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Mar 2018
Stamattina, preso come al solito dalle mie infinite riflessioni ** deciso di scrivere una riflessione con paragone psicologico tra me e una persona che di recente è stata importante per me.
La chiamerò G., come l'iniziale del mese in cui l'** conosciuta, per mantenere un anonimato.

Definirei questo giorno perfetto per scrivere la riflessione perché il tempo passato mi permette di avere una buona distanza emotiva per poter essere quanto più oggettivo possibile e la memoria mantiene un ricordo abbastanza vivido.

1- Introversione.
Questo è sicuramente uno dei tratti che abbiamo in comune.
Osserviamo il mondo che ci circonda con occhio scrutatore, (dove lo scrutare è un osservare razionale con interrogazioni sul soggetto, o altamente irrazionale: artistico, dove si ammira o contempla il soggetto prendendone ispirazione artistica o beatitudine psicologica(emozione)). Non abbiamo bisogno di avvicinarci alle persone, eccetto in quei rari casi in cui ne vediamo una personalità molto particolare che ci spinge ad avvicinarci ad essa, perché ne potremmo ricavare un arricchimento personale sia esso emotivo che intellettuale.

Non so delle sue amicizie, quanto possano essere profonde e diffuse, ma le mie sono molto ridotte ma di una fortissima intensità.
Per mia scelta tra l'altro. Infatti ** avuto tante possibilità di avere persone accanto ma purtroppo non ne provavo il minimo interesse.
Non mi piace avere starnazzamenti accanto.
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1.1­ Intelligenza ed emotività. Questo, che non è altro che un aspetto dell'introversione, non posso che metterlo in un paragrafo a parte.
Perché dalla prima conversazione è stato l'aspetto che più in lei (e quindi in me che ** avuto la possibilità di far emergere questo aspetto del mio carattere) è risaltato, fin da subito. Un'intelligenza vivace, sarcastica ed umoristica.

L'emotività è anche per lei un'arma a doppio taglio, capace di emozionarsi per le cose più piccole(per gli altri) ma che per noi possono essere davvero belle, uniche, come il dettaglio di un'ombra su un oggetto o il rumore dell onde sul mare, a volte si trasforma in sofferenza e anche apatia.
Ma se dalla sofferenza ne si può prendere una forte ispirazione artistica e una grande emozione capace di farti sentire cosi' vivo, l'apatia la ripudiamo come fosse il peggior nemico della vita, proprio perché l'apatia è l'opposto delle emozioni, e noi non cerchiamo che quelle.


Questo ci rende dei sognatori.
La ricerca dell'attimo fuggente, perché tutto è effimero e fra cent'anni non saremo che cenere.
Un mondo pieno di possibilità e gioie fugaci ma al tempo stesso così crudele da farci rinchiudere in casa per sognare, lavorare su noi stessi, per diventare finalmente ciò che siamo, per recuperare l'energie.
Ma l'attimo fuggente non possiamo trovarlo rimanendo a casa, nascosti. Bisogna esporsi, osare, per vivere di ciò che cerchiamo. Vivere

2-Timidezza?
Uno degli aspetti che ** posto a riflessione più spesso su di lei è se fosse veramente timida o semplicemente fosse un'introversa come me. Perché di solito le persone timide sono insicure di se (lei non è insicura di sè, è solo indecisa per via della complessità del mondo) e tendono a comunicare poco.
Quando invece lei con me ha dimostrato uno spiccato senso della retorica, che mi stimolava tantissimo, perché ** incontrato poche persone capaci di esprimere certi concetti.
A volte mettendomi in difficoltà. Non per via della mia incapacità a rispondere, ma per via della mia emotività, mi sono chiesto infatti perché utilizzare la retorica con me. Questo rendeva al cosa eccitante(finalmente qualcuno che mi mette alla prova) fino a quando il contesto era di un certo tipo. Ma lei l'ha usata in un contesto in cui la retorica era solo un mezzo scorretto per fuggire e ferire Questo porta a un punto che ci rende diversi, il punto 3
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3- Senso della giustizia, rispetto per gli altri e cercare per quanto possibile di non ferire nessuno.
E qui potrebbe mostrarsi la mia più totale incoerenza e incapacità di essere veramente oggettivo in quanto per natura essere irrazionale.
Lei ha tentato di ferirmi con quello che credeva essere il mio punto più debole, quello che mi avrebbe veramente distrutto (secondo lei).
Che invece non ha auto nessun effetto sulla mia persona se non della mia percezione su di lei.
Chi mai userebbe colpire con tanta freddezza qualcuno con quello che si crede essere il suo punto più debole, con una precisione tale da ricercare solo in chi ricerca il punto di rottura del diamante?

Non so niente di lei, della sua vita e del suo trascorso quindi non posso che astenermi dal giudicare ma quello è stato un colpo bassissimo che io non avrei mai usato con nessuno.
Quindi mi chiedo, cosa ** fatto per averla fatta incazzare cosi' tanto? ** già la risposta, sono stato troppo emotivo, debole, e anche stronzo come a me non piace essere. Ma lei è stata comunque più stronza. "Sono sempre gli altri a sbagliare" (ironia)
Domtwo
Written by
Domtwo  22/M/Catania
(22/M/Catania)   
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