"macerie" poems
Sono cresciuto in una terra strana
dopo che hai messo all'ombra la mia luce,
quasi non mossi piede dalla soglia
della mia meraviglia
per il dio nuovo cui tu m'opponevi.
In me cresceva il Dio dei miei domini
(ero ancora ragazzo)
ma tu mi hai rotto l'urlo ai vorticosi
margini della bocca,
l'urlo della potente giovinezza.
Mamma, io ti ringrazio
dalla rigida tomba entro cui siede
il mio pensiero finalmente puro.
Ora vedo che a forza mi hai strappato
il verde degli amari desideri,
mi hai edificato come l'architetto
sapiente che ritoglie chiari miti
dalle antiche macerie.
Nacqui umana rovina come tutti,
tu mi hai intessuta un'ala senza geli...
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Non è del nulla che ti parlo
ma di questo vacuo ardore
che misura ogni mio atto
Ognuno adesso è santo e il pasto
di certe sere - di bocche serie
ha smembrato anche me
che guardo e fingo
di non sapere che l'asfalto
riflette il mio viso
liquefatto per il caldo
E' un patto questo fango
di macerie restaurate
da mani urlanti un passato
in cui tutto era più chiaro o forse
meno azzardato
Nov 7, 2014
Nov 7, 2014 at 10:16 AM UTC