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"odore" poems
Le piccole cose che amo di te quel tuo sorriso un po' lontano il gesto lento della mano con cui mi accarezzi i capelli e dici: vorrei averli anch'io così belli e io dico: caro sei un po' matto e a letto svegliarsi col tuo respiro vicino e sul comodino il giornale della sera la tua caffettiera che canta, in cucina l'odore di pipa che fumi la mattina il tuo profumo un po' balsé il tuo buffo gilet le piccole cose che amo di te Quel tuo sorriso strano il gesto continuo della mano con cui mi tocchi i capelli e ripeti: vorrei averli anch'io così belli e io dico: caro me l'hai già detto e a letto sveglia sentendo il tuo respiro un po' affannato e sul comodino il bicarbonato la tua caffettiera che sibila in cucina l'odore di pipa anche la mattina il tuo profumo un po' demodé le piccole cose che amo di te Quel tuo sorriso beota la mania idiota di tirarmi i capelli e dici: vorrei averli anch'io così belli e ti dico: cretino, comprati un parrucchino! E a letto stare sveglia e sentirti russare e sul comodino un tuo calzino e la tua caffettiera che é esplosa finalmente, in cucina! La pipa che impesta fin dalla mattina il tuo profumo di scimpanzé quell'orrendo gilet le piccole cose che amo di te.
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Le piccole cose
Adesso, nella calma, si vedon muovere i pali della luce, i fogli di carta sui recinti di legno dei cantieri. Un’altra volta c’era stato il commento degli arabi, dei negri. In un vecchio vano della casa, le povere braccia, le gambe lunghe e magre legate, incominciano i racconti. E si urtano gli oggetti finiti sul fondo della strada, mentre, per errore, un fruscìo dei rami avverte chi vi cammina o da una griglia esala ancora l’odore tiepido dell’umidità. Si dissolve il colore dalle pianure disegnate nel sonno dell’umanità. Le creste delle piante viste d’improvviso da un punto oscuro ravvicinate, mute, perché si possieda in alto qualche luce della quiete?
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Dec 25, 2010
Dec 25, 2010 at 1:29 PM UTC
Adesso, nella calma...
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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I limoni
Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall'azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell'aria che quasi non si muove, e i sensi di quest'odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l'odore dei limoni. Vedi, in questi silenzi in cui le cose s'abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l'anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità Lo sguardo fruga d'intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno più languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta il tedio dell'inverno sulle case, la luce si fa avara - amara l'anima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d'oro della solarità.
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Nel paese di mia madre v'è un campo quadrato, cinto di gelsi. Di là da quel campo altri campi quadrati, cinti di gelsi. Roggie scorrenti vi sono, fra alti argini, dritte, e non si sa dove vanno a finire. La terra s'allarga a misura del cielo, e non si sa dove vada a finire. Nel paese di mia madre v'han ponti di nebbia, che il vento solleva da placidi fiumi: varca il sogno quei ponti di nebbia, mentre le rive si stellan di lumi. Pioppi e betulle di tremula fronda accompagnan de l'acque il fluire: quando nè rami s'impigliano gli astri, in quella pace vorrei morire. Nel paese di mia madre un basso tugurio sonnecchia sul limite della risaia, e ronzano mosche lucenti, ghiotte, intorno a un ammasso di concio. Possanza di morte, possanza di vita, nell'odore del concio: ne gode la terra dall'humus profondo, sotto la vampa d'agosto che immobile sta. Nel paese di mia madre, quando il tramonto s'insaguina obliquio sui prati, vien da presso, vien da lontano una canzone di lunga via: la disser gli alari alle cune, gli aratri alle marre, le biche all'aie fiorite di lucciole, vecchia canzone di gente lombarda: "La Violetta la vaaa la vaaaa... "
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Nel paese di mia madre
Domenica! Il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? Che brontola brontola brontola... È fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? Che sfrigola sfrigola sfrigola... E già la massaia ritorna da messa; così come trovasi adorna, s'appressa: la brage qua copre, là desta, passando, frr, come in un volo, spargendo un odore di festa, di nuovo, di tela e giaggiolo. La macchina è in punto; l'agnello nel lungo schidione è già pronto; la teglia è sul chiuso fornello, che brontola brontola brontola... Ed ecco la macchina parte da sé, col suo trepido intrigo: la pentola nera è da parte, che sfrigola sfrigola sfrigola... Ed ecco che scende, che sale, che frulla, che va con un dondolo eguale di culla. La legna scoppietta; ed un fioco fragore all'orecchio risuona di qualche invitato, che un poco s'è fermo su l'uscio, e ragiona. È l'ora, in cucina, che troppi due sono, ed un solo non basta: si cuoce, tra murmuri e scoppi, la bionda matassa di pasta. Qua, nella cucina, lo svolo di piccole grida d'impero; là, in sala, il ronzare, ormai solo, d'un ospite molto ciarliero. Avanti i suoi ciocchi, senz'ira né pena, la docile macchina gira serena, qual docile servo, una volta ch'ha inteso, né altro bisogna: lavora nel mentre che ascolta, lavora nel mentre che sogna. Va sempre, s'affretta, ch'è l'ora, con una vertigine molle: con qualche suo fremito incuora la pentola grande che bolle. È l'ora: s'affretta, né tace, ché sgrida, rimprovera, accusa, col suo ticchettìo pertinace, la teglia che brontola chiusa. Campana lontana si sente sonare. Un'altra con onde più lente, più chiare, risponde. Ed il piccolo schiavo già stanco, girando bel bello, già mormora, in tavola! In tavola!, e dondola il suo campanello.
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La canzone del Girarrosto
Domenica! Il dì che a mattina sorride e sospira al tramonto!... Che ha quella teglia in cucina? Che brontola brontola brontola... È fuori un frastuono di giuoco, per casa è un sentore di spigo... Che ha quella pentola al fuoco? Che sfrigola sfrigola sfrigola... E già la massaia ritorna da messa; così come trovasi adorna, s'appressa: la brage qua copre, là desta, passando, frr, come in un volo, spargendo un odore di festa, di nuovo, di tela e giaggiolo. La macchina è in punto; l'agnello nel lungo schidione è già pronto; la teglia è sul chiuso fornello, che brontola brontola brontola... Ed ecco la macchina parte da sé, col suo trepido intrigo: la pentola nera è da parte, che sfrigola sfrigola sfrigola... Ed ecco che scende, che sale, che frulla, che va con un dondolo eguale di culla. La legna scoppietta; ed un fioco fragore all'orecchio risuona di qualche invitato, che un poco s'è fermo su l'uscio, e ragiona. È l'ora, in cucina, che troppi due sono, ed un solo non basta: si cuoce, tra murmuri e scoppi, la bionda matassa di pasta. Qua, nella cucina, lo svolo di piccole grida d'impero; là, in sala, il ronzare, ormai solo, d'un ospite molto ciarliero. Avanti i suoi ciocchi, senz'ira né pena, la docile macchina gira serena, qual docile servo, una volta ch'ha inteso, né altro bisogna: lavora nel mentre che ascolta, lavora nel mentre che sogna. Va sempre, s'affretta, ch'è l'ora, con una vertigine molle: con qualche suo fremito incuora la pentola grande che bolle. È l'ora: s'affretta, né tace, ché sgrida, rimprovera, accusa, col suo ticchettìo pertinace, la teglia che brontola chiusa. Campana lontana si sente sonare. Un'altra con onde più lente, più chiare, risponde. Ed il piccolo schiavo già stanco, girando bel bello, già mormora, in tavola! In tavola!, e dondola il suo campanello.
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Sarà un cielo chiaro. S'apriranno le strade sul colle di pini e di pietra. Il tumulto delle strade non muterà quell'aria ferma. I fiori, spruzzati di colori alle fontane, occhieggeranno come donne divertite. Le scale le terrazze le rondini canteranno nel sole. S'aprirà quella strada, le pietre canteranno, il cuore batterà sussultando come l'acqua nelle fontane - sarà questa la voce che salirà le tue scale. Le finestre sapranno l'odore della pietra e dell'aria mattutina. S'aprirà una porta. Il tumulto delle strade sarà il tumulto del cuore nella luce smarrita. Sarai tu - ferma e chiara.
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Passerò per Piazza di Spagna
under this grey suburban sky the hardest or the most beautiful thing of the day it is always around the corner but you must look forward to notice yes sure even backwards around and low and smell the ground but if you do not look forward that one thing ugly or beautiful you will not see and then you make a mistake and pay the consequences you do not notice anything until it's too late that's why we trust each other since beside hunting, we remind each other that we are prey too we two, master and dog cannot tell which of the two has learned or taught the most fact is that we have grown overall we feel safer as we put one foot or paw in front of the other and forward we go after all life is just a bite or a wagging tail away ................... sotto questo grigio cielo suburbano la cosa più difficile o più bella della giornata è sempre dietro l'angolo ma devi guardare avanti per poterla notare sì, certo, anche all'indietro, intorno e in basso e sentire l'odore del terreno ma se non si guarda avanti, quella cosa, brutto o bella che sia, non vedrai e potresti commettere un errore e pagarne le conseguenze se non noti nulla finché non è troppo tardi ecco perché ci fidiamo l'un l'altro poiché oltre a cacciare ci ricordiamo l’un l’altro che siamo anche noi prede noi due, padrone e cane non posso dire quale dei due ha imparato o insegnato di più il fatto è che siamo cresciuti nel complesso ci sentiamo più sicuri quando mettiamo un piede o una zampa di fronte all'altra e avanti andiamo dopotutto la vita è solo a un morso, o a una coda contenta, di distanza
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Sep 13, 2018
Sep 13, 2018 at 5:41 AM UTC
about looking forward - del guardare avanti
under this grey suburban sky the hardest or the most beautiful thing of the day it is always around the corner but you must look forward to notice yes sure even backwards around and low and smell the ground but if you do not look forward that one thing ugly or beautiful you will not see and then you make a mistake and pay the consequences you do not notice anything until it's too late that's why we trust each other since beside hunting, we remind each other that we are prey too we two, master and dog cannot tell which of the two has learned or taught the most fact is that we have grown overall we feel safer as we put one foot or paw in front of the other and forward we go after all life is just a bite or a wagging tail away ................... sotto questo grigio cielo suburbano la cosa più difficile o più bella della giornata è sempre dietro l'angolo ma devi guardare avanti per poterla notare sì, certo, anche all'indietro, intorno e in basso e sentire l'odore del terreno ma se non si guarda avanti, quella cosa, brutto o bella che sia, non vedrai e potresti commettere un errore e pagarne le conseguenze se non noti nulla finché non è troppo tardi ecco perché ci fidiamo l'un l'altro poiché oltre a cacciare ci ricordiamo l’un l’altro che siamo anche noi prede noi due, padrone e cane non posso dire quale dei due ha imparato o insegnato di più il fatto è che siamo cresciuti nel complesso ci sentiamo più sicuri quando mettiamo un piede o una zampa di fronte all'altra e avanti andiamo dopotutto la vita è solo a un morso, o a una coda contenta, di distanza
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Amo sorridere, Voglio volare, Spingere, spingere fuori, Andare, andare, andare Fissarti il colore degli occhi e basta oppure guardare e fantasticare Vorrei vibrare, vibrare Come foglie al vento Come un albero secolare Movimenti in ogni direzione Sento il mio cuore che segue il tamburo che segue il rumore che sento rombare Esplorare il verde, il verde Chiusi gli occhi al vento e al sole Pelle morta che si libera nell'aria Voglio odore, odore, odore Sentirti un profumo inebriante come un esplosione che saturi tutto tra naso e sapore Voglio andare piano o veloce Costruirmi, costruire, costruire Le braccia tese all'infuori, e stringersi a sé stessi Voglio abbracciare con il petto e con le mani ed incendiare e bruciare le vene e il cuore Voglio creare, fare cazzate, Gioire, soffrire, amare, Capire, vivere, baciare, Voglio annegare e gustare le mucose e la bocca ed il silenzio e l'immenso e come un cotone galleggiare
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Mar 3, 2024
Mar 3, 2024 at 1:29 PM UTC
cotone
E s'aprono i fiori notturni nell'ora che penso à miei cari. Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari. Da un pezzo si tacquero i gridi: l sola una casa bisbiglia. Sotto l'ali dormoni i nidi, come gli occhi sotto le ciglia. Dai calici aperti si esala l'odore di fragole rosse. Splende un lume la nella sala. Nasce l'era sopra le fosse. Un'ape tardiva sussurra trovando già prese le celle. La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle. Per tutta la notte s'esala l'odore che passa col vento. Passa il lume su per la scala; brilla al primo piano: s'è spento... È l'alba: si chiudono i petali un poco gualciti; si cova, dentro l'urna molle e segreta, non so che felicità nuova.
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Il gelsomino notturno
O dolce usignolo che ascolto (non sai dove), in questa gran pace cantare cantare tra il folto, là, dei sanguini e delle acace; t'ho presa - perdona, usignolo - una dolce nota, sol una, ch'io canto tra me, solo solo, nella sera, al lume di luna. E pare una tremula bolla tra l'odore acuto del fieno, un molle gorgoglio di polla, un lontano fischio di treno... Chi passa, al morire del giorno, ch'ode un fischio lungo laggiù riprende nel cuore il ritorno verso quello che non è più. Si trova al nativo villaggio, vi ritrova quello che c'era: l'odore di mesi-di-maggio buon odor di rose e di cera. Ne ronzano le litanie, come l'api intorno una culla: ci sono due voci sì pie! Di sua madre e d'una fanciulla. Poi fatto silenzio, pian piano, nella nota mia, che t'ho presa, risente squillare il lontano campanello della sua chiesa. Riprende l'antica preghiera, ch'ora ora non ha perché; si trova con quello che c'era, ch'ora ora ora non c'è... Chi sono? Non chiederlo. Io piango, ma di notte, perch'ho vergogna. O alato, io qui vivo nel fango. Sono un gramo rospo che sogna.
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Il poeta solitario
Nell'orto, a ***** - o blocchi di turchese, alpi Apuane! o lunghi intagli azzurri nel celestino, all'orlo del paese! un odorato e lucido verziere pieno di frulli, pieno di sussurri, pieno dè flauti delle capinere. Nell'aie acuta la magnolia odora, lustra l'arancio popolato d'oro - io, quando al Belvedere era l'aurora, venivo al piede d'uno snello alloro. Sorgeva presso il vecchio muro, presso il vecchio busto d'un imperatore, col tronco svelto come di cipresso. Slanciato avanti, sopra il muro, al sole dava la chioma. Intorno era un odore, sottil, di vecchio, e forse di viole. Io sognava: una corsa luna il puro Frigido, l'oro di capelli sparsi, una fanciulla... Ancora al vecchio muro, tremava il lauro che parea slanciarsi. Un'alba - si sentìa di due fringuelli chiaro il francesco mio: la capinera già desta squittinìa di tra i piselli - tu più non c'eri, o vergine fugace: netto il pedale era tagliato: v'era quel vecchio odore e quella vecchia pace; il lauro, no. Sarchiava li vicino Fiore, un ragazzo pieno di bontà. Gli domandai del lauro; e Fiore, chino sopra il sarchiello: Faceva ombra, sa! E m'accennavi un campo glauco, o Fiore, di cavolo cappuccio e cavolfiore.
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Il lauro
Brevi erano le tue lettere, precise, tutte muscolo e nervo, di mano più usa al compasso, alla squadra, al gesto del duro comando. Dicevan le semplici cose con semplici **** parole; ma due ne portavano in fine, due, sempre le stesse: "Sei mia". E quando ella giungeva, leggendo, al termine noto, s'abbandonava all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Ombre violacee intorno alla socchiusa bocca, all'affilato naso precipitoso palpito delle vene gonfiate alle tempie alla gola cecità delle palpebre, tensione delle mascelle nel desiderio faccia di donna agonizzante in estasi, tu non la vedesti, nessuno la vide. Era sola. Ora, ogni notte, la donna che più non vorrebbe esser viva nel vuoto della sua casa che ha odore di cenere spenta scioglie un pacco di lettere legato con un nastro nero. E legge; e, giunta al termine ben noto che a ognuna è sigillo, ancor s'abbandona all'indietro, vuotata del sangue, morente d'amore. Così, dalla tomba, con dura predace potenza di sillabe scritte tu l'imprigioni, o scomparso, tu la possiedi così.
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Lettere
by these forgotten suburbs of the world every day a new scent every day a new path ***** trails to feel the soil every day someone to greet every day I see you go and then come back every day a breath of wind with all the universe inside! every day from heat to cold from light to dark and sometimes the rain it falls..... nothing is ever the same every day a new day like that with one thing or two things or three and the next day maybe one or half..... the sum or the subtraction of many little things happiness and freedom? Yup, I can teach you master! .......... i segreti del cane n. 10 - la somma o la sottrazione ................................. presso queste dimenticate periferie del mondo ogni giorno un nuovo odore ogni giorno un nuovo sentiero strade sterrate per sentire il suolo ogni giorno qualcuno da salutare ogni giorno un vederti andare e poi ritornare ogni giorno un soffio di vento con l'universo dentro! ogni giorno si passa dal caldo al freddo dalla luce al buio e a volte la pioggia cade..... niente è mai uguale ogni giorno un giorno nuovo così con una cosa o due cose oppure tre e il giorno dopo forse una oppure metà..... la somma oppure la sottrazione di tante piccole cose la felicità e la libertà? sì, io te le posso insegnare padrone! .................. los secretos del perro n. 10 - la suma o la resta ................................. en estos suburbios olvidados del mundo todos los días un nuevo olor todos los días un nuevo sendero caminos de tierra para sentir el suelo todos los días alguien para saludar todos los días te veo ir y luego regresar todos los días un soplo de viento con el universo entero adentro! todos los días del calor al frío de claro al oscuro y a veces la lluvia cae ..... nada es igual todos los días un nuevo día asì con una o dos cosas o tres y el día siguiente quizás uno o la mitad ..... la suma o la resta de muchas pequeñas cosas felicidad y libertad? sí, yo puedo enseñarte patrón!
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Aug 4, 2018
Aug 4, 2018 at 6:04 PM UTC
the the dog's secrets n. 10 - the sum or the subtraction
by these forgotten suburbs of the world every day a new scent every day a new path ***** trails to feel the soil every day someone to greet every day I see you go and then come back every day a breath of wind with all the universe inside! every day from heat to cold from light to dark and sometimes the rain it falls..... nothing is ever the same every day a new day like that with one thing or two things or three and the next day maybe one or half..... the sum or the subtraction of many little things happiness and freedom? Yup, I can teach you master! .......... i segreti del cane n. 10 - la somma o la sottrazione ................................. presso queste dimenticate periferie del mondo ogni giorno un nuovo odore ogni giorno un nuovo sentiero strade sterrate per sentire il suolo ogni giorno qualcuno da salutare ogni giorno un vederti andare e poi ritornare ogni giorno un soffio di vento con l'universo dentro! ogni giorno si passa dal caldo al freddo dalla luce al buio e a volte la pioggia cade..... niente è mai uguale ogni giorno un giorno nuovo così con una cosa o due cose oppure tre e il giorno dopo forse una oppure metà..... la somma oppure la sottrazione di tante piccole cose la felicità e la libertà? sì, io te le posso insegnare padrone! .................. los secretos del perro n. 10 - la suma o la resta ................................. en estos suburbios olvidados del mundo todos los días un nuevo olor todos los días un nuevo sendero caminos de tierra para sentir el suelo todos los días alguien para saludar todos los días te veo ir y luego regresar todos los días un soplo de viento con el universo entero adentro! todos los días del calor al frío de claro al oscuro y a veces la lluvia cae ..... nada es igual todos los días un nuevo día asì con una o dos cosas o tres y el día siguiente quizás uno o la mitad ..... la suma o la resta de muchas pequeñas cosas felicidad y libertad? sí, yo puedo enseñarte patrón!
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Stammi lontana così che ti possa apprezzare per sempre. Stammi lontana perché so che non esisteresti che tu, e ogni cosa avrebbe il tuo sapore. Il tuo odore nell'aria che respiro. Il tuo viso in ogni cosa io desideri. Stammi lontana perché io ** un mondo da vivere e scoprire.
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Dec 13, 2023
Dec 13, 2023 at 12:03 AM UTC
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