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"potere" poems
Da quel gabbione uscii... Nessuno mi guardava. Per quale distrazione? Per quale pensiero immerso senza pietà nel cuore? Per quale esclusiva incomunicabile passione? Come una vecchia carta, un pezzo di giornale trascinato sul lastrico dal vento, vagavo, ignorato, contro i cantoni di marmo e ottone, gli alberelli severi del Nord, i vetri di una Banca... Il futuro dell'uomo! Nessuno sapeva più nulla della pietà, della speranza: sapevano in questa accanita città, solamente il futuro, come già seppero la vita. Ognuno l'aveva in cuore, passione quotidiana, scontata novità, luce della nuova storia. E io senza più capire cos'aveva potere d'importargli, di avere per loro significato di farli ridere, di farli piangere, ero un vecchio pezzo di giornale, trascinato dal nuovo vento tra i loro piedi di Angeli.
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Da poesia in forma di rosa - il libro delle croci
Sono qua rinchiuso Di pensieri affranto Senza coscienza alcuna Di potere il vanto Volgo i miei sguardi vuoti Occhi senza sguardo Voglio sentire ora Voci, sussurri, suoni Chiedo a me stesso vivo Dove guardare ancora Chiudo i miei occhi alfine Respiro in affanno Mi calmo, sento, ascolto Dentro di me un canto Ti ** trovata infine Musa del mio creare Cuore che pensa lieve Un pensiero, un incanto.
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Pensiero
Tu, burattino speranzoso, inutili sono le tue lacrime, prive di senso, travolte dal suono del cucù, ora. Oh pupo, ti deprimo, ma leggo in te le stelle e le ambizioni che non raggiungerai. Tu, carcassa macchinaria, affogate sono le tue grida, laggiù negli abissi, natie d’un assassino seppellito. Oh superbo, ti disgusto, ma vedo in te la cenere e l'onore che cela la sua paura. Tu, spirito magistrale, fittizie sono le tue glorie, immense e spettacolari, dal desiderio d’infestare i sogni altrui. Oh dannato, ti inorridisco, ma percepisco in te il teatro e il potere di un applauso solo cortese. Io, universale, infinito, superiori sono le mie trame, io che tramuto in lazzi lo spasmo ed il pianto. Oh folle, m’illumino, mentre distrutto mi guardo allo specchio urlando: ridi, mostro, ridi! Ridi, bestia, soffoca nel sorriso! Ridi! Ridi! Ridi! /// You, hopeful puppet, useless are your tears, without sense, swept away by the sound of the cuckoo, now. Oh puppet, I depress you, but I read in you the stars and the ambitions that you will not reach. You, mechanical carcass, drowned are your cries, down there in the abyss, native of a buried murderer. Oh proud, I disgust you, but I see in you the ashes and the honor that hides his fear. You, masterful spirit, fictitious are your glories, immense and spectacular, from the desire to haunt the dreams of others. Oh ****** I horrify you, but I perceive in you the theater and the power of only polite applause. I, universal, infinite, my plots are superior, I who turn into jokes spasm and weeping. Oh madman, I light up, while destroyed I look at myself in the mirror screaming: laugh, monster, laugh! Laugh, beast, suffocate in the smile! Laugh! Laugh! Laugh!
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Apr 17, 2025
Apr 17, 2025 at 4:52 PM UTC
L'Io del Noi
Tu, burattino speranzoso, inutili sono le tue lacrime, prive di senso, travolte dal suono del cucù, ora. Oh pupo, ti deprimo, ma leggo in te le stelle e le ambizioni che non raggiungerai. Tu, carcassa macchinaria, affogate sono le tue grida, laggiù negli abissi, natie d’un assassino seppellito. Oh superbo, ti disgusto, ma vedo in te la cenere e l'onore che cela la sua paura. Tu, spirito magistrale, fittizie sono le tue glorie, immense e spettacolari, dal desiderio d’infestare i sogni altrui. Oh dannato, ti inorridisco, ma percepisco in te il teatro e il potere di un applauso solo cortese. Io, universale, infinito, superiori sono le mie trame, io che tramuto in lazzi lo spasmo ed il pianto. Oh folle, m’illumino, mentre distrutto mi guardo allo specchio urlando: ridi, mostro, ridi! Ridi, bestia, soffoca nel sorriso! Ridi! Ridi! Ridi! /// You, hopeful puppet, useless are your tears, without sense, swept away by the sound of the cuckoo, now. Oh puppet, I depress you, but I read in you the stars and the ambitions that you will not reach. You, mechanical carcass, drowned are your cries, down there in the abyss, native of a buried murderer. Oh proud, I disgust you, but I see in you the ashes and the honor that hides his fear. You, masterful spirit, fictitious are your glories, immense and spectacular, from the desire to haunt the dreams of others. Oh ****** I horrify you, but I perceive in you the theater and the power of only polite applause. I, universal, infinite, my plots are superior, I who turn into jokes spasm and weeping. Oh madman, I light up, while destroyed I look at myself in the mirror screaming: laugh, monster, laugh! Laugh, beast, suffocate in the smile! Laugh! Laugh! Laugh!
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