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"nostre" poems
Quando la sera scende sulle nostre spalle come un manto che non avremmo voluto portare, non chiedermi di cercarti, non chiedermi d'amare. Quando la sera ci inietta nelle vene la droga che ci fa tremare, come una carezza perduta, l'amore che avremmo dovuto amare, lasciami vagabondare per le vie in salita, lasciami sbattere la testa contro un muro, lasciami insicuro, ubriaco, contento di sbagliare. Quando la sera scende sulle nostre spalle in un minuto nel quale non ci saremmo voluti tuffare, non chiedermi di tornare. Lascia che come volute di fumo, come esalazioni nerastre, le tenebre mi avviluppino e mi s'offuschi la vista. Che come un cane fiuti la mia pista e con la morte giochi a scacchi la mia partita. Che un tossicomane m'abbagli, che una prostituta o un pederasta m'accostino, che una donna che credevo morta mi chieda aiuto dall'oltretomba, da un'altra vita. Quando la sera scende sui nostri sbagli come dita che sentiamo chiudersi in una stretta, come il viaggio che non avremmo voluto fare, come le cose a cui abbiam dovuto rinunciare troppo in fretta, come tutte le altre sere, come ogni sera, la stessa fitta, la stessa febbre, un'euforia smarrita... Quando la sera come un manto scende sulla nostra vita, lascia che questo manto io non lo sopporti, lascia che cerchi di scrollarmelo di dosso, lascia che a più non posso io mi metta a gridare.
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Mar 31, 2010
Mar 31, 2010 at 12:43 PM UTC
Quando la sera scende sulle nostre spalle...
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
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Dec 2, 2010
Dec 2, 2010 at 3:04 PM UTC
Nevica a Parigi...
Nevica a Parigi sugli alberi di carta, sugli addobbi di Natale sgonfi, sui bambini di plastica e sui castelli di latta. Nevica a Parigi una neve fiacca che s’incolla ai cappotti della gente che si trascina per strada con aria distratta. Nevica nei caffè, attraverso i vetri, sui boulevards deserti e sui nostri sguardi tetri. Si colorano di bianco la cupola dell’albergo di lusso, il tettuccio dell’edicola senza giornali, il carretto delle castagne arrosto, il marciapiede su cui scivola una dama e cerca un cantuccio il barbone. Nevica a Parigi, senza ragione, sulle donne e sugli uomini. *** Nevica nei grandi magazzini, nelle chiese vuote e nelle nostre stanze. Sulle autostrade inondate di fango che corrono sopra la città, sulle scarpate coperte d’immondizia e sulle nostre frasi lasciate a metà. Nevica a Parigi sulla terra del parco in cui non attecchirà più l’erba, sulla nostra visione acerba delle cose. Nevica a Parigi come per illusione. *** Nevica perché non ha nessun senso che nevichi, perché siamo in inverno ma non è detto che torni il bel tempo. Nevica sul cemento di chi ha avuto il coraggio di costruire i grattacieli per i grandi e le cabine di comando per gli uomini d’affari dagli occhi stanchi. *** Nevica sui ghetti e sulle città satelliti, sulle lampade al neon dei luna park abbandonati. Nevica, in televisione e al cinema, per i negri, i bianchi, le persone sole e gli alcolizzati. Nevica e le cose si perdono in un pulviscolo. Da un vicolo sbuca un autobus senza autista, da un altro una carrozza trainata da elefanti. In un carosello di fiocchi di neve impazziscono le immagini. Nevica a Parigi sui camposanti. *** Nevica nei bordelli e nelle bettole, nei salotti alla moda, nei negozi degli antiquari e nei quadri che i pittori non hanno fatto a tempo a terminare… Nevica sugli operai stanchi di non lavorare, sulle matrone che si abbandonano alle braccia dei drogati. Nevica sugli ospedali e sugli ammalati. *** Nevica sugli aeroplani e sulla notte, sulle navi e sul vento, sull’eco delle stragi, sul pianto dei feriti e sul rantolo dei moribondi. Nevica a Parigi sul tempo che finisce in un’esplosione di secondi. *** Nevica sulla neve e nevicherà ancora. E’ una neve che a tratti ci sferza e a tratti ci ignora. E’ una neve che spazza via tutto, una neve spietata. Perché a Parigi da oggi nevica nella nostra mente annebbiata.
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Si può o non può avere sentito un po 'di qualcuno di nome Kelly Clarkson sono sposati lo scorso fine settimana .E il suo matrimonio?Total .TOTALE .Svenire .Le nostre LBBers talento ultra dietro Archetype Studio Inc. ha fatto gli onori di catturare il giorno e stanno dando a noi anatre poco fortunati una sbirciatina a tutti la bella . e dire la verità .un piccolo sguardo a Tennessee fattoria matrimonio di Kelly è tutto quello che dobbiamo sapere che siamo con tutto il cuore in amore .Non siete d'accordo ? Fotografia : Archetype Studio Inc. | Abito da sposa: " Jessamine " by Temperley London | Anelli : Johnathon Arndt | capelli: Robert Ramos | Vestito dello sposo : John Varvatos | Fascia : Maria Elena | Trucco : Ashley Donovan | Stylist : Steph Ashmore| Luogo: Blackberry Farm Prima di testa fuori nel fine settimana .abbiamo pochi vincitori super speciale ! Emily R abiti da sposa 2014 portato a casa un paio di Wedgewood Vera **** abiti da sposa 2014 Amore Nodi tostatura flauti da Secrets abiti da sposa corti Puerto Los Cabos Golf \u0026Spa Resort !Woohoo! E complimenti a Fiona McGregor \u0026Nick Connellan .che hanno vinto una sessione impegno libero da Adrian Tuazon Fotografia ! Buon fine settimana !xoxo SMPTemperley London è un membro del nostro Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui .Archetype Studio e Adrian Tuazon Fotografia sono membri del nostro Little Black Book .Scopri come i membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .Archetype Studio Inc. vedi portfolio Adrian Tuazon Fotografia VIEW http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-2014-c-13 http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/1/4173335353535_396812.jpg http://www.belloabito.com/goods.php?id=855
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Jul 20, 2014
Jul 20, 2014 at 9:24 PM UTC
Nozze di Kelly Clarkson - A Sneak Peak_vestiti da sposa
Si può o non può avere sentito un po 'di qualcuno di nome Kelly Clarkson sono sposati lo scorso fine settimana .E il suo matrimonio?Total .TOTALE .Svenire .Le nostre LBBers talento ultra dietro Archetype Studio Inc. ha fatto gli onori di catturare il giorno e stanno dando a noi anatre poco fortunati una sbirciatina a tutti la bella . e dire la verità .un piccolo sguardo a Tennessee fattoria matrimonio di Kelly è tutto quello che dobbiamo sapere che siamo con tutto il cuore in amore .Non siete d'accordo ? Fotografia : Archetype Studio Inc. | Abito da sposa: " Jessamine " by Temperley London | Anelli : Johnathon Arndt | capelli: Robert Ramos | Vestito dello sposo : John Varvatos | Fascia : Maria Elena | Trucco : Ashley Donovan | Stylist : Steph Ashmore| Luogo: Blackberry Farm Prima di testa fuori nel fine settimana .abbiamo pochi vincitori super speciale ! Emily R abiti da sposa 2014 portato a casa un paio di Wedgewood Vera **** abiti da sposa 2014 Amore Nodi tostatura flauti da Secrets abiti da sposa corti Puerto Los Cabos Golf \u0026Spa Resort !Woohoo! E complimenti a Fiona McGregor \u0026Nick Connellan .che hanno vinto una sessione impegno libero da Adrian Tuazon Fotografia ! Buon fine settimana !xoxo SMPTemperley London è un membro del nostro Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui .Archetype Studio e Adrian Tuazon Fotografia sono membri del nostro Little Black Book .Scopri come i membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .Archetype Studio Inc. vedi portfolio Adrian Tuazon Fotografia VIEW http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-2014-c-13 http://188.138.88.219/images_ld/td//t35/product_thumb/1/4173335353535_396812.jpg http://www.belloabito.com/goods.php?id=855
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Naguiere chanter je voulois Comme Francus au bord Gaulois Avecq' sa troupe vint descendre, Mais mon luc pinçé de mon doi, Ne vouloit en dépit de moi Que chanter Amour, et Cassandre. Je pensoi pource que toujours J'avoi dit sur lui mes amours, Que ses cordes par long usage Chantoient d'amour, et qu'il faloit En mettre d'autres, s'on vouloit Luy aprendre un autre langage. Et pour ce faire, il n'y eut fust, Archet, ne corde, qui ne fust Echangée en d'autres nouvelles : Mais apres qu'il fut remonté, Plus haut que davant a chanté Comme il souloit, les damoyselles. Or adieu doncq' pauvre Francus, Ta gloire, sous tes murs veinqus, Se cachera toujours pressée, Si, à ton neveu, nostre Roi, Tu ne dis qu'en l'honneur de toi, Il face ma Lyre crossée.
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À sa lyre
Ode XXVI. En vous donnant ce pourtraict mien Dame, je ne vous donne rien Car tout le bien qui estoit nostre Amour dès le jour le fit vostre Que vous me fistes prisonnier, Mais tout ainsi qu'un jardinier Envoye des presens au maistre De son jardin loüé, pour estre Toujours la grace desservant De l'heritier, qu'il va servant Ainsi tous mes presens j'adresse A vous Cassandre ma maistresse, Corne à mon tout, et maintenant Mon portrait je vous vois donnant : Car la chose est bien raisonnable Que la peinture ressemblable, Au cors qui languist en souci Pour vostre amour, soit vostre aussi. Mais voyez come elle me semble Pensive, triste et pasle ensemble, Portraite de mesme couleur Qu'amour a portrait son seigneur. Que pleust à Dieu que la Nature M'eust fait au coeur une ouverture, Afin que vous eussiez pouvoir De me cognoistre et de me voir ! Car ce n'est rien de voir, Maistresse, La face qui est tromperesse, Et le front bien souvent moqueur, C'est le tout que de voir le coeur. Vous voyriés du mien la constance, La foi, l'amour, l'obeissance, Et les voyant, peut estre aussi Qu'auriés de lui quelque merci, Et des angoisses qu'il endure : Voire quand vous seriés plus dure Que les rochers Caucaseans Ou les cruels flos Aegeans Qui sourds n'entendent les prieres Des pauvres barques marinieres.
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Ode à Cassandre
el sol va tocar la lluna i amb els ulls brillants que compartien una paradoxa amor, es va convertir en el seu conjunt es va torçar en una essència sota els llençols de les tenebres al nostre espai infinit the world whispered the simple phrase into my ample body, frigid in the sense mentally and physically I cant get enough of this new comer I feel the verses in my poetry have became more real when words are enveloped in a character of no moral restraints I am more real now, I feel full yet my emptiness is there on the side I need that, and its understood - every human does wholesome grateful the living dead are fully alive now, and I have let the deader parts of me fade away with the turning of time I have a new sheet of skin upon my body I have new eyes peering at the world with the stare of a pale ****** who has yet to be touched by the sun just coming out of my mothers womb you see I am born again I breathe for the first time and I love genuinely I throw my arms in the sky and I bathe myself in the wind of this foreigner whom soon I will give my body to and you will grow along me the clouds move above me like a euphoric dream of melodies and I feel the rush of the universe come down on me like a huge raindrop and I am cleansed and I am free and I am love the smell of wet wood in the park suffocates me with its natural joy and I lay on the grass and peer into the lakes of life and the mysteries they hold, I cannot wait to find out the riddles and listen to the new rhymes to come welcome new year
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Jan 3, 2011
Jan 3, 2011 at 11:16 AM UTC
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el sol va tocar la lluna i amb els ulls brillants que compartien una paradoxa amor, es va convertir en el seu conjunt es va torçar en una essència sota els llençols de les tenebres al nostre espai infinit the world whispered the simple phrase into my ample body, frigid in the sense mentally and physically I cant get enough of this new comer I feel the verses in my poetry have became more real when words are enveloped in a character of no moral restraints I am more real now, I feel full yet my emptiness is there on the side I need that, and its understood - every human does wholesome grateful the living dead are fully alive now, and I have let the deader parts of me fade away with the turning of time I have a new sheet of skin upon my body I have new eyes peering at the world with the stare of a pale ****** who has yet to be touched by the sun just coming out of my mothers womb you see I am born again I breathe for the first time and I love genuinely I throw my arms in the sky and I bathe myself in the wind of this foreigner whom soon I will give my body to and you will grow along me the clouds move above me like a euphoric dream of melodies and I feel the rush of the universe come down on me like a huge raindrop and I am cleansed and I am free and I am love the smell of wet wood in the park suffocates me with its natural joy and I lay on the grass and peer into the lakes of life and the mysteries they hold, I cannot wait to find out the riddles and listen to the new rhymes to come welcome new year
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I: qualsiasi cosa veloce ed estrema mi attrae inevitabilmente. spesso&volentieri; penso agli incendi, agli scontri frontali, alle montagne russe, alle droghe sintetiche. II: io&te; in un pozzo di luce, tra piante esotiche e farfalle tropicali più grandi dei palmi delle nostre mani messe assieme. viviamo in questa casa di vetro da sei anni&abbiamo; dimenticato i nostri nomi. III: i fantasmi hanno smesso di esistere dal momento in cui hai smesso di esistere in ciò che sogno la notte. il mio cuore è disinfestato&i; suoi inquilini hanno tirato un sospiro di sollievo, spalancando le finestre. IV: avevo sette anni quando ** trovato quei denti in giardino. li nascosi molto meglio&nessuno; ne ebbe più traccia.
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Feb 12, 2015
Feb 12, 2015 at 7:24 PM UTC
sotto effetto di melatonina
Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. L'artigiano a mirar l'umido cielo, Con l'opra in man, cantando, Fassi in su l'uscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua Della novella piova; E l'erbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passeggier che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo à suoi studi intende? O torna all'opre? O cosa nova imprende? Quando dè mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena È diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! Assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana.
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La quiete dopo la tempesta
Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. L'artigiano a mirar l'umido cielo, Con l'opra in man, cantando, Fassi in su l'uscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua Della novella piova; E l'erbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passeggier che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quand'è, com'or, la vita? Quando con tanto amore L'uomo à suoi studi intende? O torna all'opre? O cosa nova imprende? Quando dè mali suoi men si ricorda? Piacer figlio d'affanno; Gioia vana, ch'è frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena È diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! Assai felice Se respirar ti lice D'alcun dolor: beata Se te d'ogni dolor morte risana.
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Le dicevano: - Bambina! Che tu non lasci mai stesa, dalla sera alla mattina, ma porta dove l'hai presa, la tovaglia bianca, appena ch'è terminata la cena! Bada, che vengono i morti! I tristi, i pallidi morti! Entrano, ansimano muti. Ognuno è tanto mai stanco! E si fermano seduti la notte intorno a quel bianco. Stanno lì sino al domani, col capo tra le due mani, senza che nulla si senta, sotto la lampada spenta. - È già grande la bambina: la casa regge, e lavora: fa il bucato e la cucina, fa tutto al modo d'allora. Pensa a tutto, ma non pensa a sparecchiare la mensa. Lascia che vengano i morti, i buoni, i poveri morti. Oh! la notte nera nera, di vento, d'acqua, di neve, lascia ch'entrino da sera, col loro anelito lieve; che alla mensa torno torno riposino fino a giorno, cercando fatti lontani col capo tra le due mani. Dalla sera alla mattina, cercando cose lontane, stanno fissi, a fronte china, su qualche bricia di pane, e volendo ricordare, bevono lagrime amare. Oh! non ricordano i morti, i cari, i cari suoi morti! - Pane, sì... pane si chiama, che noi spezzammo concordi: ricordate?... È tela, a dama: ce n'era tanta: ricordi?... Queste?... Queste sono due, come le vostre e le tue, due nostre lagrime amare cadute nel ricordare! -.
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La Tovaglia
Uno scambio mal riuscito di sguardi mai incrociati ha tappezzato il pavimento di dimenticati imbarazzi i miei i tuoi sommati ad un'unica finestra di poco aperta per far scolare via quel fumo denso della sigaretta succhiata forte che il silenzio vibrasse di qualcosa di non detto il tuo nome o quel che faccio ma la porta ora ha messo pace alle nostre solitudini e la tua fretta lungo le scale che corri non è più mia su questo divano impiantito ancora oggi a contare via le ore con il sommo delle dita.
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Nov 7, 2014
Nov 7, 2014 at 10:14 AM UTC
Untitled
Verson ces roses pres ce vin, De ce vin verson ces roses, Et boyvon l'un à l'autre, afin Qu'au coeur noz tristesses encloses Prennent en boyvant quelque fin. La belle Rose du Printemps Aubert, admoneste les hommes Passer joyeusement le temps, Et pendant que jeunes nous sommes Esbatre la fleur de noz ans. Tout ainsi qu'elle défleurit Fanie en une matinée, Ainsi nostre âge se flestrit, Làs ! et en moins d'une journée Le printemps d'un homme perit. Ne veis-tu pas hier Brinon Parlant, et faisant bonne chere, Qui làs ! aujourd'huy n'est sinon Qu'un peu de poudre en une biere, Qui de luy n'a rien que le nom ? Nul ne desrobe son trespas, Caron serre tout en sa nasse, Rois et pauvres tombent là bas : Mais ce-pendant le temps se passe Rose, et je ne te chante pas. La Rose est l'honneur d'un pourpris, La Rose est des fleurs la plus belle, Et dessus toutes a le pris : C'est pour cela que je l'appelle La violette de Cypris. La Rose est le bouquet d'Amour, La Rose est le jeu des Charites, La Rose blanchit tout au tour Au matin de perles petites Qu'elle emprunte du Poinct du jour. La Rose est le parfum des Dieux, La Rose est l'honneur des pucelles, Qui leur sein beaucoup aiment mieux Enrichir de Roses nouvelles, Que d'un or, tant soit precieux. Est-il rien sans elle de beau ? La Rose embellit toutes choses, Venus de Roses a la peau, Et l'Aurore a les doigts de Roses, Et le front le Soleil nouveau. Les Nymphes de Rose ont le sein, Les coudes, les flancs et les hanches : Hebé de Roses a la main, Et les Charites, tant soient blanches, Ont le front de Roses tout plein. Que le mien en soit couronné, Ce m'est un Laurier de victoire : Sus, appellon le deux-fois-né, Le bon pere, et le fàison boire De ces Roses environné. Bacchus espris de la beauté Des Roses aux fueilles vermeilles, Sans elles n'a jamais esté, Quand en chemise sous les treilles Beuvoit au plus chaud de l'Esté.
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Versons ces roses près ce vin
Verson ces roses pres ce vin, De ce vin verson ces roses, Et boyvon l'un à l'autre, afin Qu'au coeur noz tristesses encloses Prennent en boyvant quelque fin. La belle Rose du Printemps Aubert, admoneste les hommes Passer joyeusement le temps, Et pendant que jeunes nous sommes Esbatre la fleur de noz ans. Tout ainsi qu'elle défleurit Fanie en une matinée, Ainsi nostre âge se flestrit, Làs ! et en moins d'une journée Le printemps d'un homme perit. Ne veis-tu pas hier Brinon Parlant, et faisant bonne chere, Qui làs ! aujourd'huy n'est sinon Qu'un peu de poudre en une biere, Qui de luy n'a rien que le nom ? Nul ne desrobe son trespas, Caron serre tout en sa nasse, Rois et pauvres tombent là bas : Mais ce-pendant le temps se passe Rose, et je ne te chante pas. La Rose est l'honneur d'un pourpris, La Rose est des fleurs la plus belle, Et dessus toutes a le pris : C'est pour cela que je l'appelle La violette de Cypris. La Rose est le bouquet d'Amour, La Rose est le jeu des Charites, La Rose blanchit tout au tour Au matin de perles petites Qu'elle emprunte du Poinct du jour. La Rose est le parfum des Dieux, La Rose est l'honneur des pucelles, Qui leur sein beaucoup aiment mieux Enrichir de Roses nouvelles, Que d'un or, tant soit precieux. Est-il rien sans elle de beau ? La Rose embellit toutes choses, Venus de Roses a la peau, Et l'Aurore a les doigts de Roses, Et le front le Soleil nouveau. Les Nymphes de Rose ont le sein, Les coudes, les flancs et les hanches : Hebé de Roses a la main, Et les Charites, tant soient blanches, Ont le front de Roses tout plein. Que le mien en soit couronné, Ce m'est un Laurier de victoire : Sus, appellon le deux-fois-né, Le bon pere, et le fàison boire De ces Roses environné. Bacchus espris de la beauté Des Roses aux fueilles vermeilles, Sans elles n'a jamais esté, Quand en chemise sous les treilles Beuvoit au plus chaud de l'Esté.
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Smarrito nella colorata fantasia delle nostre menti. Dolci e tenere sussurrano perpetua armonia. Il tichettio ha cessato d'esistere. Tutto è immobile. O siamo noi ad esserci fermati Protratti nella dimensione creata da noi. Sorpresi da un tempo diventato impercepibile D'un tratto                     siamo vivi
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Apr 26, 2018
Apr 26, 2018 at 5:39 PM UTC
Essere vivi è forse dimenticarsi del tempo?
Gli inguini sono la forza dell'anima, tacita, oscura, un germoglio di foglie da cui esce il seme del vivere. Gli inguini sono tormento, sono poesia e paranoia, delirio di uomini. Perdersi nella giungla dei sensi, asfaltare l'anima di veleno, ma dagli inguini può germogliare Dio e sant'Agostino e Abelardo, allora il miscuglio delle voci scenderà fino alle nostre carni a strapparci il gemito oscuro delle nascite ultraterrestri.
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Gli inguini
Je veus lire en trois jours l'Iliade d'Homere, Et pour-ce, Corydon, ferme bien l'huis sur moy. Si rien me vient troubler, je t'asseure ma foy Tu sentiras combien pesante est ma colere. Je ne veus seulement que nostre chambriere Vienne faire mon lit, ton compagnon, ny toy, Je veus trois jours entiers demeurer à requoy, Pour follastrer apres une sepmaine entiere. Mais si quelqu'un venoit de la part de Cassandre, Ouvre lui tost la porte, et ne le fais attendre, Soudain entre en ma chambre, et me vien accoustrer. Je veus tant seulement à luy seul me monstrer : Au reste, si un Dieu vouloit pour moy descendre Du ciel, ferme la porte, et ne le laisse entrer.
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Je veus lire en trois jours l'Iliade d'Homere
Quoy mon ame, dors tu engourdie en ta masse ? La trompette a sonné, serre bagage, et va Le chemin deserté que Jesuchrist trouva, Quand tout mouillé de sang racheta nostre race. C'est un chemin facheux borné de peu d'espace, Tracé de peu de gens que la ronce pava, Où le chardon poignant ses ****** esleva, Pren courage pourtant, et ne quitte la place. N'appose point la main à la mansine, apres Pour ficher ta charue au milieu des guerets, Retournant coup sur coup en arriere ta vüe : Il ne faut commencer, ou du tout s'emploier, Il ne faut point mener, puis laisser la charue. Qui laisse son mestier, n'est digne du loier.
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Quoy mon ame, dors tu engourdie en ta masse
i tuoi occhi marroni svolazzano e dico piove le rose le nostre labbre sfiorano insieme e i nostri cuori battono contemporaneamente le rose hanno le spine, mai io te ** le rose bruciano, siamo in fiamme ti amo da morire, fino ad allora, sei mio
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May 17, 2018
May 17, 2018 at 3:11 PM UTC
per lui
Potremmo danzare al ritmo dei nostri cuori. Farci trasportare dal sussurrare dolce delle nostre voci, come onde sulla sabbia.
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May 10, 2018
May 10, 2018 at 9:11 AM UTC
Adorabile ipotesi.
under this grey suburban sky thunders rolling as rocks and drums then silence in concrete transit spaces although wild beats inside our veins hunting scenes and escapes in vain taste of honey and salt on your teeth prey predators and carnival masks smiles dreams feasts fire tears running water silence and lightning remote storms gentle breeze essences and perfumes tobacco leather cinnamon and ashes smells of life and skin it's time to go home home where we will recall every flavor every hug every drop of dew every smile and every single tear their true meaning and we will ask ourselves why? why have we ever parted from our heart? ................ sotto questo grigio cielo suburbano tuoni che rotolano come pietre e tamburi poi silenzio in spazi di transito di asfalto e cemento anche se il selvatico batte nelle nostre vene scene di caccia e fughe invano sapore di miele e sale sui denti prede predatori e maschere di carnevale sorrisi sogni feste lacrime acqua corrente silenzio e fulmini tempeste remote e brezza leggera essenze e profumi tabacco cuoio cannella e cenere odori di vita e di pelle è ora di tornare a casa casa dove ricorderemo ogni sapore ogni abbraccio ogni goccia di rugiada ogni sorriso e ogni singola lacrima il loro vero significato e ci chiederemo perché? perché mai ci siamo separati dal nostro cuore?
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Sep 4, 2018
Sep 4, 2018 at 3:31 AM UTC
why have we ever parted from our heart?
Del tutto ignari della nostra esistenza voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, e delle nostre squallide ferite voi fate un balsamo per le labbra di Dio. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli, né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c'è una linea di infelicità come di un uragano che separa noi dalla vostra stirpe. Voi entrate nell'uragano dell'universo come coloro che si gettano nell'inferno e trovano il tremolo sospiro di chi sta per morire e di chi sta per nascere.
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Del tutto ignari
Quante pagine sono scritte dell’amore I fiumi di inchiostro che scorrono nelle nostre vene Quante canzoni cantate Mozzafiato, commoventi, strazianti Quante lacrime pianto (Meglio le lacrime piante che le lacrime nascoste e trattenute) Quanto tempo perso Quanti sensi trovati Quante guerre combattute E non si ferma mai Non si prende pausa Non si fa niente Non si fa Eppure siamo noi, le pagine Su cui la vita scrive la sua storia Lettera per lettera Parola per parola Frase per frase Domande, risposte, ricerche Doglianze, sospiri, gioie e dolori Non si sa dove porterà il cammino O quante pagine sono rimaste nei nostri romanzi Ma tuttavia si tira via Cercando, sognando, aspirando Siamo noi, le pagine scritte dell’amore
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Apr 20, 2025
Apr 20, 2025 at 6:12 AM UTC
Pagine
Quando idealizziamo qualcuno stiamo dicendo molto più di noi che della persona stessa. Nessuno è perfetto, sei tu che lo vuoi vedere così o forse hai bisogno di vederlo così. Bisogna scindere ciò che racconta l'arte e "ciò che vorremmo che fosse"dalla realtà. Perché soffriremo quando la realtà si scontrerà con le nostre idee. Ma questa è anche una grande liberazione: non abbiamo bisogno noi stessi di essere perfetti per essere amati. (Per chi legge: Io non sono uno psicologo, e so pochissimo di psicologia ma osservo tanto, quindi può essere che scrivo boiate, però ci provo lo stesso a scrivere ciò che penso, che deriva dall'osservazione di me stesso, da quello che leggo da professionisti, dall'osservazione degli altri e dal mero pensiero razionale. Lo faccio più che altro per me stesso, per non dimenticare alcuni concetti che reputo fondamentali per la mia vita, perché il mondo è veramente grande e complesso e si fa in fretta a dimenticare. Inoltre è ovvio che mi fa piacere essere letto e criticato ;) ) E secondo me questo è alla base della nascita e del mantenimento di relazioni narcisiste: il narcisista mina la tua autostima (probabilmente già bassa?) e svaluta le tue azioni. Creando uno squilibrio immaginario tra te e lui. Dove lui è Dio e voi esseri umani che sbagliano e che devono farsi perdonare.("io sono migliore di te, io ** fatto così a causa tua, la colpa è tua non mia, sei tu che esageri). Ricorda anche un po' le religioni, vero? Lol Ebbene, questo è solo un appunto, nella mia testa il concetto è molto più ampio, comprende anche la filosofia dell'errore e altro, maaa per ora va bene così. _________________________ Non voglio essere messo su un piedistallo, così come non metterò nessuno su un piedistallo, perché questa è la prova che o non ci vedono per ciò che siamo o che noi non vediamo gli altri per ciò che sono.
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Nov 19, 2023
Nov 19, 2023 at 11:35 AM UTC
Idealizzazione, autostima e narcisismo - Riflessione
Quando idealizziamo qualcuno stiamo dicendo molto più di noi che della persona stessa. Nessuno è perfetto, sei tu che lo vuoi vedere così o forse hai bisogno di vederlo così. Bisogna scindere ciò che racconta l'arte e "ciò che vorremmo che fosse"dalla realtà. Perché soffriremo quando la realtà si scontrerà con le nostre idee. Ma questa è anche una grande liberazione: non abbiamo bisogno noi stessi di essere perfetti per essere amati. (Per chi legge: Io non sono uno psicologo, e so pochissimo di psicologia ma osservo tanto, quindi può essere che scrivo boiate, però ci provo lo stesso a scrivere ciò che penso, che deriva dall'osservazione di me stesso, da quello che leggo da professionisti, dall'osservazione degli altri e dal mero pensiero razionale. Lo faccio più che altro per me stesso, per non dimenticare alcuni concetti che reputo fondamentali per la mia vita, perché il mondo è veramente grande e complesso e si fa in fretta a dimenticare. Inoltre è ovvio che mi fa piacere essere letto e criticato ;) ) E secondo me questo è alla base della nascita e del mantenimento di relazioni narcisiste: il narcisista mina la tua autostima (probabilmente già bassa?) e svaluta le tue azioni. Creando uno squilibrio immaginario tra te e lui. Dove lui è Dio e voi esseri umani che sbagliano e che devono farsi perdonare.("io sono migliore di te, io ** fatto così a causa tua, la colpa è tua non mia, sei tu che esageri). Ricorda anche un po' le religioni, vero? Lol Ebbene, questo è solo un appunto, nella mia testa il concetto è molto più ampio, comprende anche la filosofia dell'errore e altro, maaa per ora va bene così. _________________________ Non voglio essere messo su un piedistallo, così come non metterò nessuno su un piedistallo, perché questa è la prova che o non ci vedono per ciò che siamo o che noi non vediamo gli altri per ciò che sono.
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