"crollo" poems
by Laura Mercurio Ebohon
(Copyright 2009)
I walk but I don’t know where I’m going.
I slip, stumble and draw myself up.
I follow the wind,
I run away from me,
From a me I don’t recognize.
And you can see
You see so clearly!
In the scars of the heart and the wounds of the soul,
In the irreversible, unquenchable pain.
You know everything!
I walk and I don’t know where I’m going
I fall, I get up,
Looking at the sky I pray
For I could see too,
Through your eyes one time only.
To see and hate myself like you do,
despise me as you do.
I walk, nowhere to go,
I collapse and grasp.
Still I can’t see what you see,
But I see you, your rage,
And I keep on walking but I don’t know where I am going.
Camminando
Di Laura Mercurio Ebohon
(Copyright 2009)
Cammino ma non so dove vado.
Scivolo, sbando e mi raddrizzo
Seguo il vento,
Scappo da me,
Da quello che non so di essere.
E tu vedi,
Vedi così chiaro!
Nei solchi del cuore e le ferite dell’anima,
Nel dolore irreversibile, incolmabile.
Sai tutto tu!
Cammino, non so dove vado,
Cado e mi rialzo
Guardo il cielo e prego,
Perché possa anch’io vedere,
Con i tuoi occhi per un attimo soltanto.
Guardarmi e odiarmi come mi odi tu,
Disprezzarmi come fai tu.
Cammino e non so dove vado,
Crollo, mi aggrappo.
Ancora non vedo quello che vedi tu,
Ma vedo te, la tua ira
E continuo a camminare ma non so dove andare.
Feb 15, 2010
Feb 15, 2010 at 4:04 AM UTC
Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori dal tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace uomo che tarda
all'atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d'una leva che arresta
l'ordegno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco di un sentiero m'ebbi
l'opposto in cuore, col suo invito; e forse
m'occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.
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A lungo, modulando le discrete
erte forme del cuore
per attingere a foce inconosciuta
mani esangui di donna
e mani vigorose e pronte, il solco
hanno tracciato in circolo alla terra
perché vi si calasse inopinato
seme, ristoratore del peccato.
Ma poi che avvenne il crollo onde di un moto
originario mosse la dolcezza
della sua pura essenza,
nudi giacciono in sonno gli antenati,
anfore chiuse al fremito del parto.
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