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Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
Tornare ancor per uso a contemplarvi
Sul paterno giardino scintillanti,
E ragionar con voi dalle finestre
Di questo albergo ove abitai fanciullo,
E delle gioie mie vidi la fine.
Quante immagini un tempo, e quante fole
Creommi nel pensier l'aspetto vostro
E delle luci a voi compagne! Allora
Che, tacito, seduto in verde zolla,
Delle sere io solea passar gran parte
Mirando il cielo, ed ascoltando il canto
Della rana rimota alla campagna!
E la lucciola errava appo le siepi
E in su l'aiuole, susurrando al vento
I viali odorati, ed i cipressi
Là nella selva; e sotto al patrio tetto
Sonavan voci alterne, e le tranquille
Opre dè servi. E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana
Felicità fingendo al viver mio!
Ignaro del mio fato, e quante volte
Questa mia vita dolorosa e nuda
Volentier con la morte avrei cangiato.
Né mi diceva il cor che l'età verde
Sarei dannato a consumare in questo
Natio borgo selvaggio, intra una gente
Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso
Argomento di riso e di trastullo,
Son dottrina e saper; che m'odia e fugge,
Per invidia non già, che non mi tiene
Maggior di sé, ma perché tale estima
Ch'io mi tenga in cor mio, sebben di fuori
A persona giammai non ne fo segno.
Qui passo gli anni, abbandonato, occulto,
Senz'amor, senza vita; ed aspro a forza
Tra lo stuol dè malevoli divengo:
Qui di pietà mi spoglio e di virtudi,
E sprezzator degli uomini mi rendo,
Per la greggia ch'** appresso: e intanto vola
Il caro tempo giovanil; più caro
Che la fama e l'allor, più che la pura
Luce del giorno, e lo spirar: ti perdo
Senza un diletto, inutilmente, in questo
Soggiorno disumano, intra gli affanni,
O dell'arida vita unico fiore.
Viene il vento recando il suon dell'ora
Dalla torre del borgo. Era conforto
Questo suon, mi rimembra, alle mie notti,
Quando fanciullo, nella buia stanza,
Per assidui terrori io vigilava,
Sospirando il mattin. Qui non è cosa
Ch'io vegga o senta, onde un'immagin dentro
Non torni, e un dolce rimembrar non sorga.
Dolce per sé; ma con dolor sottentra
Il pensier del presente, un van desio
Del passato, ancor tristo, e il dire: io fui.
Quella loggia colà, volta agli estremi
Raggi del dì; queste dipinte mura,
Quei figurati armenti, e il Sol che nasce
Su romita campagna, agli ozi miei
Porser mille diletti allor che al fianco
M'era, parlando, il mio possente errore
Sempre, ov'io fossi. In queste sale antiche,
Al chiaror delle nevi, intorno a queste
Ampie finestre sibilando il vento,
Rimbombaro i sollazzi e le festose
Mie voci al tempo che l'acerbo, indegno
Mistero delle cose a noi si mostra
Pien di dolcezza; indelibata, intera
Il garzoncel, come inesperto amante,
La sua vita ingannevole vagheggia,
E celeste beltà fingendo ammira.
O speranze, speranze; ameni inganni
Della mia prima età! Sempre, parlando,
Ritorno a voi; che per andar di tempo,
Per variar d'affetti e di pensieri,
Obbliarvi non so. Fantasmi, intendo,
Son la gloria e l'onor; diletti e beni
Mero desio; non ha la vita un frutto,
Inutile miseria. E sebben vòti
Son gli anni miei, sebben deserto, oscuro
Il mio stato mortal, poco mi toglie
La fortuna, ben veggo. Ahi, ma qualvolta
A voi ripenso, o mie speranze antiche,
Ed a quel caro immaginar mio primo;
Indi riguardo il viver mio sì vile
E sì dolente, e che la morte è quello
Che di cotanta speme oggi m'avanza;
Sento serrarmi il cor, sento ch'al tutto
Consolarmi non so del mio destino.
E quando pur questa invocata morte
Sarammi allato, e sarà giunto il fine
Della sventura mia; quando la terra
Mi fia straniera valle, e dal mio sguardo
Fuggirà l'avvenir; di voi per certo
Risovverrammi; e quell'imago ancora
Sospirar mi farà, farammi acerbo
L'esser vissuto indarno, e la dolcezza
Del dì fatal tempererà d'affanno.
E già nel primo giovanil tumulto
Di contenti, d'angosce e di desio,
Morte chiamai più volte, e lungamente
Mi sedetti colà su la fontana
Pensoso di cessar dentro quell'acque
La speme e il dolor mio. Poscia, per cieco
Malor, condotto della vita in forse,
Piansi la bella giovanezza, e il fiore
Dè miei poveri dì, che sì per tempo
Cadeva: e spesso all'ore tarde, assiso
Sul conscio letto, dolorosamente
Alla fioca lucerna poetando,
Lamentai cò silenzi e con la notte
Il fuggitivo spirto, ed a me stesso
In sul languir cantai funereo canto.
Chi rimembrar vi può senza sospiri,
O primo entrar di giovinezza, o giorni
Vezzosi, inenarrabili, allor quando
Al rapito mortal primieramente
Sorridon le donzelle; a gara intorno
Ogni cosa sorride; invidia tace,
Non desta ancora ovver benigna; e quasi
(Inusitata maraviglia! ) il mondo
La destra soccorrevole gli porge,
Scusa gli errori suoi, festeggia il novo
Suo venir nella vita, ed inchinando
Mostra che per signor l'accolga e chiami?
Fugaci giorni! A somigliar d'un lampo
Son dileguati. E qual mortale ignaro
Di sventura esser può, se a lui già scorsa
Quella vaga stagion, se il suo buon tempo,
Se giovanezza, ahi giovanezza, è spenta?
O Nerina! E di te forse non odo
Questi luoghi parlar? Caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
È deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu la tua vita. Iva danzando; in fronte
La gioia ti splendea, splendea negli occhi
Quel confidente immaginar, quel lume
Di gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regna
L'antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stesso
Dico: o Nerina, a radunanze, a feste
Tu non ti acconci più, tu più non movi.
Se torna maggio, e ramoscelli e suoni
Van gli amanti recando alle fanciulle,
Dico: Nerina mia, per te non torna
Primavera giammai, non torna amore.
Ogni giorno sereno, ogni fiorita
Piaggia ch'io miro, ogni goder ch'io sento,
Dico: Nerina or più non gode; i campi,
L'aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
Sospiro mio: passasti: e fia compagna
D'ogni mio vago immaginar, di tutti
I miei teneri sensi, i tristi e cari
Moti del cor, la rimembranza acerba.
Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
Tornare ancor per uso a contemplarvi
Sul paterno giardino scintillanti,
E ragionar con voi dalle finestre
Di questo albergo ove abitai fanciullo,
E delle gioie mie vidi la fine.
Quante immagini un tempo, e quante fole
Creommi nel pensier l'aspetto vostro
E delle luci a voi compagne! Allora
Che, tacito, seduto in verde zolla,
Delle sere io solea passar gran parte
Mirando il cielo, ed ascoltando il canto
Della rana rimota alla campagna!
E la lucciola errava appo le siepi
E in su l'aiuole, susurrando al vento
I viali odorati, ed i cipressi
Là nella selva; e sotto al patrio tetto
Sonavan voci alterne, e le tranquille
Opre dè servi. E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana
Felicità fingendo al viver mio!
Ignaro del mio fato, e quante volte
Questa mia vita dolorosa e nuda
Volentier con la morte avrei cangiato.
Né mi diceva il cor che l'età verde
Sarei dannato a consumare in questo
Natio borgo selvaggio, intra una gente
Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso
Argomento di riso e di trastullo,
Son dottrina e saper; che m'odia e fugge,
Per invidia non già, che non mi tiene
Maggior di sé, ma perché tale estima
Ch'io mi tenga in cor mio, sebben di fuori
A persona giammai non ne fo segno.
Qui passo gli anni, abbandonato, occulto,
Senz'amor, senza vita; ed aspro a forza
Tra lo stuol dè malevoli divengo:
Qui di pietà mi spoglio e di virtudi,
E sprezzator degli uomini mi rendo,
Per la greggia ch'** appresso: e intanto vola
Il caro tempo giovanil; più caro
Che la fama e l'allor, più che la pura
Luce del giorno, e lo spirar: ti perdo
Senza un diletto, inutilmente, in questo
Soggiorno disumano, intra gli affanni,
O dell'arida vita unico fiore.
Viene il vento recando il suon dell'ora
Dalla torre del borgo. Era conforto
Questo suon, mi rimembra, alle mie notti,
Quando fanciullo, nella buia stanza,
Per assidui terrori io vigilava,
Sospirando il mattin. Qui non è cosa
Ch'io vegga o senta, onde un'immagin dentro
Non torni, e un dolce rimembrar non sorga.
Dolce per sé; ma con dolor sottentra
Il pensier del presente, un van desio
Del passato, ancor tristo, e il dire: io fui.
Quella loggia colà, volta agli estremi
Raggi del dì; queste dipinte mura,
Quei figurati armenti, e il Sol che nasce
Su romita campagna, agli ozi miei
Porser mille diletti allor che al fianco
M'era, parlando, il mio possente errore
Sempre, ov'io fossi. In queste sale antiche,
Al chiaror delle nevi, intorno a queste
Ampie finestre sibilando il vento,
Rimbombaro i sollazzi e le festose
Mie voci al tempo che l'acerbo, indegno
Mistero delle cose a noi si mostra
Pien di dolcezza; indelibata, intera
Il garzoncel, come inesperto amante,
La sua vita ingannevole vagheggia,
E celeste beltà fingendo ammira.
O speranze, speranze; ameni inganni
Della mia prima età! Sempre, parlando,
Ritorno a voi; che per andar di tempo,
Per variar d'affetti e di pensieri,
Obbliarvi non so. Fantasmi, intendo,
Son la gloria e l'onor; diletti e beni
Mero desio; non ha la vita un frutto,
Inutile miseria. E sebben vòti
Son gli anni miei, sebben deserto, oscuro
Il mio stato mortal, poco mi toglie
La fortuna, ben veggo. Ahi, ma qualvolta
A voi ripenso, o mie speranze antiche,
Ed a quel caro immaginar mio primo;
Indi riguardo il viver mio sì vile
E sì dolente, e che la morte è quello
Che di cotanta speme oggi m'avanza;
Sento serrarmi il cor, sento ch'al tutto
Consolarmi non so del mio destino.
E quando pur questa invocata morte
Sarammi allato, e sarà giunto il fine
Della sventura mia; quando la terra
Mi fia straniera valle, e dal mio sguardo
Fuggirà l'avvenir; di voi per certo
Risovverrammi; e quell'imago ancora
Sospirar mi farà, farammi acerbo
L'esser vissuto indarno, e la dolcezza
Del dì fatal tempererà d'affanno.
E già nel primo giovanil tumulto
Di contenti, d'angosce e di desio,
Morte chiamai più volte, e lungamente
Mi sedetti colà su la fontana
Pensoso di cessar dentro quell'acque
La speme e il dolor mio. Poscia, per cieco
Malor, condotto della vita in forse,
Piansi la bella giovanezza, e il fiore
Dè miei poveri dì, che sì per tempo
Cadeva: e spesso all'ore tarde, assiso
Sul conscio letto, dolorosamente
Alla fioca lucerna poetando,
Lamentai cò silenzi e con la notte
Il fuggitivo spirto, ed a me stesso
In sul languir cantai funereo canto.
Chi rimembrar vi può senza sospiri,
O primo entrar di giovinezza, o giorni
Vezzosi, inenarrabili, allor quando
Al rapito mortal primieramente
Sorridon le donzelle; a gara intorno
Ogni cosa sorride; invidia tace,
Non desta ancora ovver benigna; e quasi
(Inusitata maraviglia! ) il mondo
La destra soccorrevole gli porge,
Scusa gli errori suoi, festeggia il novo
Suo venir nella vita, ed inchinando
Mostra che per signor l'accolga e chiami?
Fugaci giorni! A somigliar d'un lampo
Son dileguati. E qual mortale ignaro
Di sventura esser può, se a lui già scorsa
Quella vaga stagion, se il suo buon tempo,
Se giovanezza, ahi giovanezza, è spenta?
O Nerina! E di te forse non odo
Questi luoghi parlar? Caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
È deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu la tua vita. Iva danzando; in fronte
La gioia ti splendea, splendea negli occhi
Quel confidente immaginar, quel lume
Di gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regna
L'antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stesso
Dico: o Nerina, a radunanze, a feste
Tu non ti acconci più, tu più non movi.
Se torna maggio, e ramoscelli e suoni
Van gli amanti recando alle fanciulle,
Dico: Nerina mia, per te non torna
Primavera giammai, non torna amore.
Ogni giorno sereno, ogni fiorita
Piaggia ch'io miro, ogni goder ch'io sento,
Dico: Nerina or più non gode; i campi,
L'aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
Sospiro mio: passasti: e fia compagna
D'ogni mio vago immaginar, di tutti
I miei teneri sensi, i tristi e cari
Moti del cor, la rimembranza acerba.
Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
Tornare ancor per uso a contemplarvi
Sul paterno giardino scintillanti,
E ragionar con voi dalle finestre
Di questo albergo ove abitai fanciullo,
E delle gioie mie vidi la fine.
Quante immagini un tempo, e quante fole
Creommi nel pensier l'aspetto vostro
E delle luci a voi compagne! Allora
Che, tacito, seduto in verde zolla,
Delle sere io solea passar gran parte
Mirando il cielo, ed ascoltando il canto
Della rana rimota alla campagna!
E la lucciola errava appo le siepi
E in su l'aiuole, susurrando al vento
I viali odorati, ed i cipressi
Là nella selva; e sotto al patrio tetto
Sonavan voci alterne, e le tranquille
Opre dè servi. E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana
Felicità fingendo al viver mio!
Ignaro del mio fato, e quante volte
Questa mia vita dolorosa e nuda
Volentier con la morte avrei cangiato.
Né mi diceva il cor che l'età verde
Sarei dannato a consumare in questo
Natio borgo selvaggio, intra una gente
Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso
Argomento di riso e di trastullo,
Son dottrina e saper; che m'odia e fugge,
Per invidia non già, che non mi tiene
Maggior di sé, ma perché tale estima
Ch'io mi tenga in cor mio, sebben di fuori
A persona giammai non ne fo segno.
Qui passo gli anni, abbandonato, occulto,
Senz'amor, senza vita; ed aspro a forza
Tra lo stuol dè malevoli divengo:
Qui di pietà mi spoglio e di virtudi,
E sprezzator degli uomini mi rendo,
Per la greggia ch'** appresso: e intanto vola
Il caro tempo giovanil; più caro
Che la fama e l'allor, più che la pura
Luce del giorno, e lo spirar: ti perdo
Senza un diletto, inutilmente, in questo
Soggiorno disumano, intra gli affanni,
O dell'arida vita unico fiore.
Viene il vento recando il suon dell'ora
Dalla torre del borgo. Era conforto
Questo suon, mi rimembra, alle mie notti,
Quando fanciullo, nella buia stanza,
Per assidui terrori io vigilava,
Sospirando il mattin. Qui non è cosa
Ch'io vegga o senta, onde un'immagin dentro
Non torni, e un dolce rimembrar non sorga.
Dolce per sé; ma con dolor sottentra
Il pensier del presente, un van desio
Del passato, ancor tristo, e il dire: io fui.
Quella loggia colà, volta agli estremi
Raggi del dì; queste dipinte mura,
Quei figurati armenti, e il Sol che nasce
Su romita campagna, agli ozi miei
Porser mille diletti allor che al fianco
M'era, parlando, il mio possente errore
Sempre, ov'io fossi. In queste sale antiche,
Al chiaror delle nevi, intorno a queste
Ampie finestre sibilando il vento,
Rimbombaro i sollazzi e le festose
Mie voci al tempo che l'acerbo, indegno
Mistero delle cose a noi si mostra
Pien di dolcezza; indelibata, intera
Il garzoncel, come inesperto amante,
La sua vita ingannevole vagheggia,
E celeste beltà fingendo ammira.
O speranze, speranze; ameni inganni
Della mia prima età! Sempre, parlando,
Ritorno a voi; che per andar di tempo,
Per variar d'affetti e di pensieri,
Obbliarvi non so. Fantasmi, intendo,
Son la gloria e l'onor; diletti e beni
Mero desio; non ha la vita un frutto,
Inutile miseria. E sebben vòti
Son gli anni miei, sebben deserto, oscuro
Il mio stato mortal, poco mi toglie
La fortuna, ben veggo. Ahi, ma qualvolta
A voi ripenso, o mie speranze antiche,
Ed a quel caro immaginar mio primo;
Indi riguardo il viver mio sì vile
E sì dolente, e che la morte è quello
Che di cotanta speme oggi m'avanza;
Sento serrarmi il cor, sento ch'al tutto
Consolarmi non so del mio destino.
E quando pur questa invocata morte
Sarammi allato, e sarà giunto il fine
Della sventura mia; quando la terra
Mi fia straniera valle, e dal mio sguardo
Fuggirà l'avvenir; di voi per certo
Risovverrammi; e quell'imago ancora
Sospirar mi farà, farammi acerbo
L'esser vissuto indarno, e la dolcezza
Del dì fatal tempererà d'affanno.
E già nel primo giovanil tumulto
Di contenti, d'angosce e di desio,
Morte chiamai più volte, e lungamente
Mi sedetti colà su la fontana
Pensoso di cessar dentro quell'acque
La speme e il dolor mio. Poscia, per cieco
Malor, condotto della vita in forse,
Piansi la bella giovanezza, e il fiore
Dè miei poveri dì, che sì per tempo
Cadeva: e spesso all'ore tarde, assiso
Sul conscio letto, dolorosamente
Alla fioca lucerna poetando,
Lamentai cò silenzi e con la notte
Il fuggitivo spirto, ed a me stesso
In sul languir cantai funereo canto.
Chi rimembrar vi può senza sospiri,
O primo entrar di giovinezza, o giorni
Vezzosi, inenarrabili, allor quando
Al rapito mortal primieramente
Sorridon le donzelle; a gara intorno
Ogni cosa sorride; invidia tace,
Non desta ancora ovver benigna; e quasi
(Inusitata maraviglia! ) il mondo
La destra soccorrevole gli porge,
Scusa gli errori suoi, festeggia il novo
Suo venir nella vita, ed inchinando
Mostra che per signor l'accolga e chiami?
Fugaci giorni! A somigliar d'un lampo
Son dileguati. E qual mortale ignaro
Di sventura esser può, se a lui già scorsa
Quella vaga stagion, se il suo buon tempo,
Se giovanezza, ahi giovanezza, è spenta?
O Nerina! E di te forse non odo
Questi luoghi parlar? Caduta forse
Dal mio pensier sei tu? Dove sei gita,
Che qui sola di te la ricordanza
Trovo, dolcezza mia? Più non ti vede
Questa Terra natal: quella finestra,
Ond'eri usata favellarmi, ed onde
Mesto riluce delle stelle il raggio,
È deserta. Ove sei, che più non odo
La tua voce sonar, siccome un giorno,
Quando soleva ogni lontano accento
Del labbro tuo, ch'a me giungesse, il volto
Scolorarmi? Altro tempo. I giorni tuoi
Furo, mio dolce amor. Passasti. Ad altri
Il passar per la terra oggi è sortito,
E l'abitar questi odorati colli.
Ma rapida passasti; e come un sogno
Fu la tua vita. Iva danzando; in fronte
La gioia ti splendea, splendea negli occhi
Quel confidente immaginar, quel lume
Di gioventù, quando spegneali il fato,
E giacevi. Ahi Nerina! In cor mi regna
L'antico amor. Se a feste anco talvolta,
Se a radunanze io movo, infra me stesso
Dico: o Nerina, a radunanze, a feste
Tu non ti acconci più, tu più non movi.
Se torna maggio, e ramoscelli e suoni
Van gli amanti recando alle fanciulle,
Dico: Nerina mia, per te non torna
Primavera giammai, non torna amore.
Ogni giorno sereno, ogni fiorita
Piaggia ch'io miro, ogni goder ch'io sento,
Dico: Nerina or più non gode; i campi,
L'aria non mira. Ahi tu passasti, eterno
Sospiro mio: passasti: e fia compagna
D'ogni mio vago immaginar, di tutti
I miei teneri sensi, i tristi e cari
Moti del cor, la rimembranza acerba.
Credei ch'al tutto fossero
In me, sul fior degli anni,
Mancati i dolci affanni
Della mia prima età:
I dolci affanni, i teneri
Moti del cor profondo,
Qualunque cosa al mondo
Grato il sentir ci fa.

Quante querele e lacrime
Sparsi nel novo stato,
Quando al mio cor gelato
Prima il dolor mancò!
Mancàr gli usati palpiti,
L'amor mi venne meno,
E irrigidito il seno
Di sospirar cessò!

Piansi spogliata, esanime
Fatta per me la vita
La terra inaridita,
Chiusa in eterno gel;
Deserto il dì; la tacita
Notte più sola e bruna;
Spenta per me la luna,
Spente le stelle in ciel.

Pur di quel pianto origine
Era l'antico affetto:
Nell'intimo del petto
Ancor viveva il cor.
Chiedea l'usate immagini
La stanca fantasia;
E la tristezza mia
Era dolore ancor.

Fra poco in me quell'ultimo
Dolore anco fu spento,
E di più far lamento
Valor non mi restò.
Giacqui: insensato, attonito,
Non dimandai conforto:
Quasi perduto e morto,
Il cor s'abbandonò.

Qual fui! Quanto dissimile
Da quel che tanto ardore,
Che sì beato errore
Nutrii nell'alma un dì!
La rondinella vigile,
Alle finestre intorno
Cantando al novo giorno,
Il cor non mi ferì:

Non all'autunno pallido
In solitaria villa,
La vespertina squilla,
Il fuggitivo Sol.
Invan brillare il vespero
Vidi per muto calle,
Invan sonò la valle
Del flebile usignol.

E voi, pupille tenere,
Sguardi furtivi, erranti,
Voi dè gentili amanti
Primo, immortale amor,
Ed alla mano offertami
Candida ignuda mano,
Foste voi pure invano
Al duro mio sopor.

D'ogni dolcezza vedovo,
Tristo; ma non turbato,
Ma placido il mio stato,
Il volto era seren.
Desiderato il termine
Avrei del viver mio;
Ma spento era il desio
Nello spossato sen.

Qual dell'età decrepita
L'avanzo ignudo e vile,
Io conducea l'aprile
Degli anni miei così:
Così quegl'ineffabili
Giorni, o mio cor, traevi,
Che sì fugaci e brevi
Il cielo a noi sortì.

Chi dalla grave, immemore
Quiete or mi ridesta?
Che virtù nova è questa,
Questa che sento in me?
Moti soavi, immagini,
Palpiti, error beato,
Per sempre a voi negato
Questo mio cor non è?

Siete pur voi quell'unica
Luce dè giorni miei?
Gli affetti ch'io perdei
Nella novella età?
Se al ciel, s'ai verdi margini,
Ovunque il guardo mira,
Tutto un dolor mi spira,
Tutto un piacer mi dà.

Meco ritorna a vivere
La piaggia, il bosco, il monte;
Parla al mio core il fonte,
Meco favella il mar.
Chi mi ridona il piangere
Dopo cotanto obblio?
E come al guardo mio
Cangiato il mondo appar?

Forse la speme, o povero
Mio cor, ti volse un riso?
Ahi della speme il viso
Io non vedrò mai più.
Proprii mi diede i palpiti,
Natura, e i dolci inganni.
Sopiro in me gli affanni
L'ingenita virtù;

Non l'annullàr: non vinsela
Il fato e la sventura;
Non con la vista impura
L'infausta verità.
Dalle mie vaghe immagini
So ben ch'ella discorda:
So che natura è sorda,
Che miserar non sa.

Che non del ben sollecita
Fu, ma dell'esser solo:
Purché ci serbi al duolo,
Or d'altro a lei non cal.
So che pietà fra gli uomini
Il misero non trova;
Che lui, fuggendo, a prova
Schernisce ogni mortal.

Che ignora il tristo secolo
Gl'ingegni e le virtudi;
Che manca ai degni studi
L'ignuda gloria ancor.
E voi, pupille tremule,
Voi, raggio sovrumano,
So che splendete invano,
Che in voi non brilla amor.

Nessuno ignoto ed intimo
Affetto in voi non brilla:
Non chiude una favilla
Quel bianco petto in sé.
Anzi d'altrui le tenere
Cure suol porre in gioco;
E d'un celeste foco
Disprezzo è la mercè.

Pur sento in me rivivere
Gl'inganni aperti e noti;
E, dè suoi proprii moti
Si maraviglia il sen.
Da te, mio cor, quest'ultimo
Spirto, e l'ardor natio,
Ogni conforto mio
Solo da te mi vien.

Mancano, il sento, all'anima
Alta, gentile e pura,
La sorte, la natura,
Il mondo e la beltà.
Ma se tu vivi, o misero,
Se non concedi al fato,
Non chiamerò spietato
Chi lo spirar mi dà.
Credei ch'al tutto fossero
In me, sul fior degli anni,
Mancati i dolci affanni
Della mia prima età:
I dolci affanni, i teneri
Moti del cor profondo,
Qualunque cosa al mondo
Grato il sentir ci fa.

Quante querele e lacrime
Sparsi nel novo stato,
Quando al mio cor gelato
Prima il dolor mancò!
Mancàr gli usati palpiti,
L'amor mi venne meno,
E irrigidito il seno
Di sospirar cessò!

Piansi spogliata, esanime
Fatta per me la vita
La terra inaridita,
Chiusa in eterno gel;
Deserto il dì; la tacita
Notte più sola e bruna;
Spenta per me la luna,
Spente le stelle in ciel.

Pur di quel pianto origine
Era l'antico affetto:
Nell'intimo del petto
Ancor viveva il cor.
Chiedea l'usate immagini
La stanca fantasia;
E la tristezza mia
Era dolore ancor.

Fra poco in me quell'ultimo
Dolore anco fu spento,
E di più far lamento
Valor non mi restò.
Giacqui: insensato, attonito,
Non dimandai conforto:
Quasi perduto e morto,
Il cor s'abbandonò.

Qual fui! Quanto dissimile
Da quel che tanto ardore,
Che sì beato errore
Nutrii nell'alma un dì!
La rondinella vigile,
Alle finestre intorno
Cantando al novo giorno,
Il cor non mi ferì:

Non all'autunno pallido
In solitaria villa,
La vespertina squilla,
Il fuggitivo Sol.
Invan brillare il vespero
Vidi per muto calle,
Invan sonò la valle
Del flebile usignol.

E voi, pupille tenere,
Sguardi furtivi, erranti,
Voi dè gentili amanti
Primo, immortale amor,
Ed alla mano offertami
Candida ignuda mano,
Foste voi pure invano
Al duro mio sopor.

D'ogni dolcezza vedovo,
Tristo; ma non turbato,
Ma placido il mio stato,
Il volto era seren.
Desiderato il termine
Avrei del viver mio;
Ma spento era il desio
Nello spossato sen.

Qual dell'età decrepita
L'avanzo ignudo e vile,
Io conducea l'aprile
Degli anni miei così:
Così quegl'ineffabili
Giorni, o mio cor, traevi,
Che sì fugaci e brevi
Il cielo a noi sortì.

Chi dalla grave, immemore
Quiete or mi ridesta?
Che virtù nova è questa,
Questa che sento in me?
Moti soavi, immagini,
Palpiti, error beato,
Per sempre a voi negato
Questo mio cor non è?

Siete pur voi quell'unica
Luce dè giorni miei?
Gli affetti ch'io perdei
Nella novella età?
Se al ciel, s'ai verdi margini,
Ovunque il guardo mira,
Tutto un dolor mi spira,
Tutto un piacer mi dà.

Meco ritorna a vivere
La piaggia, il bosco, il monte;
Parla al mio core il fonte,
Meco favella il mar.
Chi mi ridona il piangere
Dopo cotanto obblio?
E come al guardo mio
Cangiato il mondo appar?

Forse la speme, o povero
Mio cor, ti volse un riso?
Ahi della speme il viso
Io non vedrò mai più.
Proprii mi diede i palpiti,
Natura, e i dolci inganni.
Sopiro in me gli affanni
L'ingenita virtù;

Non l'annullàr: non vinsela
Il fato e la sventura;
Non con la vista impura
L'infausta verità.
Dalle mie vaghe immagini
So ben ch'ella discorda:
So che natura è sorda,
Che miserar non sa.

Che non del ben sollecita
Fu, ma dell'esser solo:
Purché ci serbi al duolo,
Or d'altro a lei non cal.
So che pietà fra gli uomini
Il misero non trova;
Che lui, fuggendo, a prova
Schernisce ogni mortal.

Che ignora il tristo secolo
Gl'ingegni e le virtudi;
Che manca ai degni studi
L'ignuda gloria ancor.
E voi, pupille tremule,
Voi, raggio sovrumano,
So che splendete invano,
Che in voi non brilla amor.

Nessuno ignoto ed intimo
Affetto in voi non brilla:
Non chiude una favilla
Quel bianco petto in sé.
Anzi d'altrui le tenere
Cure suol porre in gioco;
E d'un celeste foco
Disprezzo è la mercè.

Pur sento in me rivivere
Gl'inganni aperti e noti;
E, dè suoi proprii moti
Si maraviglia il sen.
Da te, mio cor, quest'ultimo
Spirto, e l'ardor natio,
Ogni conforto mio
Solo da te mi vien.

Mancano, il sento, all'anima
Alta, gentile e pura,
La sorte, la natura,
Il mondo e la beltà.
Ma se tu vivi, o misero,
Se non concedi al fato,
Non chiamerò spietato
Chi lo spirar mi dà.
Credei ch'al tutto fossero
In me, sul fior degli anni,
Mancati i dolci affanni
Della mia prima età:
I dolci affanni, i teneri
Moti del cor profondo,
Qualunque cosa al mondo
Grato il sentir ci fa.

Quante querele e lacrime
Sparsi nel novo stato,
Quando al mio cor gelato
Prima il dolor mancò!
Mancàr gli usati palpiti,
L'amor mi venne meno,
E irrigidito il seno
Di sospirar cessò!

Piansi spogliata, esanime
Fatta per me la vita
La terra inaridita,
Chiusa in eterno gel;
Deserto il dì; la tacita
Notte più sola e bruna;
Spenta per me la luna,
Spente le stelle in ciel.

Pur di quel pianto origine
Era l'antico affetto:
Nell'intimo del petto
Ancor viveva il cor.
Chiedea l'usate immagini
La stanca fantasia;
E la tristezza mia
Era dolore ancor.

Fra poco in me quell'ultimo
Dolore anco fu spento,
E di più far lamento
Valor non mi restò.
Giacqui: insensato, attonito,
Non dimandai conforto:
Quasi perduto e morto,
Il cor s'abbandonò.

Qual fui! Quanto dissimile
Da quel che tanto ardore,
Che sì beato errore
Nutrii nell'alma un dì!
La rondinella vigile,
Alle finestre intorno
Cantando al novo giorno,
Il cor non mi ferì:

Non all'autunno pallido
In solitaria villa,
La vespertina squilla,
Il fuggitivo Sol.
Invan brillare il vespero
Vidi per muto calle,
Invan sonò la valle
Del flebile usignol.

E voi, pupille tenere,
Sguardi furtivi, erranti,
Voi dè gentili amanti
Primo, immortale amor,
Ed alla mano offertami
Candida ignuda mano,
Foste voi pure invano
Al duro mio sopor.

D'ogni dolcezza vedovo,
Tristo; ma non turbato,
Ma placido il mio stato,
Il volto era seren.
Desiderato il termine
Avrei del viver mio;
Ma spento era il desio
Nello spossato sen.

Qual dell'età decrepita
L'avanzo ignudo e vile,
Io conducea l'aprile
Degli anni miei così:
Così quegl'ineffabili
Giorni, o mio cor, traevi,
Che sì fugaci e brevi
Il cielo a noi sortì.

Chi dalla grave, immemore
Quiete or mi ridesta?
Che virtù nova è questa,
Questa che sento in me?
Moti soavi, immagini,
Palpiti, error beato,
Per sempre a voi negato
Questo mio cor non è?

Siete pur voi quell'unica
Luce dè giorni miei?
Gli affetti ch'io perdei
Nella novella età?
Se al ciel, s'ai verdi margini,
Ovunque il guardo mira,
Tutto un dolor mi spira,
Tutto un piacer mi dà.

Meco ritorna a vivere
La piaggia, il bosco, il monte;
Parla al mio core il fonte,
Meco favella il mar.
Chi mi ridona il piangere
Dopo cotanto obblio?
E come al guardo mio
Cangiato il mondo appar?

Forse la speme, o povero
Mio cor, ti volse un riso?
Ahi della speme il viso
Io non vedrò mai più.
Proprii mi diede i palpiti,
Natura, e i dolci inganni.
Sopiro in me gli affanni
L'ingenita virtù;

Non l'annullàr: non vinsela
Il fato e la sventura;
Non con la vista impura
L'infausta verità.
Dalle mie vaghe immagini
So ben ch'ella discorda:
So che natura è sorda,
Che miserar non sa.

Che non del ben sollecita
Fu, ma dell'esser solo:
Purché ci serbi al duolo,
Or d'altro a lei non cal.
So che pietà fra gli uomini
Il misero non trova;
Che lui, fuggendo, a prova
Schernisce ogni mortal.

Che ignora il tristo secolo
Gl'ingegni e le virtudi;
Che manca ai degni studi
L'ignuda gloria ancor.
E voi, pupille tremule,
Voi, raggio sovrumano,
So che splendete invano,
Che in voi non brilla amor.

Nessuno ignoto ed intimo
Affetto in voi non brilla:
Non chiude una favilla
Quel bianco petto in sé.
Anzi d'altrui le tenere
Cure suol porre in gioco;
E d'un celeste foco
Disprezzo è la mercè.

Pur sento in me rivivere
Gl'inganni aperti e noti;
E, dè suoi proprii moti
Si maraviglia il sen.
Da te, mio cor, quest'ultimo
Spirto, e l'ardor natio,
Ogni conforto mio
Solo da te mi vien.

Mancano, il sento, all'anima
Alta, gentile e pura,
La sorte, la natura,
Il mondo e la beltà.
Ma se tu vivi, o misero,
Se non concedi al fato,
Non chiamerò spietato
Chi lo spirar mi dà.
tangshunzi Jun 2014
<p><p> Sorpresa.ci sposiamo !è il segno che ha salutato la famiglia e gli amici sono arrivati ​​a casa di questa coppia e quello che seguì è stata una bella festa intima catturato da diana marie photography .E ' un affare di famiglia .con la più bella sala di setup cortile sotto le stelle e una vera celebrazione dell'amore accoppiato fino al più semplice dei dettagli .Vedere molto di più qui .<p>Condividi questa splendida galleria ColorsSeasonsFallSettingsHomeStylesAl Fresco <p> Da Sposa.Mike e io ci siamo incontrati estremamente breve tramite un amico in un college .Si era laureato stesso programma che stavo prendendo attualmente e probabilmente abbiamo detto due parole tra loro .Anni dopo .** solo così capitato di stage presso la stessa agenzia di pubblicità ha lavorato per ( in una città completamente diversa ) - si potrebbe dire che era destino .La prima volta  <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49"><b>abiti da sposa corti</b></a>  che abbiamo appeso fuori .Mike mi ha portato fuori per un drink e un film per il mio compleanno e dopo siamo andati per un caffè e parlato .Abbiamo parlato così a lungo che la caffetteria chiuso e siamo stati costretti a lasciare .Non sentirsi come se la notte era finita .abbiamo fatto il nostro modo al negozio di alimentari 24 ore e vagato per i corridoi .comprato a caso alcune stelle filanti e sono arrivato al parcheggio dove li abbiamo bruciati giù uno per uno .prima che finalmente dire buonanotte .Abbiamo iniziato a uscire come amici .ma nel tempo capito che siamo stati insieme più che eravamo a pezzi e sono stati da allora .Col senno di poi .quella prima notte prefigurava il nostro rapporto a venire.come siamo raramente a parte e non abbiamo mai a corto di cose da discutere .argomentare .o parlare - e non avremmo alcun altro modo .<p> ispirazione dietro il giorno : Volevamo fare qualcosa di elegante e un po ' vintage.che era abbastanza e speciale ( al di là di una normale cena ) .ma confortevole e informale .Abbiamo voluto la nostra famiglia per godersi veramente il giorno .nessun dramma .nessuno sforzo .solo una celebrazione delle nostre famiglie provenienti insieme .Abbiamo trascorso gli ultimi <b>abiti da sposa corti</b>  due anni della nostra vita progettando e costruendo la nostra casa .quindi era naturale che ci sposiamo lì .E ' un ricordo che sarà sempre vivo in queste mura .<p> ricordi più belli della giornata : Oltre a sposare il mio migliore amico .questa domanda è difficile.La sorpresa è stata ovviamente un punto forte .anche se i nervi e l'emozione rendono la memoria leggermente sfocata .Tuttavia guardando i miei due nipoti da parte di Mike .guida la mia nipote più giovane (sul mio lato ) lungo la navata.per me.davvero simboleggiato le nostre famiglie a venire insieme e mi ha riempito di gioia .Filanti tarda notte con le ragazze .era anche qualcosa che non dimenticherò mai .<p> scelte musicali: la cerimonia e il nostro primo ballo erano Jill Barber una delle nostre preferite .Avevamo una lista di brani molto misto per il resto della giornata .soprattutto bossonova a cena e canti celebrativi felici durante il ricevimento cocktail .Consigli <p> per le spose pianificare ora : devo ammettere che era bello avere tutto sotto il mio controllo .come nessuno sapeva che cosa stavamo facendo e quindi non poteva offrire le loro opinioni .ma allo stesso tempo abbiamo perso su un lottodella 'tradizione' di un servizio tipico .Il mio consiglio sarebbe semplicemente essere consapevoli della vostra famiglia e gli amici che sono stati lasciati fuori dal processo e cercare di trovare modi per ridurre al minimo i loro sentimenti feriti .Questo per me .significava che costituiscono apposite scatole regalo e mazzi di fiori per i miei nipoti che hanno sempre parlato di essere una parte del nostro matrimonio e l'utilizzo di alcuni cimeli di famiglia tutto l'arredamento ( Nana di anello e la scatola di sigari del nonno .ecc) per assicurarsi che la mia mamma sapevaquel grande sentimento è andato nella  <p><a href="http://www.belloabito.com/goods.php?id=336" target="blank"><img width="240" height="320" src="http://188.138.88.219/imagesld/td//t35/productthumb/1/260935353535393757.jpeg"></a></p>  pianificazione - sono le piccole cose che contano <p> Fotografia : diana marie photography | Videographer : Matt Dorman | Fiorista : Fleurish design Studio | Makeup Artist : Rebecca Marie | Sposi Suit : Hugo Boss | cravatte : Mirtilla .Minnie | abito della sposa (su misura) : Lisa Van  <a href="http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1"><b>abiti da sposa on line</b></a>  Hattem | Sedie : Affitto Partito Pat | vacanze : Affitto Eventi Speciali | vacanze : Il mio evento chiave | Wedding Cake \u0026 Catering : generale</p>
Un matrimonio a sorpresa Backyard alla sposa e dello sposo casa!_vestiti da sposa
tangshunzi Aug 2014
assistenti

cane in un propel matrimonio detto matrimoni in cima alla lista commovente .I cani in realtà solo rendono tutto più felici .non è vero ?Quindi ero già innamorato di questo matrimonio .grazie al cane dolce .quando ** letto le parole della sposa e si innamorò con la loro storia .Sprout .la signora dietro i bei fiori .era secondo insegnante elementare dello sposo .Everest Strada Fotografia stato un consigliere campo con la sorella della sposa .L'intera giornata è stata un ricordo in divenire .uno Sono sicuro che la coppia e tutti i loro ospiti potranno guardare indietro per sempre con affetto



.
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Dalla bella sposa .Mi sono innamorato di Fredericksburg attraverso la mia damigella d'onore Cori Dickie frequentando il 4 luglio parata durante il college ed è diventato una tradizione annuale .La sua mamma ci compra sempre corrispondenti camicie bandiera americana al Walmart .Cori e sono diventato amici incollaggio su DQ Blizzard e aveva mensili "Date DQ ".Una volta Riley e ** iniziato datazione è venuto con me per i festeggiamenti .Non abbiamo mai pensato di sposarsi qualsiasi altra parte .Il Ruff Haus è stato il primo luogo che ** visto e mi era innamorato .Non ** mai sognato che avrei sposarsi al di fuori .ma era perfetto per Fredericksburg e noi.Volevamo qualcosa di casuale e invitante - come una grande festa nella nostra casa .Insieme essendo un matrimonio abbiamo voluto che fosse una festa dove tutti erano lì per divertirsi .I bastoni di incandescenza erano uno dei miei tanti preferiti sulla pista da ballo e per l'uscita .Sono venuti su .perché il luogo praticamente non ha consentito buttare nulla o qualsiasi tipo di fuoco - e quindi abbiamo fatto la nostra propria luce .

Riley e io laureato presso la stessa scuola .a tre anni di distanza .I nostri genitori vivono a pochi isolati l'uno dall'altro e non si conoscevano .E 'stato così divertente vedere le nostre famiglie si riuniscono e il divertimento nostri genitori hanno insieme e matrimoni cristiani che hanno modellato per noi.Mamma abiti da sposa corti di Riley .direi il più timido del gruppo.ha avuto l' idea di eseguire un ballo a sorpresa al matrimonio .Hanno preso 8 settimane di lezioni di danza coreografia di " Shake Your ***** ".Purtroppo .la band non ha avuto la canzone giusta in modo che non erano molto soddisfatti delle loro prestazioni .** detto loro che non ti preoccupare faremo lo si esegue ad ogni festa importante da qui in abiti da sposa corti avanti .

Riley vende articoli promozionali per le aziende così ci è venuta l'idea di fare un logo per il matrimonio e metterlo su tovaglioli .tazze .koozies .borse di benvenuto e biscotti .** creato il look che volevo e font e uno dei dolci amici di mia mamma aiutami invertire le lettere e convertire il formato .Siamo quasi ripulito tutti gli obiettivi a Dallas cercando vasi di muratore .Volevamo successivamente a causa del calore e così volevamo tanto illuminazione possibile.La mamma di Riley è incredibile con fiori e lei ha fatto alcune delle disposizioni sui tavoli .

Quando abbiamo deciso di fare un matrimonio fuori sapevo che abbiamo dovuto avere il nostro cane .il giudice .in esso .Abbiamo preso il fine settimana che Riley ha proposto a casa di William Faulkner a Oxford .MS .Mio fratello treni laboratori di nero e ci ha dato il giudice e il suo cane Tex è come parte della famiglia .Averli nel matrimonio è stato uno dei migliori e più stressanti cose .Il giudice ha trascorso l'intera cerimonia cercando di ottenere la mia damigella d'onore Abbie per lanciare il suo bouquet per lui recuperare .Mio fratello ci ha dato anche in modalità pianificazione di nozze ed ha trovato e ha condannato i collari per cani corrispondenza di un amico .Uno dei nostri ospiti libri era acquerelli e abiti da sposa 2014 storie di Oxford e l'altra photography era da Texas Hill Country .

maggior parte dei dettagli è accaduto lungo la strada.Non ** mai pensato che avrei arancione come colore e non avrebbe potuto essere più soddisfatti .I fiori sono stati fatti localmente da Sprout .di proprietà di Michelle Hodges - che abbiamo poi messo insieme quando i genitori di Riley si sono incontrati con lei che era la sua seconda maestra elementare a Dallas .Inoltre .ero così entusiasta di scoprire il mio bonus - sorella era un consigliere campo con il nostro fotografo.I piccoli collegamenti come quello reso molto speciale .

Per i fiori non avevo mai sentito parlare di Dahlia .Questa primavera Southern Living ha fatto un articolo su di loro e sapevo che sarebbe la misura perfetta per il nostro matrimonio .Programmi

- sapevamo che sarebbe stato caldo e quindi pensano i fan sarebbe una grande idea .Erano - tranne per il fatto che li assemblaggio è un po ' più difficile di quanto avevamo previsto .Abbiamo avuto una festa incollare una notte e mastice usate che non attacca a tutto .E 'stato un processo di apprendimento .

mio DIY preferito .se si può chiamare così .è i registri le torte erano su .Riley e io stavamo camminando giudice una notte e qualcuno aveva tagliato un albero nel loro cortile e registri non erano stati raccolti ancora .Siamo tornati a casa e abbiamo preso il suo camion e li raccolse .Non sapevamo che pesavano una tonnellata e ha ottenuto il suo sedile posteriore super- sporco .Lavender

- mia mamma amicizia il proprietario di Urbano di erbe e abbiamo avuto solo per avere lavanda cose profumate ovunque .Il mio patrigno si avvicinò con l'idea di ghiacciato giù di lavanda asciugamani profumati .Egli può essere più orgogliosi di questa idea di ottenere la sua certificazione online per essere un ministro

Fotografia : Everest Strada Fotografia | Coordinatore: . Jasper Eisenberg | Fiori : Sprout | Abito da sposa: Bridal Boutique di Lulu | Torte : La dolciastro Chef | damigella d'onoreAbiti : Donna Morgan | Catering : Delicious Dettagli | Abbigliamento Groomsmen \ 's : Jos A. Banks | lavanda Prodotti : Urbano HerbalSprout è un membro del nostro Little Black Book .Scopri come i membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .Sprout VIEW
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Fredricksberg Wedding da Everest strada Fotografia_vestiti da sposa
Diego Scarca Jan 2010
*****, io vorrei
che tu, mio padre ed io
ci potessimo rivedere
e dimenticassimo per mezz'ora
la città che ci ignora,
la città che ci separa.

*****, tu non sai come io vorrei
che per un momento
si potesse stare insieme
ad ascoltare il vento
che scuote le foglie
del frutteto di mio padre
sotto il cielo che stanotte
è una lastra di vetro.

Seduti intorno a un fuoco
o sotto un pergolato di rami
a guardarci negli occhi
come se con gli occhi
noi potessimo parlare,
mentre lontani si odono
i rintocchi di una campana
e si perde nella notte
l'abbaiare dei cani.
*****, la nostra vita è disumana.

*****, tu non sai
che cosa non darei
perché per un momento
si potesse stare insieme
ad osservare le stelle
del firmamento
che brillano stanotte
come se brillassero
per la prima volta.

Io vorrei, *****,
che la nostra vita fosse
ad una svolta,
che si mettessero da parte
i dubbi, i sospetti,
e che insieme ci mettessimo
a rileggere, perché no,
i sonetti del Petrarca
e a declamarli ad alta voce
lungo un viale di pioppi,
sotto la luna che ci rischiara,
come se nel mondo
noi non fossimo sconfitti,
come se non ci dessero per morti,
come se i nostri versi nella notte
risuonassero più forti
perché li abbiam riscritti.

Come se tu, mio padre ed io,
*****, noi non fossimo
dei derelitti.
Diego Scarca, Architetture del vuoto, Torino, Edizioni Angolo Manzoni, 2007
tangshunzi Aug 2014
Se c'è una cosa che dovete sapere su di me .è che io sono ossessionato con la caramella .Zuccherino.fruttato .cioccolatoso caramelle.il termine " golosi " e mi vanno di pari passo .Quindi questo capolavoro candy- ispirato di un matrimonio catturato da Ozzy Garcia Fotografia ?Beh.mi ha colpito con il suo bouquet caramelle ( SI ) .fiori rosa -riempita da Ocean Fiori e un infinito visualizzazione dolci.Clicca qui per tutti i dettagli squisiti .E ' al di là abbastanza .

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Da Sposa.Yoav e ** iniziato .scegliendo un luogo che potesse ospitare il nostro matrimonio all'aperto .l'aria calda Miami .una tregua benvenuto da inverni ventoso di Chicago e



Amsterdam e un minimo cambiamento climatico per i nostri 30 membri della vestiti da sposa famiglia che hanno fatto il viaggio dalla lontanaIsraele.La nostra visione per la sera era comfort casual con un lato di zucchero e un paio di sorprese lungo la strada.Jessica Masi di JCG eventi assicurato che questa visione è venuto a vita e Ozzy Garcia .di Ozzy Garcia Fotografia .artisticamente catturato questa visione e immortalato esso .
Avevamo fratello Yoavs officiare una parte della cerimonia .perché abbiamo ritenuto che quando si trattava di integrare i dati personali .chi poteva raccontare la nostra storia meglio di qualcuno che è stato lì fin dall'inizio ?Abbiamo voluto questo per impostare il precedente e il tono per il matrimonio a tutti i presenti .testimoniando il primo giorno della nostra vita in coppia .sono stati tutti .personaggi integrali amare nella nostra storia .

amore è dolce .il mio amore per la caramella è ancora più dolce .e ** sempre saputo che volevo il mio bouquet di essere fatto di caramelle .Alcune persone si asciugano i loro mazzi di fiori .alcune persone li salvano .avevo intenzione di mangiare la mia.Grazie alla Donut Divas .** avuto un ottimo spuntino a tarda notte sulla mia prima notte di nozze !Alcuni dei miei dolci preferiti di zucchero .marshmallow e M \u0026 Ms .sono stati abilmente collocato in un cono di cialda gigante.Il vantaggio di avere un matrimonio in giro per le vacanze di Pasqua è che anche l'erba nel bouquet era commestibile .

Oltre alla mia dipendenza da zucchero .credo davvero che ci sono pochi prodotti alimentari in questo mondo che può farmi felice come una torta di compleanno Publix negozio di alimentari .Al fine di condividere il mio amore per questa confezione con gli altri.dolci display ci ha fatto diversi stand torta di legno colorati .a cui Ocean Fiori aggiunto qualche scintilla .e abbiamo avuto diversi gusti di 8 pollici torte Publix poste sulle tavole di accoglienza .Il piano era quello di rimuovere le torte dopo cena e li hanno tagliati per dessert .ma i nostri ospiti seduti a questi tavoli è diventato così possessivo nei dolci sul loro tavolo che non avrebbe permesso a nessuno di toccarli .I nostri ospiti scavate con le loro forchette .senza nemmeno togliere dalla torta stare !

Oltre a tutti gli elementi fugaci di zucchero che è andato in nostro giorno speciale - le carte escort .il bouquet .i pop anello caramelle .lecca-lecca ragazza di fiore.il candy bar .le torte Publix - Penso che uno dei nostri ricordi preferiti dail giorno è venuto da Erin Una Chainani .** letto di Erin online circa due anni fa dopo googling Miami ritrattista .** chiamato Erin e le ** chiesto se lei sarebbe così incline a frequentare il nostro matrimonio e dipingere una scena.Non solo era pronto.ma ha dipinto due scene di boot!Ha catturato uno della cerimonia e uno del nostro primo ballo in coppia .

Quando il mio nuovo marito ed io stavamo confrontando le note dopo il matrimonio .entrambi abbiamo notato abiti da sposa corti che molte persone ci hanno offerto questo consiglio .amare ogni secondo di questa giornata perché va così veloce .E mentre il giorno ha fatto andare in fretta .non abbiamo mai avuto l'impressione che abbiamo perso tutte le occasioni per tutto dentro E grazie a Erin e Ozzy .abbiamo ricordi che ci ricordano del giorno del nostro matrimonio per sempre .Fotografia

: Ozzy Garcia Fotografia | Floral Design : Mare Flowers | Abito da vestiti da sposa sposa: Pronovias | Wedding Cake: Temptations eleganti | Scarpe : Mojo Moxy | capelli: Tanya Maquez | Abbigliamento dello sposo : Completo di supporto | Cake Stands : Sweet Visualizza | Cake Topper: Questo è il mio Topper | Torte (piccolo ) : Publix Bakery | Candy Profumo: Donut Divas | Cigar Roller : Acope Cigars | Dress Sash : Blue Bird Studio | Orecchini : Matrimoni 826 | Pianificazione + Design : GCP Eventi LLC | Flower Girl Dresses :pretty Flower Girl | Scarpe Flower Girl : Toms | Trucco : Rachel Blair Shapiro | Ritratto Artista : Erin Una Chainani | Wedding Venue : The Palms hotel \u0026
http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-c-1
http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49
http://188.138.88.219/imagesld/td//t35/productthumb/2/2314635353535_397744.jpg
Miami matrimonio al Palms di Ozzy Garcia Fotografia_abiti da sposa 2014
Domtwo Apr 2018
Il mio più grande amore è all'altro mondo.

Il mio più grande amore si risveglia quando dormo, e non si lascia osservare quando sono sveglio.

Il mio più grande amore mi lascerebbe morire e non gliene importerebbe nulla.

Il mio più grande amore è un potente veleno mascherato da un fragile fiore.

Il mio più grande amore vive nel mio sangue e mi sta lasciando morire dissanguato.

Il mio più grande amore mi sta lasciando agonizzare come un pesce fuori dal mare.

Il mio più grande amore ha un nome bellissimo.
Chapter Two

“I think of art, at its most significant, as a DEW line, a Distant Early Warning System that can always be relied on to tell the old culture what is beginning to happen to it.”                Marshall McLuhan  
  
I attended Bucknell University in Lewisburg, Pennsylvania because my father was incarcerated at the prison located in the same town.  My tuition subsidized to a large extent by G.I. Bill, still a significant means of financing an education for generations of emotionally wasted war veterans. “The United States Penitentiary (USP Lewisburg)” is a high-security federal prison for male inmates. An adjacent satellite prison camp houses minimum-security male offenders. My father was strictly high-security, convicted of various crimes against humanity, unindicted for sundry others. My father liked having me close by, someone on the outside he trusted, who also happened to be on his approved Visitor List. As instructed, I became his conduit for substances both illicit, like drugs, and the purely contraband, a variety of Italian cheeses, salamis, prepared baked casseroles of eggplant parmesan, cannoli, Baci chocolate from Perugia, in Tuscany, south of Florence, and numerous bottles of Italian wine, pungent aperitifs, Grappa, digestive stimulants and sweet liquors. I remained the good son until the day he died, the source of most of the mess I got myself into later on, and specifically the main caper at the heart of this story.

I must confess: my father scared the **** out of me.  Particularly during those years when he was not in jail, those years he spent at home, years coinciding roughly with my early adolescence.  These were my molding clay years, what the amateur psychologists write off with the term: “impressionable years hypothesis.” In his own twisted, grease-ball theory of child rearing, my father may have been applying the “guinea padrone hypothesis,” in his mind, nothing more certain would toughen me up for whatever he and/or Life had planned for me. Actually, his aspirations for me-given my peculiar pedigree--were non-existent as far as the family business went. He knew I’d never be either a Don or a Capo di Tutti Capi, or an Underboss or Sotto Capo.)  A Caporegime—mid-management to be sure, with as many as ten crews of soldiers reporting to him-- was also, for me, out of the question. Dad was a soldier in and of the Lucchese Family, strictly a blue-collar, knock-around kind of guy. But even soldier status—which would have meant no rise in Mafioso caste for him—was completely out of the question, never going to happen for me.

A little background: the Lucchese Family originated in the early 1920s with Gaetano “Tommy” Reina, born in 1889 in Corleone, Sicily. You know the town and its environs well. Fran Coppola did an above average job cinematizing the place in his Godfather films.  Coppola: I am a strict critic when it comes to my goombah, would-be French New Wave auteur Francis Ford Coppola.  Ever since “One From the Heart, 1982”--one of the biggest Hollywood box office flops & financial disasters of all time--he’s been a bit thin-skinned when it comes to criticism.  So, I like to zing him when I can. Actually, “One From the Heart” is worth seeing again, not just for Tom Waits soundtrack--the film’s one Academy Award nomination—but also Natasha Kinski’s ***: always Oscar-worthy in my book. My book? Interesting expression, and factually correct for once, given what you are reading right now.

Tommy Reina was the first Lucchese Capo di Tutti Capi, the first Boss of All the Bosses. By the 1930s the Luccheses pretty much controlled all criminal activity in the Bronx and East Harlem. And Reina begat Pinzolo who begat Gagliano who begat Tommy Three Finger Brown Lucchese (who I once believed, moonlighted as a knuckle ball relief pitcher for Yankees.)
Three Finger Brown gave the Lucchese Family its name. And Tommy begat Carmine Tramunti, who begat Anthony Tony Ducks Corallo. From there the succession gets a bit crazy. Tony Ducks, convicted of Rico charges, goes to prison, sentenced to life.  From behind bars he presides through a pair of candidates most deserving the title of boss: enter Vittorio Little Vic Amuso and Anthony Gaspipe Casso.  Although Little Vic becomes Boss after being nominated by Casso, it is Gaspipe really calling the shots, at least until he joins Little Vic behind bars.
Amuso-Casso begat Louis Louie Bagels Daidone, who begat the current official boss, Stephen Wonderboy Crea.  According to legend, Boss Crea got his nickname from Bernard Malamud’s The Natural, a certain part of his prodigious anatomy resembling the baseball bat hand-carved by Roy Hobbs. To me this sounds a bit too literary, given the family’s SRI Lexile/Reading Performance Scores, but who am I to mock my peoples’ lack of liberal arts education?

Begat begat Begato. (I goof on you, kind reader. Always liked the name Begato in the context of Bible-flavored genealogy. Mille grazie, King James.)

Lewisburg Penitentiary has many distinguished alumni: Whitey Bulger (1963-1965), Jimmy Hoffa (1967-1971) and John Gotti (1969-1972), for example.  And fictionally, you can add Paulie Cicero played by Paul Scorvino in Martin Scorsese’s Goodfellas, not to be confused with Paulie Walnuts Gualtieri played by Tony Sirico from the HBO TV series The Sopranos. Nor, do I refer to Paulie Gatto, the punk who ratted out Sonny Corleone in Coppola’s The Godfather, you know: “You won’t see Paulie no more,” according to fat Clemenza, played by the late Richard “Leave the gun, take my career” Castellano, who insisted to the end that he wasn’t bitter about his underwhelming post-Godfather film career. I know this for a fact from one of my cousins in the Gambino Family. I also know that the one thing the actor Castellano would never comment on was a rumor that he had connections to organized crime, specifically that he was a nephew to Paulie Castellano, the Gambino crime family boss who was assassinated in 1985, outside Midtown New York’s Sparks Steak House, an abrupt corporate takeover commissioned by John Teflon Don Gotti. But I’m really starting to digress here, although I am reminded of another interesting historical personage, namely Joseph Crazy Joe Gallo, who was also terminated “with extreme prejudice” while eating dinner at a restaurant.  Confused? And finally--not to be confused with Paul Muldoon, poetry gatekeeper at The New Yorker magazine, that Irish **** scumbag who consistently rejects publication of my work. About two years ago I started including the following comment in my on-line Contact Us, poetry submission:  “Hey Paulie, Eat a Bag of ****!”

This may come as a surprise, Gentle Reader, but I am a poet, not a Wise Guy.  For reasons to be explained, I never had access to the family business. I am also handicapped by the Liberal Arts education I received, infected by a deluge, a veritable Katrina ****** of classic literature.  That stuff in books rubs off after awhile, and I suppose it was inevitable. I couldn’t help evolving for the most part into a warm-blooded creature, unlike the reptiles and frogs I grew up with.

Again, I am a poet not a wise guy. And, first and foremost, I am a human being. Cold-blooded, I am not. I generate my own heat, which is the best definition I know for how a poet operates. But what the hell do I know? Paulie “Eat a Bag of ****” Muldoon doesn’t think much of my work. And he’s the ******* troll guarding the New Yorker’s poetry gate. Nevertheless, I’m a Poet, not a Wise Guy.  I repeat myself, I know, but it is important to establish this point right from the start of this narrative, because, if you don’t get that you’re never going to get my story.

Maybe the best way to explain my predicament—And I mean PREDICAMENT in the sense of George Santayana: "Life is not a spectacle or a feast; it is a predicament." (www.brainyquote.com), not to be confused with George’s son Carlos, the Mexican-American rock star: Oye Como Va, Babaloo!

www.youtube.com/watch?v...YouTube Dec 20, 2011 - Uploaded by a106kirk1, The Best of Santana. This song is owned by Santana and Columbia Records.

Maybe the best way for me to explain my predicament is with a poem, one of my early works, unpublished, of course, by Paulie “Eat a Bag of ****” Muldoon:

“CRAZY JOE REVISITED”  
        
by Benjamin Disraeli Sekaquaptewa-Buonaiuto

We WOPs respect criminality,
Particularly when it’s organized,
Which explains why any of us
Concerned with the purity of our bloodline
Have such a difficult time
Navigating the river of respectability.

To wit: JOEY GALLO.
WEB-BIO: (According to Bob Dylan)
“Born in Red Hook, Brooklyn in the year of who knows when,
Opened up his eyes to the tune of accordion.

“Joey” Lyrics/Send "Joey" Ringtone to your Cell
Joseph Gallo, AKA: "Joey the Blond."
He was a celebrated New York City gangster,
A made member of the Profaci crime family,
Later known as the Colombo crime family,

That’s right, CRAZY JOE!
One time toward the end of a 10-year stretch,
At three different state prisons,
Including Attica Correctional Facility in Attica, New York,
Joey was interviewed in his prison cell
By a famous NY Daily News reporter named Joe McGinnis.
The first thing the reporter sees?
One complete wall of the cell is lined with books, a
Green leather bound wall of Harvard Classics.
After a few hours mainly listening to Joey
Wax eloquently about his life,
A narrative spiced up with elegant summaries,
Of classic Greek theory, Roman history,
Nietzsche and other 19th Century German philosophers,
McGinnis is completely blown away by Inmate Gallo,
Both Joey’s erudition and the power of his intellect,
The reporter asks a question right outta
The Discrete Charm of the Bourgeoisie:
“Mr. Gallo, I must say,
The power of your erudition and intellect
Is simply overwhelming.
You are a brilliant man.
You could have been anything,
Your heart or ambition desired:
A doctor, a lawyer, an architect . . .
Yet you became a criminal. Why?”

Joey Gallo: (turning his head sideways like Peter Falk or Vincent Donofrio, with a look on his face like Go Back to Nebraska, You ******* Momo!)

“Understand something, Sonny:
Those kids who grew up to be,
Doctors and lawyers and architects . . .

They couldn’t make it on the street.”

Gallo later initiated one of the bloodiest mob conflicts,
Since the 1931 Castellammare War,
And was murdered as a result of it,
While quietly enjoying,
A plate of linguini with clam sauce,
At a table--normally a serene table--
At Umberto’s Clam House.

Italian Restaurant Little Italy - Umberto's Clam House (www.umbertosclamhouse.com)
In Little Italy New York City 132 Mulberry Street, New York City | 212-431-7545.

Whose current manager --in response to all restaurant critics--
Has this to say:
“They keep coming back, don’t they?
The joint is a holy shrine, for chrissakes!
I never claimed it was the food or the service.
Gimme a ******* break, you momo!
I should ask my paisan, Joe Pesci
To put your ******* head in a vise.”

(Again, Martin Scorsese getting it exactly right, This time in  . . . Casino (1995) - IMDb www.imdb.com/title/tt0112641/Internet Movie Database Rating: 8.2/10 - ‎241,478 votes Directed by Martin Scorsese. With Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods. Greed, deception, money, power, and ****** occur between two  . . . Full Cast & Crew - ‎Trivia - ‎Awards - ‎(1995) - IMDb)

Given my lifelong, serious exposure to and interest in German philosophy, I subscribe to the same weltanschauung--pronounced: veltˌänˌSHouəNG—that governed Joey Gallo’s behavior.  My point and Mr. Gallo’s are exactly the same:  a man’s ability to make it on the street is the true measure of his worth.  This ethos was a prominent one in the Bronx where and when I grew up, where I came of age during the 1950s and 60s.  Italian organized crime was always an option, actually one of the preferred options--like playing for the Yankees or being a movie star—until, that is, reality set in.  And reality came in many forms. For 100% Italian kids it came in a moment of crystal adolescent clarity and self-evaluation:  Am I tough enough to make it on the street?  Am I ever going to be tough enough to make it on the street? Will I be eaten alive by more cunning, more violent predators on the street?

For me, the setting in of reality took an entirely different form.  I knew I had what it takes, i.e., the requisite ferocity for street life. I had it in spades, as they say. In fact, I’d been blessed with the gift of hyper-volatility—traced back to my great-grandfather, Pietro of the village of Moschiano, in the province of Avellino, in the region of Campania, Italia Sud. Having visited Moschiano in my early 20s and again in my late 50s, I know the place well. The village square sits “down in the holler,” like in West Virginia; the Apennine terrain, like the Appalachians, rugged and thick. Rugged and thick like the people, at least in part my people. And volatile, I am, gifted with a primitive disposition when it comes to what our good friend Abraham Maslow would call lower order needs. And please, don’t ask me to explain myself now; just keep reading, *******.  All your questions will be answered.

Great Grandfather Pietro once, at point blank range, blew a man’s head off with a lumpara, or sawed-off shotgun. It was during an argument over—get this--a penny’s worth of pumpkin seeds--one of many stories I never learned in childhood. He served 10 years in a Neapolitan penitentiary before being paroled and forced to immigrate to America.  The government of the relatively new nation--The Kingdom of Italy (1861)--came up with a unique eugenic solution for the hunger and misery down south, south of Rome, the long shin bone, ankle, foot, toes & kickball that are the remote regions of the Mezzogiorno, Southern Italy: Campania, Basilicata, Calabria, Puglia & Sicilia. Northern politicians asked themselves: how do we flush these skeevy southerners, these crooks and assassins down South, how do we flush the skifosos down the toilet—the flush toilet, a Roman invention, I report proudly and accept the gratitude on behalf of my people. Immigration to America: Fidel Castro did the same thing in the 1980s, hosing out his jails and mental hospitals with that Marielista boatlift/Emma Lazarus Remix: “Give us your tired and poor, your lunatics, thieves and murderers.” But I digress. I’ll give you my entire take on the history of Italy including Berlusconi and the “Bunga Bunga” parties with 14-year old Moroccan pole dancers . . . go ahead, skip ahead.

Yes, genetically speaking, I was sufficiently ferocious to make it on the street, and it took very little spark to light my fuse. Moreover, I’ve always been good at figuring out the angles--call it street smarts--also learned early in life. Likewise, for knowing the territory: The Bronx was my habitat. I was rapacious and predacious by nature, and if there was a loose buck out there, and legs to be broken, I knew where to go.
Yet, alas, despite all my natural talents & acquired skills, I remained persona-non-grata for the Lucchese Family. To my great misfortune, I fell into a category of human being largely shunned by Italian organized crime: Mestizo-Italiano, a diluted form of full strength 100% Italian blood. It’s one of those voodoo blood-brotherhood things practiced by Southern European, Mediterranean tribal people, only in part my people.  Growing up, my predicament was always tricky, always somewhat bizarre. Simply put: I was of a totally different tribe. Blame my exotic mother, a genuine Hopi Corn Maiden from Shungopavi, high up on Second Mesa of the Hopi Reservation, way out in northern Arizona. And if this is not sufficiently, ******* nuts enough for you, add to the child-rearing minestrone that she raised me Jewish in The Bronx.  I **** you not. I took my Bar Mitzvah Hebrew instruction from the infamous Rabbi Meir Kahane, that’s right, Meir “Crazy Rebbe” Kahane himself--pronounced kɑː'hɑːna--if you grok the phonetics.

In light of the previously addressed “impressionable years hypothesis,” I wrote a poem about my early years. It follows in the next chapter. It is an epic tale, a biographical magnum opus, a veritable creation myth, conceived one night several years ago while squatting in a sweat lodge, tripping on peyote. I
CHAPTER ONE

My geographic movements during the past year could be called “A Tale of Two Couches.” So as June draws to a close, I assume the position here again on Couch California. I am back in Hemet, the place the smug among us call Hemetucky--as if there was nothing a couple of Mint Juleps and a **** of Blue Grass wouldn’t cure. It is the year of our Lord, 2014: so far an interesting year for women. There was a woman who wore socks to bed. There was always my long-time, here today-gone tomorrow, long time companion, currently teaching somewhere remote on the Big Rez, a southwestern Navajo concentration camp near the 4 Corners.  Next, there’s my current object of affection, that fine and frisky lady from The Bronx by way of Bernalillo--currently at home in Laguna Beach, Orange County. Trixie: my main squeeze at the moment.

And now, completely out of the ******* blue this afternoon, my cell phone rings and it’s ******* Juanita--my all-time favorite woman, Juanita Mi Favorita de La Quinta--a Coachella Valley town and desert wadi, extending its lucrative winter tourist season to become a significant, year-round retirement venue and a robust service economy feeding off it.  Juanita arrived there in the late 80s, in middle of her early forties.  She was unemployed, homeless, just a suitcase to her name and a two-year old toddler in tow. Her parents were there, as was her Aunt Peggy.  Juanita was always Peggy’s favorite niece, her favorite child, actually, Peggy herself being childless, never married.  Aunt Peggy put her maternal instincts to work on Juanita Rodriguez, her Sister Rosalia’s second favorite twin daughter.

Maria, Rosalia’s first favorite daughter, Juanita’s twin sister—MARIA: lives in Newport Beach and acts as an extra in many commercial ads shot in southern California and elsewhere, an irony never without sting for Juanita. “Que lastima!” Poor Juanita: as her would-be Hollywood Movie star aspirations disintegrated over the years, along with her unrealized lower expectations to be TV star, and even those semi-glamorous modeling gigs at trade shows and fairs—the elephant’s graveyard of the acting profession—failed to materialize, and now her celebrity habitat shrunken even further, to that sporadic but consistent mockery of stardom, I refer to any would-be thespian’s ignominious one-celled visual protozoan: The Extra Call List.  And—*******-- what happens next? Juanita’s sister Maria starts getting these parts, starts getting hired by filling out a ******* postcard, starts getting paid to look good in the background. *******: no professional education or instruction, no agent, and no need to **** off both the producer, the producer’s cousin Morey, the director and the director’s wife’s huge Golden retriever, Genghis--actually a mighty handsome animal--or needing to spill $4K on that Derma-brasion, Juanita inflicted on herself last year.

Juanita, as you already know, was the second favorite daughter and the second favorite twin of the family. She became the third favorite child in her three-child family upon the arrival of her slick baby brother Nico-- the Golden Child, who grew up to be a glib Merrill-Lynch stockbroker, office and residence, Beverly Hills 90112.  (Enter forcefully into the narrative, His Nibs himself, Sir Nicodemus of Hollywood, Juanita and Maria’s baby brother Nico. He speaks: “Excuse me, stockbroker my ***, as it says in a 11 point Rockwell Boldfont, right here on my gold-leaf embossed business card: Senior Large Capital Investment Counselor.”)

No, Juanita had a hard time just treading water in that Cleveland shark tank. And though she lacked nothing in the cuteness department, she had this one fatal flaw, namely, the gift of ***** and sass and a reflex to speak truth to power. Juanita: rejected by Rosalia as a threat to her hegemony as Boss of the Girl’s Club, was cast adrift on a tempestuous childhood cruel Montserrat sea, out there on the briny deep . . .  
                

                                      



High Seas: where many a tuna has a Sorry Charlie moment: “Star-Kist don’t want no tuna with good taste; Star-Kist wants a tuna that tastes good.”

Finally, Juanita is rescued, taken aboard the Good/Soul Aunt Peggy—that wayward bark Elisabeta Rodriguez, home-ported in Southside, Chicago, Illinois—the rescue at sea performed in classy, rather low-key manner; no Andrea Doria drama, but understated:

{Camera One, Helicopter above, zooms over turbulent ocean surface. Peggy, an oasis of calm, aboard the raft Kon Tiki with Thor Heyerdahl and his crew, floats by, whispering, “Going my way, Honey? Climb aboard. Have a homemade oatmeal cookie and a small glass tumbler of Jack Daniels.” Okay, no, that’s not fair. Sure Aunt Peggy drank, but never got round to offering you a drink until you were well into your 30s. Let’s just say she offered you a warm glass of milk, the mother’s milk deprived you by your mother, her sister Rosalia. Dear Aunt Peggy: a seasoned survivor herself, flawed by early childhood deafness and grotesque speech.  Yet, she had refused to settle for life in an asylum. She made a go at life.  She learned; she prospered; she flourished. And when the time came, she was there for you in the Coachella Desert, there for her feisty niece Juanita Ann.  Aunt Peggy: a loving spirit personified, became Juanita’s special confidant and counselor, her personal cheer squad of one. Juanita, of course, a former cheerleader herself--an early hint of greatness to be sure, a highlight, perhaps the highlight of her life, shown off every Halloween, still celebrated at American high schools each Fall. She is the Principal’s secretary at a huge suburban high school in Indio. Each Halloween, if the date falls on a school day, Juanita arrives for work wearing that scrupulously preserved, vintage 1966 cheerleader uniform, looking real foxy still, snug now in all the right places. Eternal Truth: Juanita has always and will always be good looking. Life with Juanita is perpetual “ooh la-la.”

So, I am on the couch that afternoon, reading more of Gramsci’s prison notebooks, specifically the philosophy he calls “Praxis.”  Completely out of the ******* blue, Juanita calls me on a RESTRICTED phone, as I said, Juanita, a torch I’ve kept burning for years, flaring up like a refinery flame--oil still very much in the present energy mix--hope springing eternal as they say, and instantly my mission in life is rekindling our lost love. Juanita’s conceived her mission prior to her phone call:  using me to keep her son from being whacked by the local Eme--the Mexican Mafia—that ethnic-pride social club that the RICO-squad-- using family tree socio-grams and other expensively-printed graphics, the one RICO keeps trying to convince us is some sort of organized crime conspiracy. The Mexican Mafia: like everything else practical and utilitarian in this world: THAT’S ITALIAN! And, if you are starting to sense a bit of ethnic chauvinism on, between & below the lines, you are barking up the right tree.
                                                           ­     
      
                                                            
(AUTHOR’S POST-SCRIPT EDIT: And, an ad for dog food right here? Not the best choice of sponsors, perhaps, at the moment. Juanita was far off from the ****** ***** that start looking not half-bad at 2:30 in the glazy morning, not anywhere near those beasts you find lingering in the airport bars you usually frequent near closing time on Saturday nights. No, I remind you that Juanita was all “ooh la-la.” In my next printing—and my Lord, there have been so many, haven’t there, Paulie “Eat-a-Bag-of-****” Muldoon? I will change out the Alpo ad, plugging in a spot for Aunt Jemima pancake syrup or Betty Crocker whipped cream, you know, something more apropos.)

Juanita, I really must hand it to you. You showed the greatest staying power, year after year as I moved further and further away from La Quinta, California. Juanita: you embraced what was good in me, ignored my flaws and strengthened me with your love for so many years. As far as you and Peggy, I guess it was a case of the “apple not falling far from the tree” one of many endearing Midwestern metaphors you taught me.  Peggy taught you, taught you to be kind and then you taught me. No matter what bizarre venue I pulled out of my ***, you showed above-average staying power, continued to visit me wherever I went, Casa Grande & Buckeye, Arizona, Appalachia, West Virginia, and even Italy, when I thought I’d try Europe again after so many years.  With each move, each time, Juanita renewed her commitment to the relationship. Meanwhile, I continued to test her, quantifying her dedication, undermining her sense of mission to disprove my worldview on the expendability of women. Surely, you know that one: the unreliability of women, women who disappear without saying goodbye. That old deeply etched conviction to never get attached to a woman, any woman, based on the empirical fact that women have been known to suddenly die, a fact seared into my still tender metal by the surprise death of my mother on 11 January 1962.

1962. It was already an insecure world, to wit:  The Cuban Missile Crisis. Nikita Khrushchev, in his time both Dr. No and Dr. Evil, namely the Premier whom we Baby Boomers saw as Boogey Man of All Time (Although Putin is showing potential, lately)—the Kennedy ****** (what else could you call it?). All these events scary, whether or not I got the chronology right . . . I remained on high alert for any threat to my delicate adolescent psyche.  My mother-Rosa Teresa Sekaquaptewa-died at 2 o’clock in the morning, screaming in agony while apologizing to my father for not having his dinner on the table when he walked in from work that prior afternoon. She’d already been in bed since noon, attended by two of my aunts--both my father’s sisters--who loved their Hopi sister-in-law, Rosa.  Also present was Lafcadio Smirnoff, M.D.--last of the house call medicine men--a dapper, mustachioed, swarthy gentleman, misdiagnosing her abdominal pain as a 24-hour virus, while she bled out internally for at least eight more hours, her whimpers alternated with screams, well into the wee hours of the morning.

I was upstairs in that dormer bedroom listening to her die. An hour later, Father Numb-nuts of Our Lady of Lourdes Parish teleported in, beaming directly into my bedroom from the parish rectory.  Father Seamus Numb-nuts, an illuminated Burning Bush . . . not quite the bush I ‘d conjured at other times, so many times alone with Gwen Wong, ******* Playmate of the Year, 1961, one of Hefner’s hot centerfolds. No, give me a ******* break, you momo! Whacking off is the last thing on a libidinous, adolescent guinea’s brain when his mama is being tortured and killed by God. Even Alexander Portnoy, Philip Roth’s early avatar would have drawn the wanking line at that unforgettable moment.

No, perhaps what I’d had in mind was The Burning Bush Golf Course where so much of Fletcher Kneble’s political mischief and government shenanigans got cooked up. You remember his books, some of the Cold War’s finest: Seven Days in May, Vanished, etc.

Or better yet, perhaps the greatest political slogan of the 20th century: “STAY OUT THE BUSHES!” Thank you, Jesse. “Thank you, Reverend Jackson,” I slip into my Excellence in Broadcasting mode, my very own private Limbaugh. Announcing my on- air arrival is El Rushbo’s unmistakable, totally recognizable bass line bumper, courtesy of Chrissie Hynde’s Pretenders band mate, guitarist Tony Butler: Dum, dum, dum-dum, Da-dum, dum-dum-dum-dum-da-dum-dum. Single, “My City Was Gone” by The Pretenders
Rush Limbaugh Song– YouTube www.youtube.com/watch?v=SScW9r0y3c4

I become Reverend Jackson. I emerge from the vapors, an obscure abyss of deep family pangs and disappointments, ever-diminishing public relevance and fade to black (no pun intended) and media oblivion. The only thing left is that line:  “STAY OUT THE BUSHES!” You will always own that line, Jesse--true political genius (to wit: Rainbow Coalition) Jackson that you are, despite El Rush-Bo’s virulent anti-Black animus, his predilection to mock you, Al Sharpton, Corey Booker, Barack “Hussein” Obama, and any other professional ***** in America. Isn’t it time someone came right out and tagged Mr. Limbaugh as the Father Coughlin of our time.

Meanwhile back in The Bronx, enter another man of the cloth:  It’s Seamus Numb-nuts, making one of his many well-documented spectral visitations, his splendiferous miracles and wonders. How much longer will the Vatican ignore this humble Bronx priest, this epitome of Sainthood; this reverent man, lacking only the stigmata for a unanimous consent vote? Quote the Numb-nuts: “God Works in Mysterious Ways.” An old standard to be sure, but a lovely, all-purpose bromide for explaining why evil exists in our world. Needless to say, I was underwhelmed; I lost God at that moment, consequently shooting myself in the foot--metaphorically-speaking-condemning myself to an unshielded life, life OUT THE BUSHES!  I went forth into the world without God, without that handy divine crutch, that Andy Devine metaphor for when one’s legs grow weary: a puff of smoke, a reverb twang and a nasty frog croaking “Hi-ya, Kids. Hi-ya, Hi-ya. Hi-ya.”

   Andy's Gang - Pasta Fazooli vs. Froggy the Gremlin - YouTube
► 3:55► 3:55
www.youtube.com/watch?v=H35odPm7b3w Aug 8, 2012 - Uploaded by jmgilsinger
Froggy the Gremlin -Tuba ... Andy Devine (Aug 24, 1952)

Life for me became lonely and purposeless. And probably explains my susceptibility to military discipline and a subsequent career in clandestine government service. In 1968--the very day I turned nineteen, September 25th of that year—that fateful day when I should have shot myself in the foot—literally not metaphorically--earning that coveted 4-F physical rejection, a draft deferment to be desired, that 4-F classification of unfitness for duty, a necessary loophole in U.S. conscript service law.  The Draft: last used during that great commonwealth Cold War purge, that culling out of the unwashed, uneducated children of immigrants, that cut-rate, discount, lower socio-economic ***** bank—the only bank where after you make a deposit, you lose interest, to wit: most Black, Hispanic and Poor White Trash parents.  We were cannon fodder, many of us got to be planted at Arlington and other holy American shrines, still wrapped in black or olive drab leak-proof body bags, doing our generational bit to strengthen the gene pool left behind. A debt, some would say, we owed the country and, given the sorry state of the global wicket, increasingly an obligation to the species. And if I had to predict an outcome, Fascism in America will arrive riding the white horse of the environmental, anti-nuclear Bolsheviks. One could argue that Communism has moved so far left on the political spectrum that it’s now the far right.  Concoct a legislative policy goal, accomplish it legally as the bill becomes Law, signed by the President, endorsed and blessed by The U.S. Supreme Court, the highest court in the land.

To wit: “Three generations of imbeciles is enough?” declared Oliver Wendell Holmes, Jr., an Associate Supreme Court Justice at the time, buttressing a majority argument harnessing the power of U.S. law as a legal means of purifying the race.  When euthanasia failed to win over American hearts and mind, the Federal Government played the war card again and again. Vietnam: undeclared and therefore unconstitutional--except for that Gulf of Tonkin ******* resolution. Vietnam: a cost-plus eugenics project, if ever there was one, although responsive, of course, to the needs of the Military-Industrial Complex.  ******* Ike: he warned us against Fascism in America. As usual, we ignored the man in charge.

Eugenics? Why didn’t the government just put all the retards on the stand, as John Frankenheimer did in Judgment at Nuremberg, a crafty Maximilian Schell humiliating a feeble-minded Montgomery Clift?  Why not, make everyone face a public tribunal, forcing all of us to testify in court, exposing our many substandard and borderline substandard cerebral deficits?  Why not force everyone to demonstrate just how ******* dumb we are, using some clever intelligence test, something l
La mattutina pioggia, allor che l'ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s'affaccia
L'abitator dè campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
E sorgo, e i lievi nugoletti, e il primo
Degli augelli susurro, e l'aura fresca,
E le ridenti piagge benedico:
Poiché voi, cittadine infauste mura,
Vidi e conobbi assai, là dove segue
Odio al dolor compagno; e doloroso
Io vivo, e tal morrò, deh tosto! Alcuna
Benché scarsa pietà pur mi dimostra
Natura in questi lochi, un giorno oh quanto
Verso me più cortese! E tu pur volgi
Dai miseri lo sguardo; e tu, sdegnando
Le sciagure e gli affanni, alla reina
Felicità servi, o natura. In cielo,
In terra amico agl'infelici alcuno
E rifugio non resta altro che il ferro.
Talor m'assido in solitaria parte,
Sovra un rialto, al margine d'un lago
Di taciturne piante incoronato.
Ivi, quando il meriggio in ciel si volve,
La sua tranquilla imago il Sol dipinge,
Ed erba o foglia non si crolla al vento,
E non onda incresparsi, e non cicala
Strider, né batter penna augello in ramo,
Né farfalla ronzar, né voce o moto
Da presso né da lunge odi né vedi.
Tien quelle rive altissima quiete;
Ond'io quasi me stesso e il mondo obblio
Sedendo immoto; e già mi par che sciolte
Giaccian le membra mie, né spirto o senso
Più le commova, e lor quiete antica
Cò silenzi del loco si confonda.
Amore, amore, assai lungi volasti
Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno,
Anzi rovente. Con sua fredda mano
Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto
Nel fior degli anni. Mi sovvien del tempo
Che mi scendesti in seno. Era quel dolce
E irrevocabil tempo, allor che s'apre
Al guardo giovanil questa infelice
Scena del mondo, e gli sorride in vista
Di paradiso. Al garzoncello il core
Di vergine speranza e di desio
Balza nel petto; e già s'accinge all'opra
Di questa vita come a danza o gioco
Il misero mortal. Ma non sì tosto,
Amor, di te m'accorsi, e il viver mio
Fortuna avea già rotto, ed a questi occhi
Non altro convenia che il pianger sempre.
Pur se talvolta per le piagge apriche,
Su la tacita aurora o quando al sole
Brillano i tetti e i poggi e le campagne,
Scontro di vaga donzelletta il viso;
O qualor nella placida quiete
D'estiva notte, il vagabondo passo
Di rincontro alle ville soffermando,
L'erma terra contemplo, e di fanciulla
Che all'opre di sua man la notte aggiunge
Odo sonar nelle romite stanze
L'arguto canto; a palpitar si move
Questo mio cor di sasso: ahi, ma ritorna
Tosto al ferreo sopor; ch'è fatto estrano
Ogni moto soave al petto mio.
O cara luna, al cui tranquillo raggio
Danzan le lepri nelle selve; e duolsi
Alla mattina il cacciator, che trova
L'orme intricate e false, e dai covili
Error vario lo svia; salve, o benigna
Delle notti reina. Infesto scende
Il raggio tuo fra macchie e balze o dentro
A deserti edifici, in su l'acciaro
Del pallido ladron ch'a teso orecchio
Il fragor delle rote e dè cavalli
Da lungi osserva o il calpestio dè piedi
Su la tacita via; poscia improvviso
Col suon dell'armi e con la rauca voce
E col funereo ceffo il core agghiaccia
Al passegger, cui semivivo e nudo
Lascia in breve trà sassi. Infesto occorre
Per le contrade cittadine il bianco
Tuo lume al drudo vil, che degli alberghi
Va radendo le mura e la secreta
Ombra seguendo, e resta, e si spaura
Delle ardenti lucerne e degli aperti
Balconi. Infesto alle malvage menti,
A me sempre benigno il tuo cospetto
Sarà per queste piagge, ove non altro
Che lieti colli e spaziosi campi
M'apri alla vista. Ed ancor io soleva,
Bench'innocente io fossi, il tuo vezzoso
Raggio accusar negli abitati lochi,
Quand'ei m'offriva al guardo umano, e quando
Scopriva umani aspetti al guardo mio.
Or sempre loderollo, o ch'io ti miri
Veleggiar tra le nubi, o che serena
Dominatrice dell'etereo campo,
Questa flebil riguardi umana sede.
Me spesso rivedrai solingo e muto
Errar pè boschi e per le verdi rive,
O seder sovra l'erbe, assai contento
Se core e lena a sospirar m'avanza.
tangshunzi Jun 2014
Sarò onesto .L'autunno è la mia stagione preferita .E ** tempo per maglioni accogliente .buonissimo cacao caldo e curling dal fuoco per quasi tutto l'anno .Cioè .fino a quando io offro i miei occhi su un tropicale amore -fest come questo giorno cara catturato dai Jonas Peterson .Perché questo .amici miei .è un insieme capolavoro piena di sole contro la terra mozzafiato conosciuta come Fiji .e se ogni ultima immagine gloriosa non ti vuole mettere in valigia un po 'di infradito e prendere il primo volo fuori .non so cosa farà .Vedi tutto qui .


E un piccolo film magia Zoom Fiji ?Penso che lo faremo .Si prega di aggiornare il tuo

browserColorsSeasonsSpringSettingsGolf ResortStylesDestination Da Sposa.Sono cresciuto sognando di sposarsi su un'isola tropicale e Fiji era il posto perfetto per rendere questo sogno .Fiji occupa un posto speciale in entrambi i nostri cuori come Dave mi ha sorpreso proponendo e organizzato per volare verso Fiji il giorno successivo per una vacanza incredibile .Siamo entrambi innamorati amare la cultura delle Fiji abiti da sposa on line .il popolo delle Fiji sono così felice e cordiale e ci siamo sempre sentiti così benvenuti.Abbiamo deciso di fare l'Intercontinental Golf Resort \u0026 Spa sulla Coral Coast .un posto così bello .Volevamo un matrimonio intimo con amici e famiglia per condividere il nostro giorno speciale .Abbiamo voluto creare un'atmosfera divertente e rilassante dove i nostri ospiti possono rilassarsi e hanno una grande vacanza !Ciò che era speciale era di essere in grado di uscire con i nostri ospiti che portano al matrimonio .cocktail a bordo piscina .snorkelling sulla barriera corallina e grandi cene .La mia wedding planner Jane all'Intercontinental Golf Resort e Spa ha fatto il lavoro più sorprendente prendersi cura di tutto.Dave e io non dovevano preoccuparsi per una cosa !Come eravamo sposati all'estero ** ancora voluto mettere il mio tocco speciale al nostro matrimonio così ** avuto una



palla di abiti da sposa 2014 progettare i nostri inviti di nozze.Volevo solo qualcosa di casuale e divertente per riflettere la giornata .
erano così felici con quello che il villaggio fornito in termini di fiori e decorazioni .siamo stati fortunati nostra famiglia sono stati in grado di aiutare le decorazioni parlare etc oltre a Fiji .E 'stato importante per noi per i nostri ospiti di sperimentare alcuni la cultura delle Fiji così abbiamo incorporato ballerini Fiji e uno spettacolo di fuoco .tutti i nostri ospiti davvero apprezzato questo .è veramente fatto la notte così speciale .Abbiamo anche avuto serenaders giocare prima della cerimonia e durante l' ora del cocktail .** anche avuto il privilegio di essere scortato alla cappella da due guerrieri delle Fiji .Il nostro ricevimento si è tenuto presso la firma raffinato ristorante Intercontinentals Navo che si affaccia sulla laguna e l'isola di Navo .Dave e ** organizzato un cocktail speciale per tutti i nostri ospiti in arrivo .è stato un mojito di cocco .i nostri ospiti davvero apprezzato questo tocco speciale .** amato il mio bouquet di orchidee e la bella rosa zenzero damigelle mazzi di fiori .hanno legato perfettamente con i loro abiti Amsale .I ragazzi hanno ben sopportare il calore indossando abiti in calore !

Una cosa che era molto importante per me era il nostro fotografo di matrimoni .Avevo fatto la mia ricerca.ma il mio cuore è stato impostato su Jonas Peterson .Non sono rimasto deluso .ha catturato il nostro giorno così bello .entrambi amiamo le nostre foto e li faremo amare sempre .** anche volato su un artista makeup incredibile da Sydney .Christina Chiaramente che era stato a Fiji molte volte quindi sapevo che ero in buone mani .Lei ha fatto un ottimo lavoro e siamo tutti sembrava così bello .il nostro trucco rimase tutto il giorno e la notte .** una squadra di provenienza dei capelli locale da Fiji .non sono rimasto deluso .sapevano esattamente quello che volevo e la loro conoscenza lavorando con i capelli al calore delle Fiji era incredibile !Abbiamo anche avuto il piacere di lavorare con Zoomfiji .hanno anche fatto un ottimo lavoro catturare il nostro giorno speciale .Ognuno è andato al di là di rendere il nostro giorno così incredibile .

Il personale era incredibile all'Intercontinental abiti da sposa 2014 e niente era troppo disturbo per loro .Hanno davvero fatto in modo che si cura di noi e abbiamo avuto il giorno avevamo sempre sognato !Vinaka !

Fotografo: Jonas Peterson | Abito da sposa: Spose di Beecroft | Cancelleria Wedding : Fave Paper Designs | Scarpe da sposa : peeptoe Scarpe | Abiti da sposa : Amsale | Makeup Artist : Christina Cleary | Capelli: Capelli N Mkp Perfezionista | Striscioni pubblicitari : Lullaby Mobiles| Pezzo di capelli della sposa : Kristi Bonnici Accessori da sposa | Abiti Girls ' : Silk \u0026 More | Località : Intercontinental Golf Resort \u0026 Spa FijiAmsale è un membro del nostro Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui
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Fiji Wedding da Jonas Peterson_abiti da sposa corti
PROLOGUE:

“’We must stop this brain working for twenty years.’” So said Mussolini’s Grand Inquisitor, his official Fascist prosecutor addressing the judge in Antonio Gramsci’s 1928 trial; so said the Il Duce’s Torquemada, ending his peroration with this infamous demand.’”  Gramsci, Antonio: Selections from the Prison Notebooks, Introduction, translation from Italian and publishing by Quintin ***** & Geoffrey Nowell Smith, International Publishers, New York, 1971.

BE IT RESOLVED: Whereas, I introduce this book with a nod of deep respect to Antonio Gramsci--an obscure but increasingly pertinent political scientist it would behoove us all to read and study today, I dedicate the book itself to my great grandfather and key family patriarch, Pietro Buonaiuto (1865-1940) of Moschiano, in the province of Avellino, in the region of Campania, southern Italy.

Let it be recognized that Pete Buonaiuto may not have had Tony Gramsci’s brain, but he certainly exhibited an extreme case of what his son--my paternal grandfather, Francesco Buonaiuto--termed: Testaduro. Literally, it means Hardhead, but connotes something far beyond the merely stubborn. We’re talking way out there in the unknown, beyond that inexplicable void where hotheaded hardheads regurgitate their next move, more a function of indigestion than thought. Given any situation, a Testaduro would rather bring acid reflux and bile to the mix than exercise even a skosh of gray muscle matter.  But there’s more. It gets worse.

To truly comprehend the densely-packed granite that is the Testaduro mind, we must now sub-focus our attention on the truly obdurate, extreme examples of what my paternal grandmother—Vicenza di Maria Buonaiuto—they called her Jennie--would describe as reflexive cutta-dey-noze-a-offa-to-spite-a-dey-face-a types. I reference the truly defiant, or T.D.—obviously short for both truly defiant and Testaduro. T.D.’s—a breed apart--smiling and sneering, laughing and, finally, begging their regime-appointed torture apparatchik (a career-choice getting a great deal of attention from the certificate mills--the junior colleges and vocational specialty institutes) mocking their Guantanamo-trained torturer: “Is that what you call punishment?  Is that all you ******* got?”

If, to assist comprehension, you require a literary frame of context, might I suggest you compare the Buonaiuto mind to Paul Lazzaro, Vonnegut’s superbly drawn Italian-American WWII soldier-lunatic with a passion for revenge, who kept a list of people who ****** with him, people he would have killed someday for a thousand dollars.

Go with me, Reader, go back with me to Vonnegut’s Slaughter-House-Five: “Billy Pilgrim has become unstuck in time . . .”
It is long past the Tralfamadorian abduction and his friendship with Stony Stevenson. Billy is back in Germany, one of three dingbat American G.I.s roaming around beyond enemy lines.  Another of the three is Private Lazzaro, a former car thief and undeniable psychopath from Cicero, Illinois.

Paul Lazzaro:  “Anybody touches me, he better **** me, or I’m gonna have him killed. Revenge is the sweetest thing there is. People **** with me, and Jesus Christ are they ever ******* sorry. I laugh like hell. I don’t care if it’s a guy or a dame. If the President of the United States ****** around with me, I’d fix him good. Revenge is the sweetest thing in life. And nobody ever got it from Lazzaro who didn’t have it coming.  Anybody who ***** with me? I’m gonna have him shot after the war, after he gets home, a big ******* hero with dames climbing all over him. He’ll settle down. A couple of years ‘ll go by, and then one day a knock at the door. He’ll answer the door and there’ll be a stranger out there. The stranger’ll ask him if he’s so and so. When he says he is, the stranger’ll say, ‘Paul Lazzaro sent me.’ And then he’ll pull out a gun and shoot his pecker off. The stranger’ll let him think a couple seconds about who Paul Lazzaro is and what life’s gonna be like without a pecker. Then he’ll shoot him once in the gut and walk away. Nobody ***** with Paul Lazzaro!”

(ENTER AUTHOR. HE SPEAKS: “Hey, Numb-nuts! Yes, you, my Reader. Do you want to get ****** into reading that Vonnegut blurb over and over again for the rest of the afternoon, or can I get you back into my manuscript?  That Paul Lazzaro thing was just my way of trying to give you a frame of reference, not to have you ******* drift off, walking away from me, your hand held tightly in nicotine-stained fingers. So it goes, you Ja-Bone. It was for comparison purposes.  Get it?  But, if you insist, go ahead and compare a Buonaiuto—any Buonaiuto--with the character, Paul Lazzaro. No comparison, but if you want a need a number—you quantitative ****--multiply the seating capacity of the Roman Coliseum by the gross tonnage of sheet pane glass that crystalized into small fixed puddles of glazed smoke, falling with the steel, toppling down into rubble on 9/11/2001. That’s right: multiply the number of Coliseum seats times a big, double mound of rubble, that double-smoking pile of concrete and rebar and human cadavers, formerly known as “The Twin Towers, World Trade Center, Lower Manhattan, NYC.  It’s a big number, Numb-nuts! And it illustrates the adamantine resistance demonstrated by the Buonaiuto strain of the Testaduro virus. Shall we return to my book?)

The truth is Italian-Americans were never overzealous about WWII in the first place. Italians in America, and other places like Argentina, Canada, and Australia were never quite sure whom they were supposed to be rooting for. But that’s another story. It was during that war in 1944, however, that my father--John Felix Buonaiuto, a U.S. Army sergeant and recent Anzio combat vet decided to visit Moschiano, courtesy of a weekend pass from 5th Army Command, Naples.  In a rough-hewn, one-room hut, my father sat before a lukewarm stone fireplace with the white-haired Carmine Buonaiuto, listening to that ancient one, spouting straight **** about his grandfather—Pietro Buonaiuto--my great-grandfather’s past. Ironically, I myself, thirty yeas later, while also serving in the United States Army, found out in the same way, in the same rough-hewn, one-room hut, in front of the same lukewarm fireplace, listening to the same Carmine Buonaiuto, by now the old man and the sea all by himself. That’s how I discovered the family secret in Moschiano. It was 1972 and I was assigned to a NATO Cold War stay-behind operation. The operation, code-named GLADIO—had a really cool shield with a sword, the fasces and other symbols of its legacy and purpose. GLADIO was a clandestine anti-communist agency in Italy in the 1970s, with one specific target:  Il Brigate Rosso, the Red Brigades.  This was in my early 20s. I was back from Vietnam, and after a short stint as an FBI confidential informant targeting campus radicals at the University of Miami, I was back in uniform again. By the way, my FBI gig had a really cool codename also: COINTELPRO, which I thought at the time had something to do with tapping coin operated telephones. Years later, I found out COINTELPRO stood for counter-intelligence program.  I must have had a weakness for insignias, shields and codenames, because there I was, back in uniform, assigned to Army Intelligence, NATO, Italy, “OPERATION GLADIO.“

By the way, Buonaiuto is pronounced:

Bwone-eye-you-toe . . . you ignorant ****!

Oh yes, prepare yourself for insult, Kemosabe! I refuse to soft soap what ensues.  After all, you’re the one on trial here this time, not Gramsci and certainly not me. Capeesh?

Let’s also take a moment, to pay linguistic reverence to the language of Seneca, Ovid & Virgil. I refer, of course, to Latin. Latin is called: THE MOTHER TONGUE. Which is also what we used to call both Mary Delvecchio--kneeling down in the weeds off Atlantic Avenue--& Esther Talayumptewa --another budding, Hopi Corn Maiden like my mother—pulling trains behind the creosote bush up on Black Mesa.  But those are other stories.

LATIN: Attention must be paid!

Take the English word obdurate, for example—used in my opening paragraph, the phrase truly obdurate: {obdurate, ME, fr. L. obduratus, pp. of obdurare to harden, fr. Ob-against + durus hard –More at DURING}.

Getting hard? Of course you are. Our favorite characters are the intransigent: those who refuse to bend. Who, therefore, must be broken: Paul Newman in Cool Hand Luke comes to mind. Or Paul Newman again as Fast Eddie, that cocky kid who needed his wings clipped and his thumbs broken. Or Paul Newman once more, playing Eddie Felson again; Fast Eddie now slower, a shark grown old, deliberative now, no longer cute, dimples replaced with an insidious sneer, still fighting and hustling but in shrewder, more subtle ways. (Credit: Scorsese’s brilliant homage The Color of Money.)

The Color of Money (1986) - IMDb www.imdb.com/title/tt0090863 Internet MovieDatabase Rating: 7/10 - ‎47,702 votes. Paul Newman and Helen Shaver; still photo: Tom Cruise in The Color of Money (1986) Still of Paul Newman in The Color of Money (1986). Full Cast & Crew - ‎Awards - ‎Trivia - ‎Plot Summary

Perhaps it was the Roman Catholic Church I rebelled against.  The Catholic Church: certainly a key factor for any Italian-American, a stinger, a real burr under the saddle, biting, setting off insurrection again and again. No. Worse: prompting Revolt! And who could blame us? Catholicism had that spooky Latin & Incense going for it, but who wouldn’t rise up and face that Kraken? The Pope and his College of Cardinals? A Vatican freak show—a red shoe, twinkle-toe, institutional anachronism; the Curia, ferreting out the good, targeting anything that felt even half-way good, classifying, pronouncing verboten, even what by any stretch of the imagination, would be deemed to be merely kind of pleasant, slamming down that peccadillo rubber-stamp. Sin: was there ever a better drug? Sin? Revolution, **** yeah!  Anyone with an ounce of self-respect would have gone to the barricades.

But I digress.
Leydis Jun 2017
Coraggio,
es mirarte y frenarme,
afrentar las ganas de hablarte,
hablarte de las posibilidades, si decides que ‘Si en vez de No’.

Coraggio,
es conciliar el sueño después de batallar otro largo día sin tu amor.
Es soñarte y saber que al levantarme tus húmedos besos para mí no son.

Caraggio cuore,
es darte este corazón trizado,
que solo se sabe íntegro cuando nos estrechamos al decir adiós.
Es que al estrecharnos, tu corazón le da alivio al mío.

Caraggio cuore,
es a Dios entregarle mi vida,
solo por el milagro de que tú seas mi milagro
y que me digas Amore Mio!

Coraggio amore mio, mio cuore,
es amarte en la distancia como lo estado haciendo.
Encontrándome contigo en esos espacios donde conjeturo,
que somos uno,
que somos dos,
que nuestra algorítmica combina infinitos números,
más la división de estos-siempre resulta en un
tú y un yo!
Que el tú y el yo, son ciencias exactas, como lo son,
la tierra y el agua.
Que somos todos los elementos del universo atrapados en un beso.  
Ahí donde existen más de cuatro estaciones del año,
porque cuando nos amamos,
todas se combinan y conforman un solo estado.

Coraggio amore mio,
mio cuore,
Tú,
il mio beato amore
que has hecho de amarte a la distancia
una agridulce,
angustiosa y agonizante historia encantada,
que terminaría con la más bella proposición:
“te gustaría ser …………..para siempre mía”

coraggio(valor/valentía) cuore(corazón) amore (amor) beato(bendito)
tangshunzi Aug 2014
Ci sono matrimoni ti adoro e poi ci sono i matrimoni ti adoro .drop-dead cose bellissime che sono così assolutamente bella .siete quasi a corto di parole.Questo è uno di quei matrimoni.Una serata italiana mozzafiato con una splendida attrice sposarla focoso produttore musicale sposo .il tutto circondato da familiari .amici e momento dopo momento di "Miss Havisham incontra Florence and the Machine " pretty ( SI ) .E 'il tipo di giornata che sarà quasi certamente passerà alla storia SMP e si può vedere tutto catturato beauitfully da Matthew Moore nel pieno galleria .

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Da Sposa.Come attrice e sceneggiatrice dal commercio in Hollywood era destinato fin dall'inizio che il nostro matrimonio sarebbe stato una produzione.Invece del matrimonio norma mio marito ed io stavamo cercando di creare il set di un film che sarebbe davvero trasportare i nostri ospiti in un altro mondo .

Oltre al fatto che siamo entrambi persone molto artistici in generale .Zach ed io sono piuttosto contrario.ehm.voglio dire gratuito .Zach è più di un ragazzo jeans e t -shirt .E sono più di una Jimmy Choo e vintage sequined vestito da cocktail tipo di ragazza .Così.quando è arrivato il momento di sposarsi .volevamo trovare un modo per fondere i nostri due gusti : lui .casual e me.fantasia .Lui .rilassata e me .drammatico .

Entrambi abbiamo subito concordato un matrimonio di destinazione perché sapevamo che volevamo che il matrimonio sia intimo.E abbiamo voluto l'evento per essere più di una vacanza collettiva di una sorta di omaggio al nostro coupledom .E non posso dirti quello che una decisione perfetta che fu.Abbiamo optato per l'Italia .un piccolo paese vicino a Lucca chiamato Borgo a Mozzano dove avevo trascorso del tempo in un college di canto lirico .( . Te l'avevo detto che ero toity hoity ) Borgo a Mozzano è in Garfagna - i monti selvaggi e selvagge della Toscana .

Sono ossessionato con la grandiosità sbiadita si possono trovare in Italia - e la villa che abbiamo scelto per il matrimonio (Villa Catureglio ) incarna proprio questo - edera a crescere senza di pietra antichi .ulivi dappertutto .quella luce splendida che sembraesistere solo in Italia .Per noi .non c'è niente di più bello di patina e abbiamo voluto fare che l'attenzione estetica del matrimonio .

A tal fine .i colori del matrimonio sono



tirati direttamente dalla decolorazione della pietra dal salmone al grigio al blu al verde .C'è un intero caleidoscopio di colori solo nella pietra .Volevamo la decorazione di nozze per avere un tatto organico ad essa come se fosse parte della villa .
Il tema per il matrimonio è stata Miss Havisham incontra Florence and the Machine .La descrizione mi piace dare è il matrimonio dovrebbe apparire come se fosse istituito un centinaio di anni fa e poi solo dimenticato .Nel corso del secolo gli elementi ha assunto l'edera e muschio ha cominciato a crescere nel l'arredamento .l'età sbiadito la tovaglia .E ora il matrimonio è quasi una sensazione spettrale ad esso .Per me non c'è niente di più romantico della storia Havisham di un matrimonio congelato nel tempo .E mi piace l'accostamento di bellezza e decadenza .

Abbiamo ovviamente avuto un po ' di una sfida tirare fuori questa visione dall'altra parte del mondo .Inoltre .abbiamo voluto utilizzare uno stile più eclettico decorazione di solito si può affittare da fornitori di nozze ( in particolare in Italia .dove l'estetica matrimonio sembra essere per lo piu vestiti da sposa ' permette di trasformare la villa in un club di Miami ! ' ) .Così abbiamo dovuto ottenere creativo che è dove abbiamo avuto così tanto divertimento .Io e mia mamma .insieme con i nostri wedding planner .pettinate attraverso diverse Thrifts negozi a Firenze di raccolta ( ad un prezzo abbastanza ragionevole) antiquariato favolosi che abbiamo usato per decorare il tutto .Abbiamo trovato splendidi vecchi specchi che abbiamo appeso nella limonaia .Siamo andati in un vecchio magazzino di tessuto a Prato e aveva le tende fatte per la cappella e altrove.Abbiamo anche trovato il tessuto lì per fare la nostra bella pizzo tovaglia di tela !La sua incredibile come se siete disposti a caccia .si possono trovare cose incredibili ad una certa sconto .Pettinatura attraverso depositi di risparmio italiane potrebbe non essere il paradiso per tutti .ma per me e mia mamma è stata veramente !

Zach .ovviamente .a condizione che la musica .che era un misto di corrente di musica indie con musica dal 1920 per la cena per riflettere il nostro desiderio che il matrimonio si sentono sia d'epoca e indie .Abbiamo finito per avere 55 dei nostri amici più cari e familiari .e non avrebbe potuto essere più perfetto .Abbiamo tutti trascorso alcuni giorni insieme prima del matrimonio .

Il matrimonio è iniziato nella cappella privata in loco : una splendida .piccola cappella di pietra abbiamo trasformato in una scatola gioiello etereo .Abbiamo comprato un po ' di velluto stupendo e tessuto di seta floreale da un magazzino a Prato .che abbiamo trasformato in tende romantiche per vestire le finestre .La cappella era piena di Kartell Louis Ghost in armonia con l'atmosfera un po ' spettrale del matrimonio .

Le damigelle d'onore camminato lungo la navata nella splendida marina .1930 ispirato abiti da David Meister come il nostro indie amico musicista rock ( mio cugino ) ci serenata con le versioni acustiche delle nostre canzoni preferite ( "C'è l'Amore " di Firenzee la macchina ." primo giorno della nostra vita " di Bright Eyes .ecc ) e 'stato così incredibilmente speciale per avere mio cugino cantare per noi .

** indossato un abito di Reem Acra ( Olivia ) che scorre in avorio con maniche argento cappuccio bordato .Mia mamma e mia sorella e ** preso a Kleinfeld in un trunk show .Il look era molto presto Grey Gardens glamour del 1930 .Pensate Poco Edie quando era giovane e bella e piena di promesse .O signorina Havisham in gioventù .

Una volta sposati.ci siamo spostati nel cortile della villa per cocktail e antipasti .Qui abbiamo avuto una splendida sorpresa in programma per i nostri ospiti .In lontananza .hanno iniziato a sentire una band che suona celebrativo della musica tradizionale italiana .La musica gradualmente si avvicinava sempre di più fino a quando attraverso l'ingresso alberato oliva villa apparve una marching band di 30 elementi ( concerto bandistico ) !Tradizionalmente .in matrimoni italiani .la banda del paese suona dopo la cerimonia e quindi abbiamo avuto la band Lucca locale non solo per noi !Sono un gruppo favoloso composto da tutti.da 8 anni a 80 anni di età che suonano musica tradizionale popolare italiana con una perfetta imperfezione .

Il look del momento dell'aperitivo era stupendo !Le bevande erano servite nella Limonaia (dove sono memorizzati i limoni durante l'inverno ) .La limonaia è onestamente da morire - è così Giardini di Miss Havisham / grigio con bellissime porte francesi che si aprono in questo spazio magico coperto di edera e altri vitigni appesi .Inoltre abbiamo decorato le pareti con un miscuglio di bellissime .specchi antichi d'oro che abbiamo comprato a diversi negozi di spedizione intorno a Firenze tutte in diverse dimensioni e forme .tra cui un gigantesco specchio antico ( 6 ​​metri di altezza ).che poggiava sul pavimento .Abbiamo chiesto il fiorista per portare ancora più edera da aggiungere alle pareti e tessere intorno gli specchi per farli sentire come se fossero lì da secoli .Sono sicuro che io sono l' unica sposa che ha chiesto il fiorista per rendere il luogo un aspetto più decrepito .ma onestamente .hanno fatto il più magnifico lavoro .Fiori Toscana ( il migliore !) Hanno fatto i fiori .

decorare l'interno della limonaia sono stati sedie antiche e divano acquistati al mercato dell'antiquariato di Lucca .Abbiamo finito per trasformare la limonaia in una grande e formale salotto che era stata troppo presa dagli elementi .La vestiti da sposa giustapposizione di mobili antichi con la limonaia rustico e il suo pavimento sporco di terra è esattamente il tipo di contraddizione abbiamo giocato con tutto il matrimonio tutto .

Dopo le bevande è venuto a cena.I nostri ospiti hanno camminato attraverso la villa - su un altro bel cortile alberato con alberi di ulivo decorati con centinaia di candele appese .Tra gli alberi .c'era un lungo tavolo coperto da una tela di pizzo splendida avevamo fatto in una tovaglia di tessuto che abbiamo comprato da un magazzino all'ingrosso a Prato .Il tavolo era decorato con candelabri e vasi antichi .pieni di arrangiamenti romantici e selvaggi fiori traboccanti sul tavolo .come l'edera salì i candelabri .Kartell sedie fantasma linea la tabella interrotto solo dalla sedia antico occasionale alle due estremità - e un divanetto d'epoca al centro del tavolo per la sposa e lo sposo .Veramente il tavolo era un capolavoro .E come gli ospiti mangiavano .abbiamo avuto 1920 riproduzione di musica che ha appena aggiunto all'atmosfera .

Invece di una società di catering .siamo stati fortunati a trovare ( grazie ai nostri wedding planner ).un famoso chef per cucinare il pasto per noi .E ' fondamentalmente la Paula Deen d'Italia e che ha fatto un lavoro impeccabile .L'abbiamo presentato con un po 'una sfida .perché volevamo un pasto completamente vegetariano .Ma lei tirò fuori splendidamente !

Dopo cena la torta è stata istituita nel grande salone della villa circondata da splendidi muschio e posto su una base antico con una splendida patina - abbiamo acquistato da un vicino cantiere di salvataggio .La torta è stato ispirato da Wedgewood con intricati avorio dettagli su ogni livello completo di cammei fatti a mano dal nostro artista torta maestro .Melanie .e sormontato da una corona di ispirazione vintage .E ' stata veramente mozzafiato.(E assaggiato incredibile come bene ! )

Dopo aver mangiato .abbiamo camminato lungo una passerella a lume di candela .giù la proprietà alla loggia ( una veranda coperta di sorta ) - in pietra antica .Abbiamo trasformato questa sala in sala sigari / grappa .Abbiamo voluto contrastare la pietra semplice e maschile con la decorazione femminile e morbido .Abbiamo drappeggiato le finestre aperte con ricco tessuto in velluto .E abbiamo acquistato un assortimento di mobili antichi da negozi di spedizione per vestire lo spazio come lampadari splendidi pendevano dal soffitto .

Poi sulla danza .Abbiamo convertito abiti da sposa on line il vecchio fienile in pietra in una pista da ballo / club - completo di photobooth !Qui abbiamo avuto la più divertente giustapponendo il moderno con l'antico .Una barra incandescente con avvolgono una delle colonne centrali della stalla .come il barista ci ha servito bevande.Lampadari di cristallo appesi alle pareti .Abbiamo decorato la stalla con decorazioni semplici e moderne - divani moderni bianche pulite - tutto arredamento bianco contro la pietra - come abbiamo ballato nella notte .Uno dei lighting designer premiere in Toscana illuminato lo spazio in blu e viola per aiutare a completare la trasformazione.

nostro matrimonio è stato davvero la notte più magica che mai.I nostri fotografi .Matteo e Katie hanno fatto un lavoro impeccabile come catturare la bellezza e l'atmosfera della manifestazione .Fotografia

: Matthew Moore Fotografia | Fiorista : Toscana Flowers | Abito da sposa: Reem Acra | Cake: Melanie Seccaini | Coordinamento evento: matrimoni Internazionale | Hair + Trucco : Katie Moore di Matthew Moore Fotografia | Luogo : Villa CatureglioMatthew Moore Fotografia .L'Arte Della Torta di Melanie Secciani .Toscana Fiori e matrimoni internazionali sono membri del nostro Little Black Book .Scopri come i membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .Matthew Moore Fotografia VIEW PORTFOLIO L'Arte Della Torta di Melanie ... vedi portfolio Toscana Fiori vedi portfolio Matrimoni internazionale VIEW
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Romantico italiana sposa di destinazione da Matthew Moore Fotografia_abiti da sposa corti
Bell'Alta May 2013
Bisogno del tuo tocco
Per sapere che sei propio mio
Per sapere che esisti per me
E che non solo una faccia nella mia mente

Toccami
Amami
Baciami
Tienimi

Solo con te
Nelle tue braccia
Sono libera
Sono protetta
Sono forte
Sono a casa

Senza di te, sono persa
Sei l’acqua per mia sete
Sei cibo per mio fame
Sei luce nel mio buio

La tua esistenza mi dà lo scopo
Per amare e desiderare
Per servire e vedere
Le ferite della tua anima
Supplicando, piangiando
Per il bisogno di essere guarito
Di essere visto per chi sei verramente
Un uomo di forza e potenza
Pieno di amore a dare
Per dare a me
Posso vedere
Amore mio, ti vedo
Paige Wright Sep 2012
Ci sarai per sempre un pezzo nel mio cuore,
Non sono mai sentita un così bello fiore,
Vorrei sapere se, un giorno rincontremo,
Perchè non posso pensare di un mondo dove non ci saremo,

Tu hai già cambiato tutta la mia vita,
Tu sei la mia unica, la mia bella vera città,
Non voglio dire mai delle cose che ci viene,
Solo qua sembra che tutto potrebbessere va bene.
Rossella Usai Jul 2017
Fare l'alba con te...
vivere la notte con te...
sfiorare ogni emozione con te...
ogni gioco e ogni follia...
assaporare la nostra capacità
di vivere la vita e il mondo appieno,
come pochi sanno fare,
è per me gioia profonda e felicità.
Quando siamo insieme per me non esiste altro,
non so come, ma solo così io non penso nulla...
ogni momento resta unico,
semplicemente momenti di vita
che insieme viviamo,
ma che conserverò sempre nella mia memoria e nel mio cuore.
Ripensando a te
Al mio nord
Rossella Usai - Agosto 2005 - Dedicata a Claudio, indimenticabile periodo di vita con lui.
Rossella Usai - Agosto 2005 - Dedicata a Claudio, indimenticabile periodo di vita con lui.
Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore;
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? Dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?
Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto:
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
È la vita mortale.
Nasce l'uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell'esser nato.
Poi che crescendo viene,
L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell'umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perché dare al sole,
Perché reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga?
Se la vita è sventura
Perché da noi si dura?
Intatta luna, tale
È lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.
Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perché delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l'ardore, e che procacci
Il verno cò suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand'io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? Che vuol dir questa
Solitudine immensa? Ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell'innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell'esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors'altri; a me la vita è male.
O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai!
Quanta invidia ti porto!
Non sol perché d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perché giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
Tu sè queta e contenta;
E gran parte dell'anno
Senza noia consumi in quello stato.
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
E un fastidio m'ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ** fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei.
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perché giacendo
A bell'agio, ozioso,
S'appaga ogni animale;
Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?
Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale.
tangshunzi Jul 2014
Una cosa so per certo : quando una squadra di talento di fornitori si riunisce per una giornata di ispirazione .è un magico .cosa magica .Pensate Angela Roy Newton .Michelle Lange ed Eventi ( + molti.molti di più ) di tutte le forze che uniscono Kat Eitner per realizzare una giornata in stile boho di abbastanza .E 'un ambiente lussureggiante soddisfa tutte le cose impressionante e si può vedere ogni all'ultimo momento stupendo proprio qui in piena galleria .


E un film dolce da Nayeem Vohra Films .Si prega di aggiornare il tuo

browserColorsSeasonsSummerSettingsInnStylesBohemianRomantic Da Michelle Lange .Come fotografo .uno dei nostri compiti è abiti da sposa 2014 quello di essere un passo avanti a tutti gli altri.I nostri clienti sono i palpiti delle nostre imprese .e le decisioni e le azioni relative alla funzione di quelle imprese dovrebbero sempre tenere a mente che il battito cardiaco .Fin dall'inizio della mia attività .** avuto un molto dettagliato piano ' se qualcosa mai accaduto ' .Entrambi i miei genitori .mio marito hanno il piano dettagliato .Alcuni dei miei amici fotografi più vicini sono consapevoli del fatto che essi sono elencati come i contatti .Mai in un milione di anni avrei pensato che questo piano avrebbe dovuto entrare in vigore .ma il giorno prima di questa ripresa ispirazione ( mesi previsti in anticipo) .lo ha fatto .E il mio cuore le imprese non saltare un po ' .Credo davvero che una forza superiore mi ha fatto richiede una appendicectomia d'emergenza in un momento in cui ** avuto una pausa nella stagione dei matrimoni .La cosa più importante .è che venendo a contatto con ciò che è descritto nel mio piano .come un backup fotografo di emergenza .Angela Roy Newton intensificato al piatto per fotografare questa ispirazione ripresa ero così entusiasta per mesi.Questo la dice lunga su quelli di carattere e l'industria nel suo complesso .L'industria del matrimonio .mentre competitivo.è guidata da persone che amano l'amore e credono nel lavoro di squadra .Mentre spero di avere mai mettere questo piano di emergenza in vigore di nuovo .mi conforta sapere di quale grande industria sono una parte di .

Da Kat Eitner Eventi .Questa ripresa ispirazione sviluppato da una visione di elementi bohemien



e nido d'ape .I mobili antichi nera da Trunk Vintage vacanze erano lo sfondo perfetto per i pops di corallo a Karma tavolo Fiori e design bouquet.Mostra arresto Marchesa e Reem Acra abiti di Elizabeth Giovanni.trapuntata runner e non convenzionale bella tavola disegno floreale aggiunti elementi di Boemia.Speriamo di abiti da sposa 2014 ispirare le coppie di incorporare accattivanti elementi.come il nido d'ape o pop di colore .tutto il loro grande giorno .Fotografia
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Bohemian Inspiration Spara_abiti da sposa on line
Marco Feb 2020
like blood, it drips
the honey from your lips
running along
the gentle curve of your neck
the sharp edge of your collarbone
between the heart and ribs
down and further
pooling on Venus

the water swirls your hair
pearls on your silken skin
the love in your eyes
hooded, dilated
colors bursting from their seams
and hot as cold
violets blossoming in the night
rose buds perking, opening
as does the cave of your mouth
This was written as a devotional to Aphrodite.
I

The Trumpet-Vine Arbour

The throats of the little red trumpet-flowers are wide open,
And the clangour of brass beats against the hot sunlight.
They bray and blare at the burning sky.
Red! Red! Coarse notes of red,
Trumpeted at the blue sky.
In long streaks of sound, molten metal,
The vine declares itself.
Clang! -- from its red and yellow trumpets.
Clang! -- from its long, nasal trumpets,
Splitting the sunlight into ribbons, tattered and shot with noise.

I sit in the cool arbour, in a green-and-gold twilight.
It is very still, for I cannot hear the trumpets,
I only know that they are red and open,
And that the sun above the arbour shakes with heat.
My quill is newly mended,
And makes fine-drawn lines with its point.
Down the long, white paper it makes little lines,
Just lines -- up -- down -- criss-cross.
My heart is strained out at the pin-point of my quill;
It is thin and writhing like the marks of the pen.
My hand marches to a squeaky tune,
It marches down the paper to a squealing of fifes.
My pen and the trumpet-flowers,
And Washington's armies away over the smoke-tree to the Southwest.
'Yankee Doodle,' my Darling! It is you against the British,
Marching in your ragged shoes to batter down King George.
What have you got in your hat? Not a feather, I wager.
Just a hay-straw, for it is the harvest you are fighting for.
Hay in your hat, and the whites of their eyes for a target!
Like Bunker Hill, two years ago, when I watched all day from the house-top
Through Father's spy-glass.
The red city, and the blue, bright water,
And puffs of smoke which you made.
Twenty miles away,
Round by Cambridge, or over the Neck,
But the smoke was white -- white!
To-day the trumpet-flowers are red -- red --
And I cannot see you fighting,
But old Mr. Dimond has fled to Canada,
And Myra sings 'Yankee Doodle' at her milking.
The red throats of the trumpets bray and clang in the sunshine,
And the smoke-tree puffs dun blossoms into the blue air.


II


The City of Falling Leaves

Leaves fall,
Brown leaves,
Yellow leaves streaked with brown.
They fall,
Flutter,
Fall again.
The brown leaves,
And the streaked yellow leaves,
Loosen on their branches
And drift slowly downwards.
One,
One, two, three,
One, two, five.
All Venice is a falling of Autumn leaves --
Brown,
And yellow streaked with brown.

'That sonnet, Abate,
Beautiful,
I am quite exhausted by it.
Your phrases turn about my heart
And stifle me to swooning.
Open the window, I beg.
Lord! What a strumming of fiddles and mandolins!
'Tis really a shame to stop indoors.
Call my maid, or I will make you lace me yourself.
Fie, how hot it is, not a breath of air!
See how straight the leaves are falling.
Marianna, I will have the yellow satin caught up with silver fringe,
It peeps out delightfully from under a mantle.
Am I well painted to-day, 'caro Abate mio'?
You will be proud of me at the 'Ridotto', hey?
Proud of being 'Cavalier Servente' to such a lady?'
'Can you doubt it, 'Bellissima Contessa'?
A pinch more rouge on the right cheek,
And Venus herself shines less . . .'
'You bore me, Abate,
I vow I must change you!
A letter, Achmet?
Run and look out of the window, Abate.
I will read my letter in peace.'
The little black slave with the yellow satin turban
Gazes at his mistress with strained eyes.
His yellow turban and black skin
Are gorgeous -- barbaric.
The yellow satin dress with its silver flashings
Lies on a chair
Beside a black mantle and a black mask.
Yellow and black,
Gorgeous -- barbaric.
The lady reads her letter,
And the leaves drift slowly
Past the long windows.
'How silly you look, my dear Abate,
With that great brown leaf in your wig.
Pluck it off, I beg you,
Or I shall die of laughing.'

A yellow wall
Aflare in the sunlight,
Chequered with shadows,
Shadows of vine leaves,
Shadows of masks.
Masks coming, printing themselves for an instant,
Then passing on,
More masks always replacing them.
Masks with tricorns and rapiers sticking out behind
Pursuing masks with plumes and high heels,
The sunlight shining under their insteps.
One,
One, two,
One, two, three,
There is a thronging of shadows on the hot wall,
Filigreed at the top with moving leaves.
Yellow sunlight and black shadows,
Yellow and black,
Gorgeous -- barbaric.
Two masks stand together,
And the shadow of a leaf falls through them,
Marking the wall where they are not.
From hat-tip to shoulder-tip,
From elbow to sword-hilt,
The leaf falls.
The shadows mingle,
Blur together,
Slide along the wall and disappear.
Gold of mosaics and candles,
And night blackness lurking in the ceiling beams.
Saint Mark's glitters with flames and reflections.
A cloak brushes aside,
And the yellow of satin
Licks out over the coloured inlays of the pavement.
Under the gold crucifixes
There is a meeting of hands
Reaching from black mantles.
Sighing embraces, bold investigations,
Hide in confessionals,
Sheltered by the shuffling of feet.
Gorgeous -- barbaric
In its mail of jewels and gold,
Saint Mark's looks down at the swarm of black masks;
And outside in the palace gardens brown leaves fall,
Flutter,
Fall.
Brown,
And yellow streaked with brown.

Blue-black, the sky over Venice,
With a pricking of yellow stars.
There is no moon,
And the waves push darkly against the prow
Of the gondola,
Coming from Malamocco
And streaming toward Venice.
It is black under the gondola hood,
But the yellow of a satin dress
Glares out like the eye of a watching tiger.
Yellow compassed about with darkness,
Yellow and black,
Gorgeous -- barbaric.
The boatman sings,
It is Tasso that he sings;
The lovers seek each other beneath their mantles,
And the gondola drifts over the lagoon, aslant to the coming dawn.
But at Malamocco in front,
In Venice behind,
Fall the leaves,
Brown,
And yellow streaked with brown.
They fall,
Flutter,
Fall.
O voi che, mentre i culmini Apuani
il sole cinge d'un vapor vermiglio,
e fa di contro splendere i lontani
vetri di Tiglio;
venite a questa fonte nuova, sulle
***** la brocca, netta come specchio,
equilibrando tremula, fanciulle
di Castelvecchio;
e nella strada che già s'ombra, il busso
picchia dè duri zoccoli, e la gonna
stiocca passando, e suona eterno il flusso
della Corsonna:
fanciulle, io sono l'acqua della Borra,
dove brusivo con un lieve rombo
sotto i castagni; ora convien che corra
chiusa nel piombo.
A voi, prigione dalle verdi alture,
pura di vena, vergine di fango,
scendo; a voi sgorgo facile: ma, pure
vergini, piango:
non come piange nel salir grondando
l'acqua tra l'aspro cigolìo del pozzo:
io solo mando tra il gorgoglio blando
qualche singhiozzo.
Oh! la mia vita di solinga polla
nel taciturno colle delle capre!
Udir soltanto foglia che si crolla,
cardo che s'apre,
vespa che ronza, e queruli richiami
del forasiepe! Il mio cantar sommesso
era tra i poggi ornati di ciclami
sempre lo stesso;
sempre sì dolce! E nelle estive notti,
più, se l'eterno mio lamento solo
s'accompagnava ai gemiti interrotti
dell'assiuolo,
più dolce, più! Ma date a me, ragazze
di Castelvecchio, date a me le nuove
del mondo bello: che si fa? Le guazze
cadono, o piove?
E per le selve ancora si tracoglie,
o fate appietto? Ed il metato fuma,
o già picchiate? Aspettano le foglie
molli la bruma,
o le crinelle empite nè frondai
in cui dall'Alpe è scesa qualche breve
frasca di faggio? Od è già l'Alpe ormai
bianca di neve?
Più nulla io vedo, io che vedea non molto
quando chiamavo, con il mio rumore
fresco, il fanciullo che cogliea nel folto
macole e more.
Col nepotino a me venìa la bianca
vecchia, la Matta; e tuttavia la vedo
andare come vaccherella stanca
va col suo redo.
Nella deserta chiesa che rovina,
vive la bianca Matta dei Beghelli
più? Desta lei la sveglia mattutina
più, dè fringuelli?
Essa veniva al garrulo mio rivo
sempre garrendo dentro sé, la vecchia:
e io, garrendo ancora più, l'empivo
sempre la secchia.
Ah! che credevo d'essere sua cosa!
Con lei parlavo, ella parlava meco,
come una voce nella valle ombrosa
parla con l'eco.
Però singhiozzo ripensando a questa
che lasciai nella chiesa solitaria,
che avea due cose al mondo, e gliene resta
l'una, ch'è l'aria.
Sacha Dia Dec 2015
Vida mia
Alma mia
Amor mio
tangshunzi Jul 2014
A dire il vero .il mio unico rammarico matrimonio non riesce a prenotare i ritratti nuziali .E 'tempo che oh-così- speciale per volteggiare intorno nel



vostro abito e la cattura che addirittura gorgeous " glow" prima del grande giorno .ma per fortuna ora arriva a vivere indirettamente attraverso i germogli come questa bellezza da Feather \u0026Spago .E ' tutto una sessione da sposa dovrebbe essere.e si può cliccare qui per mooooolto molto di più.
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Da Sposa .Non sono mai stata la ragazza che sognava il suo matrimonio crescita .Iè èterribile a decisioni e riviste di nozze me sottolineare fuori.ma quando mi sono fidanzato e ' come qualcosa alterato il mio DNA e sono diventato la abiti da sposa on line sposa più decisivo l'uomo conosca !** visto un vestito su Pinterest .inseguito i collegamenti fino a quando ** trovato il progettista .chiamato un negozio e pochi giorni dopo l'** comprato .

Quando ** messo su dopo la mia ultima prova .mi sentivo meraviglioso.Era così confortevole e civettuolo .Io amo la vita all'aria aperta .così ** capito che volevo fare i miei bridals qualche unico e nella natura .Abbiamo optato per vestiti da sposa una riserva naturale a Plano e aveva il giorno più bello .Il mio desiderio per il giorno può essere riassunta in tre parole: naturali .preziosi e divertenti.Kelsey e Talon reso questo e molto di più.Sì.era ventoso e mi è stato mangiato vivo da pulci penetranti .ma era il primo giorno mi sono sentito davvero come una sposa .

Camminando lungo la navata è un ricordo così chiaro e perfetto per me .Ero incredibilmente tranquillo e confortevole.che mi sorprende a questo giorno .Il vestito mi ha fatto sentire così elegante e mi ha permesso di concentrarmi vestiti da sposa su ciò che realmente importava quel giorno.Sono grato che ** trovato un vestito che era confortevole e mi ha fatto sentire come me .Sarà sempre la mia scelta vestito preferito :)

Fotografia : Feather \u0026 Twine | Dress : Mori Lee by Madeline Gardner | Florals : Gambi di Dallas | Parco : Arbor Hills Nature PreserveFeather \u0026 Fotografia Spago è un membro del nostro Little Black Book .Scopri come i membri sono scelti visitando la nostra pagina delle FAQ .Feather \u0026 Twine Fotografia VIEW
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Sessione nuziale a Arbor Hills Nature Preserve_abiti da sposa corti
Santiago Nov 2015
Hermano mio, yo se que te sientes cansado y estas confundido,
Se a levantado el enemigo para averte herido.
Yo se que aveces as pensado darte por vencido,
Pues se que facil no hacido

(Coro)
Pues yo comprendo que lo que estas pasando hoy,
Tambien lo he pasado yo, que se me acaban las fuerzas.
Pero te digo, hermano esfuerzate al llegar, se que no es facil caminar,
Pero Dios es tu fortaleza.

Oyeme hermano mio, No te rindas en la batalla
Oye ministro pelea, aunque tu sientas que satan se levanta.
Yo se que no es facil ver como los tuyos te dan la espalda.
Pero no te detengas, No te rindas en la batalla.
(nonono)
(/Coro)

Hermana mia (escucha)
Yo se que muchos an marcado con heridas tu vida.
Te as sentido muy sola, la victoria conquista.
Pues Se que aveces as pensado terminar con tu vida,
Pero Dios es tu alternativa.

(Coro)
No te reindas en la batalla, aunque sientas la tormenta...

Oyeme hermano mio, No te rindas en la batalla
Oye ministro, evangelista pelea, aunque tu sientas que satan & el gigante contra ti se levanta.
Yo se que no es facil ver como los tuyos te dan la espalda.(nono)
Pero no, Pero no te detengas, No te rindas en la batalla.

Pelea(4x)No te rindas en la batalla.

Pelea(4x)No te rindas en la batalla.

Pelea(4x)No te rindas en la batalla.

Pelea(4x)
Y No te rindas en la batalla.(aaa)
(No te rindas en la batalla.)
Pelea(7x)
(No te rindas en la batalla.)

Aunque se levante satanas contra ti mi hermano.

(No te rindas en la batalla.)
No Te Rindas Pelea. (4x)

Oyelo Evangelista oyelo Pastor oyelo Ministro!
No te rindas en la batalla!

Aunque quiera satanas derrotar tu familia

No te rindas en la batalla.
Pelea No te rindas en la batalla
It's the spiritual war i'm going through right now in my head against Satan
Sappi - e forse lo sai, nel camposanto -
la bimba dalle lunghe anella d'oro,
e l'altra che fu l'ultimo tuo pianto,
sappi ch'io le raccolsi e che le adoro.
Per lor ripresi il mio coraggio affranto,
e mi detersi l'anima per loro:
hanno un tetto, hanno un nido, ora, mio vanto:
e l'amor mio le nutre e il mio lavoro.
Non son felici, sappi, ma serene:
il lor sorriso ha una tristezza pia:
io le guardo - o mia sola erma famiglia! -
e sempre a gli occhi sento che mi viene
quella che ti bagnò nell'agonia
non terminata lagrima le ciglia.
Lascerò il momento per durare
nella tua eternità senza confini;
così io, ombra delicata e fiori
di velo ricoperti
tra marmi antichi e divorate chiome
svolgo il mio passo acceso alle veggenti
distese d'erba e anche al tuo passato,
uomo dei boschi, che mi sei sereno
quanto angosciata è la mia certa vita.
E lasciando le docili pasture
della ragione voglio smemorarmi
nei tuoi canti boschivi, sì che Amore
torni al mio seno e mi riaccolga intatta.
Forse tu mi hai sentito, quando ferma
nel sonno io gridavo il mio rancore
contro la vita, e certo mi hai chiamato
con lo strumento avido di suoni;
per questo, Pan, io vengo e nella corsa
perdo il mio velo e mi dimostro ignuda
nuda qual sono e non più giovinetta:
che amor mi morse dolce come mela,
e a me resta di un torsolo disfatto
l'amara meraviglia e la dolente
consunzione feroce dell'amore,
e che altri mi morda più assetato
che non Amore che mi toglie e mi tiene.
tangshunzi Jun 2014
Se hai effettuato il login per Style Me Pretty questa mattina alla ricerca di qualcosa che stava per allietare la abiti da sposa on line vostra giornata .siete fortunati .Abbiamo un super allegro .super felice .assolutamente stupendo Tahoe matrimonio da Em The Gem e di mettere un sorriso sul



mio volto che non sta andando da nessuna parte in qualunque momento presto .

ColorsSeasonsSummerSettingsRanchStylesCasual Elegance

dalla splendida sposa .Mio marito .Nick .e ** incontrato 10 anni fa a Tahoe come membri della UC Davis Ski Team .Quando diventando impegnati lo scorso agosto .abbiamo concordato la nostra posizione di nozze doveva essere significative e univoche .Tahoe è stata la scelta naturale .dal momento che è dove ci siamo conosciuti e continuiamo a visitare .Dopo la visualizzazione di più sedi Tahoe .abbiamo scoperto la splendida Northstar Zephyr Lodge .Con una splendida vista Tahoe Mountain Vista e la capacità di ospitare comodamente i nostri 200 + ospiti .il lodge Zephyr forma il conto perfettamente .La caratteristica migliore : gli ospiti sarebbero arrivati ​​tramite impianti di risalita !Essendo un nuovo lodge di sci .il nostro matrimonio è stata la prima cerimonia e il ricevimento nella posizione .quindi è stato emozionante mettere insieme tutti i dettagli .

Come graphic designer .si è ipotizzato che vorrei progettare tutto da solo .e io volentieri ha accettato la sfida .Per i nostri colori di nozze .abbiamo scelto il fucsia e giallo senape .Abbiamo apprezzato la felice .combo estate e anche come spuntato contro i colori forestali naturali .Per i nostri materiali cartacei di matrimonio .volevamo un look semplicistica che era spensierata e riflette il nostro spazio .** creato semplici caricature di Nick e io.insieme con uno dei nostri Goldendoodle .Maisie .che abbiamo usato per gli inviti .oltre alla giornata di materiali nozze e segnaletica .Abbiamo inserito dettagli in legno nella nostra cancelleria per riflettere la posizione.** disegnato tutto.dal salvare le date e programmi .fino ai pacchetti Toss riso .

La maggior parte delle decorazioni era DIY .Volevamo semplici decorazioni che mostrare il luogo moderno .ancora rustico e non eclissare gli scorci visti attraverso il soffitto stava quasi per finestre del piano .Abbiamo ordinato i nostri fiori alla rinfusa da un negozio di fiorista locale e .con l'aiuto di amici e familiari .organizzato loro il giorno prima dell'evento con barattoli riciclati.La sede ha fornito bei tavoli in legno che abbiamo accentato con corridori di colore neutro.Ai tavoli .abbiamo lasciato divertente gratta carte pop - quiz e penny per i nostri ospiti di godere .

schede magnetiche da Ikea visualizzare le nostre schede di scorta .Abbiamo fatto il nostro tessuto coperto di senape gialla e fucsia magneti pulsante per apporre le carte per le tavole .Per favori .abbiamo implementato la versione montagna Tahoe di un candy bar : il bar self-service trail mix !

abiti da sposa corti le damigelle indossavano gonne di seta neutri da BHLDN e ciascuno ha scelto i propri piani oltre a scarpe gialle .I testimoni dello sposo indossava pantaloni J. Crew e camicie bianche e senape cravatte gialle per una sensazione causale montagna .La madre dello sposo ha creato tutti i mazzi di fiori e boutonnieres .

Northstar ha fatto un lavoro meraviglioso appartamento il cibo cena e bevande .Il dessert buffet consisteva di tutti i dolci fatti in casa per gentile concessione di amici e familiari .Macarons .brownies .biscotti .caramelle e dolcetti piacquero molte pance .Dopo una lunga notte di balli .feste e bere .gli ospiti afferrato bastoncini luminosi per illuminare la loro strada giù per la montagna tramite gondola.E 'stata una bella giornata e la notte magica ricorderemo per sempre

Fotografia : Em The Gem | Wedding Planner : . Nancie Schoener | Wedding Gown : Mikella | capelli: Krystle Tanton | nuziale capelli pettine : Prim e Posies | damigella d'onore Gonne : BHLDN| Dress ballare: Anthropologie | Orecchini : Kate ***** | floreale Sash abbellimento : Belle de Benoir | Groomsmen Cravatte : Ashley NEF | Guest Book : Bridewell mercato | Inviti e Giorno della cancelleria : Elsie J | Trucco : Beauty Box Makeup Arte | Photo Booth :pic Box | cancelleria Fotografia : Lindsey Chin - Jones | Muta : J. Crew | Luogo : Northstar Zephyr LodgeBHLDN e J.Crew sono membri della nostra Look Book .Per ulteriori informazioni su come vengono scelti i membri .fare clic qui
http://www.belloabito.com/goods.php?id=422
http://188.138.88.219/imagesld/td//t35/productthumb/1/2150535353535_394146.jpg
http://www.belloabito.com/abiti-da-sposa-corti-c-49
Northstar Zephyr Lodge Wedding_vestiti da sposa
Vorrei un figlio da te che sia una spada
lucente, come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue e che risolva
più quietamente questa nostra sete.
Ah, se t'amo, lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo
e fiorita son tutta e d'ogni velo
vo scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.
Ma il mio cuore, trafitto dall'amore
ha desiderio di mondarsi vivo.
E perciò dammi un figlio delicato,
un bellissimo, vergine viticcio
da allacciare al mio tronco, e tu, possente
olmo, tu padre ricco d'ogni forza pura
mieterai liete ombre alle mie luci.
S'io riposo, nel lento divenire
degli occhi, mi soffermo
all'eccesso beato dei colori;
qui non temo più fughe o fantasie
ma la "penetrazione" mi abolisce.
Amo i colori, tempi di un anelito
inquieto, irrisolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana
dei cosmici "perché" del mio respiro.
La luce mi sospinge ma il colore
m'attenua, predicando l'impotenza
del corpo, bello, ma ancor troppo terrestre.
Ed è per il colore cui mi dono
s'io mi ricordo a tratti del mio aspetto
e quindi del mio limite.
Firefly Dec 2015
He travels in scarlet,
A scarlet shirt for all the fears.
He would go around and smile at all of you,
He may shake your hand,
And hope the tremors beneath his skin are hidden from your dry palms.
For even though he looks you in the eye,
He is afraid, always, since whenever,
Frightened, petrified, secretly exuding panic.
But this little boy, the one in red,
Was brave enough to face all of you,
For touching you may mend,
That part inside his mind that chokes,
At every bit of human contact,
Ever since that first night of contamination,
When red had become bad on his sheets,
When a candle was lit, slowly,
And he was made to watch as it burns,
And feel, and see, and scream,
But as the flame, over the years, slowly fade,
Another creeping memory,
Edges long since frayed,
A battle raged inside him,
And he told me,
"I will fight,
For tommorow and hope,
For the sunrise and heat,
But of all things,
I will fight for that smile you'll give,
When you see me cured,
I will fight for that hug,
And all our nights."
I have our hope,
And I will wait and watch,
As he touches you and grin.
This one's for all the nights he could sleep, with or without me watching over him. Unable to touch, for I feared his hatred. But I would never leave him, he is my first and only ever since long ago(3 years! :) ) I will never leave him, for when he is finally not afraid, I will hold him, he will cry, I will cry, and we may just remain like that forever. Happy.
Please never leave someone you love because you find it hard to deal with an unfortunate problem; affliction, whether it is frustrating or not. They need you now, and they will need you more for when change comes. Have hope and know that change will come.
Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento.
Bell'Alta Jun 2014
Sei nel mio cuore
Sei nei miei pensieri
Sei nella luce del sole
Sei nelle cose buone

Sei qui con me anche se
Sei lontanissimo da me
Come possiamo farlo?
Perché senza di te
Sono persa
Non sono io
Non sono a casa

Un giorno, ritornerò a trovarti
E saremmo insieme per sempre
Il mio cuore sara' pieno
I miei pensieri saranno chiari
La luce del sole brillerà piu forte
E le cose buone saremmo noi

Amore mio, ti amo
Ti ritornerò e sarai con me
La mattutina pioggia, allor che l'ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s'affaccia
L'abitator dè campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
E sorgo, e i lievi nugoletti, e il primo
Degli augelli susurro, e l'aura fresca,
E le ridenti piagge benedico:
Poiché voi, cittadine infauste mura,
Vidi e conobbi assai, là dove segue
Odio al dolor compagno; e doloroso
Io vivo, e tal morrò, deh tosto! Alcuna
Benché scarsa pietà pur mi dimostra
Natura in questi lochi, un giorno oh quanto
Verso me più cortese! E tu pur volgi
Dai miseri lo sguardo; e tu, sdegnando
Le sciagure e gli affanni, alla reina
Felicità servi, o natura. In cielo,
In terra amico agl'infelici alcuno
E rifugio non resta altro che il ferro.
Talor m'assido in solitaria parte,
Sovra un rialto, al margine d'un lago
Di taciturne piante incoronato.
Ivi, quando il meriggio in ciel si volve,
La sua tranquilla imago il Sol dipinge,
Ed erba o foglia non si crolla al vento,
E non onda incresparsi, e non cicala
Strider, né batter penna augello in ramo,
Né farfalla ronzar, né voce o moto
Da presso né da lunge odi né vedi.
Tien quelle rive altissima quiete;
Ond'io quasi me stesso e il mondo obblio
Sedendo immoto; e già mi par che sciolte
Giaccian le membra mie, né spirto o senso
Più le commova, e lor quiete antica
Cò silenzi del loco si confonda.
Amore, amore, assai lungi volasti
Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno,
Anzi rovente. Con sua fredda mano
Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto
Nel fior degli anni. Mi sovvien del tempo
Che mi scendesti in seno. Era quel dolce
E irrevocabil tempo, allor che s'apre
Al guardo giovanil questa infelice
Scena del mondo, e gli sorride in vista
Di paradiso. Al garzoncello il core
Di vergine speranza e di desio
Balza nel petto; e già s'accinge all'opra
Di questa vita come a danza o gioco
Il misero mortal. Ma non sì tosto,
Amor, di te m'accorsi, e il viver mio
Fortuna avea già rotto, ed a questi occhi
Non altro convenia che il pianger sempre.
Pur se talvolta per le piagge apriche,
Su la tacita aurora o quando al sole
Brillano i tetti e i poggi e le campagne,
Scontro di vaga donzelletta il viso;
O qualor nella placida quiete
D'estiva notte, il vagabondo passo
Di rincontro alle ville soffermando,
L'erma terra contemplo, e di fanciulla
Che all'opre di sua man la notte aggiunge
Odo sonar nelle romite stanze
L'arguto canto; a palpitar si move
Questo mio cor di sasso: ahi, ma ritorna
Tosto al ferreo sopor; ch'è fatto estrano
Ogni moto soave al petto mio.
O cara luna, al cui tranquillo raggio
Danzan le lepri nelle selve; e duolsi
Alla mattina il cacciator, che trova
L'orme intricate e false, e dai covili
Error vario lo svia; salve, o benigna
Delle notti reina. Infesto scende
Il raggio tuo fra macchie e balze o dentro
A deserti edifici, in su l'acciaro
Del pallido ladron ch'a teso orecchio
Il fragor delle rote e dè cavalli
Da lungi osserva o il calpestio dè piedi
Su la tacita via; poscia improvviso
Col suon dell'armi e con la rauca voce
E col funereo ceffo il core agghiaccia
Al passegger, cui semivivo e nudo
Lascia in breve trà sassi. Infesto occorre
Per le contrade cittadine il bianco
Tuo lume al drudo vil, che degli alberghi
Va radendo le mura e la secreta
Ombra seguendo, e resta, e si spaura
Delle ardenti lucerne e degli aperti
Balconi. Infesto alle malvage menti,
A me sempre benigno il tuo cospetto
Sarà per queste piagge, ove non altro
Che lieti colli e spaziosi campi
M'apri alla vista. Ed ancor io soleva,
Bench'innocente io fossi, il tuo vezzoso
Raggio accusar negli abitati lochi,
Quand'ei m'offriva al guardo umano, e quando
Scopriva umani aspetti al guardo mio.
Or sempre loderollo, o ch'io ti miri
Veleggiar tra le nubi, o che serena
Dominatrice dell'etereo campo,
Questa flebil riguardi umana sede.
Me spesso rivedrai solingo e muto
Errar pè boschi e per le verdi rive,
O seder sovra l'erbe, assai contento
Se core e lena a sospirar m'avanza.
La mattutina pioggia, allor che l'ale
Battendo esulta nella chiusa stanza
La gallinella, ed al balcon s'affaccia
L'abitator dè campi, e il Sol che nasce
I suoi tremuli rai fra le cadenti
Stille saetta, alla capanna mia
Dolcemente picchiando, mi risveglia;
E sorgo, e i lievi nugoletti, e il primo
Degli augelli susurro, e l'aura fresca,
E le ridenti piagge benedico:
Poiché voi, cittadine infauste mura,
Vidi e conobbi assai, là dove segue
Odio al dolor compagno; e doloroso
Io vivo, e tal morrò, deh tosto! Alcuna
Benché scarsa pietà pur mi dimostra
Natura in questi lochi, un giorno oh quanto
Verso me più cortese! E tu pur volgi
Dai miseri lo sguardo; e tu, sdegnando
Le sciagure e gli affanni, alla reina
Felicità servi, o natura. In cielo,
In terra amico agl'infelici alcuno
E rifugio non resta altro che il ferro.
Talor m'assido in solitaria parte,
Sovra un rialto, al margine d'un lago
Di taciturne piante incoronato.
Ivi, quando il meriggio in ciel si volve,
La sua tranquilla imago il Sol dipinge,
Ed erba o foglia non si crolla al vento,
E non onda incresparsi, e non cicala
Strider, né batter penna augello in ramo,
Né farfalla ronzar, né voce o moto
Da presso né da lunge odi né vedi.
Tien quelle rive altissima quiete;
Ond'io quasi me stesso e il mondo obblio
Sedendo immoto; e già mi par che sciolte
Giaccian le membra mie, né spirto o senso
Più le commova, e lor quiete antica
Cò silenzi del loco si confonda.
Amore, amore, assai lungi volasti
Dal petto mio, che fu sì caldo un giorno,
Anzi rovente. Con sua fredda mano
Lo strinse la sciaura, e in ghiaccio è volto
Nel fior degli anni. Mi sovvien del tempo
Che mi scendesti in seno. Era quel dolce
E irrevocabil tempo, allor che s'apre
Al guardo giovanil questa infelice
Scena del mondo, e gli sorride in vista
Di paradiso. Al garzoncello il core
Di vergine speranza e di desio
Balza nel petto; e già s'accinge all'opra
Di questa vita come a danza o gioco
Il misero mortal. Ma non sì tosto,
Amor, di te m'accorsi, e il viver mio
Fortuna avea già rotto, ed a questi occhi
Non altro convenia che il pianger sempre.
Pur se talvolta per le piagge apriche,
Su la tacita aurora o quando al sole
Brillano i tetti e i poggi e le campagne,
Scontro di vaga donzelletta il viso;
O qualor nella placida quiete
D'estiva notte, il vagabondo passo
Di rincontro alle ville soffermando,
L'erma terra contemplo, e di fanciulla
Che all'opre di sua man la notte aggiunge
Odo sonar nelle romite stanze
L'arguto canto; a palpitar si move
Questo mio cor di sasso: ahi, ma ritorna
Tosto al ferreo sopor; ch'è fatto estrano
Ogni moto soave al petto mio.
O cara luna, al cui tranquillo raggio
Danzan le lepri nelle selve; e duolsi
Alla mattina il cacciator, che trova
L'orme intricate e false, e dai covili
Error vario lo svia; salve, o benigna
Delle notti reina. Infesto scende
Il raggio tuo fra macchie e balze o dentro
A deserti edifici, in su l'acciaro
Del pallido ladron ch'a teso orecchio
Il fragor delle rote e dè cavalli
Da lungi osserva o il calpestio dè piedi
Su la tacita via; poscia improvviso
Col suon dell'armi e con la rauca voce
E col funereo ceffo il core agghiaccia
Al passegger, cui semivivo e nudo
Lascia in breve trà sassi. Infesto occorre
Per le contrade cittadine il bianco
Tuo lume al drudo vil, che degli alberghi
Va radendo le mura e la secreta
Ombra seguendo, e resta, e si spaura
Delle ardenti lucerne e degli aperti
Balconi. Infesto alle malvage menti,
A me sempre benigno il tuo cospetto
Sarà per queste piagge, ove non altro
Che lieti colli e spaziosi campi
M'apri alla vista. Ed ancor io soleva,
Bench'innocente io fossi, il tuo vezzoso
Raggio accusar negli abitati lochi,
Quand'ei m'offriva al guardo umano, e quando
Scopriva umani aspetti al guardo mio.
Or sempre loderollo, o ch'io ti miri
Veleggiar tra le nubi, o che serena
Dominatrice dell'etereo campo,
Questa flebil riguardi umana sede.
Me spesso rivedrai solingo e muto
Errar pè boschi e per le verdi rive,
O seder sovra l'erbe, assai contento
Se core e lena a sospirar m'avanza.

— The End —