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"rintocchi" poems
***** io vorrei che tu, mio padre ed io ci potessimo rivedere e dimenticassimo per mezz'ora la città che ci ignora, la città che ci separa. ***** tu non sai come io vorrei che per un momento si potesse stare insieme ad ascoltare il vento che scuote le foglie del frutteto di mio padre sotto il cielo che stanotte è una lastra di vetro. Seduti intorno a un fuoco o sotto un pergolato di rami a guardarci negli occhi come se con gli occhi noi potessimo parlare, mentre lontani si odono i rintocchi di una campana e si perde nella notte l'abbaiare dei cani. ***** la nostra vita è disumana. ***** tu non sai che cosa non darei perché per un momento si potesse stare insieme ad osservare le stelle del firmamento che brillano stanotte come se brillassero per la prima volta. Io vorrei, ***** che la nostra vita fosse ad una svolta, che si mettessero da parte i dubbi, i sospetti, e che insieme ci mettessimo a rileggere, perché no, i sonetti del Petrarca e a declamarli ad alta voce lungo un viale di pioppi, sotto la luna che ci rischiara, come se nel mondo noi non fossimo sconfitti, come se non ci dessero per morti, come se i nostri versi nella notte risuonassero più forti perché li abbiam riscritti. Come se tu, mio padre ed io, ***** noi non fossimo dei derelitti.
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Dec 31, 2009
Dec 31, 2009 at 9:32 PM UTC
***** io vorrei che tu, mio padre ed io...
L'osteria della pergola è in faccende: piena è di grida, di brusìo, di sordi tonfi; il camin fumante a tratti splende. Sulla soglia, tra il nembo degli odori pingui, un mendico brontola: Altri tordi c'era una volta, e altri cacciatori. Dice, e il cor s'è beato. Mezzogiorno dal villaggio a rintocchi lenti squilla; e dai remoti campanili intorno un'ondata di riso empie la villa.
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Mezzogiorno