioni di Rumi o Ducati, con maschile pudore e maschile impudicizia, nelle pieghe calde dei calzoni nascondendo indifferenti, o scoprendo, il segreto delle loro erezioni... Con la testa ondulata, il giovanile colore dei maglioni, essi fendono la notte, in un carosello sconclusionato, invadono la notte, splendidi padroni della notte... Va verso le Terme di Caracalla, eretto il busto, come sulle natie chine appenniniche, fra tratturi che sanno di bestia secolare e pie ceneri di berberi paesi - già impuro sotto il gaglioffo basco impolverato, e le mani in saccoccia - il pastore migrato undicenne, e ora qui, malandrino e giulivo nel romano riso, caldo ancora di salvia rossa, di fico e d'ulivo... Va verso le Terme di Caracalla, il vecchio padre di famiglia, disoccupato, che il feroce Frascati ha ridotto a una bestia cretina, a un beato, con nello chassì i ferrivecchi del suo corpo scassato, a pezzi, rantolanti: i panni, un sacco, che contiene una schiena un po' gobba, due cosce certo piene di croste, i calzonacci che gli svolazzano sotto le saccocce della giacca pese di lordi cartocci. La faccia ride: sotto le ganasce, gli ossi masticano parole, scrocchiando: parla da solo, poi si ferma, e arrotola il vecchio mozzicone, carcassa dove tutta la giovinezza, resta, in fiore, come un focaraccio dentro una còfana o un catino: non muore chi non è mai nato.
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Verso le Terme di Caracalla
i've had to synthesise falling asleep for years now, alcohol and sleeping pills thoroughly knock at my door of sleep prior to the roller coaster kin to a boxing match - sleep chemical, sleep chemical - dandruff and snow also - a sweaty horse tilling to mind, lack of dreams, too much colour inviting otherwise... and to and fro, and to and fro, the remnants of a sinking ship, a gallop, horse fed heartbeat, a tilting, a tomorrow, nigh tide with noon, nigh tide with midnight, the Thames, the Thames, night of all circumstance reduced to reaping a harvest of beetroot or shimmy a fake discourse with embarrassment; eternity in the eyes of logging and the foggy qualm; clay subduing marble to state a David in fingerprint of Michelangelo - sire the power of indentation for printed canyon with crayon - etymology in practice: Polish skleroza, avid formulation of sclera, itemised - -rose, -rossa, pinkish, barbarossa.. the whitened forgetfulness... the rosy forgetting... skleroza, the whitening of the eye... róża - rose, pinky white, beauty of forgetting... Heidegger's dasein is no more than a copula... a connective-compound... grammatical words undress all philosophical terms to a nakedness, e.g., whereby dasein becomes merely a copula.. shortcrust bread, poison ivy, it's not the meaning that's necessary, but the musicology without brass or woodwind, what's required to breed poetry like a viral infection is accent, the oddity - or let's fly the kite of the free reign of language accommodating the many individuals to be further expressed.
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Jun 8, 2016
Jun 8, 2016 at 10:11 PM UTC
clay subduing marble
i've had to synthesise falling asleep for years now, alcohol and sleeping pills thoroughly knock at my door of sleep prior to the roller coaster kin to a boxing match - sleep chemical, sleep chemical - dandruff and snow also - a sweaty horse tilling to mind, lack of dreams, too much colour inviting otherwise... and to and fro, and to and fro, the remnants of a sinking ship, a gallop, horse fed heartbeat, a tilting, a tomorrow, nigh tide with noon, nigh tide with midnight, the Thames, the Thames, night of all circumstance reduced to reaping a harvest of beetroot or shimmy a fake discourse with embarrassment; eternity in the eyes of logging and the foggy qualm; clay subduing marble to state a David in fingerprint of Michelangelo - sire the power of indentation for printed canyon with crayon - etymology in practice: Polish skleroza, avid formulation of sclera, itemised - -rose, -rossa, pinkish, barbarossa.. the whitened forgetfulness... the rosy forgetting... skleroza, the whitening of the eye... róża - rose, pinky white, beauty of forgetting... Heidegger's dasein is no more than a copula... a connective-compound... grammatical words undress all philosophical terms to a nakedness, e.g., whereby dasein becomes merely a copula.. shortcrust bread, poison ivy, it's not the meaning that's necessary, but the musicology without brass or woodwind, what's required to breed poetry like a viral infection is accent, the oddity - or let's fly the kite of the free reign of language accommodating the many individuals to be further expressed.
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I could be happy, I could be slow, I could be weak, I could be cold. You could be sad, You could be quick, You could be strong, You could be hot. Sweet La Rossa; All I want is you... I could be closed, I could be noisy, I could be me, I could be better. You could be open, You could be quite, You could be you, You could be sweet. Sweet La Rossa; AlI I want is you... This song of love, was always meant for you. This song of love, was always meant for you.
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Feb 11, 2021
Feb 11, 2021 at 10:04 AM UTC
La Rossa