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"rispetto" poems
The good wife has gone mad, the cows have gone dry. The dog has up and died, and the cream has turned. And now I can not find the new can of lye. And even the gray cat seems to be concerned. When the wee one came to help harvest the rye, I thought him to be childlike, but soon I learned. Though Celtic in his speech, from the Moors he came. Dancing and playing, everything was a game. My house guest brought nothing but trouble to me, no fanciful friend, but a Pixie you see. Rispetto, ( Italian:: “respect,” )  a Tuscan folk verse form, a version of strambotto. The rispetto lyric, in its earliest rhyme scheme, has been usually abababccdd.
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May 26, 2013
May 26, 2013 at 11:34 AM UTC
Pixie ( a Rispetto )
I am not an outlaw, but I'm a gambler. Loaded my ole Colt, then closed my Henry's bolt. I'll rescue Sally and roam as a rambler. First, I'll shoot the sheriff and rob his bank volt. Ride into town, guns blazin', deputies die! Blow the safe, grab the girl, get shot in the thigh. Sally starts shootin', kills the corrupt sheriff. Posse's chasin', a cowboy's love life if rough.
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Mar 23, 2013
Mar 23, 2013 at 7:06 PM UTC
Cowboy Love Poem (Part 3 The End- Rispetto)
"Howdy, mam! My name's Rusty. You can trust me." "How do? I'm Sally. This haint my ole corral." "With due respect, you're fresh, this place is ***** "You slick cowboys know what to say to a gal." "Our eyes locked like a couple of rattlesnakes." "Mister, yer makin' a terrible mistake. I do feel somethin' fer ya, but I'm caught here." "Well, I'll just have ta uncetch ya, Sal ma dear."
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Mar 23, 2013
Mar 23, 2013 at 5:54 PM UTC
Cowboy Love Poem (Part 2 - Rispetto)
Was that his step that sounded on the stair? Was that his knock I heard upon the door? I grow so tired I almost cease to care, And yet I would that he might come once more. It was the wind I heard, that mocks at me, The bitter wind that is more cruel than he; It was the wind that knocked upon the door, But he will never knock nor enter more.
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Rispetto
I'm a rough rider with a Henry rifle. You're forced to sling ***** in a smoke filled saloon. I'm just a cowpoke kickin' dust with cattle. Whiskey's needed and gamblin' and a fun tune. Gallop my pinto to Silverado's Star. Saw the perdiest little thang at he bar. Order the good stuff, say, "Howdy," take a belt. I reckon I falled in love, they way I felt!
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Mar 23, 2013
Mar 23, 2013 at 5:04 PM UTC
Cowboy Love Poem (Part 1 - Rispetto)
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Ballata delle madri
Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in un giro mai compiuto d'esperienze così diverse dalle loro, che sguardo avrebbero negli occhi? Se fossero lì, mentre voi scrivete il vostro pezzo, conformisti e barocchi, o lo passate a redattori rotti a ogni compromesso, capirebbero chi siete? Madri vili, con nel viso il timore antico, quello che come un male deforma i lineamenti in un biancore che li annebbia, li allontana dal cuore, li chiude nel vecchio rifiuto morale. Madri vili, poverine, preoccupate che i figli conoscano la viltà per chiedere un posto, per essere pratici, per non offendere anime privilegiate, per difendersi da ogni pietà. Madri mediocri, che hanno imparato con umiltà di bambine, di noi, un unico, nudo significato, con anime in cui il mondo è dannato a non dare né dolore né gioia. Madri mediocri, che non hanno avuto per voi mai una parola d'amore, se non d'un amore sordidamente muto di bestia, e in esso v'hanno cresciuto, impotenti ai reali richiami del cuore. Madri servili, abituate da secoli a chinare senza amore la testa, a trasmettere al loro feto l'antico, vergognoso segreto d'accontentarsi dei resti della festa. Madri servili, che vi hanno insegnato come il servo può essere felice odiando chi è, come lui, legato, come può essere, tradendo, beato, e sicuro, facendo ciò che non dice. Madri feroci, intente a difendere quel poco che, borghesi, possiedono, la normalità e lo stipendio, quasi con rabbia di chi si vendichi o sia stretto da un assurdo assedio. Madri feroci, che vi hanno detto: Sopravvivete! Pensate a voi! Non provate mai pietà o rispetto per nessuno, covate nel petto la vostra integrità di avvoltoi! Ecco, vili, mediocri, servi, feroci, le vostre povere madri! Che non hanno vergogna a sapervi - nel vostro odio - addirittura superbi, se non è questa che una valle di lacrime. È così che vi appartiene questo mondo: fatti fratelli nelle opposte passioni, o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo a essere diversi: a rispondere del selvaggio dolore di esser uomini.
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Io lo so d'esser stato sbattuto qua senza una ragione. In questa vita che tutti mi vogliono far credere di vuoto ne è piena. Come stanze vuote di una casa, riempite solo dall'echeggiare della mia voce Uomo che getti la sigaretta usata per strada, abbi rispetto di questo mondo che amo. La tua futilità mescolata alla tua noncuranza mi rende facile la fantasia della tua morte. Un'altra ancora ed io ucciderò te, prima che tu possa continuare col tuo sterminio. Un'altra ancora e ti estirpero' come un chirurgo estirpa il tumore. Una madre sarà per questo mondo la tua morte. Ma io avrò cura di tutta la meraviglia che mi è stata donata senza ragione né merito. La riempirò d'attimi fuggenti, amore e poesie. E con forza difenderò tutto ciò che amo dalla iniquità di voi diffusissimi esseri vuoti.
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May 14, 2018
May 14, 2018 at 4:01 PM UTC
Vitalità