"giglio" poems
Dalla tua adolescenza
fatta di lunghi brividi ai capelli
e d'usignoli infitti alle tue palme,
sgorgava la vertigine di un giglio
esalante profumo di domanda.
Ah, l'immane fatica
d'innestare il tuo fiore prodigioso
oltre i tiepidi climi delle folle
a vertici di gelo!
Avorio concretato fra le mani
d'estremi crocifissi,
ronzio di spine ad ogni polpastrello
delle morbide dita,
e dopo rose, rose di stupore,
placide nevicate d'innocenza,
variare d'onde al largo dei tuoi occhi,
fissità di pupilla,
vedovi cigni solitari al corso
dei tuoi fiumi d'amore.
973
Lungo il tempo infinito della Grecia
quando concesso era il paradiso
alle fanciulle in tèpidi giardini
e le vestali avevano corolle
sempre accese nel grembo,
tu vivevi di già poi che veduta
t'ho nel sonno e vagante, sconcertata
urgevi già alle porte dell'amore
senza averne risposta. Ira conclusa
musica folle inetta alle fatiche
della Grecia gaudente e pur ben salda
dentro la luce enorme che ti tiene.
Sempre, Violetta, il tempo ti oscurava
dentro quella mordente nostalgia
di cose pure, nate dal pensiero
purificate al vivo nel dolore...
E sempre sola, come una puledra
di sceltissima razza, pascolando
riluttante le biade degli umani
ardi d'amore come un giglio chiuso.
1k
When all else is gone,
When I can’t hear the song,
And I must close my eyes,
Something inside cries
“It’s me! I’m here!
In a place without fear,
I’m the voice of love,
Sweet as heaven above.
Love is me, the real me.”
Me. Really.
Virginia Giglio
February 2019
Feb 22, 2019
Feb 22, 2019 at 2:24 AM UTC