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Nidhi Apr 2020
Fair and Lovely
its says it in the word
Fair.. and lovely....
it says it will make me beautiful
by erasing the color marrone and caramel
to match the color of porcelain white
it says that's what makes be beautiful
but why do I have to be white to be beautiful?
why can"t it be called  black opal and loved
why do I need to be white to be beautiful when my skin has so much history behind it
history should not be forgotten
fair and lovely is a cream that claims to make u feel more pretty by whitening your skin just an FYI for people who don't know
MARIA PANOUTSOU Feb 2017
this river / gray  and   brown / will move
so says tradition / lets stay faithful
since we have not / something else to recommend /
Maria  Panoutsou  Libations


αυτό το ποτάμι / το γκρι, καφέ/ θα το περάσουμε
έτσι λέει η παράδοση/ ας μείνουμε πιστοί
αφού δεν έχουμε/ κάτι άλλο να προτείνουμε/
μ.π σπονδές


questo fiume / grigio marrone / si muoverà
così dice la tradizione / lasciare fedele
dal momento che non abbiamo a /
qualcos'altro da raccomandare /

or
questo fiume / grigio e marrone /
lo leggerà
così dice la tradizione /
let rimangono fedeli
Dal momento che non abbiamo /
qualcos'altro di proporre /


Libagioni  Maria Pnoutsou
Ci vediamo in proiezione, ed ecco
la città, in una sua povera ora nuda,
terrificante come ogni nudità.
Terra incendiata il cui incendio
spento stasera o da millenni,
è una cerchia infinita di ruderi rosa,
carboni e ossa biancheggianti, impalcature
dilavate dall'acqua e poi bruciate
da nuovo sole. La radiosa Appia
che formicola di migliaia di insetti
- gli uomini d'oggi - i neorealistici
ossessi delle Cronache in volgare.
Poi compare Testaccio, in quella luce
di miele proiettata sulla terra
dall'oltretomba. Forse è scoppiata,
la Bomba, fuori dalla mia coscienza.
Anzi, è così certamente. E la fine
del Mondo è già accaduta: una cosa
muta, calata nel controluce del crepuscolo.
Ombra, chi opera in questa èra.
Ah, sacro Novecento, regione dell'anima
in cui l'Apocalisse è un vecchio evento!
Il Pontormo con un operatore
meticoloso, ha disposto cantoni
di case giallastre, a tagliare
questa luce friabile e molle,
che dal cielo giallo si fa marrone
impolverato d'oro sul mondo cittadino...
e come piante senza radice, case e uomini,
creano solo muti monumenti di luce
e d'ombra, in movimento: perché
la loro morte è nel loro moto.
Vanno, come senza alcuna colonna sonora,
automobili e camion, sotto gli archi,
sull 'asfalto, contro il gasometro,
nell'ora, d'oro, di Hiroshima,
dopo vent'anni, sempre più dentro
in quella loro morte gesticolante: e io
ritardatario sulla morte, in anticipo
sulla vita vera, bevo l'incubo
della luce come un vino smagliante.
Nazione senza speranze! L'Apocalisse
esploso fuori dalle coscienze
nella malinconia dell'Italia dei Manieristi,
ha ucciso tutti: guardateli - ombre
grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
Mateuš Conrad Nov 2020
ink or coffee blotches - most certainly creases:
chicken scratching for hand gesticulating
weaving together letters...

is this some sine qua non when romancing /
breaking into an effort:

name man, any man: as gallop -
           or tire calling him: frivolously extending
the whips of Xerxes -
some lesser creature would cost less
to hinder - ordeals of turtles and of rocks -
creatures of disproportionate sizing
with beards that attained
                              an eye's focus for waterfalls...

om - which ended as an omlette -
                          or aum -
                        and no (indefinite),
    not (definite) - aubergine -
   at best outlandish -
   for all this prepositional
   and conjunctional juggling:
  as if this, already wasn't...
               a joke of imitating convo.

                   - not by candlelight -
or by the itching glare of electric insomnia,
as bothersome as: the horizon and
London, just "there" might be...
              
    fiat voluntas tua!                (albeit...)
                                         sub rosa...

                                  as ever: what's new
or could possibly be?

                       - a question that does not desire
an answer: but what to observe?
    throw as much latin into the cauldron...
  heap upon heap of it...
latin like butter, red kidney and / or cannellini
beans all bloated -
       in a sauce thickened by
potatoes...

                     better than latin then...
a live tongue - a slimy fish of a tongue -
   so zazzi - some singing zing -
                  some amore lazio...
                       some pippa: bara-bing
para-bling...
                        and the pope's p'oo'ooh oops:
poops and not the chimera: pops!

  lingo moderno - linguaggio
  moderna lingo - bagaggio -
  dodging: gergo...

nove mesi a la puzza:
                             poi er tormento de la scola,
la cacca a la ssediola...
     er governo, lo spedale, li debbiti, la fica...

ciliegie e uva
          rafano e sedano rapa...
mare e cielo
              marrone di tutto:
                           soprattutto cazzo...            

zoom-zoom zours: russhin'o cap'oh
snare:                    pi-ц-a                  oh: eee...  

somehow i can only add:
thank god this isn't music...
           i bid - as much fun frustrations as:
i came to have...
mit herr watt - or rather:
                      mit watt und herr knott.
Ci vediamo in proiezione, ed ecco
la città, in una sua povera ora nuda,
terrificante come ogni nudità.
Terra incendiata il cui incendio
spento stasera o da millenni,
è una cerchia infinita di ruderi rosa,
carboni e ossa biancheggianti, impalcature
dilavate dall'acqua e poi bruciate
da nuovo sole. La radiosa Appia
che formicola di migliaia di insetti
- gli uomini d'oggi - i neorealistici
ossessi delle Cronache in volgare.
Poi compare Testaccio, in quella luce
di miele proiettata sulla terra
dall'oltretomba. Forse è scoppiata,
la Bomba, fuori dalla mia coscienza.
Anzi, è così certamente. E la fine
del Mondo è già accaduta: una cosa
muta, calata nel controluce del crepuscolo.
Ombra, chi opera in questa èra.
Ah, sacro Novecento, regione dell'anima
in cui l'Apocalisse è un vecchio evento!
Il Pontormo con un operatore
meticoloso, ha disposto cantoni
di case giallastre, a tagliare
questa luce friabile e molle,
che dal cielo giallo si fa marrone
impolverato d'oro sul mondo cittadino...
e come piante senza radice, case e uomini,
creano solo muti monumenti di luce
e d'ombra, in movimento: perché
la loro morte è nel loro moto.
Vanno, come senza alcuna colonna sonora,
automobili e camion, sotto gli archi,
sull 'asfalto, contro il gasometro,
nell'ora, d'oro, di Hiroshima,
dopo vent'anni, sempre più dentro
in quella loro morte gesticolante: e io
ritardatario sulla morte, in anticipo
sulla vita vera, bevo l'incubo
della luce come un vino smagliante.
Nazione senza speranze! L'Apocalisse
esploso fuori dalle coscienze
nella malinconia dell'Italia dei Manieristi,
ha ucciso tutti: guardateli - ombre
grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.
Ci vediamo in proiezione, ed ecco
la città, in una sua povera ora nuda,
terrificante come ogni nudità.
Terra incendiata il cui incendio
spento stasera o da millenni,
è una cerchia infinita di ruderi rosa,
carboni e ossa biancheggianti, impalcature
dilavate dall'acqua e poi bruciate
da nuovo sole. La radiosa Appia
che formicola di migliaia di insetti
- gli uomini d'oggi - i neorealistici
ossessi delle Cronache in volgare.
Poi compare Testaccio, in quella luce
di miele proiettata sulla terra
dall'oltretomba. Forse è scoppiata,
la Bomba, fuori dalla mia coscienza.
Anzi, è così certamente. E la fine
del Mondo è già accaduta: una cosa
muta, calata nel controluce del crepuscolo.
Ombra, chi opera in questa èra.
Ah, sacro Novecento, regione dell'anima
in cui l'Apocalisse è un vecchio evento!
Il Pontormo con un operatore
meticoloso, ha disposto cantoni
di case giallastre, a tagliare
questa luce friabile e molle,
che dal cielo giallo si fa marrone
impolverato d'oro sul mondo cittadino...
e come piante senza radice, case e uomini,
creano solo muti monumenti di luce
e d'ombra, in movimento: perché
la loro morte è nel loro moto.
Vanno, come senza alcuna colonna sonora,
automobili e camion, sotto gli archi,
sull 'asfalto, contro il gasometro,
nell'ora, d'oro, di Hiroshima,
dopo vent'anni, sempre più dentro
in quella loro morte gesticolante: e io
ritardatario sulla morte, in anticipo
sulla vita vera, bevo l'incubo
della luce come un vino smagliante.
Nazione senza speranze! L'Apocalisse
esploso fuori dalle coscienze
nella malinconia dell'Italia dei Manieristi,
ha ucciso tutti: guardateli - ombre
grondanti d'oro nell'oro dell'agonia.

— The End —