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"giglio" poems
Dalla tua adolescenza fatta di lunghi brividi ai capelli e d'usignoli infitti alle tue palme, sgorgava la vertigine di un giglio esalante profumo di domanda. Ah, l'immane fatica d'innestare il tuo fiore prodigioso oltre i tiepidi climi delle folle a vertici di gelo! Avorio concretato fra le mani d'estremi crocifissi, ronzio di spine ad ogni polpastrello delle morbide dita, e dopo rose, rose di stupore, placide nevicate d'innocenza, variare d'onde al largo dei tuoi occhi, fissità di pupilla, vedovi cigni solitari al corso dei tuoi fiumi d'amore.
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S. Teresa del Bambino Gesù
Lungo il tempo infinito della Grecia quando concesso era il paradiso alle fanciulle in tèpidi giardini e le vestali avevano corolle sempre accese nel grembo, tu vivevi di già poi che veduta t'ho nel sonno e vagante, sconcertata urgevi già alle porte dell'amore senza averne risposta. Ira conclusa musica folle inetta alle fatiche della Grecia gaudente e pur ben salda dentro la luce enorme che ti tiene. Sempre, Violetta, il tempo ti oscurava dentro quella mordente nostalgia di cose pure, nate dal pensiero purificate al vivo nel dolore... E sempre sola, come una puledra di sceltissima razza, pascolando riluttante le biade degli umani ardi d'amore come un giglio chiuso.
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Sogno
When all else is gone, When I can’t hear the song, And I must close my eyes, Something inside cries “It’s me! I’m here! In a place without fear, I’m the voice of love, Sweet as heaven above. Love is me, the real me.” Me. Really. Virginia Giglio February 2019
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Feb 22, 2019
Feb 22, 2019 at 2:24 AM UTC
Who am I, Really?